Un sedicenne ha ferito con una coltellata un ragazzo a Viareggio

Un sedicenne ha ferito con una coltellata un ragazzo a Viareggio

A Viareggio un sedicenne è stato denunciato per aver ferito con una coltellata un ragazzo in seguito a una lite.

Una lite scoppiata nel tardo pomeriggio di ieri tra alcuni ragazzi in piazza Shelley a Viareggio (Lucca) è finita con un ragazzo ferito con una coltellata. Il ragazzo è stato ferito da una coltellata a una gamba. A tirarla sarebbe stato un sedicenne, residente a Viareggio, che è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate e possesso di armi e oggetti atti a offendere.

Il ragazzo ferito ha avuto 10 giorni di prognosi. Sono ancora in corso le indagini della polizia per ricostruire nei dettagli quanto è accaduto. Stando a quanto riferito per adesso dal Commissariato di Viareggio la lite sarebbe scoppiata “per futili motivi”.

Erano tre le volanti intervenute in piazza Shelley intorno alle 19.00 di ieri sera per la segnalazione di una “violenta lite”. Sul posto erano già arrivati i sanitari che hanno poi provveduto a portare al pronto soccorso il giovane ferito con una coltellata e che poi è stato dimesso nel corso della sera.

Alcuni testimoni hanno indicato alla polizia che il presunto autore del ferimento si era rifugiato in un locale nelle vicinanze. La polizia ha individuato così il sedicenne che, spiega sempre il commissariato, “ammetteva gli addebiti e sottoposto a controllo veniva trovato in possesso di un coltello pieghevole (cosiddetto da portafoglio) con manico di plastica e lama da 9 cm che veniva sequestrato”. Il ragazzo è stato poi “deferito in stato di libertà e affidato ai genitori”.

Il titolare del Caffè Shelley, con un post su Facebook, ha preso le distanze da quanto accaduto e annunciato l’intenzione, con l’aiuto delle Forze dell’Ordine, di introdurre delle misure per evitare il verificarsi di certi episodi.

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Viareggio zona rossa da 10 a 14 marzo, ordinanza Giani

Viareggio zona rossa da 10 a 14 marzo, ordinanza Giani

Governatore emana atto, misure eventualmente reiterabili relativamente alla zona rossa a Viareggio

Il territorio del comune di Viareggio (Lucca) sarà zona rossa Covid da domani, mercoledì 10 marzo, fino a domenica 14 marzo compresa. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dal presidente della Toscana, Eugenio Giani.

Le misure di restrizione, si legge nell’ordinanza, sono “eventualmente reiterabili sulla base dell’evoluzione del contesto epidemiologico”. Oltre alle deroghe previste per la zona rossa, precisa il testo, “sono consentiti gli spostamenti all’interno del territorio del Comune di Viareggio per sottoporsi alle vaccinazioni anti-Covid”.

Scattano da domani, quando entrerà in vigore a Viareggio la zona rossa, maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine per cercare di arginare l’ondata in crescita dei contagi in città da giorni ha superato il limite dei 200 infettati su centomila abitanti. Da parte della polizia municipale saranno intensificati i controlli non solo nelle zone centrali, Passeggiata, molo, viali a mare, ma anche nelle periferie.

L’amministrazione Del Ghingaro sottolinea che ci saranno ulteriori controlli per evitare che ci sia il consumo sul posto o nelle adiacenze soprattutto per i bar. L’asporto è permesso fino alle 22, eccetto per gli esercizi pubblici senza cucina, cioè per i bar per i quali è possibile solo fino alle 18. In campo ovviamente come lo è stato fino ad oggi, anche le altre forze dell’ordine sul territorio per poter monitorare la situazione soprattutto delle seconde case, visto che da domani gli spostamenti sono vietati salvo lavoro e necessità. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha posto l’attenzione sugli assembramenti che si sono registrati nei giorni scorsi con persone arrivate in città anche da fuori che sono state sanzionate dalla polizia municipale. Il primo cittadino ha inoltre chiesto aiuti specifici anche al Governo.

