Pontedera, Piaggio: Usb, protesta su tetto Asl a tutela precari

Pontedera, Piaggio: Usb, protesta su tetto Asl a tutela precari

Stamani per protesta “gli ex lavoratori con contratto a termine della Piaggio hanno deciso di salire sul tetto della sede Asl medicina del lavoro che si trova proprio di fronte ad uno degli ingressi dello stabilimento Piaggio” a Pontedera (Pisa).

Lo comunica, con una nota, il sindacato Usb spiegando che la protesta è stata messa in atto in “un luogo simbolo per tutti gli operai della Valdera, tra il magazzino ricambi, lo stabilimento Sole Spa e la ex fabbrica Tmm adesso chiusa”. Il sindacato di base precisa che l’obiettivo della protesta è “ribadire ancora una volta che i precari storici non hanno nessuna intenzione di essere lasciati fuori dal percorso di assunzioni: la Piaggio rispetti gli accordi presi e faccia un passo indietro”.

Alcuni incontri sindacali importanti per il futuro dello storico stabilimento di Pontedera sono previsti nei prossimi giorni: il 13 maggio si discuterà la richiesta di aprire nuovamente una procedura di mobilità volontaria, il 21 invece ci sarà una riunione in Confindustria per il rinnovo del contratto integrativo. “Invitiamo tutti i lavoratori – conclude la Usb – a portare la loro solidarietà sotto il palazzo dell’Asl. Non scenderemo fino a quando non avremo delle risposte certe da parte della dirigenza Piaggio. Anche al governatore Rossi, presente oggi a Pontedera, chiediamo di prendere una posizione chiara in questa vicenda. La Piaggio ha ricevuto, e sta ancora ricevendo, numerosi finanziamenti pubblici, è giusto che non abbia nessuna responsabilità nei confronti di chi, per anni, ha lavoratori all’interno dello stabilimento ed oggi si ritrova escluso?”.

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Pontedera: al Palazzo Pretorio la mostra “Orizzonti d’acqua”

Pontedera: al Palazzo Pretorio la mostra “Orizzonti d’acqua”

Venerdì 19 aprile, alle 18.30, al Palazzo Pretorio ultimo appuntamento all’interno del ciclo di incontri organizzati in occasione della mostra “Orizzonti d’acqua tra Pittura e Arti Decorative. Galileo Chini e altri protagonisti del primo Novecento”.

Il progetto, a cura di Filippo Bacci di Capaci e Maurizia Bonatti Bacchini e in corso al PALP Palazzo Pretorio Pontedera, durerà fino al 28 aprile: Laura Speranza, direttore del settore di restauro dei materiali ceramici all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, insieme a Vieri Chini, nipote di Chino Chino (cugino di Galileo) e curatore della Manifattura Fornaci Borgo San Lorenzo, terranno la conferenza dal titolo “Ceramica. Appunti fra storia, produzione e restauro” per ricordare la figura di Galileo Chini, l’artista che, sulla scia del movimento riformatore delle arti decorative di fine Ottocento di cui fu un precursore in Italia, nel 1896 creò la fabbrica “L’Arte della Ceramica” assieme a Vittorio Giunti, Giovanni Vannuzzi e Giovanni Montelatici, fabbrica che lascerà nel 1905 per fondare l’anno successivo, con i cugini (tra cui Chino Chini), le Fornaci San Lorenzo.

All’incontro parteciperà il nipote di Chino Chini, Vieri Chini, che oggi porta avanti il laboratorio di famiglia come curatore della “Manifattura Fornaci Borgo San Lorenzo”. Chino svolgeva un importante ruolo tecnico, permettendo la realizzazione e produzione delle idee che Galileo disegnava con annotazioni scrupolose. Come il nonno Chino e il padre Galileo, Vieri ha continuato ad approfondire le sue conoscenze e a Pontedera racconterà le vicende della famosa dinastia familiare.

