Scuola: 17 defibrillatori per istituti Firenze

Scuola: 17 defibrillatori per istituti Firenze

Sono previsti altri 4 defibrillatori nel 2021 in aggiunta ai 17 defibrillatori per le scuole. Al via anche corsi di formazione per utilizzo

17 defibrillatori automatici esterni (Dae) nelle scuole fiorentine e corsi di formazione in partenza per il personale scolastico (docente e ata) addetto al primo soccorso.

Le iniziative, presentate oggi, rientrano nell’ambito del protocollo d’intesa, sottoscritto il 15 luglio 2020, da Città Metropolitana di Firenze e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana per il rafforzamento del sistema di cardio protezione negli istituti scolastici superiori.

Nel corso del 2020 la Metrocittà, è stato spiegato in conferenza stampa, ha effettuato una ricognizione degli edifici scolastici individuandone 21 ancora sprovvisti. 17 defibrillatori sono stati acquistati tra dicembre e gennaio e altri quattro saranno comprati entro il 2021.

“Abbiamo in mente di creare una città metropolitana davvero cardioprotetta”, spiega il consigliere delegato allo Sport Nicola Armentano, “L’obiettivo appunto è quello di diffondere quanto più possibile la coscienza dell’utilità della presenza e della formazione del soccorritore laico”.

L’obiettivo è salvaguardare la salute di tutti coloro che a vario titolo hanno accesso alle scuole superiori e ai loro ambienti adibiti a uso sportivo, compresi gli utenti delle società sportive dilettantistiche convenzionate per l’utilizzo degli impianti sportivi in orario extrascolastico.

L’iniziativa è stata presentata stamani in conferenza stampa della Città Metropolitana e dell’Ufficio scolastico regionale sui defibrillatori nelle scuole superiori della Metrocittà Firenze, illustrate le novità e un corso per gli addetti ai defibrillatori, tra i presenti, Nicola Armentano, Patrizia Bonanni, Sara Funaro, i rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale

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Covid: Cna Firenze,dare artigiani 8 milioni avanzo bando regione

Covid: Cna Firenze,dare artigiani 8 milioni avanzo bando regione

8 milioni inutilizzati dal bando della Regione Toscana per dare aiuti a ristoranti, bar e locali notturni al comparto dell’artigianato. Presidente Giacomo Cioni: “Assegnarli grandi esclusi da ristori”

Destinare gli 8 milioni inutilizzati dal bando della Regione Toscana per dare aiuti a ristoranti, bar e locali notturni al comparto dell’artigianato, “grande escluso dal sistema dei ristori”: a chiederlo è la Cna Firenze metropolitana che in una nota parla di “flop” del bando regionale che ha stanziato per i ristori 19,5 milioni, ricevendo domande per 11,5 milioni.

“Evidenziamo da tempo la scarsa comprensione del funzionamento del nostro sistema economico riscontrata dalla politica, tanto a livello centrale che locale – commenta Giacomo Cioni, presidente di Cna Firenze metropolitana -. La Regione Toscana non solo ha mancato nell’allocare le risorse, escludendo dai sostegni un settore che pure descrive in ogni occasione come strategico, l’artigianato, ma ha anche sovrastimato l’entità degli aiuti necessari per ristorare le aziende in difficoltà.

Torniamo a chiedere l’immediata messa a bando di risorse, a partire da un calo di fatturato del 30%, per la gran fetta di artigianato esclusa da ogni ristoro, partendo dagli 8 milioni di euro inutilizzati dal bando bar e ristoranti, accogliendo così le istanze di un comparto che, anche se non urla, necessita di urgenti attenzioni”. La nota ricorda che nel 2020 l’artigianato della città metropolitana di Firenze ha lasciato sul campo l’1% delle attività: -4% di imprese attive per la moda rispetto al 2019, -2,8% per il manifatturiero, -2,4% per la meccanica.

