Villa Mondeggi di Bagno a Ripoli, va all’asta

Villa Mondeggi di Bagno a Ripoli, va all’asta

Firenze, la Città Metropolitana mette all’asta Villa Mondeggi di Bagno a Ripoli, il pubblico incanto si terrà l’1 marzo 2019 alle ore 10.

Così, riferisce un comunicato, l’avviso di asta pubblica per la vendita della tenuta di Villa Mondeggi, che è di proprietà dell’ente, nella sede della stessa Metrocittà, in Sala Oriana Fallaci, via dei Ginori 8 a Firenze.

L’asta, viene inoltre spiegato, avrà luogo “per la vendita a corpo e non a misura, in un unico lotto dei beni immobili, costituenti la cosiddetta ‘Tenuta di Villa Mondeggi’, costituita da villa padronale, con ampio giardino arricchito da numerose fontane e da fabbricati pertinenziali, il tutto circondato da quasi 170 ettari di terreni suddivisi in cinque poderi agricoli con le relative case coloniche”.

La tenuta è nel Comune di Bagno a Ripoli nei pressi dell’abitato di Capannuccia, su una collina a una quota di circa 200 metri sul mare, facilmente raggiungibile sia dall’abitato di Bagno a Ripoli che dal vicino casello autostradale di Firenze Sud.

La strada comunale di Pulizzano, che si congiunge alla S.P. 56 in prossimità della frazione Capannuccia, conduce alla Villa di Mondeggi e alle case coloniche dei vari poderi.

Ad oggi i terreni e i fabbricati di proprietà si estendono per oltre 170 ettari e sono distribuiti a monte della valle del torrente Ema, in località Capannuccia nel comune di Bagno a Ripoli, oltre ad alcuni terreni a bosco nel comune di Figline e Incisa Valdarno.

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Neve in Mugello, Valdarno e Chianti. Scuole chiuse a Carmignano

Neve in Mugello, Valdarno e Chianti. Scuole chiuse a Carmignano

A causa dell’allerta meteo gialla per neve e vento, e in seguito all’intensificarsi delle precipitazioni nevose anche a bassa quota ieri, il sindaco di Carmignano, in provincia di Prato, Edoardo Prestanti ha disposto la chiusura delle scuole stamani.

Divieto inoltre di circolazione sull’intera viabilità comunale di veicoli non dotati di pneumatici da neve o catene da neve a bordo. Sempre nel Pratese ieri sera incidente stradale mentre era in corso una copiosa nevicata sulla via Nuova per Migliana, nel comune di Cantagallo: un’auto è finita in un dirupo. Due le persone a bordo: un uomo, uscito poi da solo dalla vettura, e una donna che è stata estratta dai vigili del fuoco e affidata ai sanitari del 118.

Intanto la protezione civile della Città metropolitana di Firenze segnala neve sui passi appenninici (foto), in particolare dell’Alto Mugello, dove stamani presto si registravano deboli nevicate a tratti. Grazie al lavoro dei mezzi spalaneve e spargisale risultano comunque transitabili tutte le strade di competenza della Metrocittà di Firenze.

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Teatro Studio: i Gogmagog in prima nazionale con “Giovanni per campare digiunava”

Teatro Studio: i Gogmagog in prima nazionale con “Giovanni per campare digiunava”

Dal 24 al 28 novembre al Teatro Studio “Mila Pieralli” di Scandicci i Gogmagog debuttano in prima nazionale con “Giovanni per campare digiunava”, graphic novel dal vivo su Giovanni Succi, artista della fame

Digiuno, scienza, magia, in una vorticosa riflessione sul circo dell’arte e della vita, spinta oltre ogni limite. I Gogmagog debuttano con Giovanni per campare digiunava in prima nazionale al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci dal 24 al 28 novembre. Il titolo riprende il modo ironico, in voga a fine ’800, di descrivere la strana e bizzarra attività di Giovanni Succi, il più grande “artista della fame” del suo tempo. Lo spettacolo è ideato e scritto da Virginio Liberti, con in scena Cristina Abati, Carlo Salvador, Rossana Gay, Tommaso Taddei (anche regista).

“Non intendiamo restituire cronologicamente la stravagante vita di Succi – afferma Taddei – siamo consapevoli di poterla raccontare solo per frammenti, nella forma di un graphic novel agito dal vivo: la scena dialoga e si interseca con altri linguaggi, come l’illustrazione, il fotoromanzo, e poi frammenti video e musica.”

