Droga: Pontedera, morì per overdose, arrestato pusher che gliela fornì

Droga: Pontedera, morì per overdose, arrestato pusher che gliela fornì

Uno spacciatore di 24 anni è stato arrestato dalla polizia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto, perché ritenuto responsabile di avere ceduto un mix letale di cocaina ed eroina, noto come ”speed”, a un 53enne trovato morto per overdose il 5 dicembre scorso davanti alla stazione di Pontedera (Pisa).

Gli agenti del commissariato dopo mesi di indagini sono riusciti a rintracciare il pusher, anche grazie alle immagini riprese dalle telecamere della videosorveglianza urbana presenti nei pressi della stazione ferroviaria dove era avvenuto la cessione dello stupefacente.

A carico del giovane marocchino, senza fissa dimora, gli inquirenti hanno raccolto indizi ritenuti sufficienti dal giudice delle indagini preliminari per spiccare un”ordinanza di custodia cautelare che ora è stata eseguita, con il trasferimento in carcere dello spacciatore marocchino.

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Prostituzione: arrestati due titolari night nel Pisano 

Prostituzione: arrestati due titolari night nel Pisano 

Accusa di sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione: l’indagine dei carabinieri, in corso da stamani, ha portato allo stato di arresto domiciliare i due titolari di un night club a Pontedera.

L’esito delle indagini, ancora in corso e di misura preventiva, ha avuto come esito due provvedimenti di custodia cautelare, disposti dal gip e promossi dai carabinieri, nei confronti dei titolari del night club. Anche per il locale è stato disposto il sequestro preventivo. Secondo quanto reso noto dagli investigatori numerosi donne, tutte italiane, si prostituivano anche presso private abitazioni, con un tariffario che partiva da 100 euro. Il giro di affari dell’attività illecita stimato ammonterebbe quindi a migliaia di euro.
Altre due persone risultano indagate per gli stessi reati.

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Piaggio: Rossi a Colaninno, riprendere produzione marmitte a Pontedera

Piaggio: Rossi a Colaninno, riprendere produzione marmitte a Pontedera

Il governatore della regione, Enrico Rossi, ha chiesto al presidente della Piaggio Roberto Colaninno di favorire la ripartenza della produzione di marmitte a Pontedera, con l’ingresso di nuovi soci, in occasione un incontro oggi a Firenze sulla crisi Tmm, azienda dell’indotto specializzata nella produzione di marmitte.

Colaninno, spiega una nota della Regione, “ha dato la propria disponibilità ad accettare offerte di qualità per riportare la produzione di questa componente nel comprensorio di Pontedera ma ha precisato che non ritiene di poter garantire commesse in via preliminare”. Presenti all’incontro anche Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Rossi per le questioni del lavoro, Ledo Gori, capo di gabinetto del governatore, il sindaco di Pontedera Simone Millozzi ed i rappresentanti dei sindacati Fim, Fiom e Uilm e dei lavoratori di Tmm.
Da mesi i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, che è in liquidazione. Simoncini e Gori hanno ribadito ai rappresentanti dei lavoratori ed al sindaco Millozzi l’attenzione della Regione su questa vicenda, facendo presente che prosegue il lavoro di costruzione di rapporti con imprenditori potenzialmente interessati ad investire nell’attività per favorire la ripresa della produzione. I sindacati hanno inoltre informato i rappresentanti della Regione dell’ipotesi della costruzione di una cooperativa di lavoratori pronta a far partire nuove attività lavorative.

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Tutte le sfaccettature dell’animo umano in Uno zio Vanja, al Teatro Era

Tutte le sfaccettature dell’animo umano in Uno zio Vanja, al Teatro Era

Al Teatro Era di Pontedera va in scena, sabato 10 marzo alle ore 21 e domenica 11 marzo alle ore 17.30, il malinconico spettacolo Uno zio Vanja di Čechov nell’adattamento di Letizia Russo. Con Milena Mancini, Lorenzo Gioielli, Nina Torresi, Andrea Caimmi, Alessandra Costanzo, Nina Raia e la regia di Vinicio Marchioni.

Rileggendo il testo, Marchioni ha trovato che la vecchia piantagione piena di debiti al centro del dramma ricordasse la crisi del nostro Paese, la nostra mancanza di fiducia e speranza. In questa nuova versione di Zio Vanja, i protagonisti ereditano un teatro di provincia, in uno dei luoghi fortemente colpiti dagli ultimi terremoti. Quelle macerie sono una metafora della nostra situazione: non per parlarne in modo negativo, ma per cercare la marcia giusta per ripartire.

In fondo è a questo che Čechov ci invita: capire quanto sia meschina l’esistenza borghese, così priva di slanci e di entusiasmi, così mediocre e vuota, per inventarsene una diversa. E uscire dalla gabbia che ci siamo fabbricati per diventare uomini migliori. Le scene sono di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Milena Mancini e Concetta Iannelli, le musiche di Pino Marino, le luci di Marco Palmieri. Una produzione Khora.teatro in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana.

i vive, semplicemente (o ci si avvicina alla morte giorno dopo giorno), e nel vivere si soffre, in un grigiore permanente e alienante. “Volevo solo dire alla gente – affermò Čechov – in tutta onestà: guardate, guardate come vivete male, in che maniera noiosa”. È il 26 ottobre del 1899 quando va in scena per la prima volta al Teatro d’arte di Mosca Zio Vanja, oggi considerato                                                                                   uno dei drammi più importanti dello scrittore russo.

