Fiati d’Oriente. Concerto per un duo di fiati

Fiati d’Oriente. Concerto per un duo di fiati

Nell’ambito di “Contrasti Firenze – Incontri per una musica nuova IV Edizione”. Mercoledì 20 giugno alle ore 18.00 al Gabinetto Viesseux Firenze, Fiati d’Oriente. Concerto per un duo di fiati

Il Gabinetto G.P. Vieusseux  sarà la sede del secondo concerto di mercoledì 20 giugno alle ore 18.00 incentrato sul tema dell’oriente tra musica e poesia. Il linguaggio poetico e quello musicale vivono di radici e costruzioni comuni, dagli haiku giapponesi ai sogni del dio pan di Claude Debussy, dalle opere del compositore giapponese Toru Takemitsu alla poesia dell’antica Persia: il timbro e il ritmo fanno da filo conduttore. Mdi ensemble propone per questo appuntamento un duo di fiati, flauto e clarinetto, che eseguirà musiche di ScelsiBerioTakemitsu Platz in compagnia di una voce recitante che leggerà testi tratti da Il sogno 101 di Giacinto Scelsi e da Haiku giapponesi.

Fiati d’Oriente
Programma:
Giacinto Scelsi Piccola suite per flauto e clarinetto
Luciano Berio Lied per clarinetto solo
Toru Takemitsu Air per flauto solo
Robert HP Platz Senko Hana Bi per flauto e clarinetto
Claude Debussy Syrinx per flauto solo
Olivier Messiaen Abime des oiseaux per clarinetto solo
Giacinto Scelsi Kho – Lho per flauto e clarinetto
Duo di fiati di mdi ensemble
Sonia Formenti flauto
Paolo Casiraghi viola
Serena Tiani voce recitante
Letture tratte da “Il sogno 101” di Giacinto Scelsi e di Haiku Giapponesi

Ingresso 5 euro INFO

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Amici della Musica, la nuova Stagione verso il centenario

Amici della Musica, la nuova Stagione verso il centenario

Gli Amici della Musica di Firenze sono una delle più antiche e prestigiose istituzioni concertistiche italiane e tra le massime realtà della cameristica europea. La Stagione 2018/2019 che accompagna verso il centenario (2019/2020), dal 27 ottobre fino al 15 aprile presenta il meglio della classica nazionale e internazionale, con più di settanta appuntamenti in un equilibrio ricercato tra i musicisti più importanti al mondo e le nuove leve della musica classica di qualità.

Il 27 ottobre al Teatro della Pergola l’inaugurazione della Stagione Concertistica è affidata al grande pianista austriaco RUDOLF BUCHBINDER, tra i più perfetti conoscitori e interpreti di Ludwig van Beethoven, di cui il Maestro eseguirà le Sonate op. 2 n. 1, op. 13, op. 14 n. 2 e la Sonata op. 57 “Appassionata“, in un concerto monografico straordinario e particolarmente atteso. Altro grande nome del pianismo internazionale, il russo DANIIL TRIFONOV – classe 1991 ma già inserito tra i musicisti del momento, dalla vittoria del Premio Čajkovskij nel 2011 all’aggiudicazione del Grammy per il suo ultimo lavoro discografico, Trascendental – sarà il 2 novembre al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con un programma dedicato a Beethoven, Schumann e Prokofiev.

La Stagione degli Amici della Musica di Firenze si articola – come ben consolidato e voluto dalla direttrice artistica Domitilla Baldeschi – attraverso quattro cicli tematici. Il ciclo SOLOPIANO, oltre ai nomi già citati, si arricchisce della presenza del pianista inglese PAUL LEWIS (10, 11 novembre e 23 marzo), del norvegese LEIF OVE ANDSNES (1 dicembre), del giovane canadese di origine polacca JAN LISIECKI (23 febbraio) e, ancora, di FAZIL SAY dalla Turchia (3 marzo), ALEXANDRE THARAUD dalla Francia (10 marzo), e MARC-ANDRÉ HAMELIN dal Canada (17 marzo).

