Figline: condannato ex sindaco Nocentini per alluvione 2013

Figline: condannato ex sindaco Nocentini per alluvione 2013

L’ex sindaco di Figline Valdarno (Firenze) Riccardo Nocentini è stato l’unico condannato – a 8 mesi – nel processo per l’esondazione del torrente Ponterosso del 21 ottobre 2013 che causò allagamenti e danni a 75 abitazioni, otto aziende, 19 veicoli e anche al cimitero di Figline, con 170 famiglie (389 abitanti in tutto) coinvolte dall’evento alluvionale.

Sono stati invece tutti assolti dallo stesso reato (inondazione) gli altri cinque imputati, cioè il responsabile tecnico del Comune Roberto Nocentini, due tecnici della Provincia e due responsabili di ditte private impegnate in lavori stradali nella zona. La sentenza è stata letta dal giudice Agnese Di Girolamo. Le motivazioni saranno tra 15 giorni. Stabiliti risarcimenti dei danni, che saranno da definire in sede civile.

Nel processo l’ex sindaco Nocentini è stato accusato di non aver agito nell’ambito delle sue competenze: in particolare, è stato anche detto nel dibattimento, avrebbe dovuto emanare un’ordinanza urgente per demolire un ponte carrabile di accesso a una casa, intervento peraltro previsto nelle opere di messa in sicurezza del bacino del torrente. Il ponte, secondo valutazioni tecniche, era considerato a rischio dal punto di vista della sicurezza idraulica in caso di ondate di piena. Prima dell’esondazione era piovuto moltissimo tutta la notte.

Assolti i tecnici degli enti pubblici – Roberto Nocentini per il Comune e Andrea Morelli e Maria Elena Iritale per la Provincia, difesi dall’avvocato Mario Taddeucci Sassolini – i quali hanno spiegato di aver dato prescrizioni rigorose ai gestori dei lavori per il raccordo fra le provinciali Chianti-Valdarno e Brollo-Poggio alla Croce riguardo alla tenuta dei cantieri e allo stoccaggio dei materiali, vicini al torrente Le Granchie. Assolti anche i privati Giuseppe Della Monica e Francesco Mele, i quali hanno dimostrato di aver osservato le indicazioni dei loro cantieri stradali e quindi di non aver responsabilità nell’inondazione.

In rito abbreviato invece il gup aveva condannato a 1 anno e 3 mesi due privati che avevano fatto costruire il ponte carrabile per andare alla loro abitazione, opera però risultata priva delle necessarie autorizzazioni idrauliche

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Firenze, ferisce il vicino con la katana dopo lite

Firenze, ferisce il vicino con la katana dopo lite

Figline Valdarno (Firenze). L’uomo di 59 anni, oltre alla katana, in casa aveva altre 13 spade, 11 coltelli, 7 pugnali e 2 stelle metalliche.

Ha aggredito con una katana il vicino di casa colpendolo all’addome e agli arti perché si era lamentato del rumore che proveniva dal suo appartamento, poi ha aggredito anche la suocera dell’uomo, intervenuta in suo aiuto, ferendola a un braccio. Per questo un pensionato di 59 anni è stato denunciato dai carabinieri.

L’episodio è accaduto ieri sera a Figline Valdarno (Firenze). I feriti, portati in ospedale in condizioni non gravi, sono stati medicati e poi dimessi. Nell’appartamento del 59enne i carabinieri hanno sequestrato 13 spade, 11 coltelli, 7 pugnali e 2 stelle metalliche. L’uomo dovrà rispondere dei reati di lesioni personali, minacce a aggravate e possesso di armi o oggetti atti a offendere.

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Di Maio sulla Bekaert: “Nessun lavoratore verrà abbandonato”

Di Maio sulla Bekaert: “Nessun lavoratore verrà abbandonato”

È intervenuto il ministro dello sviluppo Luigi Di Maio a Roma, commentando l’accordo sulla Bekaert: “Con il gioco di squadra questo Paese può tornare grande”

“Grazie a questo Governo nessun lavoratore verrà abbandonato dall’oggi al domani: è stata sospesa la procedura di licenziamento collettivo, ripristinata la cassa integrazione e gli incentivi all’esodo”. Così il ministro dello sviluppo Luigi Di Maio commenta l’accordo sulla Bekaert.

