Raid contro immigrato, autori tre imprenditori recidivi

Raid contro immigrato, autori tre imprenditori recidivi

Lo hanno raggiunto in auto, nei pressi del mercato settimanale di Castelfranco di Sotto (Pisa) e davanti a decine di testimoni, colpito con una spranga e lasciato a terra sanguinante prima di allontanarsi. Un raid punitivo a tutti gli effetti per reclamare, secondo quanto hanno riferito agli inquirenti coloro che hanno assistito all’aggressione, affitti non pagati.

Protagonisti della vicenda tre imprenditori conciari della zona – un uomo e i suoi due figli – che rischiano una denuncia per lesioni, e un senegalese di 47 anni medicato in ospedale. L’episodio, sul quale indagano i carabinieri, è avvenuto intorno a mezzogiorno e nel giro di poche ore i tre aggressori sono stati rintracciati e identificati dai militari dell’Arma, che li hanno portati in caserma e hanno trasmesso la relazione alla procura in attesa di formalizzare il capo d’accusa.

I tre, secondo quanto emerso, si erano resi protagonisti di altri episodi di violenza, sempre a danno di senegalesi, nei mesi scorsi: prima picchiando due lavoratori che reclamavano il salario e poi investendo un altro straniero. In tutti i casi, precisano gli inquirenti, i motivi sono sempre di carattere personale. Non c’è insomma, per gli investigatori, un movente razzista. Per i precedenti episodi i tre imprenditori sono già stati denunciati.

In una nota il sindaco di Castelfranco, Gabriele Toti, esprime vicinanza alla vittima e “condanna senza riserve questo scempio, un gesto di violenza inaudita e inaccettabile compiuto oltretutto da soggetti recidivi, già noti per un’aggressione sconsiderata di cui si sono fatti protagonisti alcuni mesi fa”. Anche Toti precisa che “non si tratta di un gesto dalle motivazioni razziali, ma dettato da un comportamento criminale”.

Per il sindaco è “necessario rispondere con fermezza anche da parte del mondo imprenditoriale, perché queste persone non trovino in nessun modo un atteggiamento solidale da parte del nostro distretto” ma “una condanna ferma e corale, che si estrinsechi” anche in fatti. “Non accettiamo – conclude – che la nostra comunità, da sempre pacifica e accogliente, possa farsi testimone di gesti di tale sconsiderata brutalità. A questo punto è di estrema necessità una presa di coscienza e un intervento concreto da parte delle autorità giudiziarie, perché queste persone violente e pericolose siamo fermate una volta per tutte”. Testimone indiretto dell’aggressione l’assessore comunale Federico Grossi che ha visto sfrecciare l’auto con la quale i tre aggressori scappavano riuscendo ad appuntarne la targa: “Sono stati attimi di follia, è un fatto di una gravità inaudita”.

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