Operazione antidroga nella Piana fiorentina, 5 misure cautelari

Operazione antidroga nella Piana fiorentina, 5 misure cautelari

Cinque le misure cautelari da parte dei militari della compagnia di Borgo San Lorenzo, coordinati dalla procura della Repubblica del capoluogo toscano. In particolare il gip ha disposto tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e due misure dell’obbligo di dimora. Secondo quanto spiegato dai Carabinieri, l’indagine ha permesso di ricostruire l’attività di spaccio organizzata da due degli indagati e i loro canali di approvvigionamento, nonché individuare un’ulteriore rete di vendita dello stupefacente organizzata a livello familiare.

In carcere sono finiti due pusher entrambi 25enni, che per l’accusa rifornivano le piazze di Sesto Fiorentino e Calenzano (Firenze), e il loro fornitore, 33enne. Secondo quanto accertato dai carabinieri, i due 25enni sarebbero arrivati a spacciare 200 dosi di cocaina in 15 giorni. Per comunicare coi clienti usavano un linguaggio in codice senza mai nominare le sostanze stupefacenti, usando un unico telefono cellulare.

Le indagini hanno inoltre consentito di scoprire un altro traffico di droga a Sesto Fiorentino, portato avanti da un 36enne e dal padre 68enne, entrambi sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora. L’anziano, in base quanto emerso, eseguiva le direttive del figlio, occupandosi delle consegne ai clienti. Le indagini sono partite a seguito delle dichiarazioni di un consumatore di cocaina, sentito dai carabinieri nell’ambito di un altro filone d’indagine, conclusosi nel maggio del 2017 con alcuni arresti per traffico transazionale di sostanze stupefacenti.

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Siria: svastica sulla lapide di Lorenzo Orsetti a Torino

Siria: svastica sulla lapide di Lorenzo Orsetti a Torino

L’altra notte la lapide che ricorda a Torino Lorenzo Orsetti, l’italiano morto lo scorso marzo in Siria, dove combatteva in una milizia internazionale contro l’Isis, è stata imbrattata. Sul basamento della targa commemorativa di corso Allamano, all’altezza del civico 40/45, è
stata tracciata una svastica con vernice blu. A posare la targa commemorativa erano stati alcuni compagni torinesi di Orsetti.

“Siamo orgogliosi di Lorenzo, siamo orgogliosi della sua scelta. Ha scelto di unirsi alla rivoluzione curda che tanto potrebbe insegnare anche a noi. Ha messo in gioco la propria vita per degli ideali”. Lo ha detto Alessandro Orsetti,  intervenendo ieri insieme al sindaco Lorenzo Falchi e al presidente dell’Anpi di Sesto Fiorentino, Roberto Corsi, in piazza De Amicis, al termine del corteo partito da piazza Vittorio Veneto per il 25 aprile. “Memoria della Resistenza – ha aggiunto – è praticarne i valori ogni giorno”.
Andrea Orsetti ha poi letto alcune frasi scritte dal figlio: “Non può esistere libertà senza assumersi i propri rischi. La rivoluzione curda è la cosa più vicina ai miei ideali che abbia mai trovato ed è un piacere ed un onore prendervi parte. Non avete idea di che sollievo sia trovare un posto dove parole come uguaglianza, libertà, democrazia, rispetto, femminismo,
socialità hanno ancora un senso, non sono state stravolte o, peggio ancora, svuotate di ogni significato -, scriveva ancora Lorenzo -: La cosa più bella che ho trovato qua finora? La
speranza, e me la tengo ben stretta”. “Lorenzo – ha proseguito il padre – sentiva i valori dell’antifascismo e della democrazia ed era particolarmente fiero di aver ricevuto la tessera
onoraria dell”Anpi. Ogni volta che lo sentivo, mi chiedeva di mandargli la foto della tessera. Io gliel’ho mandata, ma non credo che abbia fatto in tempo a vederla perché non ha risposto all’ultimo messaggio”.
“Fare memoria – ha detto ancora Alessandro Orsetti – vuol dire ricordare, ma anche riattualizzare nella propria vita i valori di cui facciamo memoria. Credo che Lorenzo abbia cercato di farlo, dando la sua vita. Questo è uno sprone anche per noi.
Chiedo alla politica, alle associazioni di recuperare e vivere questi valori. Denunciamo i torti, tutto quello che non funziona, perché altrimenti diventa una Resistenza, una rivoluzione incompiuta”.

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Stop a colture baccelli per salvare bimbo allergico a Sesto Fiorentino

Stop a colture baccelli per salvare bimbo allergico a Sesto Fiorentino

Un bimbo soffre di allergia alle fave e così il sindaco vieta con un’ordinanza di coltivare i legumi nell’arco di 300 metri dall’abitazione del piccolo.

Succede a Sesto Fiorentino, un comuni dell’hinterland del capoluogo toscana, dove il sindaco, Lorenzo Falchi, ha predisposto un atto con cui fa divieto di coltivare le fave (nella provincia fiorentina comunemente chiamate baccelli) in un’area a sud e a nord della ferrovia. A motivare l’ordinanza, spiega la stampa locale, sono state esigenze legate alla tutela della salute di un bambino affetto da ‘favismo’, una carenza congenita di un particolare enzima, il glucosio-6-fosfato deidrogenasi, che in condizioni normali è presente nei globuli rossi ed è determinante per la loro stessa sopravvivenza.