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Coronavirus in Toscana: 373 nuovi casi e 9.287 le persone al momento positive. Dieci decessi

Coronavirus in Toscana: 373 nuovi casi e 9.287 le persone al momento positive. Dieci decessi

I ricoveri sono 757 (13 in più rispetto a ieri), di cui 101 in terapia intensiva (5 in più). I dati odierni dell’epidemia di Coronavirus in Toscana

Sono 373 nuovi casi di Coronavirus in Toscana emersi nelle ultime ventiquattro ore: 370 confermati con tampone molecolare e tre con test rapido antigenico (144 nell’Asl Centro, 156 nella Nord Ovest, 73 nella Sud est). I positivi verificati in tutta la regione da quando un anno fa, a fine gennaio 2020, è iniziata l’emergenza sanitaria salgono dunque a 134.829; ma solo 9.287 (l’1,2 per cento in più rispetto a ieri) lo sono in questo momento: 121.330, il 90 per cento, sono nel frattempo guariti e 4.212 deceduti.

I dati relativi all’andamento dell’epidemia di Coronavirus in Toscana nella regione sono quelli inviati oggi a mezzogiorno sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. I nuovi casi sono lo 0,3 per cento in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,2 per cento. Rispetto alla precedente rilevazione sono stati eseguiti 5.606 tamponi molecolari e 1.801 tamponi antigenici rapidi. Di questi il 5 per cento è risultato positivo. Escludendo i tamponi di controllo sono 3.854 le persone testate, di cui il 9,7 per cento è risultato positivo. I ricoveri sono 757 (13 in più rispetto a ieri), di cui 101 in terapia intensiva (5 in più). Dieci sono i nuovi decessi: 5 uomini e 5 donne con un’età media di 84,4 anni.

Quanto alla campagna vaccinale anti-Covid in corso, iniziata il 27 dicembre 2020, a mezzogiorno di oggi erano 121.328 le dosi finora somministrate, 3.077 in più rispetto a ieri (+2,6%). La vaccinazioni proseguiranno per l’intera giornata. Già con i dati comunque di mezzogiorno la Toscana è quinta in Italia quanto ad utilizzo dei vaccini consegnati: sono state infatti somministrate il 90,7 per cento delle 133.840 dosi consegnante, per un tasso di vaccinazioni effettuate di 3.259 per 100mila abitanti (la media italiana è 3.258).

L’età media dei 373 nuovi positivi di oggi è di circa 46 anni circa: il 13 per cento ha meno di 20 anni, il 24 per cento tra 20 e 39, il 39 per cento tra 40 e 59, il 18 per cento tra 60 e 79, mentre il 6 per cento ne ha 80 o più.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri (370 confermati con tampone molecolare e 3 da test rapido antigenico). Dall’inizio dell’emergenza sanitaria salgono a 37.460 i casi complessivamente registrati ad oggi a Firenze (52 in più rispetto a ieri), 11.420 a Prato (37 in più), 11.471 a Pistoia (51 in più), 8.533 a Massa Carrara (32 in più), 13.833 a Lucca (35 in più), 18.144 a Pisa (49 in più), 10.419 a Livorno (44 in più), 12.185 ad Arezzo (37 in più), 6.255 a Siena (23 in più), 4.554 a Grosseto (13 in più). A questi si aggiungono 555 casi positivi notificati in Toscana ma di residenti in altre regioni.

La Toscana si trova al tredicesimo posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 3.622 positivi per 100 mila abitanti (la media italiana ruota attorno a 4.238, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 4.424 casi per 100 mila abitanti, Massa Carrara con 4.400, Pisa con 4.296, mentre la più bassa è Grosseto con 2.063.