“Oggi voglio ringraziare il grande lavoro fatto tra Ministero, sindacati, Governo e tutte le parti sociali. Con il gioco di squadra questo Paese può tornare ad essere grande, senza piegarsi a nessuno”, aggiunge.

“Questa notte abbiamo chiuso il tavolo sulla Bekaert, la multinazionale belga che aveva deciso di delocalizzare in Romania lasciando per strada centinaia di lavoratori. Persone che erano state lasciate indietro a causa della folle riforma del Jobs Act, che eliminava la cassa integrazione in deroga per cessazione, e per colpa di decisioni disumane da parte di alcuni tipi di multinazionali che non hanno alcuna etica del lavoro”, afferma Di Maio.

“Al problema delle delocalizzazioni abbiamo posto rimedio con il Decreto Dignità, punendo quei prenditori che scappano all’estero dove possono sfruttare i lavoratori dopo aver preso soldi pubblici dallo Stato. Mentre il Jobs Act – spiega il ministro – lo stiamo smantellando pezzo dopo pezzo, anche se c’è ancora molto da fare per rimettere a posto i disastri causati dai miei predecessori. Persone che non hanno mai avuto a cuore i lavoratori”.

“Nelle prossime settimane – annuncia quindi Di Maio – andrò a Figline Valdarno, ad incontrare quei lavoratori a cui avevo fatto una promessa”.

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Bekaert: Fiom-Cgil, accordo raggiunto

Bekaert: Fiom-Cgil, accordo raggiunto

Raggiunto in nottata l’accordo al Mise per la Bekaert di Figline Valdarno

“La determinazione del sindacato dei lavoratori e di un intera comunità ha pagato, la solidarietà ha vinto”. Lo ha affermato Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze, commentando l’accordo raggiunto in nottata al Mise per la Bekaert di Figline Valdarno.
“La proposta di ripristino l’abbiamo fatta noi come sindacati fiorentini – ha aggiunto -, al Governo bisogna riconoscere che non solo ha accettato la nostra proposta, ma il ministro Di Maio è venuto di fronte ai cancelli e ha mantenuto ciò che ha promesso”.
Calosi ha sottolineato che “abbiamo voluto mettere nell’accordo le quantità economiche che le imprese che reindustrializzeranno il sito di Figline metteranno come dote per chi assume: sono 40mila euro a lavoratore. Se assumeranno 100 lavoratori, saranno 4 milioni di euro che l’azienda darà come contributo. E’ come se lo stabilimento fosse regalato. Abbiamo voluto che lo stabilimento rimanesse al territorio: la multinazionale aveva fatto un grande danno, l’unico elemento di compensazione era che lo stabilimento restasse in mano al
territorio, questo è lo strumento che ci ha consentito di farlo”.
 “Abbiamo sempre rivendicato che ad un’ azione irresponsabile della azienda era necessario rispondere con una responsabilità sociale da parte di tutte le parti per evitare che a pagare il prezzo fossero unicamente i lavoratori”. Lo ha dichiarato Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, a proposito della vertenza Bekaert dopo la firma di una intesa al Mise stanotte. “L’accordo che abbiamo sottoscritto va in questa direzione”, ha aggiunto.
“Abbiamo sempre rivendicato – prosegue Uliano – che l’azienda dovesse pagare un prezzo, non solo in termini di incentivazione e di piano sociale, ma mettendo a disposizione le aree per la reindustrializzazione collegandolo alla rioccupazione dei lavoratori. Per questo motivo abbiamo inserito che Bekaert riconosca all’azienda che reindustrializza uno sconto di 40.000 euro per ogni dipendente assunto nell’area, che se rapportati all’attuale forza occupazionale, significa un esborso di vari milioni di euro. Queste iniziative di reindustrializzazione non impoveriscono territorio ma lo valorizzano economicamente”.
“Grazie al ruolo responsabile del sindacato ed alle lotte dei lavoratori evitati i licenziamenti alla Bekaert. E’ una buona notizia. Vigileremo sul rispetto dell’accordo. Fin da subito vanno messe in campo nuove soluzioni industriali che garantiscano la ricollocazione dei lavoratori con un impegno diretto del Governo e delle istituzioni locali”. Lo scrive su twitter la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan, commentando l’accordo per evitare il licenziamento dei 318 lavoratori dell’azienda Bekaert di Figline ed Incisa Valdarno.

