Comune di Altopascio da mascherine ad ogni famiglia

Comune di Altopascio da mascherine ad ogni famiglia

Altopascio in provincia di Lucca, il Comune consegna un kit di due mascherine di tessuto-non-tessuto a ogni nucleo familiare di Altopascio.

Questa l’iniziativa dell’amministrazione comunale di Altopascio, che vuole dotare tutti i cittadini dei dispositivi di sicurezza, così che li indossino quando devono uscire per andare a fare la spesa, all’edicola o in farmacia.

Un’iniziativa, si spiega una nota, resa possibile grazie alla staffetta di solidarietà che ha unito cittadini e aziende del posto: a produrre le mascherine è l’azienda dell’alta moda Peuterey, che, per far fronte all’emergenza sanitaria, ha deciso di convertire la sua linea produttiva interna al confezionamento di mascherine e che da lunedì ne donerà al Comune 400 al giorno, da distribuire alla cittadinanza grazie alla rete del volontariato.

“Questa è una storia di solidarietà, ingegno, capacità imprenditoriali e attaccamento al territorio – commenta il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio -. Una storia che riguarda tanti soggetti, da subito in prima linea per confezionare e preparare mascherine, che abbiamo già distribuito, da inizio emergenza, ai medici di medicina generale e ai volontari del terzo settore che ne erano sprovvisti e a tutti i commercianti che sono in prima linea per garantire i servizi essenziali”.

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Bandiera arcobaleno su palazzo Orsetti

Bandiera arcobaleno su palazzo Orsetti

L’amministrazione espone a palazzo Orsetti la bandiera arcobaleno a significare la vicinanza e la solidarietà nei confronti delle vittime dell’aggressione omofoba avvenuta ad Altopascio sabato scorso.

Questa mattina il sindaco, insieme ad alcuni assessori e consiglieri comunali,
ha esposto sulla facciata di Palazzo Orsetti la bandiera arcobaleno a dimostrazione della vicinanza alle vittime che sabato scorso hanno subito aggressione omofoba.

L’iniziativa è stata promossa dal consigliere comunale Daniele Bianucci che è referente del
sindaco per i diritti e va nella direzione del lavoro portato avanti in questi anni
dall’amministrazione Tambellini per combattere il pregiudizio e sostenere i diritti di tutti i
cittadini.

bandiera arcobaleno

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Incidenti lavoro: operaio muore in cantiere in provincia Lucca 

Incidenti lavoro: operaio muore in cantiere in provincia Lucca 

Un uomo di 53 anni è stato trovato morto in un cantiere dismesso ad Altopascio, in provincia di Lucca: secondo quanto emerso si tratta di un infortunio sul lavoro.

L’uomo, che sarebbe stato da solo quando si è verificato l’incidente, sembra sia stato colpito da un pezzo di una gru che stava smontando all’interno del cantiere. A trovarlo è stato poi un passante. Sul posto intervenuti tra gli altri i carabinieri.
L’operaio deceduto è un italiano che viveva a Capannori. Sempre secondo quanto emerso al momento, l’incidente si sarebbe verificato nel pomeriggio di ieri, in un cantiere di via Marchetti. L’area dove è avvenuto l’infortunio è stata poi messa sotto sequestro.

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Altopascio (Lucca): partecipò a pestaggio, condannato a 4 anni e mezzo

Altopascio (Lucca): partecipò a pestaggio, condannato a 4 anni e mezzo

E’ stato condannato anche l’ultimo degli imputati maggiorenni responsabili del tentato omicidio di un ventitreenne avvenuto il 7 febbraio 2016 ad Altopascio (Lucca). Il giudice ha accolto la richiesta del pm Paola Rizzo, e condannato a quattro anni e sei mesi, per concorso, Giordano Bogdan, all’epoca 22enne, residente ad Altopascio.

Insieme a sei persone fece parte di una spedizione punitiva che per poco non costò la vita al ragazzo. I fatti furono ricostruiti dai carabinieri di Lucca che scoprirono come una lite cominciata su WhatsApp tra un ragazzo e Oltian Cepa, entrambi membri di un gruppo dell’applicazione di messaggistica, arrivò al punto da provocare una spedizione punitiva  nei confronti del ragazzo che avrebbe inviato espressioni offensive nei riguardi di una ragazza e per questo era stato escluso dalla chat a opera del 23enne.

Cepa e il 23enne si diedero appuntamento ad Altopascio, nella centralissima via Cavour. Cepa con il fratello Landir e altri cinque giovani arrivarono all’appuntamento attrezzati con corpi contundenti, cacciaviti e forse un coltello; individuata la vittima, accompagnata dal padre e dal cugino, la aggredirono brutalmente. Tutti e tre restarono feriti, il più grave il 23enne, colpito alla fronte probabilmente con un cacciavite. Il giovane arrivò in ospedale in condizioni gravissime e rimase a lungo in prognosi riservata.

