Arezzo: chiesto rinvio a giudizio per quattro suore per truffa a Ue

Arezzo: chiesto rinvio a giudizio per quattro suore per truffa a Ue

Truffa aggravata ai danni dell’Unione europea, chiesto rinvio a giudizio per quattro suore dell’ordine di Santa Elisabetta.

A chiederlo il pm della procura di Arezzo Iulia Maggiore per due religiose di Arezzo e due di Firenze. Secondo l’accusa, le religiose avrebbero utilizzato pacchi alimentari ricevuti attraverso fondi europei (Fead) destinati all’aiuto degli indigenti destinandoli a strutture convenzionate.

I fatti, che risalgono a diverso tempo fa, sono emersi durante un controllo della guardia di finanza aretina, con tanto di foto dei pacchi con il marchio dei fondi europei. Le suore di Sant’Elisabetta respingono completamente i fatti attribuendo a ”maldicenze” quanto accaduto.

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Madre ubriaca al volante con due bimbi fermata da vigili di Arezzo

Madre ubriaca al volante con due bimbi fermata da vigili di Arezzo

Mamma guida a zig zag per le vie del centro di Arezzo dopo aver bevuto e con bambini piccoli in auto. La donna, fermata ieri dalla polizia locale di Arezzo, aveva un tasso alcolemico quattro volte sopra il consentito peraltro con bimbi in auto.

A segnalare il caso un passante che ha visto l’auto procedere a zig zag e colpire un’auto in sosta. Una pattuglia della polizia locale è arrivata sul posto ed ha fermato l’auto con due bambini piccoli dentro.

La conducente, sottoposta all’etilometro, è risultata con un tasso alcolemico di oltre quattro volte superiore a quello consentito dalla legge. Per lei è scattato il ritiro della patente, il sequestro dell’autovettura e la denuncia.

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Operaio folgorato nell’Aretino, è grave

Operaio folgorato nell’Aretino, è grave

Stava lavorando a impianto elettrico, portato a ospedale Siena.

Folgorato mentre lavora ad un impianto elettrico, un 33enne è stato trasportato in ambulanza a Siena in gravissime condizioni. E’ accaduto intorno alle 16.00 a Monte San Savino (Arezzo), in località le Vertighe accanto al santuario, mentre il 33enne interveniva su un impianto elettrico.

L’automedica del 118 lo ha subito soccorso e dopo essere stato rianimato l’uomo è stato trasportato alle Scotte di Siena in codice rosso. Sul posto i carabinieri per accertare la dinamica dall’infortunio.

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Giovane alpinista aretino muore sul Cervino

Giovane alpinista aretino muore sul Cervino

Matteo Pes è morto in vacanza a 3700 metri di quota mentre stava facendo il passaggio del ‘Enjambee’, a valle della Capanna Carrel sul Monte Cervino. Le cause dovranno essere appurate dalle autorità competenti e da quanto ricorderà l’amico, un coetaneo aretino, che era partito con lui e che si trovava insieme al momento dell’incidente.

Matteo adorava gli sport estremi ma in particolare la sua grande passione era la montagna. Il Cervino era per lui una sfida anche se si tratta di una montagna maledetta per gli
aretini. Sei anni fa, il 26 maggio del 2012, altri due alpinisti di Arezzo Fabio Rapini di 57 anni e Maurizio Tavanti di 47 erano morti precipitando.
A dare l’allarme stamani è stato proprio il compagno di cordata, trasportato a Cervinia dal soccorso alpino. Matteo, studente di storia all’Università di Firenze, lavorava in un bed
and breakfast del centro di Arezzo, ed era molto conosciuto anche per la sua presenza costante in curva Minghelli, quella dei tifosi dell’Arezzo, squadra che sosteneva con entusiasmo con un pizzico di simpatia per il Cagliari luogo d’origine del
padre. Giocatore dilettante aveva annunciato all’ultima società per cui era stato tesserato la Polisportiva San Marco Arezzo che avrebbe appeso gli scarpini al chiodo proprio per dedicarsi alla montagna, “sport molto impegnativo”, come aveva commentato sul
suo profilo facebook pieno di foto di montagna. Molto attivo anche in politica era stato tra i fondatori, nel 2008, di Casa Pound Arezzo. Impegnato nel sociale, Pes era anche appassionato di Giostra del Saracino, la rievocazione storica di Arezzo e
partecipava agli eventi ad essa legati.  Il padre, un agente penitenziario, e la madre sono partiti subito, una volta informati, per Zermatt dove la salma è stata
trasportata dopo il recupero. Particolarmente sconvolto il suo migliore amico Duccio, figlio della titolare del bed and breakfast dove lavorava Matteo, rientrato subito da Ponza dov’era in vacanza.

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Crollo Genova: nell’Aretino i funerali del 27enne peruviano

Crollo Genova: nell’Aretino i funerali del 27enne peruviano

“È una tragedia carica di dolore ma non vogliamo lanciare alcun anatema”. Lo ha detto don Giuliano Francioli, direttore della Caritas diocesana di Arezzo e parroco della chiesa di Santa Maria di Capolona (Arezzo) durante i funerali di Carlos Jesus Truijillo, il 27enne
morto nel crollo del ponte di Genova insieme alla fidanzata 24enne Stella Boccia, celebrati nel pomeriggio in forma privata.

In tanti gli amici e i parenti che si sono stretti intorno alla famiglia di Carlos, in particolare alla madre che ha ascoltato le parole del sacerdote insieme alla madre di Stella,
di cui ieri si sono celebrate le esequie in forma privata e con rito evangelico.
“L’auspicio è che tragedie assurde come queste non succedano mai più”, ha aggiunto il sacerdote. “Un ragazzo – hanno commentato i colleghi del ristorante dove lavorava nel centro di Arezzo – sul quale fare affidamento”. Ai funerali ha partecipato
il sindaco di Capolona Mario Francesconi. Tutta l’amministrazione comunale ha sostenuto la famiglia di origine peruviana nei difficili giorni che hanno seguito la morte di
Carlos e di Stella. Il giovane riposerà nel cimitero della cittadina.

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