In 250 alla cena solidale per i lavoratori Tmm

In 250 alla cena solidale per i lavoratori Tmm

La cena si è svolta a Pisa, è stata organizzata da Cgil. “auspichiamo e sollecitiamo ciascuno di noi si adoperi affinchè la battaglia continui”.

Circa 250 persone l’altra sera hanno preso parte, a Pisa, alla cena di solidarietà per raccogliere fondi da destinare alle famiglie dei lavoratori della Tmm di Pontedera (Pisa), da mesi senza stipendio e che rischiano il definitivo licenziamento per la cessazione dell’attività.

Lo rende noto la Cgil. “Nel ringraziare tutti, anche coloro che non hanno potuto partecipare all’iniziativa e che, comunque, hanno voluto lasciare un contributo alla causa – scrive il sindacato in una nota – e nella speranza che resti alta l’attenzione su questa vicenda, auspichiamo e sollecitiamo ciascuno di noi, per le proprie possibilità e competenze, a continuare ad adoperarsi affinché la giusta battaglia di questi lavoratori possa concludersi con un risultato positivo”.

Alla serata hanno partecipato anche esponenti politici e istituzionali del territorio.

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Pusher prova a fuggire, arrestato da poliziotto-atleta

Pusher prova a fuggire, arrestato da poliziotto-atleta

Lo spacciatore, fuggito a piedi dopo l’alt delle forze dell’ordine, non ha avuto scampo. Il poliziotto, in forze alla stradale di Pisa, è un ex atleta delle Fiamme Oro. Il pusher trasportava 100 grammi di droga fra cocaina ed eroina.

La polizia stradale di Pisa ha arrestato uno spacciatore tunisino che, nonostante l’alt, è sceso dall’auto e ha tentato di fuggire a piedi attraverso i campi vicini alla strada senza fare i conti con il fatto che uno degli agenti era abituato a correre, avendo prestato servizio nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro.

Il poliziotto lo ha quindi raggiunto, immobilizzato e arrestato. La pattuglia della stradale si è insospettita per l’andatura disinvolta di un’auto con due persone a bordo e l’ha affiancata intimandole di fermarsi, ma quando la vettura si è fermata il passeggero si è lanciato fuori dall’abitacolo cercando di fuggire a piedi.

Dopo un inseguimento di circa un chilometro tra i campi fangosi, il poliziotto ha raggiunto e placcato lo straniero che, durante la fuga, si era disfatto di un pacchetto contenente oltre 100 grammi, tra eroina e cocaina. La droga, secondo gli investigatori, una volta immessa nel mercato dello spaccio avrebbe fruttato circa 3.500 euro, mentre il tunisino, arrestato per detenzione di stupefacenti e resistenza, è stato rinchiuso al carcere Don Bosco di Pisa.

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Turbativa asta: Bufo non risponde a gip

Turbativa asta: Bufo non risponde a gip

Roberto Bufo, arrestato lo scorso 9 gennaio nell’ambito dell’inchiesta delel aste pilotate a Pisa, si è avvalso della facoltà di non rispondere di fronte alle domande del gip.

Si è per il momento avvalso della facoltà di non rispondere Roberto Bufo, giudice del tribunale di Pisa arrestato lo scorso 9 gennaio nell’ambito di un’inchiesta della procura di Genova su presunte aste pilotate.

Stamani era in programma l’interrogatorio del giudice da parte del gip nel carcere di Massa (Massa Carrara) dove è recluso. Il difensore dell’imputato, avvocato Alessandro Civitillo, ha poi spiegato che il suo assistito stamani “si è avvalso della facoltà di non rispondere però, dopo aver valutato le oltre 3000 pagine di atti processuali, ci presenteremo davanti al pm di Genova per spiegare il suo reale comportamento”.

“E’ una posizione collaborativa, certe cose le ammetterà, di alcune condotte ammetterà la responsabilità, altre circostante dovranno essere spiegate”.

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Bivaccano su tappeto di siringhe a Pisa, denunciati

Bivaccano su tappeto di siringhe a Pisa, denunciati

La polizia ha sorpreso due uomini nel retro di un furgone alla stazione ferroviaria di Pisa, stavano bivaccando con sopra una moltitudine di siringhe. I due sono noti alle forze dell’ordine; denunciati per ricettazione di veicolo.

