Organic Cities Network Europe, presentazione a Palazzo Vecchio

Organic Cities Network Europe, presentazione a Palazzo Vecchio

Si è svolta oggi a Palazzo Vecchio la presentazione della prima assemblea annuale di Organic Cities Network Europe che si terrà a Firenze il 6 e 7 dicembre. Alla presentazione hanno partecipato la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi, Aurélie Solans (Comune di Parigi), Berhard Kromp (Comune di Vienna) e Claudio Serafini (direttore di Organic Cities Network Europe)

Il 6 e 7 dicembre arriveranno a Firenze, per la prima assemblea annuale di Organic Cities Network Europe, grazie al Comune di Firenze e a Firenze Bio, gli amministratori di città globali, come Parigi e Vienna; di territori, Parrenzo in Croazia, e di città medie Tartu in Estonia,Växjö in Svezia; i sindaci di piccoli villaggi, Correns, in Francia o Seeham in Austria. I rappresentati della rete tedesca delle Biostädte (Amburgo, Monaco, Lauf, Norimberga e altre 10 città) e di Citta del Bio.

La rete Organic Cities Network Europe e’ stata fondata ufficialmente nel Municipio di Parigi l’8 gennaio scorso. Della rete fanno parte città globali come Parigi e Vienna, città medie come la città svedese Vaxjo, ‘Premio europeo per lo sviluppo sostenibile’. Tra i membri fondatori, Norimberga, città simbolo per il settore bio, perché sede della Biofach, la più autorevole e grande fiera del settore biologico al mondo, con 2500 espositori e 50.000 visitatori specializzati.

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Si è svolta oggi a Palazzo Vecchio la presentazione della prima assemblea annuale di Organic Cities Network Europe che si terrà a Firenze il 6 e 7 dicembre. Alla presentazione hanno partecipato la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi, Aurélie Solans (Comune di Parigi), Berhard Kromp (Comune di Vienna) e Claudio Serafini (direttore di Organic Cities Network Europe)

Il 6 e 7 dicembre arriveranno a Firenze, per la prima assemblea annuale di Organic Cities Network Europe, grazie al Comune di Firenze e a Firenze Bio, gli amministratori di città globali, come Parigi e Vienna; di territori, Parrenzo in Croazia, e di città medie Tartu in Estonia,Växjö in Svezia; i sindaci di piccoli villaggi, Correns, in Francia o Seeham in Austria. I rappresentati della rete tedesca delle Biostädte (Amburgo, Monaco, Lauf, Norimberga e altre 10 città) e di Citta del Bio.

La rete Organic Cities Network Europe e’ stata fondata ufficialmente nel Municipio di Parigi l’8 gennaio scorso. Della rete fanno parte città globali come Parigi e Vienna, città medie come la città svedese Vaxjo, ‘Premio europeo per lo sviluppo sostenibile’. Tra i membri fondatori, Norimberga, città simbolo per il settore bio, perché sede della Biofach, la più autorevole e grande fiera del settore biologico al mondo, con 2500 espositori e 50.000 visitatori specializzati.

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Family Hub a Firenze: “Famiglie fragili, tra welfare e innovazione”

Family Hub a Firenze: “Famiglie fragili, tra welfare e innovazione”

A Firenze il confronto fra Istituzioni, Fondazioni Bancarie e Terzo settore giovedì 6 dicembre per il bilancio del progetto “Family Hub” nell’Aula Magna dell’Università di via San Gallo

Chi sono le famiglie fragili? Di che cosa hanno bisogno? E che cosa si può fare per proteggerle dal disagio sociale e dalla povertà educativa? Se ne parlerà giovedì 6 dicembre a Firenze, nell’Aula Magna di via San Gallo 10, alle 14.30. L’incontro, dal titolo “Famiglie fragili tra welfare e innovazione”, è l’evento con il quale si chiudono i due anni di attività del Family Hub, progetto sperimentale a sostegno della genitorialità, realizzato a Firenze e Scandicci. dal Gruppo Cooperativo Cgm, con il partenariato di Consorzio Co&So/Cooperativa L’Abbaino, Comune di Firenze, Dipartimento di Scienze dell’Educazione e Psicologia di Firenze, Associazione Nosotras, Oxfam.