Laura Speranza presenterà invece una panoramica di importanti restauri compiuti sotto la sua direzione all’Opificio delle Pietre Dure. Spazierà da opere ceramiche del rinascimento, fino a opere più recenti, anche prodotte dalla manifattura dei Chini e dai loro antagonisti Cantagalli. Saranno esposte le caratteristiche che il restauro contemporaneo deve avere nel rispetto dell’originalità delle opere, ma anche con il ricorso a nuove tecnologie.

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Comunali Pontedera, svelato nuovo candidato centrodestra

Comunali Pontedera, svelato nuovo candidato centrodestra

Dopo siluramento del precedente candidato per frase omofoba.

E’ Matteo Bagnoli, 33 anni, il nuovo candidato sindaco del centrodestra per Pontedera (Pisa) dopo il siluramento delle scorse settimane dell’avvocato Giuseppe Brini, accusato di aver pronunciato una frase omofoba durante la sua presentazione agli elettori.

Bagnoli, segretario cittadino di Fratelli d’Italia, sarà il candidato alle prossime elezioni amministrative: è espresso da Fdi e viene sostenuto anche da Lega e Forza Italia. Sposato, dirige una cooperativa sociale di servizi per l’inserimento di persone con disabilità nel mondo del lavoro. Nel 2009 venne eletto in consiglio comunale nelle file del Pdl come il più votato di tutto il centrodestra.

“Ringrazio tutto il centrodestra – ha sottolineato – che sulla mia figura ha trovato la sintesi per far tornare grande Pontedera e riportare l’amministrazione comunale vicino alla gente. Sicurezza, legalità, famiglia, lavoro saranno le priorità su cui lavoreremo nei prossimi cinque anni. Per questo, nei primi 100 giorni di governo tra i primi provvedimenti mi impegno ad aprire due sedi della polizia municipale nelle aree più ‘calde’ di Pontedera, perché un’amministrazione comunale deve partire dal garantire la sicurezza dei propri cittadini”.

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Pergola: Boni e Yilmaz in “Don Chisciotte”

Pergola: Boni e Yilmaz in “Don Chisciotte”

Al Teatro della Pergola di Firenze, da martedì 19 a domenica 24 marzo, (ore 20:45 – domenica ore 15:45), Alessio Boni è Don Chisciotte e Serra Yilmaz è Sancho Panza nel Don Chisciotte di Cervantes adattato da Francesco Niccolini e diretto da Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer. Una produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, Fondazione Teatro della Toscana.

Il dissolvimento dell’antico mondo e la contraddittorietà del presente sono trattati come materia di trasformazione parodistico-fantastica della realtà.

“Tre sono le parole cardine – afferma Alessio Boni – su cui abbiamo puntato e in cui ci siamo immersi totalmente per costruire questa messinscena: ironia, poesia e il codice onirico, l’incantesimo che crea la spettacolarizzazione. Le scene sono costruite con dei quadri narrativi che ti immergono nel racconto, con una grande semplicità, quasi fanciullesca, la stessa che provano i bambini”.

Don Chisciotte combatte per un ideale etico, eroico, che ha arricchito di valore ogni suo gesto quotidiano e l’ha reso immortale. Dopotutto, sono proprio i ‘folli’ abbastanza da credere nella loro visione del mondo che meritano di essere ricordati in eterno.

Il coraggio, la follia, l’amore per la vita. Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi dalla rete di regole predeterminate che, a loro volta, ci determinano – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati ‘pazzi’. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia.

Forse, ci vuole pur una qualche forma di pazzia, ancor prima che di coraggio, per compiere atti eroici. Quella che permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite. Don Chisciotte combatte contro l’inadeguatezza della nobiltà, un mondo che non lascia spazio all’immaginazione e annichilisce ogni aspirazioni. Un simbolo di libertà e utopia.