La polizia li ha sorpresi a bivaccare all’interno di un furgone parcheggiato nella zona della stazione ferroviaria di Pisa. I due erano nel vano di carico, sopra un tappeto di siringhe: sono un trentino e un cesenate di 38 e 27 anni, tossicodipendenti, entrambi con numerosi precedenti per reati predatori e senza fissa dimora, gravitanti a Pisa, sono stati denunciati per ricettazione del veicolo.

Una rapida attività investigativa coordinata tra polizia e vigili urbani ha permesso di collegare i due soggetti, fermati nella circostanza, a un altro furto commesso nei giorni presso gli uffici relazioni con il pubblico del Comune di Pisa.

Entrambi sono stati infatti immortalati dalle telecamere a circuito chiuso del Comune dopo essersi introdotti all’interno dell’ufficio pubblico la notte del 4 gennaio, rubando circa 240 euro in contanti. E per questo motivo sono stati anche denunciati per furto, oltre che colpiti dal foglio di via obbligatorio con accompagnamento presso i comuni di residenza.

Nel corso dello stesso servizio, alcune ore più tardi, i poliziotti hanno rintracciato un napoletano destinatario di un ordine di carcerazione per una una condanna a 4 mesi di reclusione per ripetute violazioni della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio emesso dal questore di Napoli.
L’uomo è nel carcere di Pisa

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Università di Pisa: Virus epatite B identificato in bimbo di 450 anni fa

Università di Pisa: Virus epatite B identificato in bimbo di 450 anni fa

Per anni si è pensato che la causa della morte di un bambino, il cui corpo è conservato nelle arche sepolcrali della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, fosse il vaiolo. “Si tratta del virus dell’epatite B”, è stato riportato oggi in un comunicato stampa.

Il team internazionale che ha effettuato la scoperta, è composta dai ricercatori della McMaster University di Hamilton in Canada, diretto da Hendrik Poinar, e della Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, costituita da Gino Fornaciari e Valentina Giuffra.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista online ‘Plos Pathogens’. Nel corso delle missioni esplorative dell’Università di Pisa nella Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, dirette dal professor Gino Fornaciari negli anni ’80-’90, fu ritrovata la mummia intatta di un bambino di due anni che vestiva ancora la veste monastica dell’Ordine Domenicano, grazie alla quale i ricercatori hanno ottenuto il sequenziamento completo del genoma di un antico ceppo del virus dell’epatite B (Hbv).
“Mentre in genere i virus si evolvono molto rapidamente, è stato visto che questo antico ceppo di Hbv è mutato poco negli ultimi 450 anni – spiega il professor Fornaciari – È stata infatti rilevata una stretta relazione tra i ceppi antichi e moderni di epatite B: entrambi mancano di quella che è nota come ‘struttura temporale’. In altre parole, non vi è alcun tasso misurabile di evoluzione per tutto il periodo di 450 anni, che separa il campione prelevato dalla piccola mummia da quelli moderni.
La spiegazione potrebbe consistere nel fatto che, essendo l’epatite B una malattia sessualmente trasmessa, e non tramite animali o insetti vettori, il virus non ha avuto la necessità di mutare almeno negli ultimi cinque secoli”. L’eruzione vescicolo-pustolosa del bambino e analisi immunologiche di trenta anni fa (allora gli studi sul DNA antico non erano ancora disponibili) avevano suggerito che il bambino fosse stato affetto da vaiolo. Utilizzando tecniche avanzate di mappatura genetica, i ricercatori hanno dimostrato chiaramente che il bambino era stato infettato dall’HBV.
È interessante notare che i bimbi con infezione da epatite B possono sviluppare un’eruzione facciale, nota come sindrome di Gianotti-Crosti, che potrebbe essere stata identificata come vaiolo. Non può essere però esclusa anche una co-infezione. Secondo alcune stime, oltre 350 milioni di persone oggi hanno infezioni croniche da epatite B, mentre circa un terzo della popolazione mondiale risulta essere stata infettata a un certo punto della vita. Ecco perché, secondo i ricercatori, è importante studiare i virus antichi.
“Più comprendiamo il comportamento delle pandemie e delle epidemie passate, maggiore è la nostra comprensione di come i moderni agenti patogeni potrebbero diffondersi. E queste informazioni alla fine contribuiranno agli sforzi per controllare questi minuscoli killer”, afferma Hendrik Poinar, genetista evolutivo del McMaster Ancient Dna Center e investigatore principale all’Istituto Michael G. DeGroote per la ricerca sulle malattie infettive.

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