Particolarmente ricco il ciclo IL MONDO DEL QUARTETTO, che ospita ben quindici ensemble tra i quali svettano i nomi dei cecoslovacchi PAVEL HAAS QUARTET, vincitori del Gramophone Awards nel 2007 per la musica da camera e nel 2011 per il miglior disco (18 e 19 novembre), degli spagnoli CUARTETO CASALS con un programma costruito intorno a Beethoven (8 e 9 dicembre) e dei tedeschi ARTEMIS QUARTETT su musiche di Haydn, Bartók e Brahms (11 marzo), oltre alle rinnovate presenze di EMERSON STRING QUARTET, QUATUOR EBÈNE – questa volta insieme ad ALEXANDER LONQUICH (4 novembre) – QUARTETTO DI CREMONA con la pianista ANNA GENIUSCHENE (26 novembre), QUATUOR MODIGLIANI con BEATRICE RANA (10 dicembre) eALESSANDRO CARBONARE (6 aprile), uno dei più giovani e travolgenti ensemble tedeschi, il VISION STRING QUARTET, dalla tecnica sopraffina e il look da rockstar, a proprio agio sui generi musicali più svariati (27 gennaio) e gli spagnoli CUARTETO QUIROGA (24 marzo). Un panorama musicale eterogeneo a cui è abituato anche GIOVANNI SOLLIMA che con il Ba-Rock Cello passa con maestria e spregiudicatezza dalla musica antica a Jimi Hendrix e ai Beatles (11 febbraio). Tra gli strumentisti di fama mondiale svettano inoltre i nomi del violoncellista STEVEN ISSERLIS, che presenterà l’integrale delle Sonate di Beethoven per violoncello e pianoforte (24 e 25 novembre), lo SCHAROUN ENSEMBLE, fondato nel 1983 da musicisti dei Berliner Philharmoniker (26 gennaio) e il virtuoso del violino, austriaco di origine armena, EMMANUEL TJEKNAVORIAN (9 febbraio).

Altro fondamentale protagonista della Stagione è il ciclo ODISSEA BACH, che si apre con uno degli ensemble più richiesti per la musica barocca, EUROPA GALANTE diretta da FABIO BIONDI per un’immersione nelle Suites di Bach (12 novembre). Sempre sulla rotta di Bach si prosegue con il pianista iraniano RAMIN BAHRAMI con il Primo volume del Clavicembalo Ben Temperato (17 novembre), Sir ANDRÁS SCHIFF con il Concerto Italiano in fa maggiore BWV 971, Ouverture Francese in si minore BWV 831 e Variazioni Goldberg BWV 988 (12 gennaio), ALESSANDRO TAVERNA con un affascinante connubio tra Bach e le trascrizioni di Siloti, Petri, Rachmaninov e Busoni (16 febbraio), il violinista ILYA GRINGOLTS (24 febbraio) e la pianista ANGELA HEWITT (13 aprile).

Il ciclo l’ARTE DEL CANTO inizia con il travolgente baritono tedesco CHRISTIAN GERHARER accompagnato dal pianoforte diGEROLD HUBER (3 dicembre), per proseguire con l’ENSEMBLE MICROLOGUS che proporrà L’Apocalisse del Savonarola. Canti carnascialeschi e musica penitenziale a Firenze tra 1480 e 1500 (16 dicembre), mentre il tenore inglese MARK PADMORE eseguirà due concerti dedicati ai cicli liederistici di Franz Schubert Die Schöne Müllerin e Winterreise, e un terzo programma che includerà anche composizioni per voce e pianoforte di Beethoven (2, 3 e 4 febbraio). Gli amanti della musica antica potranno ascoltare alcune delle più affascinanti pagine di Gesualdo da Venosa grazie alla presenza de LES ARTS FLORISSANTS diretti da PAUL AGNEW (29 ottobre) e di ricercate pagine rinascimentali e barocche eseguite dal grande archeologo dei suoni JORDI SAVALL e dal suo ensembleHESPÈRION XXI (19 gennaio). Oltre ai cicli tematici, gli Amici della Musica ospitano con particolare attenzione progetti speciali dall’alto profilo culturale, a partire dal Progetto “Sehnsucht” del QUARTETTO FONÉ (28 ottobre e 7 aprile), per proseguire con il Progetto “Schubert/Schumann” di ANDREA LUCCHESINI (15 dicembre) che si arricchirà il 9 marzo della presenza di SANDRO CAPPELLETTO, e “The Mozart Quintets Project” di LORENZA BORRANI affiancata da un ensemble di talenti internazionali (14 e 15 aprile).

