A CASTIGLION FIORENTINO TENSIONE PREFETTURA-COMUNE SU MIGRANTI

Migranti Castiglion fiorentino

La tensione sarebbe stata scatenata dalla presenza di ulteriori otto migranti in struttura cooperativa Agorà. Sindaco Agnelli: “siamo campioni di accoglienza ma non di integrazione: senza lavori socialmente utili non possiamo permetterci altri migranti.”

Tensione tra prefettura e comune di Castiglion Fiorentino sulla presenza “improvvisa” nel paese della Valdichiana di ulteriore otto migranti in una struttura non conosciuta dall’amministrazione comunale. “Campioni di accoglienza ma non di integrazione. I migranti, stando così le cose ovvero in assenza di lavori socialmente utili e vera integrazione non ce li possiamo più permettere in Italia”. Ha esordito così il sindaco di Castiglion Fiorentino (Arezzo) Mario Agnelli nell’incontro con i giornalisti, voluto per chiarire la sua posizione dopo le tensioni nate con la prefettura in merito alla presenza di otto migranti nella piccola frazione di Castroncello.

“In data 21 giugno – spiega il sindaco – ho ricevuto una lettera in cui mi si informava che arrivavano altri 8 migranti a Castrocello in una struttura che non rientrava tra le due da me conosciute gestita da una cooperativa la Agorà al momento referente sconosciuto, come presenza nel mio comune, e che sopratutto non si è premurata di avvisare questa amministrazione che comunque, deve poi fornire servizi anagrafici e controllare. Dalle nostre evidenze sono stati assegnati  al nostro comune dal 2014 ad oggi 264 migranti, 54 quelli presenti e 2010 quelli scomparsi senza aver saputo poi che fine abbiano fatto”.

Il sindaco Agnelli, nel richiedere chiarezza sulla questione, ha posto poi l’accento sui lavori socialmente utili. “Su questi temi sono stati disattesi gli ordini del prefetto che chiedeva integrazione e dunque lavoro. Ho lo stesso pensiero anche per coloro che sono in cassa integrazione. I lavori socialmente utili hanno permesso attraverso disoccupati italiani di mandare avanti alcuni servizi in questo comune. Non permettendo ai migranti di farli si va contro le logiche dell’integrazione e li si trasforma in un peso”.

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A CASTIGLION FIORENTINO TENSIONE PREFETTURA-COMUNE SU MIGRANTI

Migranti Castiglion fiorentino

La tensione sarebbe stata scatenata dalla presenza di ulteriori otto migranti in struttura cooperativa Agorà. Sindaco Agnelli: “siamo campioni di accoglienza ma non di integrazione: senza lavori socialmente utili non possiamo permetterci altri migranti.”

Tensione tra prefettura e comune di Castiglion Fiorentino sulla presenza “improvvisa” nel paese della Valdichiana di ulteriore otto migranti in una struttura non conosciuta dall’amministrazione comunale. “Campioni di accoglienza ma non di integrazione. I migranti, stando così le cose ovvero in assenza di lavori socialmente utili e vera integrazione non ce li possiamo più permettere in Italia”. Ha esordito così il sindaco di Castiglion Fiorentino (Arezzo) Mario Agnelli nell’incontro con i giornalisti, voluto per chiarire la sua posizione dopo le tensioni nate con la prefettura in merito alla presenza di otto migranti nella piccola frazione di Castroncello.

“In data 21 giugno – spiega il sindaco – ho ricevuto una lettera in cui mi si informava che arrivavano altri 8 migranti a Castrocello in una struttura che non rientrava tra le due da me conosciute gestita da una cooperativa la Agorà al momento referente sconosciuto, come presenza nel mio comune, e che sopratutto non si è premurata di avvisare questa amministrazione che comunque, deve poi fornire servizi anagrafici e controllare. Dalle nostre evidenze sono stati assegnati  al nostro comune dal 2014 ad oggi 264 migranti, 54 quelli presenti e 2010 quelli scomparsi senza aver saputo poi che fine abbiano fatto”.

Il sindaco Agnelli, nel richiedere chiarezza sulla questione, ha posto poi l’accento sui lavori socialmente utili. “Su questi temi sono stati disattesi gli ordini del prefetto che chiedeva integrazione e dunque lavoro. Ho lo stesso pensiero anche per coloro che sono in cassa integrazione. I lavori socialmente utili hanno permesso attraverso disoccupati italiani di mandare avanti alcuni servizi in questo comune. Non permettendo ai migranti di farli si va contro le logiche dell’integrazione e li si trasforma in un peso”.