Con la zona rossa viene sospeso a Viareggio anche lo spazzamento meccanizzato delle strade, che proseguirà in maniera manuale. Saranno sanificate anche tutte le zone di stazionamento delle persone, in modo particolare panchine, bordi fontane, cestini, tavolini, bordi dei muretti seguendo un piano dettagliato, approfittando della mancanza di persone a giro. Al momento non interessa la zona rossa gli altri Comuni della Versilia.

 

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Viareggio zona rossa da mercoledì 10 marzo

Viareggio zona rossa da mercoledì 10 marzo

Il territorio del comune di Viareggio sarà zona rossa Covid dal 10 marzo. Lo rende noto lo staff del governatore della Toscana Eugenio Giani dopo aver avuto un colloquio con il sindaco e lo stesso Giorgio Del Ghingaro in un video sulla sua pagina ufficiale Facebook.

“Abbiamo deciso Viareggio zona rossa da mercoledì non è stata una decisione facile come potete immaginare, presa dopo aver valutato l’andamento del contagio, non solo negli ultimi giorni ma anche nelle ultime settimane – esordisce Giorgio Del Ghingaro – Siamo ad un incremento di positivi che non può essere assolutamente sottovalutato. Con i numeri attuali la zona arancione per Viareggio non è sufficiente”.

“I controlli della Polizia Municipale lo dimostrano, abbiamo ragazzi che fanno assembramenti per un aperitivo pomeridiano, e locali, peraltro sempre gli stessi, che ignorano totalmente le regole, gente che arriva in città nelle seconde case ma anche semplicemente per una gita al mare in spiaggia. È come se il Covid non esistesse”.

“Cercare in ogni modo di aggirare la normativa non è solo irresponsabile: è un atto spregevole – accusa Del Gingaro – Verso i malati e verso chi, purtroppo non ce l’ha fatta, ma anche verso chi ogni giorno mette a disposizione la propria vita per tutelare quella di tutti: penso ai medici, ai volontari, a tutto il personale sanitario”.

“Abbiamo a lungo discusso – dice Del Ghingaro – e ci siamo confrontati fra sindaci, la Regione, la Asl e la Prefettura: non possiamo attendere oltre. Sul lato sanitario quindi è necessario agire su due fronti: da un lato chiusura immediata per contenere il contagio, dall’altro aumento, per quanto possibile, delle vaccinazioni”.

“È fondamentale che si implementino le forniture e che si plachino le polemiche sui vaccini più o meno buoni o sui possibili effetti collaterali. Vaccinari è un dovere oltre che un’opportunità. Una chiusura totale, per quanto dura, potrà forse garantire più tranquillità nei mesi estivi che per adesso sembrano pesantemente ipotecati da una situazione decisamente poco rosea”.

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L’irresponsabilità dei maturandi: a Viareggio studenti non rinunciano a rito 100 giorni

L’irresponsabilità dei maturandi: a Viareggio studenti non rinunciano a rito 100 giorni

A nulla sono valsi gli appelli a non creare assembramenti e a evitare luoghi affollati restando a casa: questa mattina a Viareggio (Lucca), sulla spiaggia antistante la centrale piazza Mazzini, molti giovani studenti, arrivati da tutta la Toscana, si sono ritrovati per il rito dei 100 giorni all’esame di maturità.

L’iniziativa, vista l’emergenza per il coronavirus, si è svolta senza nessuna organizzazione del Comune come aveva già anticipato ieri il sindaco Giorgio Del Ghingaro richiamando al senso di responsabilità di studenti e genitori. Sul posto presente una pattuglia della polizia
municipale.
Tra i ragazzi presenti non solo giovani di Viareggio ma anche arrivati da altre città toscane: Firenze, Prato, Pistoia e Pisa.

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Riparte “Arcipelago Pulito” con più comuni partecipanti

Riparte “Arcipelago Pulito” con più comuni partecipanti

?Firenze, riparte “Arcipelago Pulito”, il progetto sperimentale toscano preso a modello dall’Unione europea e dal Governo e Parlamento italiano, per contribuire a ripulire dalle plastiche il mare facendo squadra con i pescatori.

