UniFi: scoperto il supersolido

UniFi: scoperto il supersolido

Un team di ricercatori dell’Università di Firenze e del CNR ha osservato nel laboratorio dell’Istituto Nazionale di Ottica di Pisa (CNR-INO) un nuovo stato della materia: il supersolido. Esso ha la struttura di un solido, le proprietà di un superfluido e si comporta secondo le leggi della meccanica quantistica. Alla ricerca, pubblicata su Physical Review Letters, hanno collaborato anche ricercatori dell’Università di Hannover.

Questo nuovo stato della materia, che unisce le caratteristiche di un solido – particelle disposte in una struttura fissa, periodica – con quelle di un superfluido – assenza di viscosità e di attrito – presenta proprietà nuove e ancora largamente inesplorate. I ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze e del Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non lineare (LENS), dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-INO), insieme al supporto teorico dell’Università di Hannover, lo hanno studiato in un gas di atomi magnetici ultrafreddi, realizzato in laboratorio con atomi di disprosio portati a temperature vicino allo zero assoluto (-273,15 °C). Lo studio è stato pubblicato su Physical Review Letters (“Observation of a dipolar quantum gas with metastable supersolid properties” ).

“I ricercatori fin dagli anni ’60 hanno provato a realizzare questo stato della materia, previsto dalle leggi della meccanica quantistica – spiega il coordinatore del team Giovanni Modugno, docente di Fisica della materia presso l’Università di Firenze –; dopo aver provato con l’elio, i tentativi si sono indirizzati verso i condensati di Bose-Einstein, insiemi di bosoni ultrafreddi in cui le particelle sono in uno stato superfluido. E proprio attraverso un condensato di Bose-Einstein, realizzato con un particolare tipo di atomi molto magnetici, oggi siamo riusciti ad arrivare all’osservazione di un supersolido che si basa solo sull’interazione tra gli atomi”.

Gli atomi si comportano infatti come potenti magneti, interagendo fra loro in modo da formare una struttura periodica; gli atomi, tuttavia, non sono bloccati e possono muoversi liberamente attraverso il sistema, come in un superfluido. “L’eccezionalità è che i condensati di Bose-Einstein hanno poco a che vedere con i solidi. Questa è la prima volta che si realizza un solido con particelle bosoniche identiche fra loro e perciò indistinguibili, che restano libere di muoversi, proprietà tipiche dei superfluidi. Abbiamo fatto la scoperta sperimentale in un nuovo laboratorio presso il CNR-INO di Pisa, grazie alle idee innovative ed al lavoro creativo del team di cui fanno parte sia ricercatori esperti che giovani, tra cui Eleonora Lucioni e Luca Tanzi. Che la nostra scoperta sia interessante e apra una nuova direzione per comprendere le proprietà dei materiali quantistici ce lo rivela il forte interesse della comunità scientifica, con i principali laboratori esteri che si sono lanciati immediatamente a riprodurre il nostro sistema per esplorarne le proprietà, come ha riportato un recente articolo su Physics. È così partita la competizione per scoprire le proprietà di questo nuovo stato della materia, nella quale spero che avremo il massimo supporto dalle istituzioni di ricerca italiane.”

“Questo difficile esperimento e questo bel risultato sono il frutto di una stretta collaborazione, tra il gruppo di Firenze e il nostro gruppo di Pisa – dicono Carlo Gabbanini e Andrea Fioretti del CNR-INO di Pisa – con competenze complementari che ci permettono di lavorare in modo innovativo.  Grazie al supporto del CNR INO, dove questo progetto ha trovato competenze di livello internazionale sulla fisica atomica e sui laser, siamo riusciti a creare un ambiente di ricerca stimolante che sta attirando giovani da tutta Italia. Ora contiamo su un supporto importante da parte dei nostri referenti istituzionali per potenziare una ricerca di punta in un clima internazionale estremamente competitivo.”

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Roberto Scopigno è nuovo direttore Isti del Cnr

Roberto Scopigno è nuovo direttore Isti del Cnr

Roberto Scopigno, informatico che ha ‘scannerizzato’ il David di Michelangelo contribuendo al suo restauro, è il nuovo direttore dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione A Faedo del Cnr di Pisa.

Laureatosi in scienze dell’informazione all’Università di Pisa nel 1984, ha fondato con Claudio Montani, direttore uscente dell’Isti, il laboratorio ‘Visual Computing’ (http://vcg.isti.cnr.it).
E’ esperto di grafica 3D e di tecnologie per la comunicazione visuale e ha giocato, si spiega, un importante ruolo nazionale ed internazionale nello sviluppo di nuove metodologie per la digitalizzazione tridimensionale e per la visualizzazione interattiva di modelli 3D, settori in cui il Visual Computing Lab da lui diretto è oggi un punto di riferimento internazionale.
A partire da metà degli anni Novanta la sua attività scientifica si è orientata verso i beni culturali, con numerose attività di supporto alla conoscenza, di ausilio alla fruizione museale e al restauro.
“Considero l’opportunità di dirigere l’Isti – spiega Scopigno – un grande onore e un compito molto stimolante. L’Isti è tra gli istituti più grandi del Cnr e ha un ruolo molto importante nel contesto delle attività di informatica ed ingegneria”.

