Luce abbagliante sulla modernità del jazz Torna “A Jazz Supreme”

Luce abbagliante sulla modernità del jazz Torna “A Jazz Supreme”

“A Jazz Supreme” giunge alla terza edizione. Sabato 19 ottobre in Sala Vanni con il trio Aarset/Rabbia/Petrella a presentare l’album “Lost River”

Un diorama di armonie in cui ogni suono è possibile, ogni frequenza è lecita. La rassegna A Jazz Supreme, diretta da Fernando Fanutti del Musicus Concentus e dal pianista Simone Graziano giunge alla sua terza edizione.

Dopo la ghiotta anteprima con il chitarrista Marc Ribot, tenutasi lo scorso 14 settembre in Piazza del Carmine in occasione del Firenze Jazz Festival, la rassegna prende il via sabato 19 ottobre con il trio Aarset/Rabbia/Petrella, sul palco della Sala Vanni per presentare l’album “Lost River”, recentemente benedetto dalla etichetta ECM.,Il batterista Michele Rabbia ed il chitarrista Eivind Aarset hanno già più volte suonato in duo, e Rabbia ha collaborato con il trombonista Gianluca Petrella in altri contesti, ma questo album segna un’assoluta premiere per il trio.
Per la maggior parte spontaneamente improvvisato, e con misteriosi dettagli nel soundscape, “Lost River” stupisce ad ogni ascolto. La batteria di Rabbia è liberamente creativa e propulsiva, e incanta attraverso l’uso dell’elettronica; i suoni di Aarset deliziano coloro che hanno apprezzato il progetto Dream Logic ed il suo contributo al disco con Nils Petter Molvӕr, Tigran Hamasyan e Andy Sheppard. Il ruolo di Petrella è quello di principale strumento e sorprende specialmente chi fino ad ora lo ha apprezzato “solo” come jazzista al fianco di Enrico Rava e Giovanni Guidi; mentre il suo spettro musicale ed il suo talento sono estremamente ampi e rientrano appieno nelle produzioni curate da Manfred Eicher e dalla sua ECM Records. Il concerto del trio sarà introdotto dal solo inedito della cantante Camilla Battaglia.

Specialista del Fender Rhodes, con numerosi album acclamati da pubblico e crtitica, è invece Jozef Dumoulin (26 ottobre). “Uno dei più inventivi pionieri nel suo genere”, “stregone del piano”, “un mago delle tastiere”;  sono molte le parole utilizzate per descrivere questo artista. Con A Fender Rhodes Solo, il primo Solo nella storia di questo strumento uscito per la label francese Bee Jazz, riesce a mescolare sapientemente le musiche del mondo. Ricercatissimo come sideman, Jozef Dumoulin ha inciso e viaggiato in tour con i musicisti più fini nell’ambito del jazz, del rock, della musica improvvisata e della musica tradizionale. In apertura di serata il duo O-Janà formato dalla cantante Ludovica Manzo e dalla musicista elettronica/pianista Alessandra Bossa.

Nel terzo appuntamento di AJS il quintetto Frontal, ensemble guidata da Simone Graziano considerato uno dei migliori pianisti e compositori emersi recentemente nel panorama italiano (8 novembre). Tra i talenti che lo affiancano Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria. Che dire poi del chitarrista olandese Reinier Baas, tra i più rappresentativi musicisti della nuova generazione del jazz europeo. C’è poi anche Dan Kinzelman al sax tenore, americano naturalizzato in Italia, oramai voce tra le più autorevoli nel panorama europeo.  In questa occasione i Frontal presenteranno il nuovo album “Sexuality”, in uscita per l’etichetta Auand Records, interamente dedicato alla polifonia e poliritmia africana. In apertura l’ensemble Nerovivo, capitanato da Evita Polidoro a cui si aggiungono Davide Strangio, Nicolò Faraglia e Adele Russotto.

Al calendario della rassegna si aggiunge quest’anno il nome di Aaron Parks, pianista che  debutta sulla prestigiosa etichetta Blue Note a soli venticinque anni con “Invisible Cinema”, seguito da altri tre dischi sempre su Blue Note con il trombettista Terence Blanchard. La BBC lo dichiara uno dei migliori album dell’anno, Jazz Time lo nomina come “un visionario”. Realizza due album anche con la ECM, tra cui un piano solo ed uno in trio registrato con Billy Hart e Ben Street. Little Big è la nuova band di Aaron Parks, che in qualche modo continua la traiettoria tracciata nel 2008 da “Invisible Cinema”, con una particolare attenzione alla scrittura melodica, ai ritmi moderni e alla narrativa. I compagni Greg Tuohey alla chitarra, DJ Ginyard al basso elettrico e Tommy Crane alla batteria (già nota conoscenza del Musicus) portano la loro esperienza non solo dall’improvvisazione, ma anche dall’elettronica, dall’R&B, dall’indie pop (15 novembre). In questa occasione il concerto di Parks sarà introdotto da She’s analog, trio composto da Stefano Calderano, Luca Sguera e Giovanni Iacovella dedito all’improvvisazione radicale.