Nel protocollo per “Arcipelago Pulito”, firmato oggi dalla Regione Toscana, al comune di Livorno, già presente lo scorso anno, si sono aggiunti i comuni di Viareggio, Porto Santo Stefano e Porto Ercole sull’Argentario, Castiglione della Pescaia e Piombino.

“Sono i porti toscani dove opera il maggior numero di pescherecci” ha spiegato l’assessore alla presidenza della Regione, Vittorio Bugli. Centocinque sono sulla carta attivi nelle sei città: quarantaquattro solo a Viareggio, venticinque sull’Argentario, venti a Livorno, undici a Castiglione e cinque a Piombino”.

La novità rispetto alla prima sperimentazione condotta nel 2018 a Livorno è inoltre che saranno i Comuni stessi, con un proprio e successivo disciplinare, a definire le filiere locali. La regia rimane regionale e ci saranno linee guida uguali per tutti; ma attori e modus operandi potrebbe da luogo a luogo leggermente cambiare. Se nel porto di Livorno infatti è l’Autorità portuale competente ad organizzare la raccolta dei rifiuti, altrove sono le amministrazioni comunali responsabili. Da territorio a territorio cambiano poi i gestori e scelte diverse, rispetto a quella di Revet nel porto labronico, potrebbero essere dunque fatte sugli impianti di selezione e riciclo.

Crescono anche, altra novità, gli ‘sponsor’ privati. Ad Unicoop Firenze si aggiunge adesso Unicoop Tirreno. Fin dall’esperimento di Livorno Unicoop Firenze aveva contribuito alla campagna di sensibilizzazione e deciso di premiare con un incentivo i pescatori che avevano aderito, utilizzando parte dei fondi ricavati dal centesimo che soci e clienti per legge, dall’inizio del 2018, sono tenuti a pagare per i sacchetti in mater-b dell’ortofrutta.

Il nuovo protocollo è stato firmato anche dal Parco nazionale Arcipelago toscano. Gli altri firmatari dell’intesa con la Regione sono gli stessi di un anno fa: Ministero dell’ambiente, Direzione marittima della Toscana, Autorità di sistema del Mar Tirreno settentrionale, Legambiente.

I pescherecci di “Arcipelago Pulito” probabilmente non ripartiranno subito. Almeno non ovunque, anche se già chi è già pronto. Il sindaco Giancarlo Farnetani di Castiglione della Pescaia mostra infatti le foto del centro di raccolta per barche e pescherecci già allestito in porto e solo da inaugurare: contenitori diversi per ogni tipologia di rifiuto e tessere tipo bancomat per l’accesso e la registrazione.  Pronti naturalmente sono già anche a Livorno. Ma nei mesi invernali le uscite dei pescherecci sono di per sé comunque più rarefatte: l’obiettivo è essere pronti e operativi quando le battute torneranno a farsi più frequenti e le amministrazioni comunali, dopo la firma di oggi, avranno dunque tempo per mettere a punto filiere e disciplinari.

“Il vero valore aggiunto e la caratteristica che ha reso unico il progetto toscano rispetto ad esperienze simili realizzate in altri mari e in altre parti del mondo – sottolinea l’assessore Bugli – è sicuramente quello di aver saputo costruire una filiera completa dalla raccolta allo smaltimento. L’integrazione è stato un successo”. E in questo senso ha operato davvero da apripista e modello: fatto proprio prima dall’Unione europea in una direttiva che ha ribadito l’impegno comune nel ‘fishing for litter’ e poi nella legge “Salvamare” che ha ricevuto il primo via libera pochi giorni fa dalla Camera ed ora attende di essere votata dal Senato. “Abbiamo ottenuto un primo risultato, quello di smuovere altre istituzioni – chiosa l’assessore – La sfida ora è sul piano organizzativo”. La sperimentazione serve appunto ad affinare le procedure e misurare costi e volumi. “L’obiettivo – prosegue –  è arrivare, prima ancora che la legge sia approvata, ad avere un sistema di raccolta e smaltimento operativo e testato. Ci stiamo insomma mettendo avanti con il lavoro”.

