Empoli: per lite di coppia svela giro di cocaina, quattro arresti

Empoli: per lite di coppia svela giro di cocaina, quattro arresti

A Empoli una donna è andata da Carabinieri dopo aver litigato col fidanzato, svelando un giro di cocaina che ha portato a quattro arresti

Litiga con il fidanzato, prende 40 grammi di cocaina come prova e va dai carabinieri a denunciarlo. Ora, dopo un periodo di indagini, l’Arma, partendo da questo episodio, ha arrestato in carcere, su ordinanza del gip di Firenze, quattro persone accusate di aver gestito un voluminoso giro di spaccio di droga tra luglio e dicembre del 2016 nella zona di Empoli (Firenze).

Tra gli arrestati ci sono il 44enne di Empoli (Firenze), originario della Campania, colui che aveva litigato con la compagna, più altri tre uomini. Una quinta persona indagata, sempre su disposizione del gip è stata invece sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La donna che ha svelato il giro è considerata complice del fidanzato.

I militari hanno fatto indagini tra Empoli e San Miniato (Pisa) risalendo ai complici, legati tra loro perché parenti: sono padre, figlio e nipote. I complici rifornivano la droga al 44enne di Empoli che poi la smerciava a una decina di acquirenti abituali. E’ stato appurato che si tratta di cocaina con alta percentuale di principio attivo. I due complici più giovani sono cugini e come il 44enne hanno precedenti per stupefacenti.

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Ru486 torna ad essere somministrata ad Empoli

Ru486 torna ad essere somministrata ad Empoli

Torna all’ospedale di Empoli la somministrazione della RU486. Il percorso ambulatoriale applica il protocollo nazionale e regionale

Torna all’Ospedale di Empoli la somministrazione della RU486 per le donne che ne faranno richiesta. Da ieri (martedì 23 ottobre) è nuovamente applicato il protocollo che prevede l’aborto farmacologico, come previsto dalle normative nazionali e regionali.

La somministrazione avverrà settimanalmente, nel poliambulatorio, in ambienti dedicati e riservati, e non contigui con le altre attività svolte nell’area materno- infantile.

 

Il percorso di somministrazione del farmaco è stato reso possibile attraverso l’integrazione tra strutture territoriali ed ospedaliere, in particolare è nato dalla stretta collaborazione tra il dipartimento materno-infantile, l’unità funzionale consultoriale, l’ostetricia professionale e la direzione sanitaria del San Giuseppe. E’ stato messo a disposizione personale appositamente formato e preparato: ginecologi, ostetriche e infermieri.

 

Il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, ha così commentato l’avvio del servizio: “Bene che siano state ripristinate le condizioni per garantire un diritto delle donne, sancito e riconosciuto dalla legge dello Stato. Nessuna donna – ha sottolineato il Sindaco -affronta con leggerezza o superficialità questo percorso, ma è compito delle strutture pubbliche garantire il diritto di scelta sulla gravidanza alle donne. E nessun problema logistico o strutturale può dare adito a pensare che ci sia invece un arretramento dalla tutela della libertà femminile”.

 

La sospensione della RU486 nell’ospedale di Empoli, uno dei primi ospedali a farne uso, era stata dettata dalla riduzione degli spazi e non per volontà degli operatori. Le difficoltà logistiche, prima fra tutte la necessità del ricovero delle donne, avevano impedito la somministrazione: ora la procedura viene ripresa regolarmente con l’impostazione ambulatoriale in regime di day hospital.

L’oggettiva difficoltà è stata, quindi, definitivamente superata con una nuova organizzazione.

 

Nel periodo in cui al San Giuseppe la somministrazione della RU486 non è stata possibile alle donne residenti nel territorio empolese il farmaco veniva comunque garantito a Firenze, al presidio ospedaliero Piero Palagi, il cui protocollo operativo, con i necessari adeguamenti territoriali, è stato praticamente adottato anche all’ospedale di Empoli.

 

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Meningite Pneumococcica: il Sindaco di San Miniato invita alla vaccinazione

Meningite Pneumococcica: il Sindaco di San Miniato invita alla vaccinazione

Meningite da pneumococco, un caso all’Ospedale di Empoli. Le condizioni cliniche del paziente sono stabili. Non è necessaria la profilassi ai contatti

Sono stabili le condizioni cliniche del paziente di 75 anni, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Empoli, al quale è stata diagnosticata una meningite pneumococcica.

L’unità funzionale igiene pubblica e nutrizione dell’area empolese conferma che si tratta di una forma non epidemica, per la quale non è prevista la profilassi dei contatti.

“Lo pneumococco –spiega il dottor Paolo Filidei- oggi è la causa più frequente di meningite batterica, e colpisce prevalentemente i bambini più piccoli o gli anziani. La malattia può essere favorita da fattori predisponenti quali, ad esempio, diabete, malattie immunosoppressive e mancanza della milza. Dal punto di vista preventivo, – prosegue il medico- disponiamo di vaccini efficaci che sono inseriti nel calendario vaccinale, sia per i bambini che per alcune categorie di adulti. La vaccinazione dei bambini ha drasticamente ridotto l’incidenza della malattia in questa fascia di età, per cui prevalgono i casi in soggetti anziani”.