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Pisa, al Cnr arriva strumento per super diagnosi molecolare

Pisa, al Cnr arriva strumento per super diagnosi molecolare

La Fondazione Monasterio, nell’area della ricerca del Cnr di Pisa, è la sola in Europa ad avere la Gamma Camera Czt-Ct.

Arriva alla Fondazione Monasterio, nell’area della ricerca del Cnr di Pisa, uno strumento per la super diagnostica molecolare, il primo in Italia e con soli altri tre esemplari operativi al mondo tutti fuori dall’Europa: è la Gamma Camera Czt-Ct, la strumentazione più avanzata nel campo dell’imaging per la diagnostica e per la ricerca clinica che, assicura la Fondazione Monasterio in una nota, “porta Pisa e la Toscana ai vertici internazionali nel campo della medicina nucleare”.

La Gamma Camera Czt-Ct è dotata di una tecnologia che consente di ottenere una risoluzione spaziale inferiore a 4 mm, una riduzione delle dosi di radiotraccianti nel paziente fino al 50% e una velocità esecutiva e operativa 1.5 volte maggiore rispetto ai sistemi convenzionali, assicurando qualità delle immagini straordinariamente migliorata, dosi di traccianti dimezzate ed esami più accurati nella individuazione di patologie neurologiche, oncologiche, pneumologiche e del sistema neuroendocrino.

La Medicina nucleare della Fondazione Toscana Monasterio è la prima in Europa a impiegare gamma camere interamente digitali per tutti i tipi di indagine. La strumentazione sarà utilizzata per scopi clinici e attività di ricerca in collaborazione anche con altre strutture sanitarie come l’Aoup e l’istituto di fisiologia clinica del Cnr pisano con cui sono già in corso iniziative nel campo della produzione e dei test di radiofarmaci innovativi.

“La Regione Toscana ha investito e investirà perché la Fondazione possa mantenere le sue caratteristiche di pioniere dell’innovazione clinica nelle patologie cardiopolmonari – ha spiegato l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi -. Non dimentichiamo il valore aggiunto che si concretizza qui a Pisa e cioè l’importante collaborazione con le altre istituzioni sanitarie presenti sul territorio, che rende possibile garantire una ricerca e un’assistenza ai massimi livelli”. Nelle due sedi di Pisa e Massa, ha concluso Saccardi, “si assicurano i migliori standard, grazie al continuo aggiornamento tecnologico, di procedure, tecniche e delle competenze professionali”.

Oggi è stata presentata ufficialmente anche la nuova apparecchiatura per Risonanza Magnetica 1,5 Tesla (già in funzione), dedicata all’imaging cardiologico e alla ricerca clinica e preclinica. “La presenza di apparecchiature per imaging avanzato – ha concluso il direttore generale della Fondazione Monasterio, Luciano Ciucci – caratterizza da sempre la nostra attività: quelle che inauguriamo oggi sono assolutamente innovative, destinate a rendere possibili studi avanzati e ricerche per il progresso della diagnostica, grazie soprattutto alla passione e multidisciplinarietà dei nostri ricercatori clinici, ingegneri, e fisici”

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Firenze, flash mob CNR contro la precarietà

Firenze, flash mob CNR contro la precarietà

Il flash mob “Agenda delle Stabilizzazioni” è stato organizzato da Precari Uniti CNR per chiedere che sia rispettato l’impegno di assunzione a tempo indeterminato del personale.

Oggi, Giovedì 7 marzo, si è svolto il flash mob “Agenda delle Stabilizzazioni” presso l’Area di Ricerca CNR di Firenze, al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino. Tale flash mob si è svolto in contemporanea ad altre Sedi del CNR di tutta Italia, tra cui la Sede Centrale di Roma, le Aree di Ricerca di Milano, Napoli, Lecce, Bologna, Cagliari, Sassari, Capo Granitola (Trapani), Genova, Catania, Messina.
“Lo scopo dei flash mob di oggi è ricordare al nostro Ente che ogni giorno scadono i contratti degli aventi diritto alla stabilizzazione secondo la Legge Madia – scrivono in un comunicato i Precari Uniti CNR -, anche se il Presidente Inguscio ha in più occasioni assicurato che tutti i precari stabilizzabili non avrebbero perso lo stipendio.”

“A seguito della Legge Madia – continua il comunicato – hanno acquisito il diritto ad essere stabilizzati 2200 lavoratori precari del CNR; a dicembre 2018 sono stati assunti una prima parte di essi, circa 1200 precari. Rimangono ancora 1000 precari con diritto alla stabilizzazione da Legge Madia, ancora in attesa di un lavoro stabile dal punto di vista giuridico che in pratica svolge da tanti anni (si parla infatti di precariato storico dell’Ente).
Presso il CNR di Firenze abbiamo ancora 42 precari storici stabilizzabili.”