«Ci siamo occupati delle famiglie straniere, senza lavoro o con un reddito che scivola verso la soglia di povertà, con forti barriere linguistiche e culturali che possono frenare il processo di integrazione sociale anche per i più piccoli» spiega Claudia Calafati, direttore dell’area educazione del Consorzio Co&So. 

Nel corso del convegno verranno resi noti i traguardi raggiunti dal progetto che, attraverso uno sportello di ascolto, azioni di sostegno alla genitorialità, sviluppo di forme adattabili e flessibili di accesso ai servizi educativi e l’implementazione di strumenti digitali per facilitare la comunicazione e l’abbattimento di barriere linguistiche e culturali, ha accolto i bisogni di 268 genitori e ha inserito 92 bambini con varie forme di gratuità nei servizi all’infanzia.

«Family Hub ha ridisegnato la geografia etica di alcuni servizi, attraverso l’ampliamento dell’accesso ai servizi all’infanzia, la promozione della cultura dell’accoglienza, la sperimentazione di un nuovo modello di partecipazione attiva delle famiglie, la creazione di spazi di ascolto e incontro per bambini e genitori» aggiunge Calafati.

L’incontro del 6 dicembre sarà l’occasione per stimolare il confronto sui temi dell’accoglienza e del sostegno sociale ed educativo. Molto ricco infatti il panel di esperti che parteciperanno: Cristina Giachi (vicesindaca e assessora all’educazione, università e ricerca del Comune di Firenze), Sara Mele (responsabile del settore educazione e istruzione della Regione Toscana), Clara Silva (presidente del dipartimento di Scienze della formazione e psicologia dell’Università di Firenze), Patrizia Calabrese (area politiche sociali e programma 0-6 della Fondazione Compagnia di San Paolo), Elena Innocenti (ricercatrice della Fondazione Zancan Onlus), Ersilia Menesini (direttore del dipartimento di Scienze della formazione e psicologia dell’Università di Firenze), Francesca Bottai (amministratore delegato area educazione Co&So e consigliere di amministrazione Cgm), Paola Cecchi (vicepresidente della cooperativa L’Abbaino), Francesco Tanini (coordinatore del progetto Co&So),

Il direttore dell’area educazione del Consorzio Co&So, Claudia Calafati, modererà l’incontro. Mentre le conclusioni saranno affidate alla massima esperta di sociologia, la professoressa Chiara Saraceno, il cui intervento si intitolerà: “Sull’equivoco della famiglia”.

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Firenze: due premi per giovani artigiani

Firenze: due premi per giovani artigiani

Sono due i premi dedicati ai giovani artigiani fiorentini, il ‘Contest OMA 20>40’ e il nuovo ‘Bottega Strozzi Award’, che riconoscono il talento dell’artigiano e la qualità della bottega

Due premi dedicati ai giovani artigiani, ‘Contest 20>40’ e la prima edizione del ‘Bottega Strozzi Award’, per affrontare i temi dell’artigianato, del design e dell’innovazione con lo sguardo rivolto al futuro dei mestieri d’arte. Sono stati presentati oggi a Palazzo Strozzi, dall’Associazione Osservatorio dei mestieri d’arte – OMA e da Bottega Strozzi, all’interno del Progetto 20>40 di OMA, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione CR Firenze. Per l’occasione è stata consegnata a Bottega Strozzi, spazio di Marsilio Editori, la targa in ceramica OMA che riconosce il talento dell’artigiano e la qualità della bottega. A consegnarla all’amministratore delegato di Marsilio Editori Luca De Michelis è stato Giovanni Fossi, vicepresidente dell’Associazione OMA.

