Patto per San Lorenzo e Sant'Orsola

Enrico Conti e Renzo Pampaloni (PD): “Il progetto va avanti per una migliore vivibilità, integrazione e rigenerazione urbana” presidente commissione attività produttivepresidente commissione urbanistica e patrimonio 09 dicembre 2019 A seguito dell’incontro finale del “Laboratorio San Lorenzo” e “Un patto per San Lorenzo e Sant’Orsola” il presidente della Commissione sviluppo economico Enrico Conti ed il presidente della Commissione urbanistica Renzo Pampaloni hanno presentato un question time, al quale ha risposto l’assessora ai lavori pubblici e cittadinanza attiva Alessia Bettini sul processo partecipativo sul tema dell’identità e della trasformazione del Rione San Lorenzo-Mercato Centrale promosso dall’Università degli Studi – Dipartimento di Architettura DIDA, dall’Ordine degli Architetti e da Santorsolaproject (gruppo di lavoro dei residenti e esperti in rigenerazione urbana). “L’amministrazione esprime apprezzamento per questo lavoro perché si tratta di un percorso partecipativo su Sant’Orsola pensando a riqualificare l’immobile in un contesto più ampio e che dialoga con il Rione di San Lorenzo, con la Stazione, con Sant’Apollonia e col mercato centrale. Un lavoro – spiegano Conti e Pampaloni – di prospettiva, di visione e di concezione di politica integrata. San Lorenzo, come ha sottolineato anche l’assessora Bettini, è ancora come l’Oltrarno un Rione di residenza da salvaguardare. Il contributo di idee è aperto, multifunzionale e permeabile. L’impegno che è stato preso è di trovare un minimo di strumento giuridico per portare avanti questo percorso col Laboratorio San Lorenzo. La Città metropolitana ha già investito cinque milioni di euro ed ha stanziato anche altri quattro milioni e mezzo sono stati messi per il 2020. Puntiamo a riqualificare non solo Sant’Orsola ma tutto il Rione. I cittadini hanno offerto idee e tempo. E’ questa una pratica innovativa e che ha coinvolto cittadini ed associazioni dando un contributo positivo per la rinascita del quartiere. Occorre puntare ad uno sviluppo economico di qualità – hanno concluso Conti e Pampaloni – e per una migliore vivibilità, integrazione e rigenerazione urbana”.