Arezzo: pulmino contro albero, conducente accusata di omicidio colposo

Arezzo: pulmino contro albero, conducente accusata di omicidio colposo

Omicidio colposo plurimo, questa l’ipotesi d’accusa a carico della 40enne che era alla guida del pulmino finito fuori strada ieri sera poco dopo le 20 lungo la provinciale 28 della Fratta nel comune di Cortona (Arezzo).

Per cause in corso di accertamento la donna ha perduto il controllo del mezzo che si è schiantato contro un albero provocando la morte di due uomini e una donna.

Le vittime, tutti in cura presso una struttura locale, sono Ivan Osmeri, 45 anni di Passignano sul Trasimeno (Perugia), Selene Foschi, 43 anni di Livorno e Luigi Romano, 45 anni, originario di Napoli. Al bilancio vanno aggiunti due feriti in codice rosso trasferiti a Siena e tre in codice giallo portati all’ospedale San Donato di Arezzo.

Stando ad una prima ricostruzione, i disabili e l’accompagnatrice tornavano da una festa nel Senese: un gruppo è stato fatto scendere in una prima struttura, il secondo era diretto verso la seconda struttura quando, forse a causa del violento temporale in corso nella zona, la 40enne ha perso il controllo del mezzo finendo fuori strada.

La pioggia ha reso difficili gli interventi dei soccorritori, vigili del fuoco, 118 e carabinieri.

L'articolo Arezzo: pulmino contro albero, conducente accusata di omicidio colposo proviene da www.controradio.it.

Donna muore in ospedale dopo esame clinico, inchiesta

Donna muore in ospedale dopo esame clinico, inchiesta

La procura di Arezzo ha aperto un fascicolo d’indagine sulla morte di una donna di 46 anni, da tempo malata, deceduta la mattina del 6 gennaio all’ospedale di Bibbiena (Arezzo), dove era ricoverata dal 27 dicembre.

A presentare un’esposto alla procura, come riferisce oggi il “Corriere di Arezzo”, è stato il tutore legale della donna, che intende accertare se ci siano collegamenti tra il decesso e l’ultimo esame eseguito dalla 46enne, una colonscopia.

L’esame clinico era stato effettuato la mattina del 27 dicembre e lo stesso giorno, a causa di problemi insorti dopo la colonscopia, come riporta il quotidiano aretino, la donna era stata sottoposta a un intervento chirurgico con successivo periodo in rianimazione e quindi in chirurgia. Ma la situazione clinica è precipitata con la morte avvenuta il 6 gennaio.

La donna, madre di due figli, era ospite di una struttura assistenziale di Poppi (Arezzo), perchè soffriva di una rara malattia genetica degenerativa che l’aveva resa non autosufficiente.

L'articolo Donna muore in ospedale dopo esame clinico, inchiesta proviene da www.controradio.it.

Bottiglia incendiaria contro caserma Carabinieri Aretino, a fuoco auto

Bottiglia incendiaria contro caserma Carabinieri Aretino, a fuoco auto

Una bottiglia incendiaria è stata lanciata la notte scorsa contro la caserma dei carabinieri a Pergine Valdarno, in provincia di Arezzo: a fuoco un’auto di servizio dei militari.

E’ quanto emerso in seguito ad accertamenti sul rogo che ha interessato la vettura: al momento, in base a quanto appreso, le indagini sono a tutto campo per risalire a cause e autori del gesto. Da quanto ricostruito al momento, la bottiglia, lanciata contro il muro, si è infranta. Il liquido si è così sparso raggiungendo anche le gomme dell’auto di servizio poi interessata dalle fiamme.

“Quello che è successo questa notte a Pergine Valdarno è inaccettabile, gravissimo e pericoloso. Un episodio da condannare fermamente per la violenza che esprime, per il valore simbolico che rappresenta e soprattutto per l’offesa arrecata a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno indossano una divisa ed a proprio rischio e pericolo difendono e proteggono la collettività”. E’ quanto afferma Simona Neri, sindaco di Laterina Pergine (Arezzo), esprimendo solidarietà e vicinanza ai carabinieri dopo che nella notte una bottiglia incendiaria è stata lanciata contro la caserma dell’Arma nel comune dell’Aretino.

“Le forze dell’ordine – aggiunge Neri – rappresentano la prima istituzione nazionale che infonde fiducia nella cittadinanza e per tale motivo torniamo a condannare quanto accaduto augurandoci che quanto prima si individuino le dinamiche e le responsabilità di questo reato gravissimo”.

L'articolo Bottiglia incendiaria contro caserma Carabinieri Aretino, a fuoco auto proviene da www.controradio.it.

