Tramvia: sciopero lunedì, possibili disagi a Firenze

Tramvia: sciopero lunedì, possibili disagi a Firenze

Tramvia: a causa di uno sciopero nazionale di 24 ore indetto da Cobas e altre organizzazioni sindacali di base per l’11 ottobre potranno esserci disagi anche nel servizio della tramvia a Firenze lunedì prossimo.

L’astensione dal lavoro interesserà il servizio della tramvia in tre fasce orarie: dall’inizio del servizio fino alle 6.30, dalle 9:30 alle 17, dalle 20 fino alla fine del servizio.

In queste fasce orarie, si spiega da Gest, “il servizio non sarà garantito e la regolarità del servizio dipenderà dalle adesioni allo sciopero. Ricordiamo – si aggiunge – che il tasso di adesione dei precedenti scioperi proclamati dalla stessa sigla sindacale è stato dello 0%”.

Lo sciopero, ricorda Gest, “è stato indetto per difendere l’occupazione attraverso il blocco dei licenziamenti, per il rilancio dei salari e la sicurezza dei lavoratori”.

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Sciopero scuola: “Dad: disagio a distanza”, manifestazione anche a Firenze

Sciopero scuola: “Dad: disagio a distanza”, manifestazione anche a Firenze

In 60 città  sono in corso le mobilitazioni per lo sciopero nazionale della scuola, con lo sciopero dalla Didattica a Distanza da parte di studenti e docenti, per chiedere la riapertura in presenza, in sicurezza e in continuità di tutti gli istituti scolastici, dal nido all’università. A Firenze, manifestazione in piazza SS. Annunziata.

scuola
Foto Controradio

La mobilitazione è stata indetta da Priorità alla Scuola in concomitanza con lo sciopero proclamato dai Cobas, a cui ha già dato la sua adesione il Coordinamento Nazionale Precari Scuola.

scuola
Foto Controradio

Con la mobilitazione nazionale Priorità alla Scuola, inoltre, chiede che una parte consistente del Recovery Fund sia riservata al rilancio della Scuola pubblica: servizi educativi per l’infanzia, scuola dell’obbligo, superiori di secondo grado, dal nido all’università, il diritto
allo studio deve essere tra le vere priorità del Paese; inoltre, si chiede di garantire un incremento della spesa pubblica annua portandola almeno ai livelli della media europea, pari al 5% del PIL.
Il primo urgente provvedimento di riforma – secondo i promotori – riguarda l’immediata riduzione del numero di alunni/e per classe, fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive. Si chiede che i finanziamenti del Recovery Fund siano utilizzati per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi.

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Dalla scuola ai trasporti, venerdì di piazza e protesta in Toscana

Dalla scuola ai trasporti, venerdì di piazza e protesta in Toscana

Un venerdì di protesta come non se ne vedevano dalla stagione pre Covid. Oggi anche in Toscana dalla scuola ai trasporti, dai ristoratori ai rider fino al mondo circense si danno appuntamento in manifestazioni, presidi, flash mob nel rispetto delle misure anti covid.

Partiamo dalla scuola:  a Firenze come in altre in 60 città si svolgeranno le mobilitazioni per lo sciopero nazionale  dalla Didattica a Distanza da parte di studenti e docenti, per chiedere la riapertura in presenza, in sicurezza e in continuità di tutti gli istituti scolastici, dal nido all’università, non oltre il 7 aprile. La mobilitazione è stata indetta da Priorità alla Scuola in concomitanza con lo sciopero proclamato dai Cobas. A Firenze, ore 9.30, piazza Santissima.

Scendono in piazza oggi, lanciando l’hashtag #blocchiamolitalia, le imprese di TNI Horeca Italia, che hanno deciso di unirsi ai tassisti e, insieme a loro, commercianti e partita Iva, per una manifestazione nazionale di protesta contro le misure insufficienti messe in campo dal governo Draghi. La mobilitazione coinvolgerà diverse città italiane. Un lungo serpentone di taxi e mezzi privati si muoverà lento lungo dalle 10 da via Simone Martini e conclusione in piazza Signoria.

Centinaia di luna park e circhi annullati in tutta Italia, oltre cinquemila famiglie senza lavoro e reddito dal primo lockdown. È il bilancio degli ultimi dodici mesi per gli esercenti dello spettacolo viaggiante e circense che, nella mattinata di oggi scendono uniti in piazza chiedendo al governo una data per la riapertura e un sostegno per la ripartenza. Luogo della mobilitazione a Firenze, piazza santa Croce.

