Il 2018 degli Amici della Musica di Firenze prende il via sabato 13 gennaio con il raffinato pianismo di Giuseppe Albanese

Il  2018 degli Amici della Musica di Firenze prende il via sabato 13 gennaio  con il raffinato pianismo di Giuseppe Albanese

Sabato 13 gennaio alle 16 al Teatro della Pergola di Firenze  il grande talento del pianista Giuseppe Albanese, che nel centenario di Debussy propone un programma che prevede la Suite bergamasque e i Quattro Preludi oltre alla Polacca-Fantasia in la bemolle maggiore op. 61, la Fantasia in fa minore op. 49 e la Ballata n. 4 in fa minore op. 52 di Chopin. Domenica 14 gennaio alle 21, pagine di Schumann e Brahms per il concerto del Quartetto Fonè.

Tra i più richiesti pianisti della sua generazione, Giuseppe Albanese debutta nel 2014 su etichetta Deutsche Grammophon con un concept album dal titolo “Fantasia”, con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann. Segue nel 2015 il suo secondo album DG “Après une lecture de Liszt”, interamente dedicato al compositore ungherese. Nel marzo 2016 Decca Classics inserisce nel box con l’opera omnia di Bartók in 32 cd la sua registrazione (in prima mondiale) del brano “Valtozatok” (Variazioni).

Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali quali – tra gli altri – il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Cenart di Mexico City; la Konzerthaus di Berlino; la Laeisz Halle di Amburgo; la Philharmonie di Essen; il Mozarteum di Salisburgo; St. Martin in the Fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filarmonica di San Pietroburgo; la Filharmonia Narodowa di Varsavia; la Filarmonica Slovena di Lubiana; la Gulbenkian di Lisbona, ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, John Axelrod, James Conlon, Lawrence Foster, Will Humburg, Dmitri Jurowski, Julian Kovatchev, Alain Lombard, Nicola Luisotti, Othmar Maga, Fabio Mastrangelo, Henrik Nanasi, Anton Nanut, Tomas Netopil, Daniel Oren, George Pehlivanian, Donato Renzetti, Alexander Sladkowsky, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Michel Tabachnik, Jeffrey Tate, Jurai Valcuha, Jonathan Webb ecc.

Tra i festival, di particolare rilievo gli inviti al Winter Arts Square di Yuri Temirkanov a San Pietroburgo, al Castleton di Lorin Maazel (USA), all’Internazionale di Brescia e Bergamo e al MiTo SettembreMusica, alla Biennale Musica di Venezia, oltre al Mittlefest, il Tiroler Festspiele di Erl, il Festival di Colmar, En Blanco y Negro di Mexico City, il Festival di Sintra (Portogallo), il Tongyeong Festival (Corea).

In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia e della RAI di Torino) e in tutti i più importanti teatri.

Negli ultimi tempi il Mº Albanese si è distinto per essere stato invitato a suonare in ben undici delle tredici Fondazioni Liriche italiane: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona.

Prima di “Fantasia” e “Après une lecture de Liszt”, Albanese ha riscosso singolare successo con il CD monografico con musiche di Debussy pubblicato a gennaio 2012 per il mensile “Amadeus” in occasione dell’anniversario dei 150 anni della nascita del compositore francese. Il suo CD “1900 – Yearbooks of 20th Century Piano, dedicato all’anno solare 1900 e contenente musiche di Skrjabin, Szymanowski, MacDowell e la prima registrazione assoluta delle Variazioni di Bartók è stato recensito come CD del mese dal mensile Suonare News e 5 stelle sia nel giudizio tecnico che artistico dal mensile Amadeus.

Già “Premio Venezia” 1997 (assegnato all’unanimità da una giuria presieduta dal Mº Roman Vlad) e Premio speciale per la miglior esecuzione dell’opera contemporanea al “Busoni” di Bolzano, Albanese vince nel 2003 il primo premio al “Vendome Prize” (presidente di giuria Sir Jeffrey Tate) con finali a Londra e Lisbona: un evento definito da Le Figaro “il concorso più prestigioso del mondo attuale”.

