Oltre 200 nuovi Carabinieri in arrivo in Toscana

Oltre 200 nuovi Carabinieri in arrivo in Toscana

Sta per concludersi, nelle diverse Scuole dell’Arma dei Carabinieri dislocate nel territorio nazionale, il corso formativo dei giovani Carabinieri selezionati per le file dell’Arma lo scorso anno

Tra questi, 177 Carabinieri saranno destinati alla Legione “Toscana” e saranno destinati esclusivamente alle Stazioni Carabinieri, con lo scopo di potenziare, già dal mese di novembre, il controllo del territorio di tutta la Regione.

Inoltre, ulteriori 30 Carabinieri, prima di essere destinati ai Reparti dell’Organizzazione Mobile e Speciale per poter svolgere servizio nel 6° Battaglione Toscana di Firenze e nel Reggimento “Tuscania” di Livorno, rinforzeranno le Stazioni delle città di Firenze, Pisa e Livorno.

L‘assegnazione di 207 giovani Carabinieri, in totale, destinati alle Stazioni Carabinieri della Toscana si inquadra nell’ambito delle iniziative tese a rendere sempre più aderente la risposta dell’Arma, attraverso il dispositivo di prevenzione posto in essere dalle Stazioni Carabinieri, alle richieste di sicurezza della cittadinanza (come si legge nella nota).

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Nuova caduta in Arno a Pisa, donna recuperata

Nuova caduta in Arno a Pisa, donna recuperata

I vigili del Fuoco del Comando di Pisa sono intervenuti in Lungarno Simonelli all’altezza del museo navale, per una persona caduta dalle spallette dal fiume Arno .

Per cause in corso di accertamento un uomo è caduto dalla spalletta finendo sul selciato sottostante. La persona è stata recuperata dai vigili del fuoco con l’ausilio dell’autoscala, utilizzando tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviale), per poi essere affidata al personale del 118. Sul posto la Polizia di Stato per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Il fenomeno delle cadute in Arno a Pisa vede un susseguirsi di casi, anche mortali, nonostante i divieti e i cartelli che avvertono della pericolosità di appoggiarsi alle spallette lungo il fiume.

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Pisa, Islam: da centrodestra no a moschea, tensioni in maggioranza

Pisa, Islam: da centrodestra no a moschea, tensioni in maggioranza

Prime crepe nella maggioranza di centrodestra che governa Pisa. Le tensioni derivano dal dibattito intorno alla costruzione di una nuova moschea, il Sindaco afferma “Non si farà”

Prime crepe nella maggioranza di centrodestra che governa Pisa. Le tensioni derivano dal dibattito intorno alla costruzione di una nuova moschea nel quartiere di Porta a Lucca, non distante dal complesso monumentale di piazza dei Miracoli e dalla Torre pendente. E’ stato il deputato leghista Edoardo Ziello a innescare la polemica con un post sulla sua pagina facebook mettendo nel mirino l’assessore all’urbanistica, Massimo Dringoli, minacciando “di accompagnarlo gentilmente fuori dall’amministrazione” se si muovesse in direzione diversa da quella del no alla costruzione dell’edificio di culto islamico.

“Se qualche assessore – ha scritto ieri sera Ziello – pensa di dare il proprio benestare per la costruzione della moschea di Porta a Lucca sappia che dovrà passare sopra al corpo della Lega. La moschea non si farà e se questo non è condiviso da qualcuno, del governo cittadino, può farsi autonomamente da parte, altrimenti saremmo costretti noi a prenderlo per braccio e ricondurlo – gentilmente – fuori dall’Amministrazione comunale”.

Il deputato Edoardo Ziello ha ulteriormente precisato il suo pensiero e quello della Lega: “La moschea di Porta a Lucca, non si farà e se la nostra posizione dà fastidio a qualche nostro alleato sono problemi suoi. Grazie a Dio i pisani ci hanno premiato con il 24% e questi numeri rappresentano un vero e proprio argine contro certe follie ideologiche di chi è rimasto ancorato agli anni ’70”.

La polemica nasce da una risposta tecnica di Dringoli alle interpellanze di Pd e Prc nelle quali l’assessore ha spiegato che l’amministrazione “è in attesa di acquisire tutti i pareri necessari circa l’impatto urbanistico di una realizzazione di questo tipo che richiamerà settimanalmente migliaia di fedeli in un’area del quartiere già piuttosto satura urbanisticamente”, prima di fare valutazioni definitive e politiche. La moschea dovrebbe nascere su un terreno di proprietà privata della comunità musulmana è attualmente destinato a ospitare edifici di culto. Ragione per la quale il centrodestra pisano subito dopo il successo elettorale ha avviato l’iter di una variante urbanistica per impedirne la realizzazione.