Oggi è indetto anche lo sciopero di tutto il settore del trasporto pubblico locale, proclamato a livello nazionale da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna. “I 5500 lavoratori del Tpl in Toscana hanno sempre risposto presente in questi mesi di pandemia, mentre ancora una volta registriamo la mancata volontà da parte delle associazioni datoriali di non rinnovare il Ccnl, scaduto ormai da tre anni – spiega David Zullo della segreteria Uiltrasporti Toscana. La fascia di garanzia a Firenze per la tramvia sarà fino alle 9.30 e dalle 17 alle 20.

E la rete nazionale “riderxidiritti” ha promosso il “No Delivery Day”, una nuova mobilitazione dei ciclofattorini del food delivery per protestare contro il contratto Assodelivery-Ugl, che in questi mesi ha peggiorato ulteriormente le condizioni dei rider.
A Firenze la mobilitazione è promossa da Nidil Cgil: dopo una biciclettata dei ciclofattorini tra le vie del centro, ci sarà un presidio alle 12 in piazza della Signoria.

Seguiremo le manifestazioni a partire dalle 9.00 di questa mattina con dirette radio e sui nostri canali social. 

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Basta classi pollaio: mobilitazione nazionale per chiedere fondi per la scuola pubblica

Basta classi pollaio: mobilitazione nazionale per chiedere fondi per la scuola pubblica

Priorità alla scuola organizza mobilitazioni in 24 città per chiedere fondi del recovery fund per la scuola pubblica, lo slogan: basta classi pollaio

Il 25 gennaio Priorità alla Scuola, insieme ai COBAS Scuola, organizza presidi, manifestazioni e assemblee pubbliche in 24 città italiane davanti agli Uffici scolastici regionali e provinciali, e a Roma davanti al MIUR, per chiedere un adeguato finanziamento della scuola pubblica tramite il Recovery Fund affinché gli slogan sulla Next Generation non siano solo retorica politica. Aderiscono alla mobilitazione anche FLC-CGIL, UIL, CNPS, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo.

Le mobilitazioni si svolgono a Firenze, Milano, Roma, Bologna, Genova, Napoli, Cremona, Prato, Bari, Massa Carrara, Salerno, Modena, Reggio Emilia, La Spezia, Pisa, Trieste, Mantova, Catania, Siracusa, Ancona, Vicenza, Padova, Venezia, Parma. Lo slogan è basta classi pollaio.

priorità alla scuola
Foto Controradio

Il 25 gennaio è il giorno in cui chiudono le iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2021-22. Questa data rappresenta l’occasione giusta per porre fine alle cosiddette “classi pollaio”, la riduzione del numero di alunni per classe è una condizione prioritaria per garantire una scuola di qualità per tutti, insieme all’incremento degli spazi scolastici e dell’organico di docenti e personale ATA.

La pandemia ci ha insegnato che le classi non devono essere sovraffollate e che le scuole necessitano di maggiori spazi e diffusi nel territorio anziché di enormi plessi che attirano un bacino di utenza troppo ampio.

È necessaria una completa inversione di tendenza rispetto agli ultimi decenni: come per la sanità pubblica, la pandemia ha avuto l’effetto di certificare la dissennatezza dello smantellamento di tutti i servizi pubblici, che si traduce in riduzione di diritti fondamentali di cittadinanza.

Si chiede la revisione immediata dei criteri per la formazione delle nuove classi, fissando a venti il tetto massimo di studenti per classe e investimenti dedicati alla riduzione significativa del numero di alunni per classe con il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA e la tempestiva stabilizzazione degli insegnanti precari.

 

Inoltre, si chiede:

– il potenziamento del trasporto locale dedicato agli studenti;

– screening costanti in tutte le scuole superiori sul modello della Regione Toscana;

– un accesso rapido ai tamponi per tutta la popolazione scolastica e un tracciamento efficace all’interno delle scuole;

– l’inserimento del personale scolastico ad alto rischio come prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale;

– l’investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA, con una tempestiva stabilizzazione dei precari;

– l’investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per l’edilizia scolastica;

– il ripristino delle infermerie in tutte le scuole.

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Scuola: sciopero e manifestazione, domani a Firenze

Scuola: sciopero e manifestazione, domani a Firenze

In piazza Santissima Annunziata dalle 9.30, una manifestazione regionale “contro le politiche scolastiche della ministra Lucia Azzolina”, con la partecipazione del personale della scuola e degli studenti e studentesse

L’iniziativa è organizzata da Usb e Noi Scuola nell’ambito delle due giornate di sciopero indette a livello nazionale da Cub, Cobas, Unicobas e Usb.

“‘Curiamo la scuola’ – afferma Usb – sta diventando la parola d’ordine di chi vuole una scuola diversa, sicura. Contro l’attacco al diritto di sciopero portato avanti con ferocia in questi giorni, per la difesa della scuola pubblica, su cui da decenni si scaricano le conseguenze della crisi sistemica e su cui stanno ricadendo anche quelle pesanti della pandemia”.

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