Il Piano trio, concepito come “nucleo operativo” rispetto ad una visione musicale in cui il materiale oscilla tra atto performativo e “compositività”, è l’ingrediente principale del Giampiero Locatelli Trio che presenta il disco “Right Away”, uscito lo scorso anno per l’etichetta Auand (23 novembre).  Per ciò che concerne l’estrazione culturale, da cui deriva la fonte ispiratrice dell’intero progetto, è pressoché impossibile stabilire se si possa trattare di un materiale preminentemente jazzistico (come nel caso delle tracce From Afar, From Last Frame), spiccatamente compositivo (ad esempio …toward….backward!, Right Away) o fortemente ambiguo (FIzzle, deed slow, whistle!).
Nella stessa sera sul palco della Sala Vanni ClarOscuro,  la nuova formazione diretta dal contrabbassista pugliese Matteo Bortone, vincitore del Top Jazz 2015 come Miglior Nuovo Talento e già leader dei ‘Travelers’, quartetto franco/italiano che si muove tra sonorità d’avanguardia e atmosfere rock, secondo uno schema ben rodato e composizioni a metà tra songwriting e improvvisazioni taglienti. Tutt’altra direzione qui, già a partire dalla strumentazione: il piano trio.

Nel penultimo appuntamento di AJS spazio alla Tower Jazz Composers Orchestra, ovvero l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara (29 novembre). L’ampio organico, che prevede la possibilità di turnover tra vari musicisti, è nato come naturale evoluzione di due progetti didattici (The Unreal Book e The Tower Jazz Workshop Orchestra), portando queste diverse esperienze a una rinnovata sintesi forte di una formazione più stabile e un repertorio incentrato su composizioni e arrangiamenti originali.
Affidati alla direzione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, gli elementi mettono in gioco collettivamente le proprie idee musicali con creatività e sorprendente empatia, eseguendo partiture pensate per l’orchestra stessa e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni. È così possibile definire la TJCO come un’esperienza orizzontale a dimensione variabile e con un regime partecipativo. Ogni componente più o meno stabile dell’organico, in veste di compositore e improvvisatore, contribuisce alla ricerca a tutto campo che è propria dell’attitudine artistica di questa formazione. Riuscendo a dar vita a un simile progetto, incluso tra i dieci migliori gruppi dell’anno al Top Jazz 2018 di Musica Jazz, il Jazz Club Ferrara conferma di essere tra i club più intraprendenti sulla scena non soltanto nazionale bensì europea.

Chiude la terza edizione di AJS “Mappe per l’Eden”,  un progetto di ricerca musicale che unisce due dei gruppi più significativi della scena jazz italiana degli ultimi vent’anni. Si tratta infatti di una fusione tra Dinamitri Jazz Folklore e Open Combo, due gruppi che, oltre a condividere alcuni dei propri musicisti, condividono lo stesso approccio alla ricerca privilegiando la natura sociale della pratica musicale (6 dicembre). “Eden” ricostruisce e rielabora il percorso dell’evoluzione musicale dalle origini dell’uomo, svelando quel filo rosso che collega musiche di popoli e di epoche apparentemente distanti tra loro.
Traendo ispirazione dagli sudi di Cavalli Sforza sulla deriva genetica e linguistica, applicati poi da Grauer (allievo di Alan Lomax) in ambito musicale, e ammirando quelle mappe genetiche, linguistiche e musicali che disegnano gli spostamenti delle popolazioni primitive svelando legami inaspettati tra culture e popoli agli antipodi del mondo, abbiamo ritenuta doverosa una riflessione sul mondo contemporaneo e su quanto le migrazioni di oggi possano essere riconsiderate alla luce del segno positivo dato da qualsiasi incontro e scambio di culture, senza mai dimenticare che l’umanità da sempre non può che vivere unita nel proprio viaggio cosmico su questo pianeta. Evento proposto in collaborazione con Music Pool.

