Il Governo tedesco spinge l’Unione Europea ad acquistare Sputnik V

Il Governo tedesco spinge l’Unione Europea ad acquistare Sputnik V

Il Governo Tedesco insiste che la Commissione Europea dovrebbe procedere ad acquistare dosi di vaccino Sputnik V per gli Stati Membri prima ancora che sia approvato dall’EMA.

La Germania spinge affinchè l’Unione Europea acquisti dosi del vaccino russo Sputnik V. L’EMA, l’Ente del Farmaco Europeo, si sta già occupando della procedura di controllo per l’approvazione del vaccino. EMA ha annunciato di aver ricevuto i primi dati forniti dalla Russia in merito agli esiti delle vaccinazioni con Sputnik V e che li sta analizzando.

EMA non ha ancora comunicato la data in cui dovrebbero finire i controlli e quindi ottenere l’eventuale autorizzazione all’acquisto, distribuzione e somministrazione sul territorio europeo. La Germania suggerisce di procedere all’acquisto di Sputnik V in modo indipendente dall’approvazione di EMA.

Alcuni Paesi europei come l’Ungheria e la Slovacchia hanno già acquistato dosi di Sputnik V dalla Russia senza attendere l’approvazione di EMA provocando alcuni attriti con la Commissione Europea.

Tuttavia le trattative dell’Unione Europea con il Governo russo per l’accesso alle forniture di vaccino non sono ancora iniziate. Perchè la Commissione Europea agisca sono necessarie le richieste da parte di quattro paesi membri del Consiglio Europeo.

Fino ad oggi la procedura adottata dall’Unione Europea per l’acquisto di dosi prevedeva l’approvazione definitiva da parte di EMA. Successivamente si procedeva all’acquisto, come un soggetto unico, e poi alla distribuzione ai singoli Stati Membri secondo un criterio proporzionale.

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Il turismo greco punta sulle piccole isole

Il turismo greco punta sulle piccole isole

Il Governo greco punta ad attirare il turismo mettendo a disposizione isole senza Covid, dando la precedenza alla vaccinazione degli abitanti delle isole più piccole.

Il Ministero del Turismo greco punta a riaprire le proprie destinazioni intorno a metà maggio, in modo da intercettare tutto il turismo della stagione estiva. La crisi del turismo provocata dalla pandemia ha colpito duramente l’economia greca. Il Governo tenta disperatamente di attirare i viaggiatori immunizzando le piccole isole e promuovendole come zone prive di coronavirus.

La spiegazione dietro quest strategia non è solo il turismo. Per il Governo, inviare gruppi di medici su ogni isola tutte le volte che si verificano dei contagi sarebbe costoso e poco pratico, quindi conviene provare a immunizzare le isole più piccole e remote una sola volta.

Le isole individuate dal Governo greco sono Fournoi, Chalki, Symi, Ereikousa e molte altre, tutte isole con meno di 1000 abitanti. La prima isola ad essere stata completamente immunizzata e Kastellorizo, dove tutta la popolazione adulta, che ammonta a 500 persone, è stata vaccinata. Il Sindaco di Kastellorizo ha detto che a differenza dello scorso anno, quando in questo periodo ricevevano disdette da parte dei turisti, adesso stanno iniziando a ricevere le prime prenotazioni.

L’economia greca dipende dal turismo per più del 20% della sua produzione totale e il settore da lavoro a un quarto della popolazione. Nel 2020, il numero di turisti è calato del 76.5%, secondo la Confederazione greca per il Turismo.

Il Governo greco è uno di quelli più favorevoli all’introduzione di un passaporto d’immunità, che permetterebbe ai cittadini europei che risultano immuni al coronavirus di viaggiare liberamente e al settore del turismo di ripartire parzialmente. Al momento però non ci sono novità su questo fronte da parte della Commissione Europea.

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L’Italia ha bloccato 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca dirette in Australia

L’Italia ha bloccato 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca dirette in Australia

L’Italia, con l’approvazione dell’Unione Europea, ha bloccato il trasferimento di 250.000 dosi del vaccino prodotte da AstraZeneca sul territorio e destinate all’Australia. Quali sono le conseguenze?

L’Italia ha bloccato l’esportazione di 250.000 dosi del vaccino Oxford/AstraZeneca destinate all’Australia. La prassi dell’Unione Europea prevede l’approvazione esplicita da parte delle autorità del paese che esporta i vaccini. La Commissione Europea avrebbe la facoltà di imporre la distribuzione, il fatto che non abbia applicato questo potere è da interpretare come un’implicita approvazione.

La Commissione ha valutato l’intenzione dell’Italia di rifiutare il trasferimento e ha deciso di non interferire, concordando con quanto sostenuto dal Governo italiano, ovvero che la consegna delle dosi potesse rappresentare una violazione degli accordi di precedenza tra l’Unione Europea e AstraZeneca.

Alla fine dello scorso gennaio, la Commissione Europea ha implementato maggiori controlli sul traffico di vaccini. Dopo che AstraZeneca aveva consegnato 75 milioni di dosi in meno nel primo quadrimestre del 2021 rispetto a quanto concordato con l’Unione Europea, la Commissione ha accusato l’azienda britannica di aver spedito al Regno Unito le dosi realizzate sul territorio dell’Unione Europea.

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L’Unione Europea vuole contrastare la differenza salariale di genere

L’Unione Europea vuole contrastare la differenza salariale di genere

La Commissione Europea vuole ridurre la differenza salariale tra uomini e donne e ha in programma l’introduzione di misure che favoriscano la trasparenza sui redditi.

La Commissione Europea si è data l’obiettivo concreto di ridurre la differenza salariale dovuta alla discriminazione di genere ancora presente in molti settori e in molti paesi dell’Unione Europea. La strategia individuata consiste nell’introduzione di obblighi alla trasparenza che permettano di misurare la differenza di paga tra uomini e donne e diano ai lavoratori dei dati concreti sul livello medio di paga per alcuni ruoli comparabili, indipendentemente dal genere di chi li ricopre.

In occasione del suo insediamento, Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea e prima donna a ricoprire quel ruolo, aveva annunciato che tra le iniziative che avrebbe realizzato nei suoi primi 100 giorni di mandato ci sarebbero state delle regole molto rigide sulla trasparenza. La Commissione ha in programma di presentare la proposta il 4 marzo, esattamente un anno dopo l’annuncio iniziale.

Da quanto risulta dalla bozza, la legge prevederebbe una serie di obblighi per le aziende. Ogni lavoratore avrebbe diritto a richiedere informazioni sulle ragioni alla base della differenza salariale con altre categorie paragonabili. La legge impedirebbe a chi assume di chiedere l’attuale salario del candidato e obbligherebbe a comunicare il salario atteso in occasione del colloquio.

Nel caso in cui dovesse risultare una differenza salariale maggiore del 5%, il datore di lavoro dovrebbe attivare una procedura insieme ai sindacati per dimostrare i criteri che motivano la differenza nella remunerazione. L’aspetto più criticato della legge da parte delle imprese è che sposterebbe l’onere della prova sul datore di lavoro, con la possibilità di appesantire le procedure di assunzione e di aumentare esponenzialmente il numero di cause per discriminazione sul luogo di lavoro.

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