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PIAZZA S. FIRENZE, TAR TOSCANO ‘BLOCCA’ ORDINANZA COMUNE SU BANCARELLE

Piazza San Firenze Tar Comune
Un’atto di sospensione emanato dal Tar ‘blocca’ ordinanza Comune su trasferimento bancarelle. Stamani l’esposizione di Xhixha in piazza. Nardella: “Comune bloccato per l’ennesima volta, città subisce ed è parte lesa dai veti.” Avvocato bancarellai: “disponibili a trattare se ci offrono alternative.”

‘Congelato’ dal Tar toscano, il trasferimento di alcune bancarelle da piazza San Firenze, a pochi passi da Palazzo Vecchio, piazza della Signoria e Uffizi. Il tribunale amministrativo ha emanato un’ atto di sospensiva urgente dell’ordinanza con cui, al termine di un procedimento amministrativo durato circa un anno e mezzo (anche sulla base di indicazioni della Sovrintendenza), il Comune aveva imposto lo spostamento dei banchi sul lungarno, per liberare e riarredare la piazza. Proprio stamani, la piazza avrebbe dovuto essere sgombra di banchi per accogliere nel suo spazio ‘aperto’  l’esposizione di una installazione dello scultore albanese Helidon Xhixha: le bancarelle, invece, sebbene chiuse e protette da teli, occupano oggi ancora le  loro posizioni.

A spiegare quanto è avvenuto, nel corso della presentazione della mostra (tenuta insieme a Xhixha e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt), è stato, atti alla mano, proprio il sindaco Dario Nardella, che ha lamentato come “per l’ennesima volta il Tar ci blocca”, aggiungendo che Firenze “subisce la logica del no,dei veti ed in questa vicenda è parte lesa”. “I bancarellai non vogliono andare via da piazza San Firenze – ha detto il sindaco – eppure da un anno abbiamo avviato tutte le procedure: ci sono stati molti incontri, abbiamo tutti gli atti, l’autorizzazione della Sovrintendenza, sulla base della nuova norma che dà il diritto all’amministrazione della città di spostare le bancarelle. Abbiamo approvato una delibera, legata ad una ordinanza notificata ai bancarellai, i quali non si sono accontentati ed hanno fatto ricorso per l’ennesima sospensiva. Il Tar si è riunito domenica pomeriggio. Abbiamo qui gli atti: ha dato una sospensiva urgente dicendo che la delibera alla quale si riferisce l’ordinanza di spostamento non è stata pubblicata; invece, la delibera era pubblicata da venerdì pomeriggio”.

Il sindaco ha poi spiegato che già nel corso della giornata di oggi verranno emanati da Palazzo Vecchio nuovi atti che consentano di procedere con il trasferimento dei banchi sul lungarno. “Noi pensiamo che la città sia di tutti, non solo di qualcuno – ha insistito il sindaco – abbiamo dato soluzioni sulla base di leggi e regole, fatto gli atti come dovevano essere fatti. Stiamo già’ predisponendo in queste ore, altri atti per consentire che questa mostra si svolga e le bancarelle siano effettivamente spostate da piazza San Firenze”.

Nardella ha poi aggiunto di non voler “commentare l’operato del Tar: non critico per principio l’amministrazione della giustizia amministrativa, ma mi limito ad esporre i fatti. Firenze, come l’Italia subisce la logica del no, dei veti: noi riteniamo di essere parte lesa, è parte lesa in questo vicenda – ha ribadito – più’ che rispettare le regole, più’ che lavorare un anno, più’ che informare tutti, noi non possiamo fare. Però siamo fiduciosi nella giustizia sempre e comunque, come è accaduto altre volte , pensiamo di poter avere ragione anche stavolta”.

“Da parte nostra c’e’ l’assoluta disponibilità a trovare soluzioni alternative, ma che non possono essere il previsto lungarno della Zecca vecchia, che è zona e ipotesi per noi non possibile”. Lo ha detto l’avvocato dei bancarellai della piazza, Jacopo Folco Peruzzi, oggi insieme a loro in San Firenze. “Se ci offrono altre alternative non ci sono problemi, abbiamo disponibilità a fare qualsiasi tipo di trattativa – ha aggiunto il legale – Il nostro obiettivo è far sopravvivere questi ambulanti, perché abbiano postazioni dove si possa lavorare. La nostra prima opzione non è mai stata quella giudiziaria, ma quella del dialogo con l’amministrazione: vogliamo soluzioni non d’emergenza ma durature”.

Peruzzi ha spiegato di aver proposto, a nome dei commercianti, soluzioni di spostamento alternative “in via Magliabechi (vicino alla Biblioteca Nazionale) in Borgo dei greci (a pochi passi da piazza Santa Croce), in piazza del Porcellino (nella zona di piazza Signoria), solo per fare degli esempi: è ovvio che se a tutto viene detto no, qualcosa devo pur fare”.