Bancarotta Etruria, 14 a processo

Bancarotta Etruria, 14 a processo

Citazione diretta a giudizio per bancarotta colposa, davanti al giudice monocratico di Arezzo, per 14 ex dirigenti e membri dell’ultimo cda di Banca Etruria. L’iniziativa è stata esercitata dalla procura di Arezzo per il reato di bancarotta colposa contestata per l’incarico di consulenze esterne date per cercare un partner per la banca aretina ma ritenute dai pm inutili e tali da aggravarne il crac. Tra i citati dalla procura anche Pierluigi Boschi.

Pierluigi Boschi, padre dell’ex ministro Maria Elena, che fu membro di quel cda, stavolta finirebbe a processo per la prima volta nell’intera vicenda Etruria. A ottobre, infatti, una sua posizione è stata archiviata nel filone relativo alla mancata fusione di Etruria con Popolare Vicenza. Per lui e altri imputati il gip non ravvisa l’integrazione del reato di bancarotta circa la valutazione di un’eventuale fusione tra le due banche. A febbraio 2019 Boschi era inoltre stato archiviato, sempre con altri indagati, dal filone di falso in prospetto riguardo a comunicazioni date ai risparmiatori per sottoscrivere alcuni prodotti.

Invece, entro i primi di gennaio 2020 è attesa la decisione del gup Piergiorgio Ponticelli sul filone dedicato alla liquidazione da 700.000 euro data all’ex dg Luca Bronchi nel 2014: tra i 12 imputati che attendono c’è anche Boschi senior. Nella citazione diretta per i 14 la procura ipotizza la bancarotta colposa per superconsulenze fra cui 4 milioni di euro pagati per incarichi a grandi società (Mediobanca e Bain) e importanti studi legali (Grande Stevens a Torino e Zoppini a Roma).

Per la procura i 14 imputati citati a giudizio non avrebbero vigilato sulla redazione delle consulenze, che gli inquirenti ritengono in gran parte inutili e ripetitive, nonché tali da contribuire all’aggravamento del dissesto. In questo filone c’erano 17 indagati. Ai 14 per cui la procura ha esercitato la citazione diretta, si aggiungono l’ex presidente Lorenzo Rosi, l’ex dg Luca Bronchi e l’ex vicepresidente Alfredo Berni: ma questi tre, già coinvolti nel processo per bancarotta fraudolenta tuttora in corso (Rosi è imputato, Bronchi e Berni vi sono stati condannati in rito abbreviato), la procura non li ha citati essendo già contestati a loro in quel processo gli stessi fatti del filone consulenze. Il maxi-processo con 25 imputati riprenderà il 9 gennaio ad Arezzo.

L'articolo Bancarotta Etruria, 14 a processo proviene da www.controradio.it.

Crisi settore costruzioni: presidi dei sindacati a Firenze, Arezzo e Livorno

Crisi settore costruzioni: presidi dei sindacati a Firenze, Arezzo e Livorno

Crisi del settore delle costruzioni, venerdì 15 novembre tre presìdi Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil in Toscana per lanciare l’allarme e chiedere un rilancio del settore: ore 10-12 a Firenze (piazza Duomo davanti alla Regione), Arezzo e Livorno (davanti alla Prefettura). Saranno illustrati i numeri della crisi, il valore dello sblocco dei cantieri regionali e le proposte dei sindacati per dare nuova linfa al settore.

“Rilanciare il settore delle costruzioni per rilanciare il Paese”: è lo slogan della mobilitazione nazionale (hashtag #atestaalta) lanciata dai sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil che si svolgerà venerdì 15 novembre, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su questo settore (e sui suoi lavoratori) non uscito dalla crisi e di spingere istituzioni e categorie a intervenire pesantemente per dare una svolta più che mai necessaria.

In Toscana i tre sindacati hanno organizzato tre presìdi dalle 10 alle 12 (i manifestanti indosseranno delle pettorine arancioni da lavoro, con lo slogan dell’iniziativa, create ad hoc per l’occasione): a Firenze in piazza Duomo davanti alla sede della Regione Toscana, ad Arezzo (piazzetta Poggio del Sole, dove sarà esposto un grande pannello che riepiloga lo stato dei lavori sulla E78) e Livorno (piazza dell’Unità d’Italia) davanti alla Prefettura.

Nel presidio di Firenze saranno illustrati i numeri su 10 anni di crisi dell’edilizia in Toscana (posti di lavoro persi, imprese sparite, percentuale degli addetti a Partita Iva), i numeri su quanto vale in termini economici lo sblocco dei grandi cantieri regionali (e quanti nuovi posti di lavoro porterebbe), le proposte dei sindacati per rilanciare il settore.

L'articolo Crisi settore costruzioni: presidi dei sindacati a Firenze, Arezzo e Livorno proviene da www.controradio.it.