Il lavoro si alimenta degli esiti di un lungo laboratorio con oltre 90 ragazzi degli Istituti superiori scandiccesi Russell Newton e Sassetti Peruzzi, impegnati, tra l’altro, nella lettura/approfondimento di Un digiunatore di Franz Kafka, nonché nell’analisi storica di Giovanni Succi, scomparso 100 anni fa proprio a Scandicci. Il progetto è a cura di Stefano De Martin.

Accompagnano la pièce il libro Vivere di fame ovvero Fame di vivere e l’omonima mostra fotografica alla Biblioteca di Scandicci, aperta fino al 1° dicembre (il 22 novembre, ore 17-18:30, è in programma l’incontro Il digiuno e i sogni con Paolo Albani, Laura Forti, Aldo Frangioni, Enzo Fileno Carabba).

Una produzione Gogmagog, con il sostegno di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Fondazione Teatro della Toscana e Comune di Scandicci.

I Gogmagog

Nel 1922 fu dato alle stampe Un digiunatore (Ein Hungerkünstler, letteralmente Un artista della fame) scritto da Franz Kafka che, gravemente ammalato, morirà due anni dopo. Narra di un digiunatore di professione che, non trovando il cibo adatto a lui, si lascia morire nella gabbia in cui era stato rinchiuso per la sua esibizione.

È probabile che il modello ispiratore di Kafka sia stato lo stravagante Giovanni Succi, uno degli artisti del digiuno più conosciuti nel mondo tra Ottocento e Novecento, la cui figura è al centro diGiovanni per campare digiunava dei Gogmagog, in prima nazionale al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci dal 24 al 28 novembre. Ideato e scritto da Virginio Liberti, vede in scena Cristina Abati, Carlo Salvador, Rossana Gay, Tommaso Taddei (anche regista).

“Lo spettacolo – dice Taddei – si snoda come un viaggio all’interno delle imprese, delle contraddizioni, dei cortocircuti sensoriali e di senso presenti nella vita di Giovanni Succi, artista del digiuno, una forma d’arte che raccoglieva enorme successo poco più di un secolo fa e che oggi appare difficile anche da immaginare.”

Nato a Cesenatico nel 1850 e morto a Scandicci 100 anni fa, nel 1918, durante la sua carriera artistica Succi ha compiuto imprese memorabili. Nel 1886 a Parigi digiunò per 30 giorni consecutivi. Nel 1888, quando replicò quella sua “performance” a Firenze, si sottopose anche ai controlli medici dell’equipe del prof. Luigi Luciani, uno dei più importanti fisiologi dell’epoca, per garantire la serietà e il rigore dell’esperimento. A partire dal 1898 fece a Torino vari spettacolari digiuni: uno di 50 giorni e un altro addirittura di 66, nel quale perse ben 20 chili.

“La pubblicazione Vivere di fame ovvero Fame di vivere e l’omonima mostra – precisa Tommaso Taddei – offrono maggiori strumenti per entrare nella biografia di Giovanni Succi di quanto faccia lo spettacolo. Il nostro racconto segue continui slittamenti di senso, di percezione. Limiti, soglie, contrasti per incalzare una visione spiazzante, non accomodante. Giovanni per campare digiunava – prosegue – è dedicato a un pubblico giovane, come quello che abbiamo conosciuto nei laboratori, da cui abbiamo colto la dimestichezza con linguaggi che stanno fuori dal teatro. Abbiamo voluto poi uno schermo, in fondo alla sala, lo stesso che oggi ci guida e ci interrompe continuamente.”

La vicenda si svolge all’interno di un piccolo circo, abitato da una compagnia bislacca e scalcinata, composta da una donna barbuta, da dei personaggi mascherati e da una declinazione contemporanea del clown bianco; la donna tenta di raccontare la vita dello straordinario digiunatore, ma viene interrotta continuamente dai suoi compagni di scena. Le illustrazioni originali sono di Marco Ferro, le elaborazioni video di Ines Cattabriga.

“Dopo una delle molte interruzioni provocate dai suoi compagni, la donna – interviene Taddei – si addormenta, insegue un sogno di libertà. Una libertà in grado di mescolare tempo e spazio, di essere qui e altrove, magari incontrando Succi tra le braccia di Mafalda, Gandhi, Marylin Monroe o altre icone a lui non coeve.”

