Camion a fuoco in galleria, disagi al traffico su Fi-Pi-Li

Camion a fuoco in galleria, disagi al traffico su Fi-Pi-Li

Un camion è andato a fuoco nelle prime ore del mattino sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno nel tratto tra Pontedera e Montopoli, nel Pisano, all’interno della galleria Belvedere, in direzione Firenze.

Sul posto vigili del fuoco e polizia stradale: il tratto interessato è stato chiuso al traffico per essere poi parzialmente riaperto. Nessun ferito nell’incidente che ha coinvolto un mezzo pesante adibito alla raccolta del vetro, privo di carico. Fortemente rallentato il traffico verso Firenze e alcuni problemi anche in direzione opposta a causa di curiosi: si è verificato pure un tamponamento. Ancora chiuso l’ingresso in superstrada da Pontedera in direzione di Firenze. Sono state effettuate anche verifiche statiche della galleria.

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Cade da una spalletta a Pisa, soccorso da Vigili del fuoco

Cade da una spalletta a Pisa, soccorso da Vigili del fuoco

I vigili del fuoco, con l’ausilio di personale del nucleo speleo alpino fluviale (Saf), sono intervenuti la notte scorsa intorno alle una nel centro di Pisa, in piazza don Minzoni dietro il giardino Scotto, per soccorrere un uomo precipitato da un’altezza di circa 6 metri: caduto da una spalletta, è finito in uno scannafosso.

I pompieri, utilizzando le tecniche Saf, hanno recuperato l’uomo, affidandolo poi al personale sanitario del 118. L’uomo, un 45enne di Pontedera (Pisa), è stato poi ricoverato in codice giallo all’ospedale. Secondo quanto si è appreso, si sarebbe addormentato sulla spalletta, poi ha perso l’equilibrio muovendosi nel sonno. Il ferito, stando alle informazioni raccolte dalle forze dell’ordine e dal personale del 118, è un senza fissa dimora.

Questo è l’ennesimo episodio di una caduta da una spalletta nel comune di Pisa: l’ultimo, in ordine di tempo, risale al 15 settembre, quando un giovane di 25 anni è stato ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale di Pisa dopo essere precipitato da un’altezza di almeno 7 metri mentre si trovava su una delle spallette di lungarno Pacinotti; ben più tragica è sata la sorte di un uomo, senza fissa dimora, la mattina del 18 marzo è morto precipitando sempre da una spalletta del fiume Arno.

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Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

L’Agenzia regionale di sanità ieri mattina ha diffuso i numeri della malattia: 31 sono i morti che hanno contratto l’infezione del batterio New Delhi in Toscana, l’area più colpita è l’Azienda sanitaria Nord-Ovest.

Nel periodo compreso tra novembre fino al 31 agosto, il batterio New Delhi è stato isolato nel sangue di 75 pazienti ricoverati negli ospedali toscani; la mortalità, dicono le ricerche scientifiche, è del 40% e il dato regionale rientra nella media.

Per quanto riguarda i portatori del ceppo batterio, sui quali sono applicate le misure igieniche di contenimento e che non hanno sviluppato una infezione, si tratta di 708 malati. I 31 pazienti deceduti, va precisato, erano persone con più malattie, anziani fragili, per questo non è facile attribuire automaticamente la causa della morte al batterio New Delhi.

Come spiega il dottor Danilo Tacconi, che fa parte della task force regionale nata per contrastare il superbatterio, in una persona sana il microrganismo non provoca conseguenze alla salute e resta spesso inattivo “a volte anche per mesi, forse di più, finchè il sistema immunitario non lo riconosce e riesce ad eliminarlo”. “Ma in soggetti immunodepressi – prosegue – ovvero in pazienti anziani con molte patologie, sotto chemioterapia, reduci da interventi chirurgici invasivi, grandi ustionati, o anche persone sottoposte a lunghi cicli di antibiotici, il batterio ha molta più possibilità di dare vita a una sepsi (l’infezione del sangue, ndr.). La mortalità osservata in questi casi è del 40%, ma non è immediatamente correlabile all’infezione, potrebbe invece essere causata dalla patologia preesistente”.

L’ospedale che ha riscontrato più isolamenti nel sangue del batterio New Delhi è quello di Pisa: si tratta della struttura più grande della Asl, dove capitano i casi più complessi, che finiscono in rianimazione o in reparti di alta specialità, come il centro ustioni, e quindi non stupisce che sia maggiormente colpito. Sono stati 31 i casi accertati nel periodo sopraindicato nell’azienda pisana. Segue Livorno, con 9, l’ospedale della Versilia con 8, il presidio di riabilitazione cardiologica di Volterra con 6, Massa con 4 e Cecina e Pontedera con 3. Gli altri ospedali dell’azienda sanitaria Nord-Ovest sono tutti a un caso, mentre alcuni casi sono stati riscontrati in altre strutture regionali come Careggi, Siena, Pescia, Pistoia.

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