“Abbiamo deciso di mettere in scena Don Chisciotte – spiega Alessio Boni ad Angela Consagra nel foglio di sala dello spettacolo – perché si tratta di un romanzo iconico e visionario, come fosse frutto di un sogno. Attraverso il teatro possiamo approfondire la conoscenza dell’opera, raccontare di nuovo questa storia. Don Chisciotte è un personaggio che ha scavallato le varie epoche, è il protagonista di un romanzo moderno: per la prima volta – precisa – uno scudiero sta accanto a un cavaliere errante e i due si parlano da pari, il linguaggio rude del contado e quello alto dell’aristocrazia trovano un compromesso e si intrecciano”.

La gestazione dello spettacolo è stata lunga. Boni, insieme al gruppo con cui aveva già trasposto per la scena I Duellanti di Joseph Conrad, ha iniziato a studiare il romanzo un anno e mezzo fa per riuscire ad adattare per il palcoscenico la figura ideale di Don Chisciotte, che lotta con la poesia, ma anche con la parte più prosaica della vita, in continuazione, senza fermarsi mai. Con una sorta di armatura e su un vecchio ronzino si mette in viaggio, seguendo un unico obiettivo: rimettere in sesto il mondo che, secondo lui, ormai è completamente decaduto.

“Don Chisciotte è la storia di un magnifico folle, ma è una follia declinata nella versione più alta e nobile del termine – precisa Boni – rappresenta la qualità più bella dell’essere umano, è quello che tutti noi vorremmo essere, ma che, a causa delle vicissitudini della vita, dei compromessi e delle delusioni, poi siamo costretti a non diventare mai fino in fondo”.

La sua è una battaglia contro le ipocrisie e le insolenze dei potenti. Inseguendo anche l’amore, una donna vista una sola volta e subito idealizzata con il nome di Dulcinea del Toboso, divenuta, nella sua testa, la dama dei desideri. Il Siglo de Oro è visto dall’uomo più puro, l’anziano hidalgo idealista, che confonde realtà e fantasia.

“Il nostro spettacolo è un viaggio per riportare il pubblico all’infanzia – commenta Alessio Boni – a quel tipo di inconscio primordiale senza calcoli né pregiudizi, dove non si sta a vedere quanto le persone che abbiamo di fronte siano riuscite a conquistare nella vita, quantificandone i guadagni. Oggi, purtroppo – conclude – continuiamo a valutare le persone in base a quello che possiedono, perché il Dio denaro ormai ci ha forgiato tutti, e invece Don Chisciotte va controcorrente da questo punto di vista: infatti, non a caso, questo è il vero motivo per cui è il terzo libro più letto al mondo dopo la Bibbia e il Corano”.

Giovedì 21 marzo, ore 18, Alessio Boni, Serra Yilmaz e la Compagnia incontrano il pubblico. Coordinano Riccardo Ventrella e Matteo Brighenti. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Lo spettacolo sarà al Teatro Era di Pontedera martedì 26 e mercoledì 27 marzo, ore 21.

Pergola

INFO:

Teatro della Pergola , via della Pergola 30, Firenze

055.0763333

biglietteria@teatrodellapergola.com

Dal lunedì al sabato: 9:30 / 18:30 – domenica chiuso

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Pontedera: raid vandalico, 7 minorenni denunciati

Pontedera: raid vandalico, 7 minorenni denunciati

Sette minorenni di Pontedera (Pisa) sono stati denunciati dalla polizia per furto aggravato e danneggiamento in concorso per un raid vandalico commesso nel centro della città della Vespa la notte tra il 16 e il 17 febbraio scorso.

I giovani sono stati individuati grazie alle telecamere di videosorveglianza urbana e alle testimonianze dei residenti. Al culmine del raid, durante il quale hanno danneggiato diversi arredi urbani.
Le indagini di polizia municipale e agenti del commissariato di Pontedera si erano subito concentrate su un gruppo di studenti di alcune scuole superiori cittadine.
Le immagini estrapolate dalle telecamere di sicurezza hanno fatto il resto e così ieri, su disposizione della procura della Repubblica presso il tribunale dei minorenni di Firenze, sono scattate le perquisizioni a casa dei sette giovanissimi che hanno permesso di rintracciare elementi che gli inquirenti ritengono utili alle indagini.

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