Direttore Archivio Arezzo: noi non informati pericolo argon

Direttore Archivio Arezzo: noi non informati pericolo argon

Lo ha detto Claudio Saviotti direttore dell’Archivio di Stato di Arezzo indagato per la morte dei colleghi Piero Bruno e Filippo Bagni durante la conferenza stampa del ministro dei Beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli in visita all’Archivio.

“I colleghi sono morti perché nessuno ci aveva informato sulla pericolosità dell’argon”. Lo ha detto Claudio Saviotti direttore dell’Archivio di Stato di Arezzo indagato per la morte dei colleghi Piero Bruno e Filippo Bagni durante la conferenza stampa del ministro dei Beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli in visita all’Archivio.

“Volevo ringraziare tutti i dipendenti dell’Archivio che hanno consentito di tenere aperta la struttura seppur distrutti dal dolore ma soprattutto sotto organico – ha ripreso -. Se anche arrivassero soldi qui non saprei come fare ad investirli perché non ci sono persone sufficienti a gestire l’Archivio”. Il direttore ha insistito sulla necessità di investire in sicurezza. “Inutile investire in impianti antincendio se non viene spiegato bene come funzionano. Sono da poco direttore ma da 40 anni lavoro qui – ha concluso -. La storia della sicurezza dell’impianto è stata sottostimata in termini informatici”.

Particolare che il ministro Bonisoli ha assicurato “non verrà trascurato perché fondamentale”. Il ministro Bonisoli ha poi incontrato i dipendenti.

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Arezzo, lavoratori morti per gas: indagati direttore Archivio e titolare ditta

Arezzo, lavoratori morti per gas: indagati direttore Archivio e titolare ditta

Indagati anche il legale rappresentante della ditta aretina cui era assegnata un’altra parte della manutenzione e due tecnici di una società esterna che cura i piani di sicurezza degli edifici per il Ministero dei Beni culturali.

Il  direttore dell’Archivio di Stato di Arezzo Claudio Saviotti e il responsabile della
ditta di manutenzione Remas Maurizio Morelli sono  tra le cinque persone che hanno ricevuto dal sostituto procuratore di Arezzo Laura Taddei l’avviso di garanzia nell’ambito delle indagini sulla morte di Filippo Bagni e Piero Bruni, i due dipendenti dell’Archivio di Stato di Arezzo rimasti uccisi da una fuga di gas argon il 20 settembre.

Indagati anche il legale rappresentante della ditta aretina cui era assegnata un’altra
parte della manutenzione e due tecnici di una società esterna che cura i piani di sicurezza degli edifici per il Ministero dei Beni culturali.

In teoria, avendo fatto corsi di formazione, i due lavoratori infatti avrebbero dovuto conoscere i rischi del gas argon una volta che sia fuoriuscito dagli impianti.

Le indagini dunque vanno in due direzioni: risalire a come e quando è stata fatta formazione e come venisse gestita la manutenzione dell’impianto che ha dato problemi e perché li ha dati nonostante la manutenzione qualche settimana prima dell’incidente. Il pm Laura Taddei ha chiuso in queste ore tutte le notifiche (tutte eseguite) prima dell’autopsia che si terrà domani.

Gli avvisi di garanzia sono atto dovuto che la procura, che ipotizza l’omicidio colposo plurimo, ha disposto prima dell’autopsia. Il punto ora, come ha fatto più volte fatto capire il procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi è scoprire perché i due dipendenti siano scesi a verificare cosa stesse succedendo dopo aver sentito suonare l’allarme.

Intanto oggi una rosa bianca e un mazzo di fiori sono stati lasciati davanti alla porta, oggi chiusa, dell’Archivio di Stato. L’edificio al momento è sotto sequestro per permettere lo
svolgimento degli accertamenti da parte degli inquirenti.Molti passanti si sono soffermati per un momento di raccoglimento e per una preghiera.
Intanto le famiglie delle due vittime hanno deciso di tenere funerali separati, attesi tra martedì e mercoledì, dopo l’autopsia prevista domani.

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