Suvignano torna ai toscani, dopo 11 anni dalla confisca

Suvignano torna ai toscani, dopo 11 anni dalla confisca

Il bene che è un po’ il simbolo delle confische in Toscana alle mafie, l’emblema a suo modo di quello Stato che si oppone alla criminalità organizzata che anche in Toscana sciacqua i propri denari e fa affari, torna ai toscani e ai cittadini.

L’agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati ha infatti assegnato ieri alla Regione la tenuta di Suvignano in provincia di Siena: o più precisamente il consiglio direttivo dell’agenzia ha deliberato il conferimento delle quote sociali di Agricola Suvignano, con un passaggio di quote gratuito, a Ente Terre regionali toscane, che già si occupa di altre proprietà demaniali o in gestione, fa sperimentazioni in campo agricolo e forestale e tutela e valorizza le risorse genetiche autoctone, bestiame compreso.  Successivamente al decreto del direttore dell’agenzia,  prefetto Sodano, verrà sottoscritto congiuntamente un verbale di consegna.

“La Regione gestirà il bene tramite Ente Terre concordando l’utilizzo con i Comuni di Monteroni d’Arbia e Murlo – spiega l’assessore alla presidenza e alla cultura della legalità, Vittorio Bugli – Stileremo infatti con le due amministrazioni un accordo per la costituzione di un tavolo di coordinamento che per i prossimi dieci anni dovrà stabilire linee guida e strategie del piano di sviluppo e poi ne monitoreremo insieme l’andamento. Assieme ai Comuni ci confronteremo anche in sede di tavolo regionale dei beni confiscati, nel quale sono presenti associazioni e istituzioni legate a questa tematica, per concordare le attività sociali da svolgere nella tenuta.”. Ovviamente l’azienda dovrà procedere e sviluppare la sua attività agricola. Servirà anche qualche investimento.

“E’ una vittoria della legalità importantissima – sottolinea ancora Bugli -: una soluzione che consente di coniugare le esigenze di valorizzazione delle risorse del territorio con l’interesse pubblico e le finalità di promozione sociale che sono alla base della normativa antimafia”. “Grazie all’acquisizione della gestione da parte dell’Ente Terre regionali toscane – prosegue il collega all’agricoltura, Marco Remaschi – si tratta di una straordinaria occasione di promozione economica del territorio e di valorizzazione delle produzioni agricole e zootecniche. L’azienda può diventare un volano per l’economia di tutta l’area”. Sarà proseguita l’attività agricola, ma saranno sviluppate anche iniziative sulla legalità e l’antimafia. E magari si potranno creare posti di lavoro. “Il perseguimento di obiettivi occupazionali e di inserimento sociale, il coinvolgimento di reti locali, nonché la promozione di aspetti educativi saranno elementi fondamentali del progetto – rimarcano insieme i due assessori – Aspetto chiave sarà il partenariato istituzionale, economico e sociale”. Pubblico e privato insomma pronti a collaborare, con al centro una dimensione etica e sociale.

Soddisfatti naturalmente pure i Comuni dove la tenuta si sviluppa. Anche loro stamani erano alla conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.- “Oggi per noi, per Monteroni e per l’Italia che non piega il capo, è una data storica – commenta il sindaco Gabriele Berni – Abbiamo firmato un accordo che attendevamo da anni, lo attendeva tutta la comunità della val d’Arbia e tutti coloro che hanno a cuore la legalità e la lotta contro la mafia”. “Abbiamo ricucito una ferita che si era aperta nel 1983 – aggiunge – . Questa amministrazione in questi anni si è adoperata ad ogni livello per la costruzione di un quadro normativo che ci potesse far arrivare a questo primo traguardo” .

“Abbiamo da sempre lavorato  per un rilancio di Suvignano in chiave di sostenibilità economica e sociale e finalmente enti locali e Regione assieme possono dare avvio al progetto tanto atteso” gli fa eco la sindaco di Murlo, Fabiola Parenti. “Siamo qua – prosegue, assieme al collega – per costruire un modello concreto. Si può vincere la criminalità organizzata anche sul terreno della produzione di reddito e dello sviluppo territoriale, riaffermando la legalità e creando opportunità di lavoro e sviluppo sociale”.

Chiara Brilli ha intervistato l’assessore regionale alla legalità, Vittorio Bugli e il consigliere regionale Pd del territorio senese, Stefano Scaramelli

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Attacco di lupi in azienda del Senese, 70 pecore colpite 

Attacco di lupi in azienda del Senese, 70 pecore colpite 

Attacco di un branco di lupi in un’azienda agricola del Senese: 70 gli ovini colpiti, tra quelli uccisi dagli animali e quelli feriti gravemente per i quali i veterinari hanno disposto l’abbattimento. E’ accaduto la notte scorsa a Radi, frazione del comune di Monteroni d’Arbia, al , Podere Sant’Anna, impresa con circa 500 pecore e un caseificio con filiera biologica, secondo quanto reso noto dal Coldiretti Siena.

L’associazione ha annunciato che “qualsiasi spesa legale che dovrà essere affrontata” dai proprietari, sarà sostenuta da Coldiretti: “Siamo furiosi con una politica” che “preferisce tutelare i predatori e non le prede”. “Le pecore – si spiega – sono state attaccate nella notte da un branco di lupi, due quelli visti fuggire” stamani al suo arrivo da Antonio Sanna, proprietario dell’azienda con i fratelli.

“Ma dovevano essere molti di più” aggiunge Coldiretti spiegando che i lupi sono riusciti ad aggirare le barriere a difesa e a far scappare i cani. “I lupi sono entrati dentro a un capannone, minando quindi anche la sicurezza degli uomini che lavorano”, si aggiunge. L’azienda, riferisce Coldiretti, aveva subito attacchi di lupi anche nel 2014 e nel 2016 “ma in maniera limitata.

Sembrava che la situazione si fosse tranquillizzata, considerando anche le difese messe in campo: recinto anti-lupo, cani da guardia e giri di ispezione ogni sera”. “Lo Stato – afferma Sanna – tutela la selvaggina nell’interesse della collettività, come si spiega nella legge 157: nella collettività ci dovrei essere anche io, ma quando subisco predazioni di questo genere, i campi devastati dai cinghiali e le vigne distrutte dai caprioli, aspetto qualcuno di dovere che mi dica se la tutela riguarda anche il mio interesse di imprenditore agricolo o no”.

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Anziana grave dopo crollo solaio nel senese

Anziana grave dopo crollo solaio nel senese

Una donna di 82 anni è rimasta ferita in modo grave in seguito al crollo parziale del solaio del suo appartamento: in seguito al cedimento la donna, che era seduta su una sedia, è precipitata al piano sottostante dell’abitazione.

È successo stamani intorno alle 9 a Monteroni d’Arbia (Siena), in via 2 giugno. L’anziana è stata trasportata dai sanitari del 118 all’ospedale di Siena e ricoverata in prognosi riservata per un politrauma.
In corso d’accertamento le cause del crollo e i vigili del fuoco stanno valutando se altre abitazioni vicine possano aver subito danni. Sul posto intervenuti anche carabinieri e tecnici del Comune.

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