Maxirissa Pisa, sindaco Filippeschi: “Chiediamo la reazione degli apparati dello Stato”

Maxirissa Pisa, sindaco Filippeschi: “Chiediamo la reazione degli apparati dello Stato”

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi commenta lo scontro trasformatosi in rissa avvenuto nella notte tra lunedì e martedì in centro a Pisa e si appella al Governo, chiedendo che faccia la sua parte.

“Serve il controllo più rigoroso. Chiediamo la reazione più forte degli apparati dello Stato, oltre che un’informativa sull’accaduto e sui tempi e i modi di risposta. Confidiamo in pronte azioni d’indagine e in provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Gli scontri avvenuti in lungarno Pacinotti, fra spacciatori, con lancio di bottiglie, con il ferimento di un operatore che lavora in quest’area cruciale della città, molto frequentata la notte, e il coinvolgimento di un altro cittadino, sono un fatto grave”: così commenta la maxirissa tra extracomunitari della notte scorsa il sindaco di Pisa Marco Filippeschi esprimendo “tutta la vicinanza alle persone coinvolte”.

“Anche nelle ultime riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza – ricorda il sindaco – ho chiesto di alzare la guardia, di aumentare la pressione preventiva, a partire dalla situazione aggravatasi in via Consoli del Mare e piazza Bolelli-Vallerini. L’appello è venuto da tutte le rappresentanze sociali e dai gruppi whatsapp ‘sguardo di vicinato’ che si sono costituiti positivamente e che cercano collaborazione e risposte”. “Il Governo – conclude Filippeschi – faccia la sua parte. Deve garantire quanto concordato anche recentemente nel Patto per la sicurezza urbana, per il controllo del nostro territorio, per contrastare lo spaccio di droghe e per potenziare gli organici delle forze dell’ordine, secondo la rivendicazione molto motivata per la quale la città combatte da tempo”.

L'articolo Maxirissa Pisa, sindaco Filippeschi: “Chiediamo la reazione degli apparati dello Stato” proviene da www.controradio.it.

In 6 Comuni della provincia di Pisa uno sportello antiviolenza itinerante

In 6 Comuni della provincia di Pisa uno sportello antiviolenza itinerante

In 6 Comuni della provincia di Pisa uno sportello antiviolenza itinerante: il servizio, unico in Italia, sarà attivo dal 18 giugno.

Dal 18 giugno sarà attivo lo sportello antiviolenza itinerante nei comuni di Vecchiano, S. Giuliano T., Calci, Vicopisano, Fauglia, Crespina-Lorenzana. Lo sportello, il primo del genere in Italia, è promosso dalla Società della Salute della Zona Pisana in collaborazione con il centro antiviolenza della Casa della donna all’interno del progetto “Pane e Tulipani”.

L’idea nasce dalla necessità di sostenere più da vicino le donne vittime di violenza residenti nella zona pisana. Dall’ultimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana risulta, infatti, che su 101 femminicidi registrati in tutta la regione dal 2006 al 2016, la provincia di Pisa è la seconda (15) dopo Firenze (27) per numero di uccisioni. Anche rispetto al numero di donne che si rivolgono ai centri antiviolenza, quello di Pisa è il secondo in Toscana con 2.242 donne che hanno chiesto aiuto nell’arco di tempo 2009-2017. Solo nel 2017 sono ben 100 le donne provenienti dai comuni della zona pisana che si sono rivolte al centro antiviolenza della Casa della donna. In particolare, il numero più alto (21) risiedevano nel comune di Cascina, a seguire San Giuliano e Vecchiano.

“Con questo sportello itinerante – dichiara Carla Pochini, presidente della Casa della donna – potremmo offrire un servizio antiviolenza più capillare sul territorio, in particolare in quei comuni dove registriamo il maggior numero di richieste. Tra questi il primo è Cascina che però al momento non ha aderito al progetto. Ciò ci rammarica molto ma ci auguriamo che l’amministrazione comunale torni sui suoi passi e si attivi per offrire anche alle cittadine di Cascina questo importante supporto”.

Grazie al progetto, che durerà fino a dicembre 2018, le donne residenti nei paesi della zona pisana che si rivolgeranno al Telefono Donna (la linea di ascolto del centro antiviolenza, tel. 050 561628) potranno effettuare, su appuntamento, i colloqui con una operatrice di accoglienza del centro antiviolenza presso una delle sedi messe a disposizione dai Comuni.