La soglia che i Gogmagog intendono indagare si tiene fra i poli del digiuno volontario come pratica per fare spazio dentro di sé, per accogliere altro, e la fame “nuda e cruda”, quella drammatica, mortale, imposta come dannazione che non fa spazio a nient’altro, che costituisce un grande dramma sociale.

“La dialettica – conclude Tommaso Taddei – è rappresentata dalle immagini coloratissime di Ensor (quelle del suo carnevale anarchico, della morte, del Gesù che moltiplica i pesci, degli scheletri, delle grandi abbuffate) e quelle in bianco/nero delle file interminabili degli indigenti richiedenti almeno un piatto di minestra. Pur non essendo un lavoro prettamente politico, riflette molto su quanto noi sentiamo sottopelle; ed essere partiti dal corpo di Giovanni Succi e dai corpi adolescenti dei nostri laboratori, ci ha aiutato non poco.”

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Metrocittà Firenze, neve sui Passi Appenninici

Metrocittà Firenze, neve sui Passi Appenninici

Deboli nevicate questa notte sui Passi Appenninici. Attivati mezzi della Protezione civile metropolitana. Le norme di comportamento da tenere

Nevicate sulla zona dell’Alto Mugello, soprattutto sui Passi Appenninici. “Mezzi spalaneve della Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze – avverte i consigliere delegato Angelo Bassi – sono attivati e in azione. Si raccomanda prudenza alla guida”.
La Protezione civile ricorda le norme di comportamento da tenere in caso eventi nevosi nel documento in allegato.

DOCUMENTO SULLE NORME

 

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Prima il decoro ‘umano’: circolari Prefettura, appello del no profit a Nardella e sindaci metropolitani

Prima il decoro ‘umano’: circolari Prefettura, appello del no profit a Nardella e sindaci metropolitani

Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta dall’Associazione OLTRE – Ponti tra i mondi Onlus  all’amministrazione fiorentina e ai sindaci della Città metropolitana di Firenze  in merito alle Circolari della Prefettura che richiedono il “coprifuoco” e la violazione della privacy dei richiedenti asilo ma anche sulle politiche del Governo che riguardano il Decreto Sicurezza.

Caro Sindaco, siamo una piccola Associazione – OLTRE Ponti fra i Mondi Onlus – che da dieci anni si occupa, sul territorio mugellano (Città Metropolitana di Firenze) di chi fugge dalla fame, dalla guera e dalla povertà. I richiedenti asilo, i migranti, gli shanieri, persone in difficolta. Vera. Piccola associazione ma grande nel cuore, nei principi che la guidano e nel lavoro che fa. Come tante altre! Il nostro pensiero è che occupandosi sul serio di queste situazioni, persone, ci si occupa di noi, del nostro territorio e della nostra stessa “sicurezza”.

Collaboriamo con gli SPRAR, le Cooperative e altre Associazioni che operano sul territorio. Ogni giorno viviamo sulla nostra pelle e condividiamo con ragazzi e ragazze, donne e uomini, le loro situazioni drammatiche le difficoltà e le speranze- Quando arrivano hanno bisogno di tutto. Soprattutto umanamente. Ci occupiamo di fornire loro strumenti di base per l’integrazione come la conoscenza dell’italiano, delle regole e della cultura del nostro paese. Lavoriamo per il loro inserimento lavorativo e sociale, diamo assistenza a livello sanitario, legale li aiutiamo a prendere la patente di guida trovare casa, e altro.

Crediamo che se non ci fosse il volontariato in Italia sarebbe davvero un problema serio, anche di sicurezza. E crediamo che la Politica dovrebbe assomigliare un po’ di più a questo. Libera dalle politiche del profitto, libera di pensare e agire. Siamo semplici cittadini, ognuno col proprio lavoro (chi ce l’ha) e le proprie competenze, che mettiamo al servizio della collettività senza scopo di lucro alcuno, aggiornandoci e acquisendo nuove competenze e conoscenze. A volte ospitando a casa chi non ha altre soluzioni e finirebbe per strada o chissà dove.

Ecco, la nostra esperienza ci dice che abbiamo bisogno di sane e coraggiose politiche di accoglienza al fine di creare un vero clima di legalità, arricchimento e fiducia reciproca. Basato sulla cultura e non sulla paura. Da questo non possiamo che guadagnarci tutti, come dimostra l’operato del Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, al quale manifestiamo la nostra solidarietà e stima. Esempio e modello di applicazione dei principi della Costituzione Italiana e delle Leggi Internazionali sui diritti dell’Uomo. Leggi, non idee personali. E’ dentro queste Leggi che si devono trovare soluzioni. Ed è per questo, che ci rivolgiamo a lei e ai Sindaci tutti del nostro territorio fiorentino- Perché abbiamo bisogno di voi, nostri rappresentanti, e garanti di queste Leggi, che nessun guadagno economico o personale dovrebbe mettere a rischio.