Domenica 14 gennaio alle 21.00, pagine di Schumann e Brahms per il concerto del Quartetto Fonè, che insieme a Duccio Beluffi alla viola e Beatrice Pomarico al violoncello aprono il progetto Sehnsucht, che indaga l’universo schumaniano in tre declinazioni fondamentali: l’anelito ad una “nuova era poetica”, il rapporto del compositore con i suoi contemporanei e la relazione profonda tra parola e canto nei suoi lieder.

Biglietti da 14 a 25 euro. Info allo 055 607440 e su www.amicimusicafirenze.it.

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“Sturm und Drang”: la grande tempesta del ‘700 è un coacervo di bellezza. Parola di Federico Maria Sardelli.

“Sturm und Drang”: la grande tempesta del ‘700 è un coacervo di bellezza. Parola di Federico Maria Sardelli.

Il 2018 dell’ORT si inaugura domani, martedì 9 gennaio al Teatro Verdi di Firenze con replica a Empoli (al Teatro Shalom) mercoledì 10 e a Poggibonsi (al Teatro Politeama) giovedì 11. Unico protagonista sul podio l’eclettico direttore e musicologo Federico Maria Sardelli, per una serata alla “Sturm und Drang”

Con il nuovo anno si ritorna sul palco del Teatro Verdi con una produzione che vede protagonista uno dei maggiori specialisti vivaldiani, Federico Maria Sardelli, capace di muoversi con disinvoltura dalla musica medievale fino a quella di fine Settecento. Per questo concerto Sardelli sale sul podio dell’ORT per far rivivere quelle sensazioni di inquietudine, irrequietezza, turbamento di fine Settecento, tutti connotati propri del Sturm und Drang (Tempesta e Impeto), il movimento culturale tedesco che contribuì, assieme al Neoclassicismo, alla nascita del Romanticismo tedesco. In musica lo «Sturm und Drang» si declina in pagine accidentate, tortuose, elettrizzate da sussulti di nevrosi e scosse da mille turbolenze: data la loro umoralità, indossano più che altro il modo minore, cioè assumono tratti lunari insieme a una certa suscettibilità; evitano quindi le tonalità preferite fino ad allora (prendendo le distanze dalle convenzioni trasmesse dal passato), quelle in maggiore, cordiali come il sole in una giornata di primavera.

In tal senso vengono proposti in programma autori dimenticati dalla storia, come Anton Filz e Johann Martin Kraus, o un tantino trascurati (tipo il figlio di Bach, Carl Philipp Emanuel). Il tutto per comprendere meglio su quale terreno sia fiorito quello stile classico viennese espresso da Haydn e Mozart, anche loro parte del concerto. Di loro si ascoltano due sinfonie giovanili d’inclinazione drammatica, torturate; e di Amadeus anche l’ouverture dal Don Giovanni, non meno inquieta.

Sturm und Drang | Tutto nacque lì: 

Federico Maria Sardelli direttore

KRAUS Olympia ouverture VB29

MOZART Don Giovanni ouverture K.527

HAYDN Sinfonia Hob.I:39

FILZ Sinfonia op.II n.2

C.P.E.BACH Sinfonia Wq 176, H651

MOZART Sinfonia n.25 K.183

Federico Maria Sardelli – Biografia – Fondatore nel 1984 dell’orchestra barocca Modo Antiquo con cui svolge attività concertistica in tutto il mondo, Il direttore e musicologo di origini livornesi Sardelli è direttore principale dell’Accademia Barocca di Santa Cecilia e dell’Orchestra Filarmonica di Torino. È un protagonista della rinascita del teatro musicale vivaldiano dei nostri tempi: sue sono le prime rappresentazioni, incisioni ed edizioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite. È membro del comitato scientifico dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia; numerosissime sono le sue pubblicazioni sull’autore barocco. Nel luglio 2007 Peter Ryom lo ha incaricato di continuare la sua monumentale opera di catalogazione della musica di Antonio Vivaldi. Da da quel momento è diventato il responsabile del Vivaldi Werkverzeichnis. E’ anche pittore, incisore ed autore satirico.