Nel giugno del 2016 furono arrestati i fratelli Cepa, poi condannati con rito alternativo, mentre gli altri indagati, tra cui un minorenne, furono denunciati a piede libero. Sono stati tutti processati e condannati con rito abbreviato, tranne il minorenne per il quale si è svolta la dibattimentale preso il tribunale dei minori di Firenze, con udienza rinviata al prossimo mese di giugno.

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Lettera al partigiano: consegnata all’Anpi dai bambini dell’elementare di Altopascio

Lettera al partigiano: consegnata all’Anpi dai bambini dell’elementare di Altopascio

Riceviamo e con piacere pubblichiamo la “lettera al partigiano” che i bambini della scuola primaria di Altopascio (Lu) hanno scritto per il 74º anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Questa mattina, ad Altopascio i bambini delle scuole hanno consegnato la lettera al presidente della sezione locale dell’Anpi, mentre gli studenti di Badia Pozzeveri hanno ricordato il partigiano Ras, Andrea Bianchi, ucciso nell’eccidio di Vizzola (Va).

 

Ciao partigiano, ciao partigiana,

siamo tra quelle persone che comprendono quello che avete fatto: avete sacrificato la vostra vita per noi, per un futuro che forse non avete nemmeno visto, ma di cui noi ne godiamo i vantaggi. Grazie al vostro sacrificio possiamo vivere in un’Italia libera e democratica. E’ giusto che festeggiamo il 25 aprile. Siete vissuti in un periodo dominato dall’oppressione, dalle diseguaglianze sociali e dalle costrizioni, ma avete avuto il coraggio di ribellarvi, di far valere le vostre idee a favore della libertà.

Grazie per l’impegno, la fatica ed i sacrifici fatti affinché le persone fossero libere di esprimersi, di muoversi sul territorio, liberi dalla dittatura, liberi di professare ognuno la propria religione, di non fare differenze di razza perché nessuno e perfetto, tutti abbiamo dei difetti. Noi siamo un’unica “razza”: SIAMO UMANI.

In questi giorni abbiamo guardato foto, letto lettere di diari, articoli di giornali e ci siamo sentiti partigiani insieme a voi; ci  sentiamo solidali perché avete aiutato persone innocenti e siamo felici che nei  nostri paesi non ci sia la guerra. Pensiamo alla vostra vita difficile quando vi nascondevate nelle buche scavate in terra e ricoperte di letame per non farvi trovare dai cani lupo dei nazifascisti. Buche dove al massimo potevano starci tre persone; oppure quando vi nascondevate nei boschi, sulle travi delle malghe con le pecore che belavano tutta la notte, al freddo e senza cibo.  Pensiamo a quei bambini della stessa nostra età che facevano  le staffette partigiane..

A differenza di noi che invece giochiamo con il telefonino  e giriamo liberi e spensierati nei posti pubblici. Come è difficile capire ed immaginar la vostra vita! Se potessi incontrarti ti chiederei: a quanti anni sei diventato partigiano? Lo hai fatto da solo e con la tua famiglia? Quanto è stato difficile il tuo impegno? Come sei riuscito a farcela? Ti è capitato che un tuo grande amico fosse un nazifascista?  Pur essendo consapevoli che se vi avessero  scoperti sareste morti, avete continuato a combattere: SIETE DEGLI EROI!

VI AMMIRIAMO! Se noi abbiamo un futuro ricco di speranze e sogni lo dobbiamo anche a voi: grazie tantissimo, di CUORE. Grazie anche per aver lottato e combattuto per la Repubblica.

Molti di noi pensano che se ci fossero stati anche loro,  sarebbero diventati dei partigiani, se pur con tanta paura. Scoprire che la nostra nazione durante la 2^ guerra mondiale fu alleata con i nazisti è stato un colpo duro, ma va superato! Speriamo che in questo mondo non manchi mai la libertà per cui avete tanto lottato: siamo sicuri che il vostro impegno, la vostra resistenza ed i vostri sacrifici saranno di lezione per tutti. Per noi lo sono stati.

Abbiamo capito che la libertà è PARTECIPAZIONE e per questo oggi siamo qua. Nella speranza di non dover assistere ad altre guerre mondiali ci uniamo idealmente al vostro coraggio.

P:S:Ogni volta che vi pensiamo ci viene in mente la canzone “BELLA CIAO”.

I bambini della classe 5^ A della scuola primaria di Altopascio

CITTADINI DEL MONDO

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