Toscana: rubavano in appartamenti, 12 arresti

Toscana: rubavano in appartamenti, 12 arresti

Dodici uomini, di età compresa tra i 20 e i 47 anni, sono stati arrestati ieri dalla squadra mobile della questura di Firenze, con l’accusa di far parte di una banda specializzata in furti in appartamento. Undici sono finiti in manette in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere, per uno è stata disposta la misura dei domiciliari.

Almeno 29 i furti che avrebbero messo a segno in abitazioni di tutta la Toscana, mentre i proprietari dormivano. Ulteriori dettagli sono stati forniti durante una conferenza stampa alle 10,30 in questura a Firenze, alla presenza del procuratore capo Giuseppe Creazzo.
I malviventi agivano di notte, quando i proprietari dormivano, approfittando nella maggior parte dei casi delle finestre lasciate aperte per il caldo in estate. In altri casi forzavano gli infissi dopo averli raggiunti arrampicandosi sulle grondaie. Per evitare che si potesse risalire a loro, arrivavano sui luoghi dei furti con mezzi pubblici (treni e autobus), col volto spesso parzialmente travisato e indossando sempre i guanti.
Prima di entrare in azione spengevano sempre i telefoni oppure, per depistare gli investigatori, li lasciavano accesi in un’abitazione di fortuna. Secondo quanto spiegato, gli agenti della mobile li hanno individuati grazie a un telefono cellulare, risultato rubato, scordato in carica in un’auto, anch’essa rubata in occasione di un furto in abitazione, abbandonata dai malviventi dopo il colpo.
I 29 furti contestati alla banda sono stati messi a segno in vari comuni nelle province di Firenze, Livorno, Pisa e Pistoia. Tra gli arrestati, finiti e in manette ieri a Firenze, Pontassieve (Firenze), Calenzano (Firenze) e Marina di Massa (Massa Carrara), anche il sospetto ricettatore seriale del gruppo e una donna che veniva contattata dai ladro per ‘recuperarli’ dopo i furti. I malviventi sono accusati anche di 14 episodi di ricettazione.

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2 mln ai Comuni toscani per la videosorveglianza

2 mln ai Comuni toscani per la videosorveglianza

Altri 2 milioni di euro a disposizione dei comuni toscani per la videosorveglianza. Lo rende noto il Viminale spiegando che si tratta dei fondi previsti dall’ultimo bando e che “l’obiettivo è migliorare il controllo del territorio, con una particolare attenzione ai centri più piccoli”.

Al momento, spiega una nota, nella provincia di Firenze arriveranno 177mila euro, in quella di Grosseto 465.245,27 euro, in quella di Livorno 694.569,80 euro, in quella di Lucca 521.150 euro, in quella di Massa Carrara 49mila euro, in quella di Pisa 51.945,60 euro e in quella di Prato 48.575 euro.
“Avevamo promesso attenzione e maggiore sicurezza alle comunità locali – commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini -. Il finanziamento agli impianti di videosorveglianza va in questa direzione e si aggiunge al fondo sicurezza urbana per i grandi centri. In questo modo confermo la nostra determinazione per contrastare tutti i fenomeni di illegalità, dalla microcriminalità alle grandi piazze di spaccio”.
“E ora, in vista della bella stagione, stiamo rinnovando l’operazione Spiagge sicure – osserva ancora Salvini – per combattere l’abusivismo commerciale e la contraffazione in più di cento Comuni turistici. Siamo attenti anche alla crescita economica del territorio: abbiamo assegnato 400 milioni di euro – conclude – per i Comuni sotto i 20mila abitanti, erogato fondi alle Province delle regioni a statuto ordinario per la manutenzione di scuole e strade”.

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A15: camion in fiamme in galleria, no feriti

A15: camion in fiamme in galleria, no feriti

Un camion è andato a fuoco stamani in una galleria della autostrada della Cisa A15 sulla carreggiata nord tra i caselli di Pontremoli (Massa Carrara) e Berceto (Parma). Non si registrano feriti.

L’autostrada è stata chiusa per circa un’ora venendo poi riaperta: sul tratto autostradale si sono formate code di alcuni chilometri. Sul posto intervenuti i vigili del fuoco e la polizia stradale di Pontremoli.

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Aumentano gli acquisti per beni durevoli in Toscana

Aumentano gli acquisti per beni durevoli in Toscana

Acquisti per beni durevoli: +1,3% nel 2018 in Toscana, più della media nazionale.
Prato prima in Italia per spesa.

Nel 2018 i toscani hanno speso 4,59 miliardi per l’acquisto di bene durevoli (che valgono circa l’8% dei consumi totali), pari a 2.779 euro di media a famiglia, con una crescita dell’1,3% sull’anno precedente. Il risultato è superiore a quello nazionale che registra un +0,8%. I dati sono stati raccolti dall’osservatorio dei consumi Findomestic e non prendono in considerazione gli acquisti per la telefonia.

Oltre un terzo della spesa (pari al 34,5%) è servita per comprare auto nuove, nonostante il 2018 registri un calo dell’1,2% rispetto all’anno precedente, probabilmente a causa del mercato dell’usato: lo scorso anno, infatti, i toscani hanno speso di più per acquistare auto usate (+4,9%) pari a 1,1 miliardi (a Pistoia l’acquisto di auto usate rispetto all’anno precedente è stato del 6.1% in più).

Risulta in crescita anche la spesa di beni durevoli per la casa, grazie soprattutto alla spinta del ‘bonus mobili’, in particolare salgono gli acquisti di elettrodomestici (+2,4%) e mobili (+1,6%), mentre arretrano l’elettronica di consumo, ovvero tv e audio (-2,4%) e l’information technology, cioè pc e tablet (-1,9%). Solo a Prato reggono gli acquisti di apparecchi elettronici.

“La spesa per i durevoli – ha spiegato il responsabile dell’osservatorio Findomestic, Claudio Bardazzi – è cresciuta soprattutto a Firenze (+2,1%), Arezzo (+1,8%) e Siena (+1,7%)”.

Nella classifica nazionale di spesa media delle famiglie, Prato si conferma la provincia con la spesa più alta d’Italia (3.127 euro), seguono Lucca (2.947 euro) che occupa il quinto posto, e Pisa (2.934) in ottava posizione. Nella parte bassa della classifica c’è Massa Carrara, provincia meno brillante della regione.

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Estorsioni a imprenditori Massa, sette custodie cautelari

Estorsioni a imprenditori Massa, sette custodie cautelari

Dalle prime ore di oggi è in corso un’operazione da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Massa Carrara, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, nei confronti di un gruppo criminale operante da anni nel territorio apuano. Emesse sette custodie cautelari

L’operazione dei carabinieri di Massa Carrara, coordinati dal pm Federico Manotti della Dda di Genova, ha portato a l’emissione di sette custodie cautelari, cinque in carcere e due ai domiciliari. Secondo l’accusa il gruppo avrebbe messo in piedi un giro di estorsioni nei confronti di almeno tre persone, tra imprenditori e direttori di banca, nella Lunigiana.

A far parte del sodalizio criminale tre persone legate alla criminalità organizzata. In particolare due sarebbero contigui alla camorra, mentre una terza persona a una cosca calabrese.
Quest’ultimo ha già una condanna definitiva per 416 bis. L’accusa nei loro confronti è di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Maggiori dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa alle 16 in procura a Genova.

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