A JAZZ SUPREME – terza edizione

Sala Vanni, Piazza del Carmine 14, Firenze

Inizio concerti ore 21:15
Abbonamento (disponibilità limitata) 65€+dp
Piazza del Carmine: ingresso libero
Sala Vanni: biglietti numerati in prevendita 13€+dp // Biglietti numerati interi alla porta 20€ Biglietti ridotti 20% alla porta (se disponibili) per soci Arci, soci Coop e under 25
Prevendite Circuito Box Office Toscana e TicketOne INFO

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“Culture contro la paura” con l’Orchestra Multietnica di Arezzo

“Culture contro la paura” con l’Orchestra Multietnica di Arezzo

“Culture contro la paura”, l’ambizioso progetto artistico dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, approderà sabato 19 ottobre al Teatro Cantiere Florida di Firenze. Diretti da Enrico Fink sul palco ci saranno ospiti  i cantautori Erriquez, Dente, Paolo Benvegnù, Stefano Cisco Bellotti, Alessandro Fiori e l’attrice Amanda Sandrelli.

La paura, con le sue tante derive psicologiche e sociali, ha dunque da oggi due nuovi contrari. Accantonato il “coraggio” proposto dal dizionario, ci pensa l’Orchestra Multietnica di Arezzo a proporre “culture”, rigorosamente al plurale, e “normalità” quali antidoti alla paura: la normalità possibile fatta dal racconto d’incontri, confronti e tanta musica del suo modello associativo; la normalità imprescindibile di un quotidiano fondato sullo studio delle tradizioni, sull’ascolto e sul rispetto e la valorizzazione delle diversità culturali, dell’altro da noi, rinunciando alla lettura per stereotipi. La normalità entusiasta di un percorso che in oltre dieci anni ha attraversato l’Italia e attratto nel suo cammino alcuni nomi noti al grande pubblico che hanno trovato nell’ensemble aretino una comunione di sensibilità sociale, poetica e musicale: Cisco, Raiz e Giuseppe De Trizio (Radicanto), Moni Ovadia, Erriquez e Finaz (Bandabardò), Shel Shapiro e Daniele Ivaldi, Frank London (The Klezmatics), Dario Brunori, Simona Marrazzo e Lucia Sagretti, Paolo Benvegnù, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli, Andrea Salvadori, Dente, Alessandro Fiori e ancora Amanda Sandrelli, Isabella Ragonese, Ottavia Piccolo e Stefano Massini.

È da quest’esperienza, con la sua ricchezza emotiva ed empatica, e la sua irripetibile estroversione musicale, che nasce il cd “Culture contro la paura” che unisce alla storico viaggio sulle tradizioni musicali dell’OMA, grazie ai suoi oltre 30 musicisti provenienti da 12 paesi diversi, l’architettura melodica della canzone contemporanea, da “È la pioggia che va” (Shel Shapiro) a “L’uomo nero” (Dario Brunori), con le voci simbolo dell’Italia cantautorale, molti delle quali presenti al Florida in occasione della presentazione ufficiale del disco. Oltre all’attrice Amanda Sandrelli testimonianza dell’impegno che l’OMA ha riversato anche nel teatro, alimentando la sua esperienza musicale grazie alla suggestiva lettura sociale proposta dal drammaturgo Stefano Massini.

Il costo d’ingresso al concerto “Culture contro la paura” è di € 18. Prevendita presso Circuito BoxofficeToscana e online su TicketOne.it. Biglietteria presso il Teatro il giorno di spettacolo dalle ore 18:00. Ulteriori informazioni telefonando ai numeri: 3299160071 e 3388431111. Senza perdere di vista l’invito dell’OMA a lottare culturalmente contro la “paura” rivolto a chi, come ai musicisti della grande famiglia OMA, ama il viaggio e la scoperta e avverte un brivido lungo la schiena quando sente parlare di muri e di “o noi o loro”.

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Conservatorio Cherubini, la produzione concertistica della nuova stagione

Conservatorio Cherubini, la produzione concertistica della nuova stagione

Nuove sinergie sul territorio toscano, una didattica all’insegna dell’inclusione, impegno nella tutela e nel restauro di strumenti musicali e tantissimi concerti. Il Conservatorio Cherubini illustra i suoi progetti per l’anno accademico 2019/2020

Oltre al Cherubini, nella Regione Toscana sono presenti altri tre Conservatori: Il “Luigi Boccherini” di Lucca, il “Pietro Mascagni” di Livorno e il “Rinaldo Franci” di Siena. Questa Federazione tra i quattro Conservatori si articolerà su di un processo di condivisione di Progetti di produzione ma anche di programmazione artistica e servizi di gestione delle istituzioni, con una ricaduta positiva in termini di miglioramento dei servizi offerti a livello regionale.

