Terremoto Mugello: 120 persone la notte scorsa nei ricoveri

Terremoto Mugello: 120 persone la notte scorsa nei ricoveri

Nei centri di ospitalità allestiti per i terremotati del Mugello, in particolare abitanti nei comuni di Barberino, Borgo San Lorenzo e Scarperia San Piero, sono state accolte la notte scorsa 120 persone, 37 delle quali nei locali dell’Autodromo di Scarperia secondo qunto riferisce la protezione civile della Città Metropolitana di Firenze. Il dato appare in calo.

Nella notte di lunedì complessivamente gli ospiti dei ricoveri sono stati 473, la notte del 10 dicembre 314, nella notte successiva 282, quindi 120 stanotte. A questo punto, informa la protezione civile, alle persone che temporaneamente non potranno rientrare nella propria abitazione saranno proposte sistemazioni alternative in alberghi e strutture ricettive per le quali la Città Metropolitana ha preso contatti anche con i Comuni della Piana di Firenze.

“Ricordiamo – raccomanda Massimo Fratini, consigliere delegato della Protezione civile della Città Metropolitana – di verificare sempre che la fonte delle informazioni che circolano in questi giorni, diffuse attraverso i più svariati canali social o gruppi whatsapp, provenga sempre da canali ufficiali ed istituzionali”.

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Bimbo ucciso a Firenze, padre condannato a 20 anni di carcere

Bimbo ucciso a Firenze, padre condannato a 20 anni di carcere

Il gup di Firenze ha condannato a 20 anni di reclusione l’uomo per l’omicidio del figlio di un anno, durante una lite in famiglia, il 17 settembre 2018 a Scarperia.

Il gup ha invece assolto il 34enne dall’accusa di tentato omicidio della figlia di 7 anni, “perche il fatto non sussiste”. La procura aveva chiesto per l’indagato, difeso dagli avvocati Federico Bagattini e Stella Manni, la condanna all’ergastolo.

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Uccise figlio di un anno, chiesto l’ergastolo per il padre

Uccise figlio di un anno, chiesto l’ergastolo per il padre

La procura di Firenze ha chiesto la pena dell’ergastolo nel processo con rito abbreviato per l’uomo, 34enne, che il 17 settembre 2018 uccise a coltellate il figlio di un anno. La sentenza è attesa nel pomeriggio.

L’omicidio del piccolo di appena un anno avvenne durante una lite in famiglia a Scarperia (Firenze), successivamente l’uomo tentò di fare lo stesso con la convivente e con la figlia di 7 anni. Secondo quanto emerso, prima della commissione dell’omicidio la donna aveva presentato diverse denunce a carico del convivente. In una perizia eseguita sul 34enne, nell’ambito di una precedente inchiesta per maltrattamenti, sempre verso la convivente, è scritto che l’uomo era socialmente pericoloso e che per questo doveva curarsi ma poteva essere controllato con i farmaci.

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Scarperia: Alia ammassa cassonetti in disuso, una denuncia

Scarperia: Alia ammassa cassonetti in disuso, una denuncia

Nella località Pianvallico nel comune di Scarperia (Firenze), un centinaio di cassonetti in disuso, ammassati e smontati in una strada pubblica in attesa di essere conferiti negli appositi impianti, sono stati scoperti dai carabinieri forestali, che hanno denunciato per gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi il legale rappresentante di Alia, la spa deputata alla gestisce i servizi ambientali a Firenze nella Toscana centrale.

L’area dove erano stati stoccati i rifiuti (108 cassonetti di materiale metallico già smontati e 90 telai metallici di supporto cassonetti) è stata sequestrata. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri forestali di Borgo San Lorenzo, i cassonetti, ritirati nei mesi scorsi da Alia spa per il passaggio alla raccolta ‘porta a porta’, erano stati depositati in una strada senza sfondo e qui sottoposti al trattamento propedeutico allo smaltimento e al recupero, prima di essere inviati in un apposito impianto.
L’area, riferiscono sempre i forestali, non era delimitata né da barriere né da segnali stradali che impedissero il libero accesso, e inoltre non vi erano cartelli per indicare la presenza di un cantiere. I carabinieri sono poi tornati nella strada in un secondo momento, trovando gli operai che stavano caricando i cassonetti metallici, già schiacciati per ridurne il volume, su alcuni autocarri. I conducenti dei mezzi hanno spiegato che stavano caricando i rifiuti prodotti da Alia e che li avrebbero conferiti in un impianto a Siena, come rifiuti di ferro a acciaio.
“Veniva contattato un referente legale di Alia – si spiega in un comunicato dei forestali – il quale riferiva che l’attività posta in essere non richiedeva nessun tipo di autorizzazione ai sensi del testo unico ambientale, ritenendo dunque l’attività di riduzione volumetrica consentita”. “I militari – prosegue la nota – hanno invece ritenuto che fosse posta in essere un’attività di gestione di rifiuti speciali non pericolosi, su viabilità pubblica”.

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Firenze, padre che uccise bimbo è ‘in grado di sostenere un processo’

Firenze, padre che uccise bimbo è ‘in grado di sostenere un processo’

Lo ha stabilito una perizia disposta dal giudice per le indagini preliminari i cui risultati saranno discussi il 15 aprile prossimo in incidente probatorio.

E’ in grado di sostenere un processo, il 34enne che uccise il figlio di un anno a coltellate, il 14 settembre 2018 durante una lite in famiglia a Scarperia (Firenze), e tentò di uccidere la figlia di 7 anni e la convivente. Lo ha stabilito una perizia disposta dal giudice per le indagini preliminari i cui risultati saranno discussi il 15 aprile prossimo in incidente probatorio. Sempre secondo quanto stabilito dal perito, al momento della commissione del reato l’uomo “versava in condizioni di capacità di volere grandemente scemate”.

Tuttavia, stabilisce la consulenza, il 34enne, che è difeso dagli avvocati Federico Bagattini e Caterina Manni, “è in grado di comprendere il contesto giudiziario in cui si trova”, “sa che gli viene contestato un preciso reato” ed è “in grado di argomentare la propria difesa”. Dunque, è in grado di sostenere un processo. In base agli esami eseguiti, il 34enne risulta affetto da un “grave disturbo della personalità”, ed ha una tendenza alla minimizzazione dei propri disturbi associata a una bassa aderenza alle terapie farmacologiche, associata a una tendenza all’abuso di alcol. Pertanto, deve essere considerato “una persona socialmente pericolosa”.

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