Durante l’ultimo Consiglio di Amministrazione del CNR avvenuto il 26 Febbraio 2019 alla presenza di un presidio di 400 Precari Uniti, delle sigle sindacali e degli onorevoli Melicchio, Bella e Pastorino, il Presidente Inguscio, intervenuto al presidio, si sarebbe impegnato a far approvare il PTA con la programmazione dell’entrata in servizio a tempo indeterminato degli aventi diritto alla stabilizzazione, utilizzando tutti i 34,5 milioni di euro vincolati all’obiettivo. Entro i primi mesi del 2020 il processo di stabilizzazione dovrebbe esser completo.

I PU chiedono, quindi, che vengano rispettati gli impegni presi dal Cda “trasformando le parole in fatti” con l’assunzione di tutto il personale avente diritto alla stabilizzazione.

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Coldiretti: boom di funghi, record con il +92% di pioggia in più ad Agosto

Coldiretti: boom di funghi, record con il +92% di pioggia in più ad Agosto

Non solo danni per il maltempo in una estate in cui è caduto ad agosto il 92% di precipitazioni in più rispetto alla media, che ha creato anche le condizioni favorevoli alla crescita dei funghi per i quali si preannuncia un autunno da record. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della fine dell’estate sulla base dei dati Isac – Cnr, nel sottolineare che in molte aree la raccolta si è avviata con straordinario anticipo e ottimi risultati.

Dopo un 2017 particolarmente negativo per gli effetti della siccità che hanno lasciato a mani vuote molti appassionati ricercatori, le previsioni quest’anno sono per un raccolto ben superiore a quello delle annate normali. Infatti nei boschi della Toscana è iniziata, ormai da diversi giorni, la ricerca dei prelibati funghi.

“La nostre regione – dice Tulio Marcelli, presidente Coldiretti – è per almeno la metà un bosco. Con 1 milione e 200.000 ettari ha la più ampia superficie boscata in Italia, pari al 53,4% del territorio toscano. La Toscana – continua – rappresenta un enorme polmone verde che non è decisivo solo per la qualità dell’aria che respiriamo, ma anche per gli assetti idrogeologici, per quelli paesaggistici, e per quelli economici. I nostri boschi sono fortemente multifunzionali. Sono infatti numerose le attività che vengono svolte nelle nostre foreste: le operazioni colturali di taglio alimentano una filiera, quella del legno che, considerandone tutti i possibili utilizzi, interessa 13.000 aziende e 40.000 addetti. E’ in fase di rafforzamento anche l’utilizzo di questo materiale per usi energetici, e da non sottovalutare è l’importanza socio-economica della raccolta dei prodotti del sottobosco ed in particolare di marroni e castagne, di funghi e tartufi”.

In termini di valore assoluto la provincia con più superficie a bosco è Firenze (oltre 180.000 ettari) seguita da Arezzo (179.000) e Grosseto (178.000). Se invece si considera il rapporto tra bosco e superficie totale la provincia più boscata è Massa Carrara, con il 78% del territorio coperto da boschi, seguita da Lucca, 68,1 e Pistoia (61,1). I boschi toscani sono formati prevalentemente da piante di quercia, castagno e carpino (73%) seguiti da leccete e sugherete (12,8) e da faggete (8,9%). Gran parte dei nostri boschi (oltre l’80%) è di proprietà privata, il 13,8 di proprietà pubblica, mentre un 6% risulta non classificato.

“In questo caso – sottolinea Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana –  invitiamo a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente da quest’anno dopo i chiarimenti forniti al quesito della Coldiretti nella risposta ufficiale della Commissione Europea che – sottolinea – ha chiarito che le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei”.

Il limite di raccolta giornaliero per persona è di tre chilogrammi a testa, salvo il caso di un singolo esemplare o più esemplari concresciuti di peso superiore; il tetto giornaliero sale a dieci solo nel caso in cui i residenti nei territori classificati montani della Toscana, facciano la raccolta nel proprio comune di residenza.

Non ci sono limiti, invece, per imprenditori agricoli e soci di cooperative agroforestali che, in possesso dell’attestato di idoneità al riconoscimento delle specie fungine rilasciato dagli Ispettorati micologici, svolgano la raccolta, a fini di integrazione del proprio reddito, nella provincia di residenza. In questo caso occorre far pervenire una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) allo sportello unico per le attività produttive (SUAP).

E’ vietata la raccolta di esemplari delle seguenti specie, nel caso in cui la dimensione del cappello sia inferiore a quattro centimetri per il Genere Boletus sezione Edules (porcini) e due centimetri per l’Hygrophorus marzuolus (dormiente) e per il Lyophyllum gambosum (prugnolo). E’ vietata inoltre la raccolta dell’ovolo buono quando non sono visibili le lamelle.

La raccolta può essere esercitata da un’ora prima del sorgere del sole a un’ora dopo il tramonto. Nella raccolta non devono essere usati strumenti che rovinano il micelio, lo strato superficiale del terreno e gli apparati radicali della vegetazione (rastrelli). I funghi devono essere riposti in contenitori rigidi e areati, atti a diffondere le spore. E’ vietato l’uso di sacchetti di plastica.

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