Droga: centrale di spaccio in casa, quattro arresti a Lucchesia

Droga: centrale di spaccio in casa, quattro arresti a Lucchesia

Scoperta centrale di spaccio in un immobile situato in una vasta area forestale nel comune di Capannori (Lucca).

Avevano allestito una vera e propria centrale dello spaccio nella casa dove abitavano, un immobile situato in una vasta area forestale nel comune di Capannori (Lucca), per questo quattro uomini sono stati arrestati in flagranza dai carabinieri nel corso di un’operazione antidroga. Denunciata invece in stato di libertà una donna, moglie di uno degli arrestati.

Da tempo i militari tenevano sotto osservazione la casa, la cui ubicazione permetteva di verificare da lontano le persone in avvicinamento. Nelle prime ore di sabato, approfittando dell’assenza di ‘vedette’, i carabinieri hanno fatto irruzione nello stabile, sorprendendo gli occupanti nel sonno. Alcuni hanno cercato di fuggire dalle finestre, ma sono stati bloccati dai militari che avevano cinturato l’intera area.

Nel corso della perquisizione, condotta anche con l’ausilio di un’unità cinofila, sono state recuperate, occultate in vari punti dell’abitazione numerose dosi di cocaina e hashish, per un totale di circa 200 grammi di sostanze stupefacenti. Recuperato anche materiale di vario tipo atto al confezionamento e allo spaccio dello stupefacente e oltre 2300 euro in banconote di piccolo taglio, provento dell’attività.

L’osservazione della casa ha consentito anche di ricostruire un importante giro di clienti, molti dei quali sono stati segnalati alla Prefettura di Lucca come assuntori. Tra questi, una 48enne, era stata invece già tratta in arresto dopo aver acquistato un panetto di hashish da 100 grammi. Indagini sono in corso per risalire a altri abitanti dello stabile assenti al momento del blitz.

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Capannori: migranti e italiani uniti dalla musica

Capannori: migranti e italiani uniti dalla musica

A Capannori è nato l’evento “Laboratorio di Djing” ideato e promosso dalla cooperativa sociale Odissea, “Il nostro obiettivo: accogliere coinvolgendo il territorio”, afferma il presidente Bonetti.

A Capannori migranti e giovani italiani sono uniti da un corso per imparare a mixare, organizzato dalla cooperativa Odissea (gruppo Co&So), che ha registrato il tutto esaurito. Ora si pensa alla festa finale.

Un dj professionista come maestro, la musica che abbatte ogni barriera e tanta voglia di pensare al futuro. Ecco gli elementi che hanno decretato il successo del “Laboratorio di Djing”, un corso ideato e promosso, attraverso lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), da Odissea, la cooperativa sociale del gruppo Co&So, che dal 2007 si occupa di immigrazione.

L’iniziativa ha intercettato la grande passione dei giovani per la musica e ha ottenuto fin da subito un grande risultato: abbattere le barriere e promuovere l’integrazione tra migranti e residenti.

“Sono stati i ragazzi stessi a suggerircelo”, spiega Riccardo Bonetti, coordinatore delle strutture per minori di Odissea, che nel solo Comune di Capannori accoglie in due appartamenti 12 stranieri non accompagnati under 18 (in tutta la Piana lucchese il numero sale a circa 60).

Una volta ottenuto il via libera dal servizio centrale Sprar, le iscrizioni si sono aperte anche a tutta la cittadinanza. Le richieste sono state decisamente sopra ogni aspettativa: in 35, tra giovani e adulti, uomini e donne, hanno espresso il desiderio di imparare la professione del Dj. Ne sono stati selezionati 20, tanti erano i posti disponibili: un bel gruppo composto per metà da richiedenti asilo e per metà da italiani, con un’età media intorno ai 20 anni.

Il corso è partito il 20 agosto scorso, nei locali del Centro giovani Santa Margherita, a Capannori, e andrà avanti fino al 19 settembre con lezioni bisettimanali (il lunedì e il mercoledì pomeriggio) di teoria e di pratica. La fine del corso verrà festeggiata con un evento speciale.

“Con questa iniziativa di formazione abbiamo dato l’opportunità ai giovani di coltivare una passione e di imparare qualcosa di nuovo e di utile per affacciarsi al mondo del lavoro. Ma l’obiettivo a cui teniamo di più è quello di aver messo insieme, in un ambiente protetto, persone che altrimenti non avrebbero mai avuto modo di incontrarsi e di conoscersi. Accogliere coinvolgendo il territorio: questa è l’integrazione che serve in un momento così particolare della nostra storia” ha commentato Valerio Bonetti, presidente di Odissea.

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Strade in plastica riciclata, a Capannori prima città in Italia

Strade in plastica riciclata, a Capannori prima città in Italia

La plastica riciclata dai cittadini capannoresi potrebbe presto essere impiegata per produrre uno speciale asfalto ecologico, più resistente di quello tradizionale, da utilizzarsi sulle strade del territorio. È il progetto che l’amministrazione Menesini sta portando avanti assieme all’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria. Un progetto pilota che vederebbe Capannori essere la prima città in Italia a dare il via a una sperimentazione di questo tipo, finora attuata in alcune capitali mondiali come Londra.