La produzione concertistica si rinnova, con i concerti cameristici del martedì pomeriggio presso il teatro di palazzo Lenzi di Piazza Ognissanti, la collaborazione del Cherubini con l’Istituto Francese, importante presidio culturale presente in città fino dal 1907. La rassegna, intitolata “I martedì del Cherubini” (programma completo disponibile sui siti delle due istituzioni – inizio concerti ore 17) porta in scena i più validi solisti ed ensemble del Cherubini.

Sabato 19 ottobre spazio all’Orchestra dei giovanissimi che si esibirà alle 17 presso la “Sala dei Giochi” di Villa Favard, mentre dal  23 al 26 ottobre presso la sede centrale del Conservatorio torna il Premio Nazionale delle Arti, che quest’anno proporrà  un’occasione di incontro e di studio intorno al mondo del pianoforte e della cultura pianistica.

La commissione giudicatrice, presieduta da Massimiliano Damerini, sarà formata da autorevolissime personalità, quali Bruno Canino,Fausto Di Cesare, Riccardo Risaliti, Daniel Rivera. In tale occasione il Cherubini conferirà il “Premio alla Carriera” a Maria Tipo, che torna dunque nel suo Conservatorio a raccogliere l’applauso di una vita interamente spesa all’interpretazione pianistica e alla didattica.

Sono inoltre in programma una lectio magistralis di Piero Rattalino dedicata alla storia dell’interpretazione pianistica e un recital del giovane pianista Antonino Fiumara, ex studente del Cherubini e vincitore della XII edizione “Premio Claudio Abbado”. La serata conclusiva del Premio prevede infine il concerto del vincitore dell’edizione 2019 alla Sala del Buonumore Pietro Grossi.

Martedì 29 ottobre, sempre presso la Sala del Buonumore Pietro Grossi, è in programma il concerto dell’Ensemble dei Clarinetti dell’Arma dei Carabinieri diretta dal Colonello Massimo Martinelli (ore 16:00). Prosegue inoltre  la rassegna “Il Cherubini a Casa Martelli”, che si svolge il primo giovedì di ogni mese alle ore 17. Il ciclo di concerti continuerà anche nel 2020 con programmi interamente dedicati alle sonate per pianoforte di L. Van Beethoven, in occasione dei 250 anni dalla nascita.

Anche quest’anno il Conservatorio Cherubini, insieme a Scuola di Musica di Fiesole, Maggio Musicale Fiorentino e Orchestra della Toscana è parte del comitato artistico di Strings City, festival diffuso del Comune di Firenze dedicato alla musica a corde che si terrà nel mese di dicembre.

Chiude il programma l’ultimo appuntamento di quest’anno con “Vetrina di Libri”, il ciclo di presentazioni con interventi musicali di docenti e studenti. Giovedì 12 dicembre presso la Sala del Buonumore Pietro Grossi (ore 17) la presentazione del libro Sibelius e l’Italia, a cura di Annalisa Bini, Flavio Colusso e Ferruccio Tammaro (Accademia Nazionale di S.Cecilia, Roma 2019).

INFO

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Giancane ospite della finale European Social Sound, sabato 19 ottobre

Giancane ospite della finale European Social Sound, sabato 19 ottobre

European Social Sound – Finale regionale con special guest: Giancane. Sabato 19 ottobre, Auditorium Flog Firenze, con ingresso gratuito

Sabato 19 ottobre Finale regionale di European Social Sound 4U, il contest musicale interregionale promosso da Regione Toscana grazie al Fondo Sociale Europeo e Giovanisì, finalizzato alla promozione delle politiche europee in materia di giovani, lavoro e sviluppo.
All’Auditorium Flog di Firenze 4 gruppi in gara e ospite live Giancane l’ironico e pungente cantautore romano! Ingresso libero.