Il suo stile, modellato sul tragicomico del quotidiano, restituisce con fascino irripetibile e struggente le complesse sfaccettature dell’esistenza umana. Lo spettacolo nell’adattamento di Letizia Russo (da un’idea di Vinicio Marchioni e Milena Mancini) con il titolo Uno zio Vanja, fa perno su precise note di contemporaneità della scrittura čechoviana, per esaltarne la straordinaria attualità creativa, nell’assoluto rispetto delle dinamiche tra i personaggi e dei dialoghi del testo classico.

Questa riedizione di Zio Vanja vuole essere uno specchio in cui possiamo vedere riflessa la nostra incapacità (o non volontà) di essere felici. Può essere una visione sgradevole, ma gli specchi hanno un lato salutare: se quello che appare non ci piace, possiamo tentare di cambiarlo. Vinicio Marchioni dirige il lavoro e interpreta zio Vanja, con Francesco Montanari (Astrov), Milena Mancini (Elena), Lorenzo Gioielli (Serebrijakov), Nina Torresi (Sonja), Andrea Caimmi (Telegin), Alessandra Costanzo (Marija), Nina Raia (Marina). Le scene sono di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Milena Mancini e Concetta Iannelli, le musiche di Pino Marino, le luci di Marco Palmieri. Una produzione Khora.teatro in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana.

Protagonista dei quattro atti originali è Ivan Petrovic Voiniskij, zio Vanja appunto, che per anni ha amministrato con scrupolo e abnegazione la tenuta della nipote Sonja versandone i redditi al cognato, il professor Serebrjakov, vedovo di sua sorella e padre di Sonja. Unica amicizia nella grigia esistenza di Vanja e di Sonja è quella del medico Astrov, amato senza speranza da Sonja. Per il resto sono tutti devoti al professore, che credono un genio. Serebrjakov si stabilisce con i due, insieme alla seconda moglie, Elena. Le illusioni sono presto distrutte: alla rivelazione che l’illustre professore è solo un mediocre sfacciatamente ingrato, zio Vanja sembra ribellarsi: in un momento d’ira arriva a sparargli, senza colpirlo. Nemmeno questo gesto estrema modifica il destino di Vanja e di Sonja, che riprendono la loro vita rassegnata e dimessa, sempre inviando le rendite della tenuta al professore tornato in città con la moglie.

Note di Regia: “I temi universali della famiglia, dell’arte, dell’amore, dell’ambizione e del fallimento, inseriti in una proprietà ereditata dai protagonisti della vicenda di Zio Vanja, sono il centro della messa in scena. Cosa resta delle nostre ambizioni con il passare della vita? E se fossimo in Italia oggi, anziché nella Russia di fine 800? La nostra analisi del capolavoro čechoviano parte da queste due domande, che aprono squarci di riflessioni profondissime, attraverso quello sguardo insieme compassionevole, cinico e ironico proprio di Anton Čechov, finalizzato a mettere in scena gli uomini per quello che sono, non per come dovrebbero essere.

 

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Sindaco di Pontedera accoglie “candidamente” Giorgia Meloni

Sindaco di Pontedera accoglie “candidamente” Giorgia Meloni

Il sindaco Simone Millozzi accoglie l’arrivo di Giorgia Meloni a Pontedera nello spirito carnevalesco che anima la città: in memoria dell’episodio della “sbianchettatura” è stato lasciato in portineria comunale una copia della legge Scelba e Mancino assieme ad un bianchetto.

Oggi pomeriggio Giorgia Meloni è stata a Pontedera per un comizio elettorale sotto la sede comunela di Pontedera. Giorni fa il sindaco del Comune aveva negato a Fratelli d’Italia il banchetto a causa della “sbianchettatura” di un allegato del modulo di richiesta in cui veniva fatta sottoscrivere il rispetto delle norme antifascismo per le iniziative politiche su suolo pubblico.

In memoria della vicenda il sindaco Simone Millozzi ha deciso di preparare un’accogleinza adeguata per la leader di Fratelli d’Italia. Attraverso un post su Facebook il sindaco ha mostrato la foto di una pagina della costituzione che riportava la legge Scelba e Mancino, quella sul divieto di ricostituzione del partito fascista e di istigazione all’odio razziale. Sopra la pagina una bottiglia di bianchetto destinata alla Meloni.

Un Martedì grasso ma di sana e robusta “Costituzione”.

“Oggi sarò impegnato prima a Firenze all’assemblea Anci e poi a Pisa ai lavori del tavolo provinciale sull’antifascismo; non potrò accogliere di persona l’onorevole Giorgia Meloni che ha annunciato la sua visita a Pontedera. La città è sempre lieta di ospitare ogni Deputato o Senatore della Repubblica. Qualora volesse passare dal Municipio mi sono premurato di lasciarle in portineria un piccolo pensiero: gli estratti della Costituzione, della legge Scelba e Mancino (sul divieto di ricostituzione del partito fascista e di istigazione all’odio razziale), che i suoi rappresentanti locali hanno cancellato da un modulo predisposto dal comune in ragione di chissà quale imbarazzo” ha scritto sulla sua pagina personale Millozzi.

Il sindaco ha anche aggiunto: “Mi aspetto che l’iniziativa di Fratelli d’Italia non tradisca lo spirito “carnevalesco” che si respira in città durante il Martedì grasso. Se oltre alla manifestazione sarà occupato il suolo pubblico con gazebo, pedane…. spero inoltre che gli organizzatori abbiano presentato agli uffici la domanda con la forma ed il contenuto che ciascuno è tenuto a rispettare, si chiami Meloni, Millozzi o Pinco Pallino. A Pontedera le regole valgono per tutti e per rispetto del principio di uguaglianza la loro trasgressione viene sanzionata. Aggiungo infine, soprattutto per i più smemorati, che il diritto di manifestare il pensiero, garantito dall’art. 21 della Costituzione, è scolpito nell’identità di questo territorio”.

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