Vescovo Livorno, “dove c’è violenza o soggezione non sposo”

Vescovo Livorno, “dove c’è violenza o soggezione non sposo”

“Dove c’è violenza io non sposo, quando si vede che il rapporto è di soggezione mi fermo, si vede da come il fidanzato parla alla fidanzata, la rimprovera”: è questo il pensiero di monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno.

In un’intervista rilasciata a Il Tirreno, Giusti fa un passo indietro con la memoria e ricorda quando, da prete del pisano, disse a una giovane coppia: “Io voi due non vi sposo” e, la vista fu lunga in quanto due anni dopo trovarono la sposina pestata a sangue dallo sposo in casa di lei. Ma non è l’unico caso, in altre occasioni, infatti, il vescovo disse “voi siete matti ad andare avanti così”.
Inoltre monsignor Giusti, in una lettera datata 22 febbraio scorso, alla comunità livornese di Nibbiaia, quella di Francesca Citi assassinata dall’ex marito, ha lanciato un appello: “Si chiedano nuove leggi che impediscano ad altre donne di avere occhi ricolmi di dolore e di paura per sé e per i propri figli. Si intervenga subito appena insediato il nuovo parlamento”.
Infine il vescovo ha sottolineato che la Curia sta preparando una campagna televisiva sull’educazione sessuale: “non c’è da meravigliarsi. Anche quest’anno ho incontrato centinaia di giovani che devono sposarsi e nei nostri colloqui ho insistito sull’arte di amare citando Erich Fromm. Perchè se tu non sai amare, allora si litiga e se si litiga allora si degenera. E’ questo che dovrebbero insegnare nelle scuole”, ha concluso Giusti.

L'articolo Vescovo Livorno, “dove c’è violenza o soggezione non sposo” proviene da www.controradio.it.

Droga: nove arresti per spaccio fra Pisa e Livorno

Droga: nove arresti per spaccio fra Pisa e Livorno

La Polizia di Stato di Livorno ha arrestato nove persone di nazionalità italiana, albanese e tunisina, considerate parti di un gruppo criminale di 14 persone per la commercializzazione illecita di cocaina, eroina e marijuana, realizzata nelle principali piazze di spaccio delle città di Livorno e di Pisa.

Le indagini sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile di Livorno, Pisa e Pistoia e dai poliziotti del Reparto prevenzione crimine di Firenze. Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà  in questura.

(notizia in aggiornamento)

L'articolo Droga: nove arresti per spaccio fra Pisa e Livorno proviene da www.controradio.it.

Livorno, scoperte false residenze e affitti in nero

Livorno, scoperte false residenze e affitti in nero

Tra Livorno e provincia, il comando provinciale della guardia di finanza ha scoperto centinaia di casi di “false residenze” e “affitti in nero”, oltre a “contratti di comodato fittizi” e compravendite di immobili con corrispettivi dichiarati inferiori a quelli effettivi.

Le irregolarità emerse dalle fiamme gialle, nell’ambito di controlli per contrastare l’evasione fiscale nel settore immobiliare, nel livornese, sono a carico di 445 persone: 235 seconde case dichiarate come prime, 209 affitti in nero anche attraverso fittizi contratti di comodato d’uso, compravendite con valori dichiarati difformi rispetto a quelli effettivi.
Tra le residenze fittizie individuate anche una villa a Castiglioncello con 16 vani e relative pertinenze.
L’operazione si è svolta in stretta collaborazione con le amministrazioni comunali dell’intero territorio della provincia di Livorno: soltanto ai fini Imu è stata segnalata una base imponibile sottratta a tassazione, determinata mediante il valore catastale delle unità immobiliari falsamente dichiarate come prime case, pari ad oltre 24 milioni di euro.
Alle ore 10.30 è indetta una conferenza stampa presso i locali del comando provinciale della guardia di finanza, a Livorno.

L'articolo Livorno, scoperte false residenze e affitti in nero proviene da www.controradio.it.

Livorno: braccialetti elettronici a netturbini, è polemica

Livorno: braccialetti elettronici a netturbini, è polemica

La Fp Cgil: “”misura inaccettabile che lede la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”. La replica del Comune: “nulla a che fare con il modello Amazon”, il braccialetto serve a certificare la svuotatura dei nuovi bidoni dell’immondizia.

Polemica a Livorno per i braccialetti elettronici di cui sono stati dotati gli operatori ecologici, che ‘certificano’ lo svuotamento dei nuovi cestini con la spazzatura. La Fp Cgil nazionale oggi è insorta contro il sistema, spiegando che ricorda il caso dei braccialetti ideati da Amazon, e parlando di “misura inaccettabile che lede la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Il Comune di Livorno replica che “non c’è nessun controllo dei dipendenti” perché il braccialetto, dotato di tecnologia Rfid, “è privo di Gps e non monitora gli spostamenti o la produttività dei lavoratori”. Il braccialetto, introdotto dall’azienda Avr che gestisce in appalto il servizio di pulizia strade per conto della municipalizzata Aamps, ‘dialoga’ con i 2500 nuovi cestini installati in città, che sono dotati di chip Rfid, ed emette un bip ogni volta che uno di questi viene svuotato. Per la Fp Cgil “ci sono già i superiori delle aziende a controllare se il servizio è svolto o meno, oltre che molti mezzi muniti di Gps.

Ci sembra assolutamente inadeguato andare oltre queste misure, più che sufficienti”. Il sindacato chiede risposte e si dice pronto “a proclamare lo stato di agitazione di tutto il comparto a difesa e tutela della dignità dei lavoratori che operano nell’igiene ambientale”. Il Comune afferma che “il braccialetto è un semplice lettore, come quelli usati quando si fa la spesa al supermercato, che certifica solo lo svuotamento di un cestino. Un servizio simile è già in uso a Lucca per la raccolta porta a porta dei rifiuti. E’ una tecnologia al servizio del cittadino per gestire meglio il servizio per il quale viene pagata la Tari, e non ha nulla a che fare con il modello Amazon”.

L'articolo Livorno: braccialetti elettronici a netturbini, è polemica proviene da www.controradio.it.

Sequestrati 400mila euro a due imprenditori livornesi

Sequestrati 400mila euro a due imprenditori livornesi

Sequestrate disponibilità finanziarie, quote sociali e tre immobili per un valore complessivo di circa 400 mila euro: è la misura preventiva attuata, nei giorni scorsi, dalla guardia di finanza di Livorno nei confronti di due imprenditori, indagati per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta, e denunciati per omessa dichiarazione.

Le fiamme gialle, su ordine del pm Daniela Rosa, hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dal Gip Antonio del Forno nei confronti dei due labronici che operavano con una società di capitali nel commercio all’ingrosso di materiale elettrico.

Le indagini hanno evidenziato che i due non hanno presentato le dichiarazioni fiscali dal 2011 al 2015, celando al fisco circa 3,5 milioni di euro di introiti. I finanzieri hanno anche rilevato che i due avevano distratto dalle casse della società, dichiarata fallita nel maggio del 2015, oltre 250 mila euro.

L'articolo Sequestrati 400mila euro a due imprenditori livornesi proviene da www.controradio.it.