Lucca: “Il Carmine torna mercato”

Lucca: “Il Carmine torna mercato”

“Il Carmine torna mercato”: entro breve la pubblicazione dell’avviso pubblico per la presentazione di manifestazioni d’interesse per l’affidamento e la gestione del Mercato del Carmine

Il Mercato del Carmine è pronto e sarà pubblicato entro breve l’avviso pubblico per la presentazione di manifestazioni d’interesse per la concessione di valorizzazione del complesso cittadino. E’ stato questo l’oggetto della conferenza stampa tenutasi questa mattina proprio al Mercato del Carmine e alla quale hanno preso parte il sindaco Alessandro Tambellini, gli assessori Gabriele BoveSerena Mammini e Giovanni Lemucchi e il presidente del Consiglio comunale Francesco Battistini.

Un passaggio fondamentale per l’amministrazione Tambellini, che ritiene necessario un intervento straordinario sul Mercato del Carmine con l’obiettivo di riportarlo a essere, oltre che un polo naturale del commercio nel centro storico, anche un punto di riferimento turistico, culturale e sociale della città. E, non disponendo delle risorse utili per sostenere i costi di restauro e di riqualificazione della struttura, l’amministrazione ha deciso di coinvolgere soggetti terzi nella realizzazione dell’intervento a fronte della concessione dell’immobile per un periodo di massimo 40 anni.

Il Mercato del Carmine è interessato da anni in un profondo percorso di messa in sicurezza e ristrutturazione: l’amministrazione comunale ha recentemente effettuato lavori di miglioramento sismico già collaudati e altri in corso di esecuzione, oltre al rifacimento di parte delle coperture grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: restano tuttavia da realizzare una serie di interventi, che saranno a carico del soggetto terzo, per una cifra complessiva di quasi 10 milioni di euro.

“Quello di oggi è un passaggio importante per la città – spiega l’assessore al patrimonio, Gabriele Bove – Un passaggio atteso e necessario: la riqualificazione e la rinascita del Carmine rappresentano un obiettivo molto sentito dall’amministrazione comunale, oltre che un anello fondamentale per la rigenerazione di quella parte di centro storico, in perfetta sinergia con via Mordini, via Fillungo, via Sant’Andrea da una parte e via della Fratta e piazza San Francesco fino al parcheggio Mazzini dall’altra. Lucca è da tanto che aspetta questo bando: certo, l’operazione non è affatto semplice, ma noi speriamo ovviamente che vada a buon fine. Nell’avviso pubblico abbiamo inserito le linee guida, che poi sono quelle che andiamo ripetendo da tempo: indirizzi tutti contenuti nel masterplan di progetto del Mercato del Carmine, che oltre a prevedere una clausola di salvaguardia per le attività presenti, indica le destinazioni d’uso: esercizi di vicinato, media distribuzione non alimentare, esercizi di vicinato collegati all’enogastronomia di alta qualità, area mercatale a gestione comunale, attività turistico-ricettive e artigianato di servizio”.

MASTERPLAN. Il programma dell’Amministrazione Comunale è quello di una complessiva riqualificazione del Mercato del Carmine mediante un progetto che, insieme al recupero del complesso edilizio, rinnovi le modalità di gestione. Il recupero del Mercato, quindi, non solo ricollega la città ad uno spazio rimasto sottoutilizzato per tanti anni ma dà corpo ad una visione quanto mai attuale e necessaria: rivitalizzare un pezzo importantissimo del centro storico con botteghe tradizionali che possano restituire centralità agli artigiani del gusto.

La proposta progettuale elaborata è sintetizzata negli schemi seguenti. I caratteri di maggiore rilievo della trasformazione riguardano l’eventuale introduzione di soppalchi nella chiesa, l’inserimento di elementi verticali di collegamento, l’eliminazione delle superfetazioni e degli interventi derivanti dai precedenti usi impropri della struttura (tramezzi, impianti, ecc.) e la proposta di un assetto architettonico omogeneo per l’organismo edilizio.

Le funzioni principali che l’intervento dovrà assicurare potrebbero essere le seguenti:

A: commercio di generi alimentari (esercizi di vicinato) per la promozione e vendita dei prodotti tipici, di alta qualità;

B: commercio di generi non alimentari anche mediante l’inserimento di una media distribuzione;

C: artigianato di servizio e piccolo artigianato di produzione compatibile con l’area e con la funzione preminente oltrechè attività di merchandising turistico di qualità;

D: servizi turistico‐ricettivi e di accoglienza da localizzarsi nei locali al primo piano; E: area mercatale per la promozione e vendita di prodotti di filiera corta del territorio lucchese e regionale.

