Livorno: in corso sgombero palazzo occupato

Livorno: in corso sgombero palazzo occupato

Sono iniziate stamani con un vasto spiegamento di forze dell’ordine le operazioni di sgombero dei circa 120 occupanti del palazzo del ‘Picchetto’, palazzo storico di proprietà demaniale nel centro di Livorno, da tempo occupato abusivamente.

Sono state trovate soluzioni di alloggio alternative presso associazioni o in albergo per gli occupanti con maggiori fragilità, tra cui alcune famiglie. Il palazzo è finito più volte al centro di fatti di cronaca e degrado che spesso avevano allarmato i residenti vicini. Per consentire le operazioni di sgombero, coordinate dalla questura e scaturite da un’ordinanza del gip di Livorno di sequestro preventivo del bene, la polizia municipale ha chiuso al traffico la via Grande e interdetto la zona limitrofa.

(notizia in aggiornamento)

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Da Cecina a Camaiore, 3 arrestati dopo inseguimento in autostrada

Da Cecina a Camaiore, 3 arrestati dopo inseguimento in autostrada

I 3 arrestati hanno rubato un giubbotto ed un portafoglio dopo aver rotto il finestrino di un camper e poi sono scappati a bordo di una Fiesta.

Dopo un lungo inseguimento da San Pietro in Palazzi, nel comune di Cecina (Livorno), fino a Camaiore (Lucca), tre uomini di 29, 28 e 19 anni che avevano rubato a bordo di un camper posteggiato in un’area sosta, sono stati arrestati per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale dai carabinieri di Cecina in collaborazione con Polizia Stradale di Viareggio (Lucca).

I tre, tutti residenti a Roma, nel pomeriggio di ieri, dopo aver infranto un finestrino del camper con targa tedesca in un’area di sosta caravan di Vada si sono impossessati di un portafogli e un giubbetto di pelle di marca e sono fuggiti a bordo di una Fiesta. A lanciare l’allarme è stato il gestore dell’area. I carabinieri sono subito intervenuti intercettando l’auto a San Pietro in Palazzi che all’alt non si è fermata ma ha proseguito la fuga sull’autostrada A12, spaccando la barra della corsia telepass. E’ iniziato così un lungo inseguimento con l’auto dei fuggitivi che a forte velocità ha effettuato numerose manovre spericolate, mentre uno dei tre ha cominciato a gettare dal finestrino alcuni oggetti, non solo refurtiva ma verosimilmente anche di altri, mettendo in seria difficoltà la pattuglia dei militari che li inseguiva.

Nell’inseguimento i carabinieri hanno preso contatti con Polstrada e alla fine le pattuglie dell’Arma e della Polstrada sono riuscite a fermare la corsa della Fiesta, riportando danni alle rispettive carrozzerie. Nel frattempo un’altra pattuglia dell’Arma ha ripercorso il tratto autostradale dell’inseguimento recuperando gli oggetti lanciati dal finestrino della Fiesta. I tre cileni sono stati quindi arrestati e segnalati alla prefettura perché durante la perquisizione all’autovettura sono stati trovati quattro grammi di marijuana. Dopo l’arresto sono stati trasferiti nel carcere di Livorno.

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Livorno, no balneazione nei pressi porticciolo

Livorno, no balneazione nei pressi porticciolo

Arpat ha fornito analisi acque, tracce di inquinamento.

Divieto temporaneo di balneazione nei due specchi d’acqua ‘Bellana’ e ‘Nettuno’ vicino al porticciolo Nazario Sauro di Livorno. Lo stabilisce un’ordinanza comunale emanata su segnalazione dell’Arpat, dopo l’esito sfavorevole delle analisi sui campioni d’acqua prelevati il 15 aprile.

Il settore ambiente del Comune ha disposto quindi il divieto temporaneo di balneazione in via precauzionale, in considerazione del fatto che anche al di fuori del periodo compreso nella stagione balneare (che va dal primo maggio al 30 settembre) possono svolgersi attività dalle quali potrebbe derivare un pregiudizio per la salute pubblica. L’ordinanza rimarrà in vigore fino a quando le nuove analisi non daranno esito favorevole alla balneazione.

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Livorno: scoperti 9 evasori fiscali

Livorno: scoperti 9 evasori fiscali

Nove evasori fiscali sono stati scoperti dalla guardia di finanza di Livorno dopo un controllo sugli inserti pubblicitari delle loro attività. In tutto i finanzieri hanno quantificato un’evasione di 1,8 milioni di euro di redditi.

Un’infermiera di 66 anni di Castiglioncello, che svolgeva regolarmente la professione ha omesso di dichiarare redditi per 110mila euro percepiti tra il 2012 e il 2015. Poi due meccanici: un 43enne di Rosignano ha omesso fatture per 280mila euro, mentre un 57enne a Collesalvetti è risultato evasore totale dal 2014 al 2016 per oltre mezzo milione. Nel mirino delle fiamme gialle di Livorno anche due muratori: uno, a Rosignano, non ha dichiarato incassi per lavori eseguiti per 60 mila euro così come un collega albanese di 37 anni residente nel Pisano che invece, sempre per lavori eseguiti, non ha dichiarato oltre 430 mila euro. Un 43enne commerciante di prodotti antincendio vendeva i propri articoli nascondendo al fisco 150 mila euro negli ultimi 5 anni.

A Livorno infine il titolare di una società di impianti antincendio di 78 anni è stato denunciato per dichiarazione fraudolenta per aver registrato fatture inesistenti per 18mila euro, mentre un commerciante cinese 56enne ha omesso in due anni di versare Irpef per 90mila euro. In ultimo un rappresentante di prodotti farmaceutici ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi per il 2014 e il 2015 in cui avrebbe dovuto indicare oltre 200mila euro di compensi ricevuti.

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A Livorno primi tre Daspo urbano emessi da questore

A Livorno primi tre Daspo urbano emessi da questore

E’ stato applicato per la prima volta dalla questura a Livorno il ‘daspo urbano’: il provvedimento è scattato nei confronti di tre cittadini di origine rumena (di 32, 48 e 52 anni) che erano stati più volte identificati dalla polizia municipale nella zona del centro città di piazza Cavallotti in evidente stato di ubriachezza, occupando panchine e suolo pubblico in condizioni igieniche precarie.

I tre erano già stati allontanati con ‘ordine di allontanamento’ più volte senza esito.  Così ieri, applicando il decreto sicurezza urbana, il questore di Livorno Lorenzo Suraci ha emesso ieri i tre provvedimenti, della durata di 6 mesi, nei confronti dei tre
romeni i quali non potranno “sostare o transitare a qualsiasi titolo” nell’area del centro compresa nel cosiddetto Pentagono del Buontalenti.

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