Il ‘Bottega Strozzi Award’, alla sua prima edizione, è un premio speciale promosso dell’Associazione OMA insieme con Bottega Strozzi. Ogni candidato potrà proporre un progetto di ideazione e realizzazione di un nuovo prodotto di artigianato artistico che interpreti in modo libero e personale il tema della ‘bottega’, intesa non tanto come luogo fisico ma come ideale punto di incontro tra tradizione e innovazione, arte e scienza, bellezza e utilità, ispirazione individuale e collaborazione. Il premio intende valorizzare così un prodotto di alta qualità che sappia mantenere l’originalità della lavorazione manuale e che al contempo corrisponda alle esigenze contemporanee. Il vincitore potrà esporre e mettere in vendita il prodotto creato appositamente per il concorso presso Bottega Strozzi da settembre 2019 a gennaio 2020.

Il ‘Contest OMA 20>40’, promosso dall’Associazione OMA, è giunto invece alla sua sesta edizione. Sono in palio 5 mila euro per incentivare lo sviluppo di una giovane azienda artigiana attraverso un progetto professionale per il potenziamento delle attività della bottega/atelier di artigianato artistico e l’incremento delle competenze tecnico-manuali, della visibilità e della qualità artigianale delle produzioni. Il Contest ha tra gli obiettivi primari, quello di incentivare innovazione e start-up: offrire un aiuto concreto per il futuro dei mestieri artigiani attraverso l’implemento di una rete forte su tutto il territorio nazionale e la creazione di un tessuto di laboratori di alta qualità dove le antiche tecniche artistiche si fondono con nuove sperimentazioni per rispondere alle esigenze di una società in continuo mutamento.

OMA-Osservatorio dei Mestieri d’Arte da più di quindici anni lavora a sostegno dell’artigianato artistico considerando di primario interesse il supporto alle nuove generazioni che hanno scelto il mestiere d’arte quale occupazione professionale. “È dal 2011 che, grazie al PROGETTO 20>40, OMA valorizza le storie e i percorsi professionali di artigiani tra i 20 e 40 anni, dà loro voce e visibilità e promuove iniziative e premi a loro dedicati – ha affermato Giovanni Fossi, vicepresidente dell’Associazione OMA – Questo lavoro è importante affinché i mestieri d’arte possano guardare al futuro attraverso le nuove generazioni e siamo onorati di condividere con Bottega Strozzi questo percorso di qualità. La targa in ceramica che assegniamo a Bottega Strozzi rappresenta bene il legame teso alla ricerca del bello e della qualità del mestiere artigiano contemporaneo”.

“Questi premi hanno un valore doppio per la Fondazione – ha aggiunto Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze – perché affrontano due tematiche che da sempre la vedono impegnata. Innanzitutto il sostegno ai mestieri d’arte e all’artigianato che è per il territorio una ricchezza che va salvaguardata con progetti e iniziative di ampio respiro. Poi ci sono i giovani, il motore del nostro tessuto imprenditoriale, senza i quali gli antichi mestieri sono purtroppo destinati a morire”.

“Bottega Strozzi è il bookshop di Marsilio Editori dove i libri di arte contemporanea convivono accanto alle creazioni dei migliori artigiani e designer – ha spiegato Carlo Cuppini, responsabile di Bottega Strozzi – un luogo pensato per essere il punto di incontro necessario tra tradizione e innovazione, tra arte e scienza, tra creazione e apprendimento, guardando ai modelli virtuosi del passato come alle esperienze più interessanti dell’oggi. Coerentemente con questa missione e in collaborazione con OMA e Palazzo Strozzi siamo particolarmente felici di annunciare questa prima edizione del Bottega Strozzi Award, e di offrire una concreta opportunità di visibilità ai migliori giovani creativi”.