Complessivamente ci sono in questo momento 8.530 persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano addirittura prive di sintomi (99 in più rispetto a ieri, più 1,2%). Sono 20.135 (392 in più rispetto a ieri, più 2%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (6.601 nei territori dell’Asl Centro, 7.827 nella Nord Ovest, 5.707 nella Sud Est).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid salgono oggi a 757 (13 in più rispetto a ieri, più 1,7%), di cui 101 in terapia intensiva (5 in più rispetto a ieri, più 5,2%). Crescono anche le persone guarite: 251 in più nelle ultime ventiquattro ore, più 0,2 per cento, che portano appunto il totale a 121.330. Di questi 121.044 lo sono a tutti gli effetti (234 in più rispetto a ieri, più 0,2%): si tratta delle cosiddette guarigioni virali, certificate con tampone negativo. Altri 286 (251 in più rispetto a ieri, più 0,2%) lo sono invece solo clinicamente per adesso, ovvero sono divenuti asintomatici dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione

Dei dieci decessi si oggi (cinque uomini e cinque donne), quattro morti riguardano persone che risiedevano nella Città metropolitana di Firenze, una nella provincia di Livorno, due ad Arezzo, due a Siena e una a Grosseto.

Dei 4212 deceduti dall’inizio della pandemia, 1.418 hanno interessato Firenze, 287 Prato, 305 Pistoia, 426 Massa Carrara, 403 Lucca, 491 Pisa, 299 Livorno, 253 Arezzo, 164 Siena e 107 Grosseto, mentre 59 persone sono morte sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano per Covid-19 (numero di deceduti per popolazione residente) è di 113,1 per 100 mila residenti contro 146,9 della media italiana. La Toscana è undicesima in questa classifica. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (219,7 per 100 mila), seguita da Firenze (141,2 per 100 mila) e Pisa (116,3). Il tasso più basso si registra a Grosseto (48,5 per 100 mila residenti).

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Sant’Orsola: Artea presenta il progetto per l’ex convento

Sant’Orsola: Artea presenta il progetto per l’ex convento

Il Sindaco Dario Nardella ha introdotto questa mattina la conferenza stampa di presentazione del progetto di valorizzazione dell’ex convento di Sant’Orsola, curato da Artea.

Il progetto è stato presentato da Philippe Baudry, Ceo del gruppo Artea, e l’architetto Carlo Bandini. Presente Monica Marini, consigliera della Metrocittà delegata al Patrimonio. In collegamento l’assessora all’Urbanistica del Comune di Firenze Cecilia Del Re, il Presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Vecchio Renzo Pampaloni e il Presidente del Q 1 Maurizio Sguanci.

Spazi pubblici come una scuola di istruzione superiore (probabilmente un centro internazionale di ‘hotellerie’), botteghe di artisti, aree museali e per eventi, un centro business ma anche luoghi privati come negozi e ristoranti.
E’ quanto prevede il progetto di valorizzazione dell’ex convento di Sant’Orsola, in pieno centro a Firenze (di proprieta’ della Citta’ metropolitana), area di 17mila mq (suddivisi su tre piani e su quelli interrati) su cui si discute da tempo e che non ha mai trovato una soluzione definitiva.
Adesso e’ il gruppo Artea, con un investimento di 31,5 milioni, a
scommettere sulla rinascita. ‘Inizieremo i lavori tra primavera e estate 2022 – ha detto Philippe Baudry, ceo del gruppo Artea – e li termineremo tra il 2024 e il 2025: all’apertura verranno creati 50 posti di lavoro,
nei cantieri lavoreranno fino a 100 persone, tutti italiani. Ci sara’ un legame tra attivita’ pubbliche e private, ad esempio ospiteremo atelier di artisti e artigiani. Il progetto e’ strutturato, sara’ 100% fiorentino, sostenibile e dovra’ trovare un equilibrio finanziario’.
Sant'Orsola
progetto di valorizzazione dell’ex convento di Sant’Orsola, curato da Artea