INFO:

martedì 9 gennaio 2018 | Firenze, Teatro Verdi ore 21.00

mercoledì 10 gennaio 2018 | Empoli, Teatro Shalom ore 21.00

giovedì 11 gennaio 2018  | Poggibonsi, Teatro Politeama ore 21.00

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“Sturm und Drang”: la grande tempesta del ‘700 è un coacervo di bellezza. Parola di Federico Maria Sardelli.

“Sturm und Drang”: la grande tempesta del ‘700 è un coacervo di bellezza. Parola di Federico Maria Sardelli.

Il 2018 dell’ORT si inaugura domani, martedì 9 gennaio al Teatro Verdi di Firenze con replica a Empoli (al Teatro Shalom) mercoledì 10 e a Poggibonsi (al Teatro Politeama) giovedì 11. Unico protagonista sul podio l’eclettico direttore e musicologo Federico Maria Sardelli, per una serata alla “Sturm und Drang”

Con il nuovo anno si ritorna sul palco del Teatro Verdi con una produzione che vede protagonista uno dei maggiori specialisti vivaldiani, Federico Maria Sardelli, capace di muoversi con disinvoltura dalla musica medievale fino a quella di fine Settecento. Per questo concerto Sardelli sale sul podio dell’ORT per far rivivere quelle sensazioni di inquietudine, irrequietezza, turbamento di fine Settecento, tutti connotati propri del Sturm und Drang (Tempesta e Impeto), il movimento culturale tedesco che contribuì, assieme al Neoclassicismo, alla nascita del Romanticismo tedesco. In musica lo «Sturm und Drang» si declina in pagine accidentate, tortuose, elettrizzate da sussulti di nevrosi e scosse da mille turbolenze: data la loro umoralità, indossano più che altro il modo minore, cioè assumono tratti lunari insieme a una certa suscettibilità; evitano quindi le tonalità preferite fino ad allora (prendendo le distanze dalle convenzioni trasmesse dal passato), quelle in maggiore, cordiali come il sole in una giornata di primavera.

In tal senso vengono proposti in programma autori dimenticati dalla storia, come Anton Filz e Johann Martin Kraus, o un tantino trascurati (tipo il figlio di Bach, Carl Philipp Emanuel). Il tutto per comprendere meglio su quale terreno sia fiorito quello stile classico viennese espresso da Haydn e Mozart, anche loro parte del concerto. Di loro si ascoltano due sinfonie giovanili d’inclinazione drammatica, torturate; e di Amadeus anche l’ouverture dal Don Giovanni, non meno inquieta.

Sturm und Drang | Tutto nacque lì: 

Federico Maria Sardelli direttore

KRAUS Olympia ouverture VB29

MOZART Don Giovanni ouverture K.527

HAYDN Sinfonia Hob.I:39

FILZ Sinfonia op.II n.2

C.P.E.BACH Sinfonia Wq 176, H651

MOZART Sinfonia n.25 K.183

Federico Maria Sardelli – Biografia – Fondatore nel 1984 dell’orchestra barocca Modo Antiquo con cui svolge attività concertistica in tutto il mondo, Il direttore e musicologo di origini livornesi Sardelli è direttore principale dell’Accademia Barocca di Santa Cecilia e dell’Orchestra Filarmonica di Torino. È un protagonista della rinascita del teatro musicale vivaldiano dei nostri tempi: sue sono le prime rappresentazioni, incisioni ed edizioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite. È membro del comitato scientifico dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia; numerosissime sono le sue pubblicazioni sull’autore barocco. Nel luglio 2007 Peter Ryom lo ha incaricato di continuare la sua monumentale opera di catalogazione della musica di Antonio Vivaldi. Da da quel momento è diventato il responsabile del Vivaldi Werkverzeichnis. E’ anche pittore, incisore ed autore satirico.

INFO:

martedì 9 gennaio 2018 | Firenze, Teatro Verdi ore 21.00

mercoledì 10 gennaio 2018 | Empoli, Teatro Shalom ore 21.00

giovedì 11 gennaio 2018  | Poggibonsi, Teatro Politeama ore 21.00

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