Attività commerciali alimentari: gli spazi per la vendita e l’esposizione della merce non dovranno deturpare con interventi invasivi i caratteri storico ‐ artistici assunti come invarianti anche se potranno essere ammessi gli impianti tecnici finalizzati alla vendita dei prodotti cotti.

Attività commerciali non alimentari: gli spazi per la vendita e l’esposizione della merce non dovranno deturpare con interventi invasivi i caratteri storico ‐ artistici assunti come invarianti. In particolare l’impiego a fini commerciali delle navate della ex chiesa pur prevedendo l’inserimento di un piano soppalcato, dovrà tener conto della particolarità del luogo e dovrà in ogni modo valorizzare il suo apparato decorativo.

Attività artigianali di servizio e piccolo artigianato di produzione: da posizionarsi prevalentemente a piano terra non dovranno deturpare con interventi invasivi i caratteri storico ‐ artistici assunti come invarianti.

Attitivà turistico‐ricettive: posizionate al piano primo dell’ex convento, dovranno essere inserite limitando il più possibile l’impatto sui caratteri storico ‐ artistici assunti come invarianti. Di particolare rilievo a questo proposito sarà la soluzione che verrà adottata per collegare il piano terra al piano primo, soluzione che non potrà in alcun modo alterare la struttura claustrale dell’edificio.

Attività complementari: tutte le attività complementari non dovranno deturpare con interventi invasivi i caratteri storico ‐ artistici assunti come invarianti.

AVVISO PUBBLICO. La concessione avrà durata massima di 40 anni. Il complesso potrà essere gestito direttamente o attraverso una sub-concessione o locazione degli spazi. È previsto al Comune il pagamento di un canone annuo di concessione (importo minimo richiesto 50mila euro), che per i primi 36 mesi dalla sottoscrizione del contratto sarà ridotto a un importo pari al 10 per cento del canone offerto. Per partecipare sono richiesti dei requisiti speciali riferiti alla capacità tecnica e all’idoneità professionale: il soggetto deve aver svolto negli ultimi 10 anni significative esperienze in gestione di esercizi commerciali di media/grande distribuzione oppure nella realizzazione di ristrutturazioni edilizie o nella realizzazione/gestione di operazioni immobiliari di considerevole valore e rilevanza economica  (di cui almeno un intervento non inferiore a 8 milioni di euro); il soggetto deve essere in grado di gestire la struttura commerciale che sarà realizzata, presentando una relazione contenente una “Business Idea” di massima, in linea con le destinazioni previste dal masterplan. Infine il soggetto dovrà impegnarsi a trovare soluzioni tecniche ed economiche per garantire la continuità delle attività presenti attualmente nel Mercato del Carmine nella fase di realizzazione dei lavori e, successivamente, nel reimpiego degli stessi operatori nelle nuove attività che sorgeranno nella struttura, garantendo cioè il diritto di prima scelta e prevedendo da subito una riduzione del 10 per cento sul canone di locazione.

L’avviso pubblico sarà pubblicato sul sito del Comune di Lucca www.comune.lucca.it con tutte le informazioni di dettaglio sulla modalità e scadenza della presentazione delle domande.

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Lucca: furti in casa e ricettazione, arresti e sequestri

Lucca: furti in casa e ricettazione, arresti e sequestri

Indagini della polizia e della guardia di finanza per una presunta associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, ricettazione e riciclaggio. Sono 33 le misure cautelari emesse dal gip

In corso da stamani un’operazione della polizia e della Gdf di Lucca per una presunta associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, ricettazione e riciclaggio. In totale, si spiega in una nota degli investigatori, sono 33 le misure cautelari personali emesse dal gip, mentre sono complessivamente 44 gli indagati.

Tra gli arrestati anche 4 titolari di compro oro della Versilia e di Arezzo. In corso di esecuzione poi sequestri di beni per circa un milione di euro e una quarantina di perquisizioni nel centro Italia.

Le indagini, coordinate dalla procura di Lucca e condotte per la polizia da squadra mobile di Lucca e commissariato di Viareggio, avrebbero individuato sodalizi criminali dediti ai furti in casa nelle province di Lucca, Massa Carrara e La Spezia, e a ricettazione e riciclaggio anche tramite compro oro.