L’idea potrebbe concretizzarsi presto. Il progetto, denominato Source-separated Collection For Climate change adaptation & mitigation through intelligent recycling «C4C», è giunto alla fase finale della selezione per essere finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera ENI – CBC   “Mediterranean Sea Basin” (2014-2020) dell’Unione Europea. Nel caso che l’esito sia positivo, è pronto a essere attivato a inizio del 2019.

“Siamo pronti a dare il via a questo progetto che unisce il tema dell’economia circolare a quello della sicurezza e delle manutenzioni stradali – commenta il sindaco, Luca Menesini -. Un asfalto più duraturo e prodotto con materiali di scarto a ‘chilometri zero’ ridurrebbe i costi di intervento e renderebbe meno frequenti le manutenzioni, con importanti benefici. Vogliamo profondamente attuare questa sperimentazione nella città di Capannori, forti dell’eccellente esperienza dei ‘Rifiuti Zero’, di cui questo progetto rappresenta un’evoluta estensione. Per mettere a disposizione dei cittadini questa innovazione sono necessarie competenze e professionalità molto specifiche che solo grazie a programmi europei, che portano risorse, strategie e azioni congiunte possiamo attuare. Ringrazio quindi i nostri partner per l’importante lavoro che stiamo compiendo”.

È già stata individuata la strada del territorio comunale di Capannori dove sarà sperimentato l’eco-asfalto: un tratto di via di Carraia. Questa è tra le viabilità comunali più transitate, perché è utilizzata non solo dai residenti ma anche per l’attraversamento del territorio e per accedere ad alcune attività produttive. Per questo è spesso interessata da interventi di manutenzione. L’asfalto ecologico che si vuole sperimentare ha la particolarità di utilizzare materie plastiche provenienti dalla raccolta “porta a porta” di Capannori. Una bottiglietta che un cittadino getta nell’apposito bidoncino potrebbe quindi trasformarsi in una risorsa a disposizione di tutti.

L’eco-asfalto, essendo composto in parte da materiale plastico, è inoltre più resistente all’usura rispetto a quello di tipo tradizionale. Per lo stesso motivo relativo alla sua composizione fa un minor uso di petrolio e quindi è più rispettoso dell’ambiente.

Il progetto «C4C», vede capofila l’Università di Reggio Calabria e ha fra i partner, oltre al Comune di Capannori, Al Manar University Of Tripoli (Libano) – Faculty of Engineering, IT & Maritime Studies, Arab Academy for Science & Technology & Maritime Transport di Alessandria d’Egitto (Egitto), Research Business Association Technological Construction Center of Murcia Region (Spagna), Città di Reggio Calabria – Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, delle Infrastrutture e dell’Energia Sostenibile,  ARPAT-Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, Ayuntamiento de Alcantarilla, Comune di Motta San Giovanni (Reggio Calabria), Zero Waste Italy e Municipality of Tripoli (Libano).

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Capannori, bimbi no vax completeranno anno scolastico

Capannori, bimbi no vax completeranno anno scolastico

I bambini non vaccinati, i cosidetti no vax, finiranno l’anno scolasctico, dopo che era stata paventata una loro esclusione dagli istituti. Lo assicura Luca Menesini, sindaco di Capannori: “Far bruscamente interrompere l’anno scolastico ad un bambino può causargli un trauma”.

I bambini non vaccinati, no vax, potranno concludere l’anno scolastico nelle scuole e nei nidi d’infanzia di Capannori. È quanto ha assicurato il sindaco Luca Menesini al Consiglio comunale durante la seduta di ieri che ha visto approvato all’unanimità un apposito ordine del giorno nel quale si chiedeva al primo cittadino e alla giunta di impegnarsi affinché tutti i minori potessero completare l’anno scolastico 2017/18.

Menesini, ha sottolineato che “in questo anno scolastico, visto che l’obbligo vaccinale è una novità, si è venuta a determinare una situazione che ha reso necessari nel tempo vari chiarimenti da parte degli organi competenti, causando alcune difficoltà ai genitori. Si è anche creata una disparità perché la normativa indica di escludere dalle strutture educative, a partire da marzo, i bambini non vaccinati fino a 6 anni che frequentano le scuole dell’infanzia o i nidi, mentre quelli iscritti alla scuola dell’obbligo potranno continuare a frequentarla”.

“Far bruscamente interrompere l’anno scolastico a un bambino può causargli un trauma, senza considerare i disagi per i genitori”, ha aggiunto. Il sindaco ha assicurato quindi che a “Capannori tutti potranno proseguire regolarmente l’anno scolastico” e “fa piacere che il consiglio comunale si sia espresso in maniera unitaria”.

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