Il Ministro Salvini invece col Decreto sicurezza fa esattamente tutto il contrario, eliminando la possibilità di richiedere l’Asilo per motivi umanitari, abolendo le politiche già precarie di accoglienza, (fatte di piccole e più equilibrate e gestibili realtà distribuite sui territori) creando e alimentando di nuovo i grandi centri di “detenzione” nelle città dove si andrà ad aggiungere disagio a disagio. Dettando linee guida che sono la madre di Circolari inaccettabili, come quella del Prefetto di Firenze. Questo Governo e chi ne segue ciecamente le linee politiche crea ed alimenta situazioni invivibili e pericolose, alimenta l’insicurezza e l’instabilità. L’ignoranza, il razzismo, la paura del diverso e l’intolleranza, unite alla repressione, l’uso delle armi (legittima difesa), l’uso del taser (già in dotazione alle Forze dell’ordine a Firenze), la paura (cieca) del diverso, non farà che portare le tensioni al limite e trasformare in polveriere pronte ad esplodere le nostre città e strade, lungi dal risolvere alcunché.

Questa non è l’Italia che vogliamo, queste non sono le strade dove vogliamo vivere. Né per noi né tantomeno per i nostri famiglie. Mi rivolgo a Lei e a tutti i Sindaci del nostro territorio, chiedendovi di prendere posizione contro questo tipo di politiche del Governo e contro le nuove assurde Circolari emesse dalla Prefettura di Firenze con le quali si obbliga a non uscire dai Centri di accoglienza dalle 20,00 alle 08,00 i richiedenti asilo e si viola la privacy degli ospiti nei Centri di accoglienza con l’apertura della loro privata. Con queste Circolari ‘non solo si snatura il ruolo degli operatori dei Centri che si vorrebbero trasformati in carcerieri ma si insinua che un richiedente asilo è un terrorista o un truffatore e si sancisce che chi sta fuori dai CAS oltre le otto di sera (o prima delle otto del mattino) è un fuorilegge, una persona pericolosa che va riportata in gabbia con procedure e modalità analoghe a chi commette un reato”.

Tutto questo ci pare un accanimento inutile e pericoloso che non dà risposte ma crea ulteriori problemi e tensioni! Conosciamo ragazzi/e che escono alle 06,00 per andare a lavorare, oppure che lavorano la sera dopo le 20. Lavoro già difficile da trovare e certo non lavoro che viene tolto ai ragazzi italiani. Lavoro che è una risorsa per tutti noi. Non ci pare che ci siano criticità tali, né motivi validi di ordine pubblico nelle nostre città e paesi che possano in alcun modo rendere necessario o giustificare un tale provvedimento, dai chiari connotati.. – . Sappiamo già a cosa porta tutto questo. Che prima del “decoro urbano” si investa sul ‘DECORO UMANO”, culturale e civile, Sindaco. Il Sindaco, dalla Sua persona rappresentato, ha il potere di avallare o meno tali prvvedimenti laddove questi non rispondano a reali interessi della popolazione o vadano contro principi costituzionali. Chiediamo quindi, di nuovo, di prendere posizione chiara e di fare tutto quello che Le è possibile, come molti stanno già facendo, con coraggio e dignità conto questo degrado civile e questa barbarie assoluta. Quella del Governo, delle sue politiche sulla sicurezza, e delle Circolari della Prefettura. Perché questa, ci pare la vera emergenza. La cittadinanza ha bisogno urgente di essere guidata ed educata ai principi costituzionali ed alla comprensione che, sola, è strumento contro le false paure, la violenza, l’ignoranza in sintesi, il degrado.

Che le Istituzioni diano l’esempio e ci aiutino a comprendere le cause reali delle migrazioni e del disagio. Cominciando col prendersi le responsabilità di Paese europeo (l’Italia) che come altri ha contribuito a creare molte delle condizioni di fame guerra degrado sociale ed ambientale e sfruttamento, nei luoghi da cui provengono queste persone disperate. Partiamo da noi. Grazie per l’attenzione.

LA PRESIDENTE Maria Luisa Mimma Bonafede

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