Codacons si appella agli utenti Facebook toscani per sostenere class action

Codacons si appella agli utenti Facebook toscani per sostenere class action

Tutti coloro che hanno scaricato l’applicazione “thisisyourdigitallife” possono partecipare alla class action del Codacons promossa negli Usa. L’obiettivo è far ottenere ai cittadini il risarcimento del danno per illecito utilizzo dei propri dati personali.

Dopo la procura di Roma anche l’Antitrust accoglie l’esposto del Codacons, unica associazione scesa in campo in Italia per tutelare gli utenti iscritti a facebook, spiega una nota. e apre una istruttoria sul social network per verificare eventuali pratiche commerciali scorrette.

Si fa così sempre più forte e fondata la class action che il Codacons ha deciso di lanciare negli Usa contro facebook in favore dei cittadini i cui dati sensibili siano stati utilizzati in violazione delle norme vigenti. Da qui l’appello anche agli iscritti facebook della Toscana.

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Codacons si appella agli utenti Facebook toscani per sostenere class action

Codacons si appella agli utenti Facebook toscani per sostenere class action

Tutti coloro che hanno scaricato l’applicazione “thisisyourdigitallife” possono partecipare alla class action del Codacons promossa negli Usa. L’obiettivo è far ottenere ai cittadini il risarcimento del danno per illecito utilizzo dei propri dati personali.

Dopo la procura di Roma anche l’Antitrust accoglie l’esposto del Codacons, unica associazione scesa in campo in Italia per tutelare gli utenti iscritti a facebook, spiega una nota. e apre una istruttoria sul social network per verificare eventuali pratiche commerciali scorrette.

Si fa così sempre più forte e fondata la class action che il Codacons ha deciso di lanciare negli Usa contro facebook in favore dei cittadini i cui dati sensibili siano stati utilizzati in violazione delle norme vigenti. Da qui l’appello anche agli iscritti facebook della Toscana.

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Elezioni: Codacons presenta esposto contro De Falco (M5s) 

Elezioni: Codacons presenta esposto contro De Falco (M5s) 

Il Codacons ha reso noto di aver inviato oggi alla procura della Repubblica di Livorno un esposto in cui si chiede di aprire una indagine sul comportamento tenuto da Gregorio De Falco – oggi candidato del M5s – nella sua veste di capitano della capitaneria di porto durante la notte del naufragio della Costa Concordia.

Per il Codacons l’invio dell’esposto “è un atto dovuto dopo che sono stati resi noti i verbali relativi all’interrogatorio di De Falco nel processo sul caso Concordia, e dal quale sono emersi aspetti che richiedono un approfondimento da parte della magistratura”. In particolare il Codacons chiede di verificare se sussistano i presupposti per procedere per il reato di calunnia in relazione al fatto che De Falco “avrebbe fatto intendere al pm con cui era in contatto la notte stessa del naufragio, che il comandante Schettino avrebbe posto in essere una condotta volta a sottrarre il Vdr, cioè la cosiddetta ‘scatola nera’”. “Accusa poi ritrattata da De Falco, il quale – si spiega ancora -, in un’annotazione di servizio il cui contenuto è stato confermato” anche nel corso dell’esame durante il dibattimento, “ha precisato che ‘erroneamente avrebbe fatto intendere che lo Schettino fosse stato sorpreso nell’intento di sottrarre il predetto strumento'”.

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Codacons contro candidatura De Falco

Codacons contro candidatura De Falco

Il Codacons sostiene che i comportamenti del candidato pentastellato durante le vicende della Costa Concordia siano stati dubbi e quindi da valutare. Al centro della revisione le trascrizioni dell’esame testimoniale di De Falco al processo contro Schettino.

L’associazione dei consumatori Codacons contro la candidatura di Gregorio De Falco, l’ufficiale della capitaneria di porto in corsa per il M5S nel collegio di Livorno-Grosseto per il Senato.
In un comunicato il Codacons parla di “aspetti dubbi” sull’operato di De Falco nella vicenda della tragedia della Concordia, emersi, secondo l’associazione, dalle trascrizioni dell’esame testimoniale dell’ufficiale al processo contro Francesco Schettino. Verbali che il Codacons ha pubblicato sul proprio sito ritenendo “doveroso informare gli elettori”.

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Stefania Bariatti, un’esperta di diritto internazionale per presidenza Mps

Stefania Bariatti, un’esperta di diritto internazionale per presidenza Mps

Il ministero dell’Economia propone Stefania Bariatti alla presidenza di Mps e Antonino Turicchi alla vicepresidenza. Intanto i  piccoli azionisti di Mps e il Codacons chiedono allo Stato di valutare con la massima attenzione la designazione del nuovo presidente di Montepaschi: “se si dovessero profilare ipotesi di conflitti di interesse verranno impugnata dall’associazione dinanzi al Tar”.

L’assemblea di Mps ha eletto Stefania Bariatti alla presidenza di Mps. Ha votato sì il 75,43% del capitale. Un’esperta di diritto internazionale alla presidenza della nuova Mps, Stefania Bariatti, 61 anni, eletta oggi alla presidenza della banca più antica del mondo, si è laureata in giurisprudenza nel 1979 alla Statale di Milano. E da allora ha fatto del diritto il fulcro della sua vita professionale, fino ad arrivare a un passo dall’elezione a giudice costituzionale, nel 2014, quando la sua candidatura, proposta da Forza Italia e sostenuta anche dal Pd, non riuscì a raggiungere i 570 voti necessari all’elezione, a causa del veto dei Cinque Stelle.

Dopo la laurea Bariatti si dedica alla carriera accademica che la porta, nel 2002, a insegnare diritto internazionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano in qualità di professoressa ordinaria e a diventare prima senior associate, poi socio e infine consulente di uno degli studi di avvocati d’affari più noti in Italia. Dal 2013 diventa consigliere di amministrazione di Astm e presidente di Sias, le holding autostradali del gruppo di Beniamino Gavio.

Autrice di oltre 120 pubblicazioni su riviste giuridiche ha svolto incarichi consultivi a favore del Parlamento e della Commissione Europea, da ultimo in relazione alla riforma del regolamento europeo sulle procedure di insolvenza, oltre ad aver rappresentato il governo italiano in conferenze internazionali e nei lavori relativi ad alcune convenzioni internazionali.

Gli azionisti Mps hanno diffuso una nota tramite Codacons in cui hanno esortato il ministero dell’economia ad agire con consapevolezza: “”Prima di indicare il nome di un esponente di un mega studio legale privato – viene spiegato, riferendosi allo studio per cui lavora Bariatti – il Tesoro deve accertare se lo stesso studio legale abbia in essere vertenze contro banche concorrenti e loro clienti, o contro lo stesso Mps”.

Il ministero propone che il cda sia composto da 14 componenti (finora erano 13) e che ci sia un solo vicepresidente. Per quel che riguarda i compensi la proposta del Tesoro è: 65 mila euro per i componenti del cda e per i sindaci revisori, 80 mila euro per il presidente del collegio dei sindaci revisori e 90 mila euro per il presidente della banca. Fra le modifiche allo Statuto approvate oggi, anche quella che porta a 15 il numero massimo dei componenti del cda, contro i 17 previsti finora.

 

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