In particolare l’oro rubato veniva acquistato “dai compro oro di Viareggio e Pietrasanta, fuso in lingotti d’oro e rivenduto ai compro oro aretini”. Il giro di affari ammonterebbe a mezzo milione di euro. Una conferenza stampa per illustrare l’operazione è convocata per le 12 alla procura della Repubblica di Lucca.

 

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“Salviamo i centri storici” – Parte Chiasso di Natale a Lucca

“Salviamo i centri storici” – Parte Chiasso di Natale a Lucca

Un progetto che rilancia un angolo di centro storico per tutto il periodo delle feste. È “Chiasso di Natale”, un centro commerciale-artigianale nel cuore di Lucca

Un centro commerciale-artigianale nel cuore di Lucca, a Chiasso Barletti, con sei nuovi negozi che resteranno aperti per tutto il periodo delle feste, andandosi così a integrare con le altre attività già presenti nella zona. “Chiasso di Natale” è questo il nome del progetto promosso e sostenuto dall’amministrazione comunale, insieme con Confcommercio Lucca e Massa-Carrara, che ha consentito al gruppo di artigiani lucchesi di aprire la propria attività nei fondi sfitti della via, dati in comodato d’uso gratuito per tutto il mese festivo.
Un’operazione inedita, resa possibile grazie al lavoro di Paola Granucci, responsabile dell’agenzia immobiliare Casamica Realestate, e alla disponibilità dei proprietari dei fondi, che hanno dato gli immobili gratuitamente, senza chiedere l’affitto, con la collaborazione e il sostegno di Papeschi.
Per tutto il periodo natalizio in Chiasso Barletti sarà come entrare in un piccolo angolo artigianale: ci saranno le ceramiche di Rosso Ramina, le piante di Vivai Paoletti, i presepi artigianali di Ars Nova Presepi, le borse uniche e fatte a mano di Villa Trentuno, il negozio-laboratorio Fantasie di luce e Corsaro stock. Gioielli artigianali che vanno a unirsi alle altre attività già presenti, Be, Casamica immobiliare, Bobble Bobble, Cartoleria Brancoli, Chocolat, Fatmama Vintage e Kebab Shop.
“Le saracinesche sono state tirate su – ha esordito l’assessore alle attività produttive, Valentina Mercanti – E dove c’era buio e desolazione hanno preso il posto luce, creatività e passione artigiana. Un connubio perfetto, che si inserisce molto bene anche nel contesto di Chiasso Barletti, dove operano negozi molto attivi e dinamici. Quello che stiamo inaugurando è un unicum, un’operazione inedita, mai vista prima a Lucca: la dimostrazione di come da un problema si possano trovare soluzioni e di come il gioco di squadra, che in questo caso ha visto agire nella stessa direzione amministrazione comunale, associazione di categoria, commercianti, artigiani e proprietari dei fondi, dia i suoi frutti. Belli, tangibili, importanti. Non più di dieci giorni fa il sindaco aveva sollevato con un intervento pubblico il tema della salvaguardia e valorizzazione del centro storico, parlando di caro-affitti, nuovi residenti e tutela del commercio tradizionale: ci stiamo lavorando, abbiamo l’ambizione di tracciare la strada a livello regionale e nazionale per intervenire in modo autonomo e chiedere azioni specifiche anche da parte della Regione e del Governo. Lo abbiamo fatto con la moratoria e con l’emendamento sui temporary shop, lo vogliamo fare anche con politiche continuative che favoriscano il commercio di qualità, incentivino la nuova residenza dentro le Mura e tutelino il centro storico”.
“Quella di oggi è una grande giornata – spiega il presidente di Confcommercio, Ademaro Cordoni – Da una sinergia efficace è emersa una nuova opportunità per un gruppo di artigiani e per il nostro centro storico. Il nostro auspicio è tornare qui il prossimo anno, rinnovare l’iniziativa, permettere a questi commercianti-artigiani di resistere e magari esportare questa iniziativa in altre zone del nostro meraviglioso centro”.
“Una bella soddisfazione far rivivere Chiasso Barletti l’unica e ultima via medievale rimasta a Lucca in centro storico – aggiunge Paola Granucci – Ringrazio tutti i proprietari che hanno messo a disposizione i loro fondi sfitti per concederli a varie attività territoriali proprio nel mese di Natale. Una sorta di prova gratuita per gli affittuari che potranno testare i fondi commerciali con la possibilità di restarci per un lungo periodo, apprezzandone le caratteristiche e testando la strada, tanto centrale e da tutti conosciuta, sicuramente in espansione. Plauso a Confcommercio e Comune di Lucca che hanno sostenuto questo progetto. Sarebbe bello poter applicare lo stesso concept ad altre aree della città in sofferenza”.