“Appena sono stato informato del caso, ho contattato il direttore del Presidio Ospedaliero di Empoli, il dottor Luca Nardi, che mi ha rassicurato – spiega il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini -: non si tratta di un ceppo contagioso, perciò non è necessaria alcuna profilassi. Tuttavia colgo l’occasione di questo nuovo caso sul territorio per invitare la cittadinanza a rivolgersi al proprio medico di famiglia e verificare circa la necessità di vaccinarsi, soprattutto per le categorie considerate a rischio”.

Per gli adulti il vaccino è gratuito per i soggetti con fattori di rischio e per coloro che compiono 65 anni. Per il 2018, possono essere vaccinati gratuitamente i nati nel 1953, con recupero dei soggetti nati negli anni 1950-51-52.

Il vaccino può essere somministrato assieme all’antinfluenzale, presso gli ambulatori dei medici di famiglia.

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Carceri in Toscana, Corleone “Digiuno per mancanze di risposte su disagio psichiatrico”

Carceri in Toscana, Corleone “Digiuno per mancanze di risposte su disagio psichiatrico”

Sulla situazione del disagio psichiatrico in carcere e sulla mancanza di risposte concrete dal nuovo governo il garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Franco Corleone, entra in sciopero della fame

“Per tre giorni faro’ un digiuno, per me stesso, per non nascondere la gravita’ della situazione- spiega, nel corso di una conferenza stampa-. Dopodiche’ vedremo come continuare nelle prossime settimane, perche’ la situazione rischia di essere fuori controllo”.

Corleone sottolinea un fatto che si e’ compiuto in questi giorni: “La Corte Costituzionale che va nelle carceri italiane a dire ai detenuti che hanno dei diritti- sottolinea-. È una cosa straordinaria. Noi garanti vogliamo affermare questo e vogliamo credere anche che la Costituzione debba essere il pilastro dell’azione quotidiana”.
Di contro, invece, l’intervento dell’esecutivo si e’ sostanziato con la firma dei decreti dello scorso 2 ottobre: “La speranza di una grande riforma per il carcere in Italia si e’ chiusa malamente- constata-. Ci sono provvedimenti minimi, bisogna ripartire con le norme che ci sono e che peraltro non sono applicate”. Il punto dolente sul quale intende focalizzarsi, in questo momento, Corleone e’ il disagio psichico presente negli istituti di pena: “Nel decreto dell’ordinamento penitenziario c’era una norma minima che affrontava la questione- ricorda-. È stata stralciata. La situazione e’ molto grave”.
Alla carenza di disposizioni adeguate si aggiunge la rigidita’ della reazione del governo dinanzi alle tragedie, come accaduto a Roma: “Abbiamo avuto l’episodio di Rebibbia, dove una donna ha ucciso i suoi due figli- evidenzia-. Non ci si puo’ nascondere, come e’ stato fatto, dietro la responsabilita’ della direttrice, che e’ stata licenziata. Va affrontato il problema delle norme”.
L’ordinamento italiano dinanzi alla malattia psichica prevede un canale duplice. Chi ha commesso un delitto, ma e’ stato riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del reato deve essere inviato in trattamento in una Rems, vale a dire in una residenza per l’esecuzione delle una Rems, vale a dire in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. In Toscana ne esiste gia’ una a Volterra, mentre un’altra, a Empoli, dovrebbe aprire a natale. Esiste, poi, un problema piu’ generale di misure alternative che riguarda chi soffre di disturbi psichiatrici.
La risposta non puo’ essere trovata nelle Rems. “Le norme del codice- segnala il garante toscano dei detenuti- non riconoscono in questo caso le misure alternative”. Servirebbero, dunque, delle sezioni psichiatriche dedicate. Anche dal punto di vista della struttura, tuttavia, non mancano i paradossi, come a Sollicciano, “nel quale la sezione psichiatrica e’ stata predisposta, ma non collaudata- fa sapere Corleone-. Quindi, gli 8 posti di assistenza psichiatrica sono vuoti”.
La questione e’ prettamente di salute. Di conseguenza, e’ il ragionamento del garante, a farsene carico deve essere il servizio sanitario gestito dalla Regione. Corleone chiede, a tal proposito, “all’assessorato alla Salute di affrontare la questione. Le sezioni dovrebbero avere una gestione esclusivamente sanitaria, non dovrebbero essere delle celle con una targhetta diversa, ma dei luoghi sanitari come un’infermieria”.

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Allerta temporali nell’Empolese, codice giallo

Allerta temporali nell’Empolese, codice giallo

Le previsioni meteorologiche danno rischio di temporali forti nell’Empolese. Lo riferisce la Città Metropolitana di Firenze parlando di allerta a ‘codice giallo’ nel Valdarno inferiore oggi sabato e domenica mattina.

La sala di Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze segnala il codice giallo emanato dal Centro funzionale regionale a causa di un “rischio idrogeologico e idraulico e per temporali forti” nelle zone di Empoli, Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Fucecchio, Montelupo Fiorentino e Vinci.

L’allerta è valido dal pomeriggio odierna fino alla prima mattinata di domani, domenica 7 ottobre.
Inoltre la Metrocittà ricorda che fino al 10 ottobre è stato riconosciuto un nuovo periodo a rischio incendi. Pertanto è vietato l’abbruciamento di residui forestali e l’accensione di
fuochi in tutta la Toscana.

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