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Bekaert: salvi tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Figline

Bekaert: salvi tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Figline

E’ durato dieci ore l’incontro al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza Bekaert, iniziatoieri pomeriggio alle 14 e conclusosi a tarda notte con la buona notizia, ovvero la definizione dell’accordo che salva i 318 lavoratori dello stabilimento di Figline Valdarno, dopo 100 giorni di lotta, iniziative e tanta solidarietà.

Siglato nella notte a Roma, da Bekaert e sindacati, dopo un incontro al Mise iniziato ieri pomeriggio, l’accordo su piano sociale e nuovi ammortizzatori per i dipendenti dello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze) della multinazionale belga per i quali a giugno scorso è stata attivata la procedura di licenziamento collettivo per cessazione. Secondo quanto spiegato dalla Bekaert, il piano “prevede una pluralità di strumenti, incentivi e attività finalizzati alla reindustrializzazione del sito e al ricollocamento dei lavoratori e vede la partecipazione attiva, nel rispetto delle reciproche competenze, di tutti i soggetti coinvolti”. “Siamo soddisfatti che l’impegno congiunto di azienda, sindacato e istituzioni abbia permesso di individuare una soluzione condivisa” ha dichiarato l’ad di Bekaert Italia, Roberto Secchi.

Il 3 ottobre era stata indicata dall’azienda come data limite per il raggiungimento di un’intesa.

Alle ore 23.59 del 2 ottobre possiamo dirlo:
SALVI TUTTI E 318 I POSTI DI LAVORO DELLO STABILIMENTO #BEKAERT DI FIGLINE! ++
lo ha scritto sul suo profilo Fb il segretario della Fiom di Firenze, Daniele Calosi. La determinazione dei lavoratori ha pagato, l’attività produttiva andrà avanti fino al 31/12 e dal 1/1/2019 partiranno 12 mesi di cassa integrazione. Sono veramente contento per i lavoratori per il territorio e sopratutto per la giustizia sociale. 
Questo dimostra che la determinazione del sindacato dei lavoratori e di un intera comunità ha pagato, la solidarietà ha vinto.  Ora la parola passa ai lavoratori che nei prossimi giorni saranno chiamati a votare il testo siglato!

In particolare le parti, spiega Bekaert, hanno concordato di promuovere “la reindustrializzazione del sito” con la ricerca e selezione di “soggetti aziendali che possano subentrare a condizioni incentivate negli impianti dismessi con un piano industriale solido, tempistiche accettabili e assorbendo il personale o parte di esso”. Il Governo “si è inoltre impegnato a fornire assistenza coinvolgendo partner istituzionali ad hoc per sostenere il progetto dell’eventuale investitore e per promuovere sinergie” con Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze e Comune di Figline e Incisa Valdarno, così “da rendere disponibili tutti gli strumenti e gli incentivi possibili per la reindustrializzazione del sito e il ricollocamento del personale”.

L’accordo prevede poi di favorire il ricollocamento dei lavoratori attraverso un Programma di continuità occupazionale con la ricerca, nel territorio di Figline o limitrofo, di aziende interessate “ad assumere a condizioni incentivate e l’individuazione di percorsi di riqualificazione professionale” e anche di favorire “il ricollocamento presso altre società del Gruppo Bekaert, in Italia e all’estero”. Ancora le parti hanno concordato di mantenere in funzione lo stabilimento e proseguire le attività fino a dicembre prossimo. L’accordo prevede l’avvio delle procedure per l’attivazione dei nuovi ammortizzatori sociali per cessazione per la durata di dodici mesi, con sospensione dell”attività lavorativa a zero ore, a decorrere dal primo gennaio 2019. L”Azienda garantisce inoltre misure di incentivazione per coloro che sceglieranno l’esodo volontario. L’accordo dovrà essere ora approvato dai lavoratori.

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