Uno spazio di primo piano è riservato alle giovani generazioni di musicisti italiani, che saranno i protagonisti del FORTISSIMISSIMO FIRENZE FESTIVAL in programma dal 20 settembre al 7 ottobre in collaborazione con il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze e realizzato nell’ambito dell’Estate Fiorentina e con il sostegno della Città Metropolitana di Firenze. I musicisti selezionati dal direttore artistico Andrea Lucchesini sono: FRANCESCO GRANATA, FILIPPO GORINI, LAVINIA BERTULLI, GENNARO CARDAROPOLI,ALBERTO FERRO, il TRIO D’ARCHI QUODLIBET, LUCA BURATTO, SILVIA FRIGATO, FRANCESCO STEFANELLI, NICOLA PANTANI e il QUARTETTO DAIDALOS.

Si riconferma il ciclo di incontri-concerto a cura di Katiuscia Manetta “Gli interpreti raccontano la musica”, progetto di divulgazione musicale dedicato alle scuole che vuole incentivare la conoscenza degli aspetti più affascinanti della storia della musicaattraverso il coinvolgimento di alcuni protagonisti della stagione, come SOL GABETTA e BERTRAND CHAMAYOU, RAMIN BAHRAMI, BEATRICE RANA e QUARTETTO MODIGLIANI, SIMONE RUBINO, GIOVANNI SOLLIMA, ANDREA LUCCHESINI e SANDRO CAPPELLETTO.

Tra le attività di alta formazione, gli Amici della Musica di Firenze confermano un ricco calendario di masterclass a cura di Paolo Antuono che per la prossima stagione coinvolgerà i musicisti STEPHEN BURNS, JILL FELDMAN, SIMONE RUBINO, GIOVANNI SOLLIMA, ALESSANDRO CORBELLI, CHRISTOPHE ROUSSET, TRIO DI PARMA, DAVE DOUGLAS, STEFANO FIUZZI, ALESSANDRO CARBONARE.

Le attività dell’Associazione Amici della Musica di Firenze sono realizzate grazie al sostegno di: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Banca CR Firenze, Fondazione Carlo Marchi, Fortissimissimo Firenze Festival, Estate Fiorentina, Città Metropolitana di Firenze.

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LXXXI Maggio Musicale – L’Orchestra in trasferta al Goldoni di Livorno

LXXXI Maggio Musicale – L’Orchestra in trasferta al Goldoni di Livorno

Il Maggio “in trasferta”. Mercoledì 16 maggio l’Orchestra diretta da Federico Maria Sardelli supera i confini fiorentini e approda nei teatri delle principali città della Toscana. Ultima tappa del tour, il teatro Goldoni di Livorno

Il Festival del Maggio Fiorentino quest’anno, alla sua 81° edizione, lascia la città di Firenze per viaggiare in Regione con l’Orchestra del Maggio e la direzione di Federico Maria Sardelli. Dopo essersi esibita a Pisa, Lucca, Carrara e Grosseto, il 16 maggio, l’Orchestra sarà al Teatro Goldoni di Livorno.

La compagine orchestrale, diretta dal maestro Federico Maria Sardelli, sarà impegnata in un programma interamente dedicato a composizioni del classicismo viennese.

Si inizia con Mozart e la Sinfonia in sol maggiore KV 129 composta a Salisburgo nel maggio del 1772 e facente parte di una serie di sei sinfonie, probabilmente offerte dal giovanissimo compositore all’arcivescovo Colloredo per dimostrare le proprie capacità. La composizione in tre movimenti – e senza un minuetto – prevede un umoristico Allegro iniziale, un Andante basato su una semplice melodia e un Allegro finale che è quasi un Rondò il cui tema principale è esposto da tutta l’orchestra all’unisono, come un tipico segnale di caccia.
Si prosegue con la Sinfonia n. 96 in re maggiore di Haydn, lavoro che risale al primo soggiorno londinese del musicista e la cui fama è legata a un singolare evento. Questa Sinfonia è detta anche “il miracolo” a ricordo di un incidente avvenuto quando fu eseguita la prima volta: subito dopo il bis dell’ultimo movimento, il grande lampadario che illuminava la sala crollò dal soffitto al pavimento senza fare vittime tra il pubblico che dopo un momento di terrore, gridò al miracolo, appunto.
Si chiude con la Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21 di Beethoven. Composta dal musicista non ancora trentenne – tuttavia già compositore celebre e autorevole – la Sinfonia n. 1 risulta molto più vicina allo stile di Haydn che a Mozart. Una particolarità è il terzo tempo che Beethoven intitola Minuetto ma che tale non è; pur conservando lo schema formale del minuetto Beethoven lo tramuta in una danza più rapida e scapigliata che ha già le caratteristiche dello Scherzo.

