Di Maio sulla Bekaert: “Nessun lavoratore verrà abbandonato”

Di Maio sulla Bekaert: “Nessun lavoratore verrà abbandonato”

È intervenuto il ministro dello sviluppo Luigi Di Maio a Roma, commentando l’accordo sulla Bekaert: “Con il gioco di squadra questo Paese può tornare grande”

“Grazie a questo Governo nessun lavoratore verrà abbandonato dall’oggi al domani: è stata sospesa la procedura di licenziamento collettivo, ripristinata la cassa integrazione e gli incentivi all’esodo”. Così il ministro dello sviluppo Luigi Di Maio commenta l’accordo sulla Bekaert.

“Oggi voglio ringraziare il grande lavoro fatto tra Ministero, sindacati, Governo e tutte le parti sociali. Con il gioco di squadra questo Paese può tornare ad essere grande, senza piegarsi a nessuno”, aggiunge.

“Questa notte abbiamo chiuso il tavolo sulla Bekaert, la multinazionale belga che aveva deciso di delocalizzare in Romania lasciando per strada centinaia di lavoratori. Persone che erano state lasciate indietro a causa della folle riforma del Jobs Act, che eliminava la cassa integrazione in deroga per cessazione, e per colpa di decisioni disumane da parte di alcuni tipi di multinazionali che non hanno alcuna etica del lavoro”, afferma Di Maio.

“Al problema delle delocalizzazioni abbiamo posto rimedio con il Decreto Dignità, punendo quei prenditori che scappano all’estero dove possono sfruttare i lavoratori dopo aver preso soldi pubblici dallo Stato. Mentre il Jobs Act – spiega il ministro – lo stiamo smantellando pezzo dopo pezzo, anche se c’è ancora molto da fare per rimettere a posto i disastri causati dai miei predecessori. Persone che non hanno mai avuto a cuore i lavoratori”.

“Nelle prossime settimane – annuncia quindi Di Maio – andrò a Figline Valdarno, ad incontrare quei lavoratori a cui avevo fatto una promessa”.

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Bekaert: Fiom-Cgil, accordo raggiunto

Bekaert: Fiom-Cgil, accordo raggiunto

Raggiunto in nottata l’accordo al Mise per la Bekaert di Figline Valdarno

“La determinazione del sindacato dei lavoratori e di un intera comunità ha pagato, la solidarietà ha vinto”. Lo ha affermato Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze, commentando l’accordo raggiunto in nottata al Mise per la Bekaert di Figline Valdarno.
“La proposta di ripristino l’abbiamo fatta noi come sindacati fiorentini – ha aggiunto -, al Governo bisogna riconoscere che non solo ha accettato la nostra proposta, ma il ministro Di Maio è venuto di fronte ai cancelli e ha mantenuto ciò che ha promesso”.
Calosi ha sottolineato che “abbiamo voluto mettere nell’accordo le quantità economiche che le imprese che reindustrializzeranno il sito di Figline metteranno come dote per chi assume: sono 40mila euro a lavoratore. Se assumeranno 100 lavoratori, saranno 4 milioni di euro che l’azienda darà come contributo. E’ come se lo stabilimento fosse regalato. Abbiamo voluto che lo stabilimento rimanesse al territorio: la multinazionale aveva fatto un grande danno, l’unico elemento di compensazione era che lo stabilimento restasse in mano al
territorio, questo è lo strumento che ci ha consentito di farlo”.
 “Abbiamo sempre rivendicato che ad un’ azione irresponsabile della azienda era necessario rispondere con una responsabilità sociale da parte di tutte le parti per evitare che a pagare il prezzo fossero unicamente i lavoratori”. Lo ha dichiarato Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, a proposito della vertenza Bekaert dopo la firma di una intesa al Mise stanotte. “L’accordo che abbiamo sottoscritto va in questa direzione”, ha aggiunto.
“Abbiamo sempre rivendicato – prosegue Uliano – che l’azienda dovesse pagare un prezzo, non solo in termini di incentivazione e di piano sociale, ma mettendo a disposizione le aree per la reindustrializzazione collegandolo alla rioccupazione dei lavoratori. Per questo motivo abbiamo inserito che Bekaert riconosca all’azienda che reindustrializza uno sconto di 40.000 euro per ogni dipendente assunto nell’area, che se rapportati all’attuale forza occupazionale, significa un esborso di vari milioni di euro. Queste iniziative di reindustrializzazione non impoveriscono territorio ma lo valorizzano economicamente”.
“Grazie al ruolo responsabile del sindacato ed alle lotte dei lavoratori evitati i licenziamenti alla Bekaert. E’ una buona notizia. Vigileremo sul rispetto dell’accordo. Fin da subito vanno messe in campo nuove soluzioni industriali che garantiscano la ricollocazione dei lavoratori con un impegno diretto del Governo e delle istituzioni locali”. Lo scrive su twitter la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan, commentando l’accordo per evitare il licenziamento dei 318 lavoratori dell’azienda Bekaert di Figline ed Incisa Valdarno.

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Bekaert: salvi tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Figline

Bekaert: salvi tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Figline

E’ durato dieci ore l’incontro al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza Bekaert, iniziatoieri pomeriggio alle 14 e conclusosi a tarda notte con la buona notizia, ovvero la definizione dell’accordo che salva i 318 lavoratori dello stabilimento di Figline Valdarno, dopo 100 giorni di lotta, iniziative e tanta solidarietà.

