Cnr: Firenze, lavoratori protestano a favore dei precari

Cnr: Firenze, lavoratori protestano a favore dei precari

Cento i lavoratori precari di Sesto Fiorentino che rischiano il posto per effetto dei tagli all’ente.

Al Cnr di Sesto Fiorentino (Firenze) i lavoratori hanno votato per l’apertura di un’assemblea permanente, per chiedere all’ente e al governo “il mantenimento del personale precario, l’avvio delle procedure di stabilizzazione e l’apertura di un confronto coi sindacati”.

L’iniziativa rientra nell’ambito della mobilitazione nazionale del personale del Cnr: analoghe assemblee si sono svolte a Roma, Pisa, Palermo, Bologna, Sassari e Cosenza.

A Sesto Fiorentino, scrive la Flc-Cgil in una nota, sono circa cento i lavoratori precari che rischiano il posto per effetto dei tagli all’ente. Il consiglio d’amministrazione, oggi, ha fatto sapere che convocherà i sindacati entro il 5 dicembre.

“In questo Paese c’è un terribile bisogno di riconoscere attenzione e valore alla ricerca – lamenta Stefano Bernabei (Flc-Cgil) – si parla di lavoratori molto qualificati che a ogni scadenza di contratto sono in bilico. L’assemblea permanente a Sesto Fiorentino durerà finchè non arriveranno risposte, la mobilitazione continua”.

L'articolo Cnr: Firenze, lavoratori protestano a favore dei precari proviene da www.controradio.it.

Precari ricerca, striscione su sede Cnr a Pisa

Precari ricerca, striscione su sede Cnr a Pisa

Da settimane occupata simbolicamente un’aula.

Non vogliono abbassare la guardia i precari della ricerca e dall’aula occupata, simbolicamente, del Cnr di Pisa espongono un maxi striscione, con scritto ‘8.800 precari: assunzioni o lotta a oltranza’, alla vigilia del voto sulla Legge di stabilità alla quale hanno fatto presentare alcuni emendamenti dai parlamentari che aprirebbero le porte a una graduale stabilizzazione di tutti gli aventi diritto. “Sono ore decisive, non solo per il futuro di 8.800 famiglie ma soprattutto per l’intero mondo della ricerca pubblica italiana”, hanno scritto in un documento.

“Il Cnr occupato di Pisa supportato da Usb – prosegue la nota – rende ancor più visibile la sua richiesta per conto di tutti gli enti pubblici di ricerca affiggendo un enorme striscione sul tetto dell’edificio principale. A poche ore dalla votazione in Senato degli emendamenti alla Legge di bilancio, con questo gesto vogliamo dimostrare di essere determinati e pronti a tutto. Gli emendamenti che prevedono l’assunzione di 8.800 unità di personale sono tuttora ammissibili e saranno oggetto di votazione nei giorni di sabato e domenica”.

I precari, conclude la nota, sono “pronti a mettere in atto tutte le forme di protesta necessarie in supporto alle nostre istanze: l’occupazione continua, la lotta non si fermerà sino a quando non otterremo 8.800 stabilizzazioni”.

L'articolo Precari ricerca, striscione su sede Cnr a Pisa proviene da www.controradio.it.

Da fanghi dragati porto Livorno sbocciano fragole e lattuga

Da fanghi dragati porto Livorno sbocciano fragole e lattuga

Progetto Hortised, coordinato Ateneo Firenze partecipato Cnr Pisa.

Dai sedimenti dragati del porto di Livorno sono cresciuti melograni, fragole e lattughe grazie a Hortised, progetto europeo ‘Life’ coordinato dal dipartimento di scienze della produzione agroalimentare e dell’ambiente (Dispaa) dell’Università di Firenze, al quale partecipano l’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise-Cnr) dell’area della ricerca del
Consiglio nazionale del Cnr di Pisa, l’Università spagnola Miguel Hernandez di Elche e due aziende vivaistiche private. Il progetto, spiega una nota, vuol dimostrare che dal dragaggio dei sedimenti dei corpi idrici portuali – attività svolta regolarmente per consentire la libera navigazione delle imbarcazioni – si possano ricavare substrati per la coltivazione nel settore del vivaismo e della frutticultura.

L’attività dell’Ise-Cnr si è concentrata sui fanghi del porto di Livorno dragati e poi trattati per 18 mesi mediante l’uso di sostanza organica e piante. Il sedimento fitotrattato, si spiega ancora, ha caratteristiche simili ad un suolo ed è stato sperimentato per produrre piantine di lattuga e di melograno, fragole e melagrane. Dal punto di vista agronomico, i
risultati ottenuti in campo presso l’azienda agricola Zelari Company in provincia di Pistoia, il vivaio Caliplant (Murcia – Spagna) e l’Ateneo Hernandes “sono molto incoraggianti – spiega una nota -, con produzioni medie simili a quelle riscontrate nel terriccio commerciale puro se coltivate in una miscela con il 50% di sedimento bonificato”.