In sei mesi con sei pescherecci raccolti 18 quintali. Tutto è nato appunto da un vuoto normativo, da colmare. Per assurdo che possa sembrare, i pescatori che accidentalmente assieme ai pesci tirano su con le loro reti rifiuti e plastiche ne sono considerati ancora oggi responsabili nel momento in cui li conducono in porto. Sarebbero anche costretti a sobbarcarsene il costo di smaltimento. Nella pratica quello che così accadeva e da molte parti ancora accade è che i rifiuti venivano rigettati in acqua. Ogni giorno, tra sanpietro e sugarelli, tra scampi e magari qualche sardina, rombo e polpo, tornavano puntualmente in mare vecchie taniche incrostate da conchiglie, a volte sterzi di motoscafi, torce da sub, sacchetti e contenitori di vario tipo.

“Arcipelago pulito” con una speciale deroga ha permesso ai pescatori toscani coinvolti di portarli a terra. Un’idea semplice, in fondo. Di più: per chi lo fa ha previsto anche un incentivo. In sei mesi di attività, da aprile ad ottobre dell’anno scorso, a Livorno una mezza dozzina di piccoli pescherecci con reti a strascico hanno raccolto in mare diciotto quintali di rifiuti (il 20 per cento plastiche riciclabili), pari ad un volume di ventiquattromila litri.  Con trenta o magari ottanta o cento pescherecci coinvolti potrebbero diventare cinque, tredici o diciassette volte di più.

Economia collaborativa e 250 miliardi di frammenti nel Mediterraneo. La nuova edizione di Arcipelago Pulito andrà avanti per la durata di sei mesi (dalla stipula dei disciplinari locali), prorogabili e rinnovabili, parallelamente alle campagne della Regione Toscana contro la plastica ‘usa e getta’ negli stabilimenti balneari, ma anche nelle fiere ed eventi di tutte le province che dalla Regione sono patrocinati e assieme alle collaborazioni che si stanno stringendo con associazioni ed enti per la pulizia e la raccolte delle plastiche a monte, lungo i fiumi.  “Sono tutti esempi di economia collaborativa – ricorda l’assessore Bugli -: una pratica che come giunta abbiamo deciso di portare avanti in più settori, un metodo che parte dal confronto e dalla partecipazione e che ha avuto come primo obiettivo la scrittura due anni fa, alla fine del 2017, di un libro verde”.

I rifiuti marini rappresentano una preoccupazione per tutto il pianeta. Si stima che ogni anno vengano prodotte 300 milioni di tonnellate di plastiche nel mondo e che, di queste, otto milioni finiscano nei mari e negli oceani. “Di tutti i rifiuti che affogano in nostri mari, metà sono portati da fiumi e torrenti e arrivano dall’entroterra” ricorda Fausto Ferruzza di Legambiente. Studi effettuati nel Mar Tirreno evidenziano che il 95 per cento dei rifiuti galleggianti avvistati, quelli di dimensione superiore a 25 centimetri, sono plastiche, per il 41 per cento costituite da buste e frammenti vari. Sarebbero almeno 250 miliardi i frammenti dispersi in tutto il Mediterraneo. Per questo è importante muoversi in fretta: per la salute dei cittadini, il bene dell’ambiente ma anche la salvaguardia di alcuni bacini economici, come quelli del turismo del mare.

Il progetto sta diventando anche oggetto di studio all’università. Due studentesse del corso di laurea magistrale in design dell’ateneo fiorentino hanno assistito oggi alla presentazione: stanno raccogliendo informazioni per una tesi in disegno industriale, per progettare ‘arredi’ e strumentazioni che possano aiutare i pescatori nella raccolta e stoccaggio dei rifiuti a bordo.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’assessore Bugli ed il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza:

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