Siglato nella notte a Roma, da Bekaert e sindacati, dopo un incontro al Mise iniziato ieri pomeriggio, l’accordo su piano sociale e nuovi ammortizzatori per i dipendenti dello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze) della multinazionale belga per i quali a giugno scorso è stata attivata la procedura di licenziamento collettivo per cessazione. Secondo quanto spiegato dalla Bekaert, il piano “prevede una pluralità di strumenti, incentivi e attività finalizzati alla reindustrializzazione del sito e al ricollocamento dei lavoratori e vede la partecipazione attiva, nel rispetto delle reciproche competenze, di tutti i soggetti coinvolti”. “Siamo soddisfatti che l’impegno congiunto di azienda, sindacato e istituzioni abbia permesso di individuare una soluzione condivisa” ha dichiarato l’ad di Bekaert Italia, Roberto Secchi.

Il 3 ottobre era stata indicata dall’azienda come data limite per il raggiungimento di un’intesa.

Alle ore 23.59 del 2 ottobre possiamo dirlo:
SALVI TUTTI E 318 I POSTI DI LAVORO DELLO STABILIMENTO #BEKAERT DI FIGLINE! ++
lo ha scritto sul suo profilo Fb il segretario della Fiom di Firenze, Daniele Calosi. La determinazione dei lavoratori ha pagato, l’attività produttiva andrà avanti fino al 31/12 e dal 1/1/2019 partiranno 12 mesi di cassa integrazione. Sono veramente contento per i lavoratori per il territorio e sopratutto per la giustizia sociale. 
Questo dimostra che la determinazione del sindacato dei lavoratori e di un intera comunità ha pagato, la solidarietà ha vinto.  Ora la parola passa ai lavoratori che nei prossimi giorni saranno chiamati a votare il testo siglato!

In particolare le parti, spiega Bekaert, hanno concordato di promuovere “la reindustrializzazione del sito” con la ricerca e selezione di “soggetti aziendali che possano subentrare a condizioni incentivate negli impianti dismessi con un piano industriale solido, tempistiche accettabili e assorbendo il personale o parte di esso”. Il Governo “si è inoltre impegnato a fornire assistenza coinvolgendo partner istituzionali ad hoc per sostenere il progetto dell’eventuale investitore e per promuovere sinergie” con Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze e Comune di Figline e Incisa Valdarno, così “da rendere disponibili tutti gli strumenti e gli incentivi possibili per la reindustrializzazione del sito e il ricollocamento del personale”.

L’accordo prevede poi di favorire il ricollocamento dei lavoratori attraverso un Programma di continuità occupazionale con la ricerca, nel territorio di Figline o limitrofo, di aziende interessate “ad assumere a condizioni incentivate e l’individuazione di percorsi di riqualificazione professionale” e anche di favorire “il ricollocamento presso altre società del Gruppo Bekaert, in Italia e all’estero”. Ancora le parti hanno concordato di mantenere in funzione lo stabilimento e proseguire le attività fino a dicembre prossimo. L’accordo prevede l’avvio delle procedure per l’attivazione dei nuovi ammortizzatori sociali per cessazione per la durata di dodici mesi, con sospensione dell”attività lavorativa a zero ore, a decorrere dal primo gennaio 2019. L”Azienda garantisce inoltre misure di incentivazione per coloro che sceglieranno l’esodo volontario. L’accordo dovrà essere ora approvato dai lavoratori.

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Bekaert: sciopero e presidio a Firenze, “accelerare firma Cig in deroga”

Bekaert: sciopero e presidio a Firenze, “accelerare firma Cig in deroga”

Sciopero di 4 ore oggi per i lavoratori della Bekaert di Figline Valdarno (Firenze), con presidio, dalle 11 alle 13, davanti alla prefettura del capoluogo toscano, “nell’attesa di leggere in Gazzetta Ufficiale, nero su bianco, il decreto che reintroduce la cassa integrazione in deroga per cessazione di attività, decreto più volte promesso, confermato e ribadito”, spiega una nota di Fim, Fiom e Uilm.

Lavoratori e sindacati, si spiega sempre nella nota, “non hanno tempo da perdere”: tra pochi giorni, il 3 ottobre, scadono i termini della procedura di licenziamento per i 318 dipendenti, “c’è da lavorare alla reindustrializzazione, per questo, augurandosi che l’ufficialità del decreto sia questione di ore, chiedono al governo di accelerare i tempi per la firma della cassa integrazione”.

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Bekaert, sindacati scrivono a Pirelli: ”aiuti per soluzioni”

Bekaert, sindacati scrivono a Pirelli: ”aiuti per soluzioni”

I segretari generali fiorentini di Fim-Cisl (Alessandro Beccastrini), Fiom-Cgil (Daniele Calosi), Uilm-Uil (Davide Materazzi) hanno chiesto un incontro urgente a Pirelli con una lettera spedita oggi, a proposito della vicenda della Bekaert di Figline Valdarno, stabilimento di cui Pirelli è stata proprietaria fino al 2014.

L’azienda italiana peraltro, in virtù di un accordo contestuale alla vendita dello stabilimento, ha continuato ad acquistare steel cord prodotto a Figline. “Bekaert sostiene – si legge – che la chiusura del sito di Figline, oltre ad una presunta e non dimostrata grave situazione economica dello stabilimento, sia dovuta anche al fatto che, come da loro riportato nella procedura di licenziamento collettivo del 22 giugno scorso ‘…i clienti sono sempre meno disposti rispetto al passato a pagare maggiorazioni di prezzo per i prodotti speciali’. Da ciò si evince che uno dei motivi della chiusura è imputabile all’atteggiamento dei clienti e che pertanto Pirelli è uno dei soggetti principalmente responsabili della chiusura”. I sindacati invitano dunque Pirelli a fare proposte al Mise “utili a trovare soluzioni che possano evitare i 318 licenziamenti annunciati”.

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