“Siamo lieti di poter collaborare a questo progetto che stimola ed esalta valori come l’innovazione, la creatività e lo sviluppo di nuove idee in parallelo alla salvaguardia di abilità e tecniche – ha dichiarato Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi – una idea di contaminazione tra passato e presente che propone una diversa visione della creatività artistica per il futuro e che si sposa perfettamente con la programmazione e lo spirito della Fondazione Palazzo Strozzi”.

Sarà possibile partecipare ai concorsi a partire dal 15 dicembre 2018 fino al 15 maggio 2019. Tutta la documentazione e tutte le informazioni per partecipare sono pubblicate su www.osservatoriomestieridarte.it.

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Firenze Rocks ha portato in città 33,3 milioni di euro

Firenze Rocks ha portato in città 33,3 milioni di euro

Presentato da Camera di Commercio di Firenze e PromoFirenze il rapporto  sull’impatto economico del Firenze Rocks che tornerà al Visarno dal 13 al 16 giugno e che ha portato alla città ben 33,3 milioni di euro

Il rock fa bene a Firenze. E non solo dal punto di vista musicale. Infatti, quest’anno è stata di oltre 33 milioni di euro la ricaduta economica sulla città e sull’hinterland di Firenze Rocks, la kermesse musicale che nell’ultima edizione ha ospitato Guns N’ Roses, Iron Maiden, Foo Fighters, Ozzy Osbourne e dal 13 al 16 giugno 2019 tornerà alla Visarno Arena con artisti come The Cure, Ed Sheeran, Tool e Smashing Pumpkins. Il festival, sempre a Firenze e dintorni, ha anche generato un’occupazione diretta e nell’indotto paragonabile a 366 assunzioni annuali. Sono questi i dati principali presentati stamani da Camera di Commercio di Firenze, PromoFirenze e Comune di Firenze, insieme al Centro studi turistici e IRPET, sull’impatto economico della manifestazione, calcolati sui 210mila presenti e su 2.275 interviste realizzate durante il festival e online.

«Con l’avvento di Firenze Rocks è come se fosse nata una nuova grande azienda sul territorio e di questo siamo felicissimi. Basta considerare che l’impatto economico ha un valore pari allo 0,1 per cento del PIL della città metropolitana di Firenze. Quindi, anche i rockettari fanno ora parte del partito del PIL. E per i prossimi anni si può fare anche meglio, ad esempio, incoraggiando sempre più turisti ad arrivare direttamente in città con un aeroporto più funzionale e operativo attraverso la nuova pista», ha detto Leonardo Bassilichi, presidente di Camera di Commercio di Firenze.

«Esiste un nuovo modo di portare il nome di Firenze nel mondo ed è quello di Firenze Rocks – ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e turismo Cecilia Del Re -. Un evento che ha portato in città tantissimi giovani da tutta Italia e non solo, che hanno giudicato Firenze città ideale per questo tipo di manifestazione. Un riconoscimento che ci fa molto piacere e che si affianca ai numeri importanti sull’occupazione legata a questo evento, come a tutto il settore delle fiere e dei congressi in forte crescita a Firenze».

«Avevamo la percezione che con la nascita di questo festival fosse nato qualcosa di importante per l’immagine e l’economia di Firenze, l’indagine che abbiamo commissionato ne certifica l’utilità e rilancia l’importanza di rafforzare il legame fra la manifestazione e la città», ha sottolineato Claudio Bianchi, presidente di PromoFirenze.

Il report ha prima di tutto identificato il profilo del rocker:32enne, arrivato soprattutto da fuori Toscana (72%), con amici (40,7%) o in coppia (38,3%). Per raggiungere Firenze ha usato l’auto nel 51,3% dei casi, oppure il treno (24,5%) e il pullman (14,9%), mentre fra i 9mila partecipanti giunti da altre Nazioni l’aereo ha prevalso con il 39,1%.

Spostarsi in città non è stato un problema, considerando che il 48,8% è andato ai concerti a piedi e la tramvia (23,2%) ha battuto l’auto (13,8%): merito anche della collocazione del festival all’interno del parco delle Cascine, a poca distanza dal centro storico e dalle principali attrazioni cittadine.