Ecco i 4 finalisti della serata:

Bangcock
Emma Morton & the Graces
Flame Parade
O:odal

Per ascoltarli clicca su ? https://www.europeansocialsound.it/toscana

GIANCANE
Componente del celebre gruppo romano “Il Muro del Canto”, Giancane è un cantautore dal grande senso dell’umorismo e dalla chiara vocazione country. Il suo primo album si chiama “Una vita al top” ed è uscito alla fine del 2015, preceduto solamente da un EP, “Carne”, venduto in comodi vassoi in polistirolo da macelleria. “Una vita al top” è un album country-neomelodico, d’orientamento western, ricco di rime selvagge.
Il tour di “Una vita al Top” e “Una vita al Top Deluxe” conta oltre 150 date di presentazione in tutta Italia, compresi diversi SOLD OUT.
Il 16 giugno 2017 esce “LIMONE”, il primo singolo estratto dal nuovo disco di inediti. Il video, prodotto è prodotto da Chef Rubio, con la sua società di produzione audiovisiva indipendente TUMAGA, e Image Hunters, apprezzata film company romana.
“Ansia e Disagio” è il titolo del nuovo disco di inediti di Giancane, uscito il 24 novembre per Woodworm Label. L’album, composto da undici canzoni, racchiude osservazioni pungenti, ironia e una profonda curiosità nei confronti degli stati ansiosi, propri o altrui. Senza dismettere la vocazione folk’n’roll e country-neomelodica che l’hanno reso celebre, Giancane inaugura una nuova stagione compositiva, inventando una nuova grammatica cantautorale di chiara provocazione e vocazione popolare, adatta a qualsiasi età.
Come rivela la copertina, il booklet del disco contiene 11 giochi, uno per ciascun brano del disco, ispirati alla Settimana Enigmistica e dedicati all’ansia e al disagio: cruciverba, rebus, enigmi e
passatempi.

European Social Sound è un contest musicale per band emergenti realizzato, per questa nuova edizione, da quattro Regioni: Umbria, Basilicata, Toscana e Sicilia. La finalissima si svolgerà a Matera il 14 dicembre 2019.

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Barmer Boys, antiche gesta di condottieri e maharaja, canti d’amore e solitudini

Barmer Boys, antiche gesta di condottieri e maharaja, canti d’amore e solitudini

Antiche gesta di condottieri e maharaja, canti d’amore e solitudini. Per Musica del Popoli giovedì 17 ottobre i Barmer Boys uniscono i suoni della tradizione indiana a quelli elettronici e urbani del beatboxing, creando una musica energica e coinvolgente

La loro musica ha origini lontane, ma il suono che propongono è innovativo e assolutamente contemporaneo. Sono i Barmer Boys, musicisti, poeti e custodi di antiche storie che si tramandano di generazione in generazione attraverso  i secoli. Provenienti dal  Rajasthan, una delle regioni dell’India settentrionale, il trio salirà sul palco dell’Auditorium Flog giovedì 17 ottobre per ipnotizzarci con i loro ritmi  incandescenti (apertura porte ore 21:00 – ticket 10/13 €).

Canti misteriosi che riecheggiano sull’orizzonte sconfinato del deserto del Thar, dove le melodie sinuose dell’harmonium, i ritmi ipnotici del dholak, il pizzicato vibrante del morchang e le timbriche devozionali del khartaal, riempiono l’aria fresca della notte da secoli e secoli. Musicisti, poeti narratori, custodi di storie, appartengono alla comunità musulmana dei Manganiyar, le cui canzoni si tramandano oralmente di generazione in generazione con storie di antiche gesta di condottieri o e maharaja, arricchite da musiche per rituali religiosi e struggenti canti d’amore.

Agli ingredienti più tradizionali delle radici musicali, fanno da contrappunto sonorità attuali e metropolitane: con colori intensi e ritmi  incalzanti, quello dei Barmer Boys è in realtà un mix musicale irresistibile ancorato saldamente all’oggi. Manga Khan, Rais Khan e Razak Khan sono stati infatti i primi a unire i suoni tipici della loro terra a quelli elettronici ed urbani del  beatboxing, ottenendo così un risultato originale quanto e coinvolgente. Il loro album d’esordio “At Home” è stato recensito con 4 stelle su Songlines e su Downbeat e sebbene siano musulmani Sufi nei loro brani cantano anche inni devozionali alle divinità induiste.

Con oltre 200 concerti in più di 30 differenti nazioni, dopo il debutto nel 2011 all’Amarras Desert Music Festival, i Barmer Boys sono diventati un punto di riferimento a livello internazionale per la musica indiana, collaborando con artisti di punta della world music quali Bombino, Estrella Morente, Fatoumata Diawara, Vieux Farka Tourè e molti altri. L’edizione 2019 di Musica dei Popoli è supportata da Comune di Firenze, Regione Toscana e Città Metropolitana di Firenze.

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