Tra gli obiettivi, e’ stato spiegato nel corso della conferenza stampa in palazzo medici Riccardi, anche il recupero dei tre cortili: quello della Spezieria tornera’ all’originaria funzione di produzione di

erbe medicinali e aromatiche, quello dell’Orologio sara’ lo spazio pubblico per eccellenza e il punto centrale del complesso mentre quello del Tabacco sara’ l’ampliamento dello spazio museale: in quest’ultimo caso la sala dove si trovava una delle due ex chiese che probabilmente ospitava la tomba della Monna Lisa di Leonardo da Vinci (Lisa Gherardini che mori’ in
Sant’Orsola dove visse gli ultimi anni da anziana insieme alle suore del convento) sara’ valorizzata e aperta al pubblico durante il giorno.
Al piano terra sono previsti anche centro congressi, ludoteca, bar, biblioteca, area fitness e benessere mentre a quelli superiori ci saranno aree per seminari, la scuola di istruzione superiore, il co-working. La foresteria, e’ stato chiarito, non sara’ un albergo ma riservata solo a chi frequentera’ il complesso.

 

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21mila studenti tornano in aula oggi a Firenze

21mila studenti tornano in aula oggi a Firenze

Gli studenti degli istituti superiori rientreranno a scuola in presenza al 50%. Saranno circa 21.000 gli interessati a rivedere le aule, su una popolazione scolastica totale di circa 42.000.

Per questa operazione, si legge in una nota diffusa dalla Città Metropolitana, è stato approntato un piano di rientro che prevede oltre 200 operatori anti-assembramento e l’uso di mezzi di trasporto pubblico supplementari.
Il piano è stato elaborato da Prefettura, Città Metropolitana, Comune di Firenze, Regione Toscana, Ufficio scolastico regionale, Motorizzazione civile e aziende del trasporto pubblico. Gli orari di ingresso e di uscita degli studenti sono stati scaglionati, in generale tra le 8 e le 10.10, e le 12.30 e le 15, ma vi sono anche istituti dove sono stati previsti turni pomeridiani.
“Eravamo pronti a partire con la didattica in presenza già il 7 gennaio”, ricorda il sindaco metropolitano Dario Nardella. “La scuola – osserva – non deve rimanere indietro, è uno dei pilastri su cui si basa il futuro del Paese. Noi continueremo a seguire con attenzione ogni punto del piano, dalla pianificazione degli orari e dei trasporti agli screening con i test nelle scuole. Ai nostri ragazzi chiediamo impegno, collaborazione: siate protagonisti di questo ritorno tra i banchi in sicurezza”.
Il piano prevede il coinvolgimento, su tutto il territorio della Città Metropolitana, di oltre 200 operatori al giorno, tra 62 operatori delle polizie municipali, quattro della polizia provinciale della Metrocittà, 45 steward privati, 14 ‘facilitatori’ delle aziende di trasporto e oltre 80 volontari della Protezione civile, nonché l’impiego di oltre 20 pattuglie delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri e finanza) in modalità dinamica, per un totale di circa 50 unità.
Per i plessi scolastici ritenuti “più critici”, per numero di studenti e stato dei luoghi, saranno presidiati negli orari di entrata gli accessi e negli orari di uscita le fermate del trasporto pubblico, utilizzate dagli studenti, per il servizio urbano ed extraurbano.
Sulla base dei dati relativi all’indagine effettuata in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale è stato potenziato il servizio di trasporto funzionale agli studenti, con l’attivazione di 47 mezzi per il servizio extraurbano, la messa in riserva di cinque mezzi ‘jolly’ per eventuali criticità e il rafforzamento delle linee “forti” nell’area urbana fiorentina.
Nelle fasce orarie di ingresso e di uscita degli studenti sarà aumentato il cadenzamento ordinario delle corse effettuate con la tramvia, e anche Trenitalia ha previsto il potenziamento del sistema ferroviario, sulle tratte Empoli-Siena e Firenze-Borgo San Lorenzo, con la messa a disposizione di bus, da utilizzare nel caso si presentassero criticità in ordine alla capienza delle vetture. 

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