Infatti, chi è venuto al festival organizzato da Live Nation e LNDF (Le Nozze di Figaro) lo ha fatto anche per poter visitare la città. Firenze è stata considerata luogo ideale dal 60% degli intervistati. Solo il 15% ha giudicato ininfluente la località del festival.

Gli spettatori che hanno alloggiato a Firenze o in Toscana sono stati 89mila (il 51%) e la durata media della permanenza è stata di 2,3 notti per 207mila pernottamenti complessivi. Il 28,5% dei turisti ha scelto gli hotel e nella maggior parte dei casi (80%) a tre o quattro stelle. Il 25% si è affidato a bed and breakfast, il 19% ha pernottato in appartamenti affittati.

«Sono felice del successo di Firenze Rocks e del sodalizio che Live Nation è riuscita a instaurare con la città, il sindaco e le istituzioni. In solo due edizioni il festival è diventato uno dei più importanti in Europa e un riferimento imprescindibile per la musica e l’industria dei concerti in Italia, ma è il positivo impatto economico che il nostro lavoro rappresenta per il territorio il punto per me di maggior orgoglio», ha commentato Roberto De Luca, presidente Live Nation Italia.

«Firenze Rocks, per noi che fiorentini siamo, è motivo di grande orgoglio e testimonia che, quando vuole, questa città sa essere viva, dinamica, accogliente e produttiva.
Ed è così che da fiorentini la vogliamo. Il 60% del pubblico ritiene Firenze luogo ideale per un festival di questo tipo: la città monumento da preservare e la città contemporanea da vivere non sono in antitesi, convivono e si parlano straordinariamente bene. Un ringraziamento particolare lo dobbiamo al sindaco e all’amministrazione, che fino dal primo istante hanno sostenuto Firenze Rocks, comprendendone il valore sociale, culturale ed economico», ha detto Alessandro Bellucci, amministratore LNDF e Fratini SRL (Visarno Arena).

Quant’è stata, dunque, la spesa di questi turisti rockettari? Se si escludono i costi dei biglietti del concerto e dei viaggi fuori regione, chi è arrivato dall’Italia ha speso una media di 236,6 euro, i viaggiatori internazionali hanno lasciato sul territorio 387 euro; budget, naturalmente, inferiori per gli spettatori toscani (50,4 euro) e fiorentini (19,2 euro). Complessivamente, sono stati spesi 8,7 milioni per il cibo, 8,5 milioni per i pernottamenti, 2,6 milioni in gadget e 2,5 milioni per gli spostamenti all’interno della regione. E’ stato calcolato che in 40mila, quasi la metà di coloro che hanno pernottato sul territorio, sono anche andati in un museo cittadino o hanno effettuato una spesa culturale, sborsando 585mila euro.

Complessivamente, quindi,l’impatto economico su Firenze e l’hinterland è stato di 33,3 milioni di euro, compreso ciò che è direttamente imputabile all’organizzazione della manifestazione, ma considerando solo i costi per gli acquisti di beni e servizi con ricaduta sul sistema economico locale. Sono stati, per esempio, esclusi i compensi degli artisti e tutte le altre spese che hanno generato produzione o trasferimento di redditi nel resto d’Italia o all’estero. Se poi dall’area fiorentina allarghiamo l’impatto a tutta la Toscana gli effetti benefici sull’economia salgono a 42,1 milioni.

Infine, il fronte dell’occupazione: grazie alle decine di migliaia di lavoratori impiegati direttamente e indirettamente per alcune settimane è come se l’evento avesse fatto lavorare 366 persone per tutto l’anno a Firenze e 444 in tutta la Toscana. Ipotizzando che l’intero indotto legato a Firenze Rocks fosse una sola grande azienda, questa sarebbe già classificata fra le prime cento della città per valore della produzione e numero di occupati.

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