“È importante sottolineare – precisa Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro antiviolenza della Casa della donna – che i colloqui avverranno in spazi idonei e capaci di garantire riservatezza e anonimato. Il servizio è completamente gratuito e aperto a tutte le donne che abbiano bisogno di aiuto per affrontare una situazione di abusi, anche psicologici, maltrattamenti, stalking e violenza”.

Oltre allo sportello itinerante, il progetto prevede anche un percorso di ascolto e sensibilizzazione delle donne e delle comunità coinvolte che si sta svolgendo proprio in queste settimane con lo scopo di promuovere la conoscenza del servizio e rilevare i bisogni del territorio. Inoltre dal prossimo settembre si terranno una serie di incontri di gruppo su tematiche specifiche (diritti, separazione, autostima, ecc.), aperti alle donne che abitano nei paesi interessati dal progetto.

Il servizio si avvarrà di un’operatrice, che svolgerà le attività di accoglienza e ascolto, di una psicologa-psicoterapeuta e di un’avvocata del centro antiviolenza della Casa della donna.

L'articolo In 6 Comuni della provincia di Pisa uno sportello antiviolenza itinerante proviene da www.controradio.it.

Pisa. Cadavere di un uomo ritrovato in Arno

Pisa. Cadavere di un uomo ritrovato in Arno

Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto, questa mattina, impigliato in uno dei pontili galleggianti alla base nautica dei vigili del fuoco di Pisa in lungarno Guadalongo.

Il corpo dell’uomo, che non sembrerebbe in avanzato stato di decomposizione, è stato ritrovato nelle acque del fiume Arno. Sul posto una squadra del vigili del fuoco per il recupero del cadavere e le forze dell’ordine.

(notizia in aggiornamento)

L'articolo Pisa. Cadavere di un uomo ritrovato in Arno proviene da www.controradio.it.

Studente 25 anni va a fare la spesa con genitori e scompare a Pisa

Studente 25 anni va a fare la spesa con genitori e scompare a Pisa

Lo studente è Francesco D’Angelo, originario di Salerno, non si hanno più notizie dalle 20 di ieri quando il padre e la madre hanno dato l’allarme perché era sparito.

Uno studente universitario di 25 anni è scomparso ieri sera, a Pisa, nei pressi di un supermercato cittadino dove si era recato a fare la spesa in compagnia dei genitori.

Il giovane, secondo i familiari che hanno presentato una formale di denuncia di scomparsa, non sarebbe mai entrato nel supermercato: il padre ha lasciato lui e sua madre davanti al centro commerciale per andare a posteggiare l’auto e quando si è ricongiunto con la moglie il figlio non c’era più.

Il giovane non ha con sé né portafoglio, né documenti, né telefono cellulare e da ieri lo stanno cercando polizia e carabinieri. Secondo i familiari di D’Angelo non si tratta di un allontanamento volontario.

L'articolo Studente 25 anni va a fare la spesa con genitori e scompare a Pisa proviene da www.controradio.it.

Si allenavano in “palestra” ad aprire casseforti, 4 arresti 

Si allenavano in “palestra” ad aprire casseforti, 4 arresti 

Si allenavano in una sorta di “palestra” ad aprire casseforti: due arresti e due denunce nel Pisano dopo furti nell’Aretino.

Si allenavano ad aprire casseforti con attrezzi specifici in una sorta di “palestra” a Santa Croce sull’Arno (Pisa) per poi fare raid nell’aretino, nel senese e, secondo le indagini, anche nel fiorentino: ad incastrare la banda, composta da 4 uomini di origine georgiana, tra i 30 e i 40 anni, lo scontrino che comprovava l’acquisto di un piede di porco ritrovato sul luogo di un furto avvenuto in un’abitazione di Montevarchi (Arezzo) lo scorso agosto.
Da qui gli uomini del commissariato di Montevarchi, di concerto con la squadra mobile di Arezzo e di Siena, sono risaliti fino ai quattro georgiani residenti a Santa Croce di cui due parenti tra di loro.

Due sono attualmente in carcere a Pisa dopo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla autorità giudiziaria di Arezzo e due sono stati denunciati.
I furti accertati sono tre, nel caso di Montevarchi, con svariate migliaia di euro di refurtiva ma sono in corso indagini per verificare se altri colpi avvenuti con la stessa dinamica siano attribuibili ai quattro stranieri. Sul luogo del furto di Montevarchi i ladri avevano anche festeggiato bevendo del vino mentre per allontanarsi dai luoghi colpiti usavano auto sempre diverse nella disponibilità di due prestanome del Nord Italia. A uno ne risultavano intestate ben trecento.

L'articolo Si allenavano in “palestra” ad aprire casseforti, 4 arresti  proviene da www.controradio.it.