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Concerti al Visarno e fochi i divieti

Concerti al Visarno e fochi, i divieti di vendita e somministrazione di bevande nelle aree degli eventi. Sabato 24 giugno, in occasione dei Fochi di San Giovanni, il prefetto ha previsto dalle 18 alle 24 il divieto di vendita per asporto di bevande in bottiglie, contenitori di vetro e lattine in tutti gli esercizi pubblici e di vicinato e in forma ambulante nell’area di lungarno della Zecca Vecchia, piazza dei Cavalleggeri, lungarno delle Grazie, Ponte alle Grazie, lungarno Serristori e piazza Poggi.

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Nei giorni 23, 24 e 25 giugno, in occasione dei concerti in programma all’Ippodromo del Visarno, il prefetto ha previsto il divieto di vendita per asporto di bevande in bottiglie e in qualsiasi altro contenitore di vetro da parte di qualsiasi esercizio autorizzato, nonché la somministrazione di bevande in contenitori di vetro da parte di esercizi in forma ambulante. Il divieto riguarda l’area di via del Fosso macinante, viale del Visarno, via delle Cascine, piazzale delle Cascine, viale dell’Aeronautica, viale Washington, piazzale Kennedy, viale dei Lecci, viale Lincoln, piazzale Vittorio Veneto dalle 9 del 23 giugno alle 01 del 24 giugno, dalle 9 del 24 giugno alle 01 del 25 giugno e dalle 9 del 25 giugno alle 01 del 26 giugno.
Tutti gli esercizi commerciali indicati sono obbligati a esporre in modo ben visibile il relativo cartello di avviso per la clientela

BIKE SHARING A FLUSSO LIBERO, PUBBLICATO L’AVVISO PUBBLICO PER INDIVIDUARE IL GESTORE DEL SERVIZIO

A seguito della delibera approvata ieri dalla giunta comunale, oggi gli uffici della mobilità hanno pubblicato l’avviso per le manifestazione d’interesse per l’individuazione dei gestori.
“Il nostro obiettivo – spiega l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti – è attivare questo nuovo servizio quanto prima. E visto che la commissione di valutazione delle proposte si riunisce la prima volta a metà luglio e che gli operatori hanno 90 giorni di tempo per avviare l’attività a partire dal via libera degli uffici comunali, entro l’anno potremmo avere le prime 500 biciclette del bike sharing free flow sulle strade fiorentine”.

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In dettaglio l’avviso, che resterà aperto un anno, prevede la durata del servizio fino al 30 giugno 2022 con un parco mezzi che inizialmente non potrà superare le 8.000 unità complessive. Il 15 di ogni mese la commissione di valutazione si riunirà per esaminare le proposte arrivate anche da diversi operatori fino al raggiungimento della quota prevista. Nel bando vengono specificate le caratteristiche tecniche del sistema di gestione: tutto sarà automatizzato e l’utente attraverso un’APP per smartphone potrà visualizzare le bici disponibili, prenotarle, sbloccarle a inizio utilizzo e bloccarle al termine, e ancora pagare, segnalare guasti e malfunzionamenti. Messe nero su bianco anche le caratteristiche dei mezzi: prima di tutto dovranno essere dotati di sistema GPS per localizzazione sia per l’utilizzo ordinario che in caso di furto. Fondamentale anche che abbiamo un telaio realizzato in materiale ad alta resistenza e solidità e con finiture tali da garantire la protezione da atti vandalici. Previsto anche un sistema di bloccaggio elettronico sbloccabile tramite l’APP per smartphone, concepito in modo tale che la bicicletta possa essere parcheggiata senza essere necessariamente legata a una rastrelliera.
Tra gli standard minimi del servizio richiesti ai partecipanti che il funzionamento sia per tutti i giorni dell’anno e h24 e garantito per tutto il periodo autorizzato, che la flotta utilizzata da ciascun gestore sia composta da un numero di veicoli compreso tra 1.000 e 4.000 mezzi, che il perimetro operativo del servizio sia almeno 10 chilometri quadrati del territorio comunale. E ancora che l’utente possa utilizzare la bicicletta senza alcun limite di tempo e di percorrenza. Prevista anche la copertura assicurativa per responsabilità civile verso terzi e la riconoscibilità dei mezzi. Il soggetto gestore dovrà avviare il servizio entro 90 giorni dalla comunicazione dell’Amministrazione dell’avvenuta selezione con l’impiego di bici nuove che, per i primi sei mesi, dovranno essere almeno 500.
Il bando resta aperto un anno (prorogabile di un ulteriore anno) fino al raggiungimento del numero dei mezzi previsti. Le manifestazioni di interesse dovranno quindi pervenire al Comune di Firenze entro le 12 del 31 maggio 2018.
L’avviso è pubblicato presso l’Albo pretorio e in rete civica.