Prova ora a ricucire i rapporti interni il sindaco leghista Michele Conti, precisando, “che la moschea a Porta a Lucca non si farà e che la variante urbanistica andrà avanti: Dringoli non è in discussione”. Infine, ostenta serenità anche l’assessore, un indipendente scelto dal sindaco fuori dalle rose dei partiti politici: “Dimettermi? Non ci penso neppure lontanamente”.

 

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Cade in Arno a Pisa mentre fa selfie, pescatori la salvano

Cade in Arno a Pisa mentre fa selfie, pescatori la salvano

Una giovane di 23 anni, di nazionalità brasiliana, è caduta finendo in acqua, intorno alle 19 dalla balaustra del Ponte di Mezzo sull’Arno nel centro di Pisa.

La 23enne, che sarebbe al momento cosciente, secondo quanto riferito da un testimone, sarebbe caduta mentre insieme con un”amica si stava stava scattando un selfie. Sul posto, per le operazioni di soccorso, i vigili del fuoco che, per procedere al recupero, hanno momentaneamente bloccato il traffico, poi riaperto, sul lungarno di Tramontana. I

primi a soccorrere la ragazza sono stati due giovani pescatori che si trovavano sul basamento in cemento a pelo d’acqua a pescare e che l’hanno aiutata a risalire. Sul posto presenti anche l’ambulanza e personale di polizia e polizia municipale. Centinaia le persone, alcune anche pericolosamente sporte verso il fiume, hanno seguito le operazioni dal ponte e dalle spallette.

Non è la prima volta che si verificano episodi del genere (anche mortali) sulle spallette dell’Arno a Pisa. Numerosi gli episodi che hanno coinvolto soprattutto turisti e studenti.

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Ingegnere scomparso in Africa: familiari ricevuti dal prefetto di Pisa

Ingegnere scomparso in Africa: familiari ricevuti dal prefetto di Pisa

I familiari di Fulgencio Obiang Esono, ingegnere scomparso da oltre 15 giorni in Africa, sono stati ricevuti stamani dal prefetto di Pisa Angela Pagliuca per chiedere aiuto alle istituzioni italiane

Insieme alla sorella e alla nipote all’incontro con il prefetto hanno partecipato anche il legale della famiglia, Corrada Giammarinaro, e l’associazione unità migranti di Pisa.

“Il prefetto – ha sottolineato Giammarinaro – ci ha assicurato la massima attenzione sulla vicenda e il pieno sostegno alla famiglia. Abbiamo appreso da una fonte attendibile, che per ragioni di sicurezza per ora preferiamo tenere celata, che Fulgencio è stato attirato con un pretesto in Africa e imprigionato in Guinea. Non sappiamo però quali siano gli eventuali reati che gli vengono contestati. La famiglia ha presentato denuncia di scomparsa nei giorni scorsi e ora il caso è di competenza della procura di Roma, allo stesso tempo abbiamo informato anche il ministero degli Esteri e la Farnesina sta già seguendo il caso”.

Il timore dei familiari è che Obiang Esono sia stato “rapito” in Togo dal regime della Guinea equatoriale, che ha sempre osteggiato politicamente, e poi rinchiuso nella prigione Black Beach, considerata, scrive l’unità migranti pisana in una lettera consegnata al prefetto, “la più disumana al mondo”.

“Siamo disperati – aggiunge la sorella dell’ingegnere, Maria Clara – e chiediamo l’aiuto dell’Italia e delle istituzioni per far tornare a casa mio fratello. Da settimane non abbiamo più notizie di lui e siamo terrorizzati”.

“La notizia del rapimento e dell’incarcerazione operata nella capitale del Togo, Lome, da emissari del regime dittatoriale di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (presidente della Guinea equatoriale) – si legge nella lettera consegnata al prefetto – ha gettato la famiglia di Fulgencio, l’associazione unità migranti di Pisa (della quale fu membro fondatore e segretario) e tutti i suoi amici nell’angoscia e nella paura per la sua sopravvivenza, dato l’operato repressivo e omicida del regime che lo ha relegato nell’orribile prigione denominata Black Beach, che è considerata la più disumana al mondo”. Chiediamo un intervento verso le competenti istituzioni nazionali ed estere affinché venga rapidamente liberato e restituito agli affetti della sua famiglia. Il suo rapimento è stato effettuato il 18 settembre scorso e sono quindi già passati molti giorni che ci fanno fortemente temere per la sua incolumità”.

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