 

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Concerto sinfonico-corale di chiusura dell’anno accademico del Conservatorio Luigi Cherubini, che rientra nel programma dell’LXXXI Maggio Musicale

Concerto sinfonico-corale di chiusura dell’anno accademico del Conservatorio Luigi Cherubini, che rientra nel programma dell’LXXXI Maggio Musicale

LXXXI Maggio Musicale: il Conservatorio Cherubini “chiude” l’anno accademico con un concerto alla Pergola nell’ambito del festival. Venerdì 11maggio, alla Pergola,  il concerto sinfonico-corale con brani di Brahms e con la prima esecuzione italiana di Seven Passages, del compositore iraniano-statunitense Behzad Ranjibaran

Appuntamento venerdì 11 maggio al Teatro della Pergola per il concerto sinfonico-corale di chiusura dell’anno accademico del Conservatorio Luigi Cherubini, che rientra nel programma dell’LXXXI Maggio Musicale (ingresso libero fino ad esaurimento posti, inizio ore 21.00 ). Lo spettacolo, reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e con la Fondazione Teatro della Toscana, vedrà sul podio il maestro Paolo Ponziano Ciardi e ospiterà una prima esecuzione italiana: Seven Passages, brano per orchestra sinfonica del compositore iraniano-statunitense Behzad Ranjibaran, ultimo di un trittico orchestrale intitolato Trilogia persiana, composto alla fine degli anni ’90 e ispirato alle storie del poema epico Shahnameh, oltre a brani tratti dal repertorio di Johannes Brahms.

Neri Nencini (violino) e Georgia Morse (violoncello) saranno protagonisti del brano d’apertura del concerto: vincitori del concorso interno al Conservatorio dedicato al repertorio per solisti e orchestra nel 2017, affronteranno il Doppio Concerto per violino e violoncello op. 102  di Johannes Brahms, ultima folle opera sinfonica dell’autore, nata dagli abbozzi di quella che sarebbe potuta diventare la sua quinta sinfonia. non a caso, e come anche nelle altre composizioni per solista e orchestra, Brahms realizza un’opera dall’ampia e drammatica portata sinfonica dove poco spazio è lasciato al virtuosismo individuale.

A conclusione del concerto, Schicksalslied di Johannes Brahms: stupenda meditazione per coro e orchestra su testo di Friedrich Hölderlin sul destino dell’uomo, sul suo dovere di amore e fratellanza. Le due sezioni contrastanti della lirica – dove la prima descrive il mondo celeste e l’imperturbabilità degli dei che lo abitano, mentre la seconda descrive il mondo terrestre e l’angoscia esistenziale di chi lo abita – sono restituite musicalmente con un sapiente gioco di chiaro scuri che vede archi in sordina e strofe intonate sottovoce nella prima parte, scrittura dalle forti tinte drammatiche nella seconda.
Direttore: Paolo Ponziano Ciardi, Maestro del Coro: Francesco Rizzi.

Programma
Brahms: Doppio Concerto per violino e violoncello in La minore op. 102
B. Ranjbaran: Seven Passages, prima esecuzione italiana
J. Brahms: Schicksalslied (Canto del destino) per coro e orchestra op. 54
Orchestra e Coro del Conservatorio Cherubini di Firenze
Solisti: Neri Nencini, violino – Georgia Morse, violoncello
Maestro del Coro: Francesco Rizzi
Direttore: Paolo Ponziano Ciardi

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L’abbraccio contagioso di Leonard Bernstein.

L’abbraccio contagioso di Leonard Bernstein.