In persone affette da questa patologia, le crisi vengono scatenate dall’assunzione di fave fresche o secche o anche, semplicemente, dall’inalazione dei loro vapori. Proprio per queste difficoltà la madre di un minorenne residente sul territorio sestese,  aveva presentato nel novembre scorso, una richiesta al Comune perché venisse sospesa la coltivazione di fave nei campi adiacenti alla propria abitazione, portando a corredo della domanda una serie di documenti ed esami relativi alle condizioni di salute del figlio.

L’istanza, però, inizialmente non era stata accolta dopo il parere arrivato dalla Usl Toscana Centro che, riprendendo le direttive date dal ministero della salute nel 2012, riteneva di non avere elementi certi per poter disporre un divieto di coltivazione di questo legume nel raggio di 300 metri dall’abitazione in cui era segnalato il caso di favismo. L’orientamento è però cambiato dopo l’acquisizione di altre informazioni e ulteriori incontri anche del sindaco con la mamma del bambino colpito da malesseri in determinate situazioni con presenza di baccelli: quindi, anche se non esistono prove certe per poter correlare l’inalazione del polline con lo scatenarsi delle crisi emolitiche, in via cautelativa e a tutela della salute il Comune ha comunque disposto il divieto di coltivazione di fave in un’area piuttosto vasta. Chi, nella zona interessata, avesse già provveduto alla semina dovrà invece eliminare tutti i tipi di coltura della specie entro sette giorni dalla data di pubblicazione dell’ordinanza.

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Toscana: 1 mln per efficientamento scuole Piana

Toscana: 1 mln per efficientamento scuole Piana

Oltre un milione di euro per rendere più green le scuole della Piana. L’efficientamento energetico riguarda in particolare i Comuni di Calenzano (Firenze), Scandicci (Firenze) e Sesto Fiorentino (Firenze) per un totale di quattro progetti vincitori del bando della Regione Toscana finanziati nell’ambito delle azioni previste dalla programmazione dei fondi comunitari Por Fesr 2014-2020.

“E’ anche da qui – ha detto la vice capogruppo del Pd in Regione Monia Monni – che passa la sfida per uno sviluppo sostenibile. Ancora una volta la Toscana risponde con un lavoro concreto e costante. Un impegno, quello sull’efficientamento energetico delle strutture pubbliche, che va avanti da tempo e senza sosta”.
“Questi ultimi progetti sulla Piana rientrano nei 111 finanziati con i 32 milioni complessivi stanziati con una nuova delibera – ha continuato -, ma la Regione ha già investito complessivamente oltre 97milioni di euro per l’efficientamento degli edifici pubblici”.
Monia Monni ha sottolineato poi anche il lavoro dei Comuni che si sono attivati subito per rispondere al bando.
“E’ grazie anche a loro, all’impegno che ci mettono che si può costruire la sinergia giusta per arrivare a questi risultati”, ha concluso.
I finanziamenti riguardano la scuola Anna Frank di Scandicci (129mila 855euro), due scuole a Calenzano: Anna Frank (80mila 731euro) e la scuola in via Risorgimento (89mila710euro); nel Comune di Sesto Fiorentino sarà finanziata la ristrutturazione di un edificio pubblico in via Fratti (717mila889).

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Sesto Fiorentino: Roberto Cavalli, sindacati chiedono tavolo di crisi

Sesto Fiorentino: Roberto Cavalli, sindacati chiedono tavolo di crisi

A seguito dell’incontro formale tra RSU, sindacati ed azienda i lavoratori della Roberto Cavalli di Osmannoro (Sesto Fiorentino) confermano lo stato di profonda preoccupazione per la situazione lavoratori già espressa nei giorni scorsi. L’atteso incontro, tenutosi lo scorso 19 marzo,  avrebbe dovuto portare elementi chiarificatori in merito alle ipotesi riportate dalla stampa di una richiesta di pre-concordato in alternativa alla vendita al gruppo americano Bluestar Alliance.

Al di là della conferma degli scenari riportati dalla stampa, l’azienda non è stata in grado di fornire elementi chiarificatori a causa dell’ulteriore rinvio dell’assemblea dei soci del fondo Clessidra, proprietaria del marchio.

Alla base della crisi aziendale, la volontà prematura di Clessidra di disinvestire sul marchio unitamente al mancato raggiungimento degli obiettivi individuati dalla strategia di rilancio delineata dalla programmazione manageriale che avrebbe dovuto concludersi, secondo le interviste più volte rilasciate alla stampa dal Ceo, Gian Giacomo Ferraris , con il raggiungimento dell’equilibrio dei conti al 31/12/2018.

Vista la perdurante situazione di incertezza che ha portato da alcune settimane ad un blocco totale delle attività, che vede, tra l’altro, l’uscita del direttore creativo Paul Surridge, della quale i lavoratori sono venuti a conoscenza attraverso la stampa, è stata, pertanto, richiesta l’apertura di un tavolo di crisi presso la Regione Toscana affinché tutti gli organi competenti siano informati della gravità dell’impatto che una situazione del genere comporterebbe sul futuro della realtà produttiva della Roberto Cavalli (oltre 200 addetti sul territorio fiorentino) e di tutto l’indotto che  intorno ad essa opera.

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