 

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“Salviamo i centri storici” – Parte Chiasso di Natale a Lucca

“Salviamo i centri storici” – Parte Chiasso di Natale a Lucca

Un progetto che rilancia un angolo di centro storico per tutto il periodo delle feste. È “Chiasso di Natale”, un centro commerciale-artigianale nel cuore di Lucca

Un centro commerciale-artigianale nel cuore di Lucca, a Chiasso Barletti, con sei nuovi negozi che resteranno aperti per tutto il periodo delle feste, andandosi così a integrare con le altre attività già presenti nella zona. “Chiasso di Natale” è questo il nome del progetto promosso e sostenuto dall’amministrazione comunale, insieme con Confcommercio Lucca e Massa-Carrara, che ha consentito al gruppo di artigiani lucchesi di aprire la propria attività nei fondi sfitti della via, dati in comodato d’uso gratuito per tutto il mese festivo.
Un’operazione inedita, resa possibile grazie al lavoro di Paola Granucci, responsabile dell’agenzia immobiliare Casamica Realestate, e alla disponibilità dei proprietari dei fondi, che hanno dato gli immobili gratuitamente, senza chiedere l’affitto, con la collaborazione e il sostegno di Papeschi.
Per tutto il periodo natalizio in Chiasso Barletti sarà come entrare in un piccolo angolo artigianale: ci saranno le ceramiche di Rosso Ramina, le piante di Vivai Paoletti, i presepi artigianali di Ars Nova Presepi, le borse uniche e fatte a mano di Villa Trentuno, il negozio-laboratorio Fantasie di luce e Corsaro stock. Gioielli artigianali che vanno a unirsi alle altre attività già presenti, Be, Casamica immobiliare, Bobble Bobble, Cartoleria Brancoli, Chocolat, Fatmama Vintage e Kebab Shop.
“Le saracinesche sono state tirate su – ha esordito l’assessore alle attività produttive, Valentina Mercanti – E dove c’era buio e desolazione hanno preso il posto luce, creatività e passione artigiana. Un connubio perfetto, che si inserisce molto bene anche nel contesto di Chiasso Barletti, dove operano negozi molto attivi e dinamici. Quello che stiamo inaugurando è un unicum, un’operazione inedita, mai vista prima a Lucca: la dimostrazione di come da un problema si possano trovare soluzioni e di come il gioco di squadra, che in questo caso ha visto agire nella stessa direzione amministrazione comunale, associazione di categoria, commercianti, artigiani e proprietari dei fondi, dia i suoi frutti. Belli, tangibili, importanti. Non più di dieci giorni fa il sindaco aveva sollevato con un intervento pubblico il tema della salvaguardia e valorizzazione del centro storico, parlando di caro-affitti, nuovi residenti e tutela del commercio tradizionale: ci stiamo lavorando, abbiamo l’ambizione di tracciare la strada a livello regionale e nazionale per intervenire in modo autonomo e chiedere azioni specifiche anche da parte della Regione e del Governo. Lo abbiamo fatto con la moratoria e con l’emendamento sui temporary shop, lo vogliamo fare anche con politiche continuative che favoriscano il commercio di qualità, incentivino la nuova residenza dentro le Mura e tutelino il centro storico”.
“Quella di oggi è una grande giornata – spiega il presidente di Confcommercio, Ademaro Cordoni – Da una sinergia efficace è emersa una nuova opportunità per un gruppo di artigiani e per il nostro centro storico. Il nostro auspicio è tornare qui il prossimo anno, rinnovare l’iniziativa, permettere a questi commercianti-artigiani di resistere e magari esportare questa iniziativa in altre zone del nostro meraviglioso centro”.
“Una bella soddisfazione far rivivere Chiasso Barletti l’unica e ultima via medievale rimasta a Lucca in centro storico – aggiunge Paola Granucci – Ringrazio tutti i proprietari che hanno messo a disposizione i loro fondi sfitti per concederli a varie attività territoriali proprio nel mese di Natale. Una sorta di prova gratuita per gli affittuari che potranno testare i fondi commerciali con la possibilità di restarci per un lungo periodo, apprezzandone le caratteristiche e testando la strada, tanto centrale e da tutti conosciuta, sicuramente in espansione. Plauso a Confcommercio e Comune di Lucca che hanno sostenuto questo progetto. Sarebbe bello poter applicare lo stesso concept ad altre aree della città in sofferenza”.