Al Teatro Politeama Pratese, giovedì 10 maggio alle ore 21.00. Leonard Bernstein, di cui si festeggia nel 2018 il centenario della nascita, avvolgeva tutti in un abbraccio contagioso. Il suo non era solo un gesto di autentico trasporto fisico, ma la traduzione corporea di quell’abbraccio all’umanità che sprigionava dalla sua arte di compositore, direttore, pianista, divulgatore.

La Camerata strumentale di Prato propone giovedì 10 maggio “L’abbraccio contagioso di Leonard Bernstein.” Direttore Jonathan Webb.

L’eredità spirituale di Lenny è un riferimento etico che guida l’azione della Camerata verso l’obiettivo di portare a tutti la gioia della musica e il suo contenuto sociale. Per questo gli dedichiamo un omaggio, con la nuova composizione di Alessandro Cavicchi che utilizza le melodie più celebri delle sue opere più conosciute, prima fra tutte West Side Story. Sarà poi la voce dei pratesi uniti in Coro a ringraziare Bernstein con la sua musica, associata alla Camerata negli emozionanti Chichester Psalms, sotto la guida appassionata e generosa di Jonathan Webb. ”

Dal programma di sala, note su Bernstein di Alberto Batisti

Prima della televisione, fu la radio a far scoprire agli americani la travolgente personalità di Lenny, grazie a uno di quei segni del destino che sembrano manifestarsi solo delle narrazioni fiabesche. La sera di sabato 13 novembre 1943, il venticinquenne Leonard Bernstein si apprestava a presentare al pubblico di New York la sua serie di canzoni infantili I Hate Music, accompagnando al piano il soprano Jennie Tourel. Poco prima dell’inizio del concerto, al suo camerino bussò Bruno Zirato, che gli veniva a far visita per conto della New York Philharmonic. Il leggendario direttore d’orchestra Bruno Walter era stato colpito da una grave influenza e con ogni probabilità non avrebbe potuto dirigere il concerto programmato per il pomeriggio del giorno dopo. Il direttore musicale dell’Orchestra, Artur Rodzinski, era lontano da New York e così non restava che una speranza per salvare il concerto, chiedere al giovane assistente Bernstein di salire sul podio al posto di Bruno Walter, e senza cambiare il programma annunciato. Così fu. Quella domenica pomeriggio nacque il mito di uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo. Il trionfo di New York, trasmesso in diretta radiofonica in tutti gli Stati Uniti, e il debutto di Bernstein con quella che sarebbe poi stata per tanti anni la sua orchestra, fu anche l’inizio di un contrasto interiore che Lenny si portò addosso tutta la vita. In quel periodo, infatti, le sue scelte artistiche si stavano orientando più verso la composizione che verso la direzione d’orchestra, benché il paterno appoggio e i consigli del grande Sergej Koussevitzkij, direttore musicale dell’Orchestra di Boston e responsabile dei corsi estivi di Tanglewood, lo spingessero vigorosamente a privilegiare il podio. Fortunatamente, Bernstein non cessò mai, nonostante il successo planetario come direttore, di considerarsi in primo luogo un compositore. Gli anni Cinquanta, in particolare, lo videro dividersi fra le due carriere, proprio come prima di lui aveva fatto Gustav Mahler, uno dei musicisti più profondamente radicati nel cuore di Leonard Bernstein. Formidabili quegli anni, che videro nascere la Seconda Sinfonia «The Age of Anxiety»ispirata dalla poesia di Auden, la colonna sonora per il film di Elia Kazan Fronte del porto, la preziosa Serenade per violino, archi, arpa e percussioni, le commedie musicali Wonderful Town, Candide e l’immortale West Side Story.

Basterebbe questa manciata di titoli per assicurare a Leonard Bernstein un posto di primissimo piano nella musica del Novecento, dove ha saputo eccezionalmente coniugare un’arte raffinatissima e colta con la popolarità e la capacità di comunicare col grande pubblico.

Al termine del concerto gli artisti incontreranno il pubblico nel foyer.
Alle 18,45 al Politeama Pratese si terrà l’incontro introduttivo con il direttore Alberto Batisti. Ingresso libero.  INFO Teatro Politeama Pratese / Via Garibaldi 33, Prato/ tel 0574 603758.

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