“Ad oggi non erano state individuate metodologie valide per un uso applicativo dei sedimenti dragati”, si spiega ancora, rilevando che la quantità totale di sedimenti contaminati dragati in Europa è di circa 200 milioni di metri cubi annui “che potrebbero essere utilizzati in agricoltura cambiando le normative e le linee guida europee in campo vivaistico e agricolo”.

“Nostro compito è dimostrare che questi sedimenti trattati sono congeniali all’agricoltura dal punto di vista della fertilità e della produttività agronomica – dice Grazia Masciandaro dell’Ise/Cnr – e che lo sono anche dal punto di vista della sicurezza alimentare, in quanto sarà verificata l’eventuale presenza di contaminanti nella pianta e nel frutto e saranno effettuate misure per la caratterizzazione morfologica, biochimica e sensoriale dei frutti”.

L'articolo Da fanghi dragati porto Livorno sbocciano fragole e lattuga proviene da www.controradio.it.

Ricerca: Di Giorgi, emendamenti per stabilizzare precari

Ricerca: Di Giorgi, emendamenti per stabilizzare precari

“Necessità di riformulare uno stanziamento adeguato in legge di stabilità, finalizzato alla risoluzione della condizione precaria e al rilancio dell’intero settore”.

“La questione del precariato nei centri di ricerca merita particolare attenzione: per questo ho presentato una serie di emendamenti alla legge di stabilità con l’obiettivo di arrivare a una stabilizzazione di chi da troppo tempo attende un riconoscimento della propria professionalità”. Lo afferma in una nota la vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, che ieri ha incontrato insieme al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, una delegazione di precari non solo pisani.

“I precari della ricerca – aggiunge Di Giorgi – sono circa 8800, dare loro risposte certe deve essere una priorità per il futuro dell’Italia, un Paese che non può più permettersi di far fuggire all’estero i propri migliori talenti”. La delegazione ricevuta in Senato, spiega una nota dei lavoratori in lotta, “ha introdotto la problematica del precariato storico nel settore
della ricerca pubblica e la conseguente necessità di riformulare uno stanziamento adeguato in legge di stabilità, finalizzato alla risoluzione della condizione precaria e al rilancio dell’intero settore, prevedendo pertanto la costruzione di un piano assunzionale per 8.800 unità di personale”.

I precari, prosegue la nota dei lavoratori, hanno anche consegnato una proposta di emendamento che ‘prevede la risoluzione della condizione di precariato in termini di reperimento adeguato di fondi, con l’inclusione di tutte le professionalità oltre che delle diverse tipologie contrattuali, in chiave attuativa e in accordo con la legge Madia: il piano prevede la stabilizzazione di 8800 precari nei prossimi tre anni”.

Infine un appello alla stabilizzazione dei precari arriva dai consiglieri regionali del Pd, Antonio Mazzeo, Andrea Pieroni e Alessandra Nardini: “La ricerca è da sempre per la Toscana una risorsa strategica tanto che nell’ultimo Programma regionale di sviluppo uno dei progetti è dedicato proprio a ‘ricerca, sviluppo e innovazione’ e il territorio pisano è sicuramente tra i protagonisti ospitando realtà e strutture di rilevanza nazionale e internazionale, tra cui il Cnr che è al primo posto in Italia: per numero di famiglie di brevetti, nella Terza categoria per numero di spin off e nei settori di ricerca multidisciplinari. Abbiamo presentato una mozione per sollecitare anche la Regione a prendere posizione ad attivarsi affinchè il percorso avviato positivamente in Parlamento, per individuare le risorse necessarie a rendere stabili i contratti dei ricercatori, arrivi in fondo in breve tempo e con successo”.

L'articolo Ricerca: Di Giorgi, emendamenti per stabilizzare precari proviene da www.controradio.it.

Flash Mob “Non sparate alla Ricerca”

Flash Mob “Non sparate alla Ricerca”

🔈Firenze, le lavoratrici ed i lavoratori precari di INDIRE, insieme ad alcuni rappresentanti del personale precario del CNR Pisa, dell’INAF, dell’ISPRA e del CREA, hanno organizzato, in piazza della Repubblica il Flash Mob “Non sparate alla Ricerca”.

L’iniziativa si inserisce nella protesta portata avanti da alcuni precari degli EPR per contrastare i tagli alla ricerca pubblica, con l’obiettivo di richiamare – si legge in un comunicato distribuito durante il Flash Mob – l’attenzione sul fenomeno del precariato che negli ultimi anni appare quasi essersi cronicizzato, anche a causa di scelte economiche che hanno penalizzato un settore che rappresenta il futuro del paese.

Per sanare questa situazione servirebbe -sempre secondo il comunicato – la stabilizzazione di 8.800 precari, ricercatori, tecnici e amministrativi, per valorizzare così esperienze, conoscenze e competenze maturate nei tanti anni di attività.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Valentina Pappalardo collaboratrice tecnica di Indire:

L'articolo Flash Mob “Non sparate alla Ricerca” proviene da www.controradio.it.