 

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Alberi contro l’inquinamento, linee guida per messa a dimora nei centri urbani

Alberi contro l’inquinamento, linee guida per messa a dimora nei centri urbani

Sono state redatte oggi dalla Regione Toscana le linee guida da seguire contro l’inquinamento in merito agli alberi e la messa a dimora nei centri urbani

C’è il faggio che è bravissimo ad assorbire l’ozono e il biossido di azoto, l’abete di Douglas, il più efficace nell’abbattimento del PM10, oppure il pioppo bianco, perfetto per sequestrare la CO2. Cortine vegetali contro l’inquinamento o meglio, specie arboree che migliorano la qualità dell’aria. Sono loro le protagoniste delle nuove linee guida, intervento specifico previsto dal Piano regionale di qualità dell’aria, emanate dalla Regione per fornire indirizzi precisi alla piantumazione di specifiche specie arboree utili all’assorbimento di particolato e ozono nelle aree urbane. Rivolte soprattutto ai Comuni, le linee guida hanno l’obiettivo di rendere i nostri centri abitati più vivibili migliorando la qualità dell’aria e quindi della salute dei cittadini, in particolare della popolazione infantile maggiormente sensibile all’inquinamento, con particolare attenzione all’effetto di riduzione dell’inquinamento da ozono O3, biossido di azoto NO2 e particolato PM10.

Le linee guida sono state redatte da un gruppo di lavoro costituito, da Regione, Cnr, Asl Toscana centro, Comuni di Pistoia, Lucca e Firenze e Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia, con la collaborazione della Direzione Organizzazione sistemi informativi per la realizzazione del software.

“Un obiettivo molto ambizioso che poi è quello del Piano sulla  Qualità dell’aria è di portare la comunità della Toscana al 2020 a non dover subire più sforamenti delle Pm10, che sono processi di combustione, né di biossido di azoto e di avvicnarci sempre di più ai livelli obiettivo per quanto riguarda l’ozono: un complesso di traguardi che non sono quelli di lungo termine ma sono molto vicini e richiedono un impegno importante da parte di tutti.

Le linee guida sulla messa dimora degli alberi – ha commentato Federica Fratoni – sono un strumento di cui andiamo particolarmente fieri, frutto di un ottimo lavoro di squadra,  tra l’altro mi risulta la Toscana sia l’unica regione ad essersene munita. Queste linee rientrano tra le azioni previste dal Piano di qualità dell’aria e oltre a offrie alle nostre città occasioni di spazi verdi adatti a contrastrare lo smog, forniscono a tutti consigli utili sulle tipolgie di piante da mettere a dimora in base alla loro capacità di assorbimento degli inquinanti”

Le caratteristiche delle piante “mangiasmog”

Da studi effettuati è emerso che non tutte le piante hanno la stessa efficacia nella rimozione degli inquinanti. Le linee guida servono proprio a individuare, in base a dati scientifici, quelle più adatte allo scopo. Vi sono delle specie che meglio di altre sono in grado di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria, “mangiando lo smog” nelle città intercettando metalli pesanti, riducendo le concentrazioni di gas inquinanti.

Ma, in linea generale, per massimizzare gli effetti positivi le piante devono avere alcuni requisiti, quali:

  • elevata densità della chioma
  • longevità del fogliame
  • bassa capacità di emissione di composti organici volatili
  • ridotta allergenicità del polline

Grazie a una semplice applicazione web (https://www326test.regione.toscana.it/fdpub/piante/) accessibile gratuitamente da enti locali locali, imprese e privati cittadini, basterà inserire i parametri in base alle proprie necessità (ad esempio: tipo d’inquinante interessato; dimensioni della pianta, livello di allergenicità accertato, etc.) per avere restituite le tipologie di piante che presentano la maggiore capacità di assorbimento degli inquinanti.

Le linee guida sono anche un’occasione per l’attivazione di progetti di informazione ambientale (per esempio per gli amministratori dei condomini). A questo scopo la Regione Toscana verificherà la possibilità di utilizzo dei fondi Por Fesr.

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