Incendio nel Pisano: Confagricoltura, in fumo 150 ettari olivi

Incendio nel Pisano: Confagricoltura, in fumo 150 ettari olivi

“Circa 150 ettari di piante sono andati in fumo sul versante che va da Caprona a Cascina, in particolare nelle località di Crespignano, Noce e Lugnano”. Così, in una nota, Alessandro Stassano, presidente di Confagricoltura Pisa secondo cui “ci sarà un perdita di circa 900 quintali di olio”.

“Una perdita notevole, che si ripercuoterà a lungo sui produttori della zona, soprattutto sulle realtà più piccole e meno strutturate – ha ripreso il numero uno dell’associazione degli agricoltori -. Considerando che ogni ettaro produce circa 25 quintali di olive per una resa di olio intorno ai sei quintali, si capisce che l’impatto economico di questo incendio sarà importante con la perdita di circa 900 quintali di olio”.

“Il danno ambientale è ingente se pensiamo ai più di mille ettari di bosco che sono andati distrutti, oltre agli oliveti, ai campi di seminativo, ai castagneti, senza dimenticare che le fiamme hanno lambito anche alcuni agriturismi”, evidenzia Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana. “È ancora presto per stilare un bilancio definitivo in quanto il danno di ripercuoterà per lungo tempo. La nostra associazione si è già messa in moto per sostenere e aiutare i produttori a far ripartire le loro attività agricole”.

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Olio: calo produzione del 30% in Toscana

Olio: calo produzione del 30% in Toscana

Olio, in Toscana calo nella produzione del 30 per cento, ottima la qualità, ma le avverse condizioni climatiche hanno ridotto la quantità. Miari Fulcis: “Necessari cambiamenti per far fronte alle avversità”.

Sarà un olio d’oliva di alta qualità, ma ridotto nella quantità: si stima un calo medio del 30% per un totale di 170mila quintali prodotti, con differenze da un’area all’altra della regione a causa delle bombe d’acqua e della gradine delle ultime settimane, con criticità maggiori nelle zone interne. E’ quanto rilevato da Confagricoltura Toscana.

“Sul fronte della qualità siamo ottimisti”, afferma il presidente Francesco Miari Fulcis “il temuto parassita Bactrocera oleae, la cosiddetta mosca delle olive,  non desta preoccupazione. Dall’altro lato, quello produttivo, purtroppo sembra non ci sia da gioire a causa soprattutto delle particolari condizioni climatiche”.

Le basse temperature registrate alla fine di febbraio con punte di oltre -9 gradi hanno, in molte zone olivicole, compromesso buona parte della chioma delle piante e contribuito alla scarsità dei frutti. Inoltre la grandine unita a bombe d’acqua in alcune aree della regione ha accelerato la cascola delle olive. “Problemi si registrano anche su varietà molto diffuse come il Frantoio – continua il presidente – dove si sono registrati problemi di allegagione, mentre ha retto bene la varietà Moraiolo”.

I repentini cambi climatici sono ormai sempre più frequenti e impongono un cambio di visione. “L’olivicoltura moderna deve saper far fronte a queste avversità”, spiega il presidente Miari Fulcis” I dati su varietà resistenti al freddo per esempio  sono incoraggianti, non possiamo quindi che condurre un impostazione moderna dell’olivicoltura con impianti innovativi, specializzati e laddove ce ne sia la possibilità colturale, anche intensivi”.

Altra questione, l’abbandono dei terreni. “Registriamo una forte contrazione del settore dovuto all’abbandono di terreni soprattutto nelle aree interne”, osserva il presidente di Confagricoltura Toscana. La Toscana ha necessità di rinnovarsi molto in questo settore strategico perché l’olivo è una caratteristica del nostro paesaggio, ma non può essere considerata immutabile alla stregua di una bella cartolina.

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Agricoltura: 5 comuni toscani ottengono la Spiga verde

Agricoltura: 5 comuni toscani ottengono la Spiga verde

Confagricoltura Toscana ha annunciato che Castellina in Chianti (Siena), Massa Marittima (Grosseto), Castagneto Carducci (Livorno), Fiesole (Firenze) e Bibbona (Livorno) sono le cinque località toscane ad aver ottenuto la Spiga verde 2018, il riconoscimento di Ffe- Foundation for environmental education.

Il riconoscimento Spiga verde, arrivato alla terza edizione, premia i comuni che riescono ad attuare strategie di gestione del territorio in grado di portare benefici all’ambiente e alla comunità, sia in termini di qualità della vita che dei livelli occupazionali.

In Italia, spiega una nota, sono 31 le località che hanno ottenuto la Spiga verde e la Toscana è la seconda regione italiana per numero di comuni vincitori, dopo le Marche con sei località.

“Un importante riconoscimento, che premia la Toscana dell’agricoltura sostenibile – commenta Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana.

“La salvaguardia dell’ambiente è un investimento sociale ed economico di lungo periodo a cui contribuiscono in maniera determinante le nostre aziende agricole, accompagnate e supportate da una corretta politica dei territori delle amministrazioni pubbliche più illuminate.- aggiunge Fulcis-La nostra associazione è parte attiva in questo processo e continuerà il suo impegno affinché il prossimo anno siano sempre più numerose le aree rurali premiate”.

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Toscana, -50% raccolti albicocche e pesche: 12 milioni di danni

Toscana, -50% raccolti albicocche e pesche: 12 milioni di danni

Sono le albicocche e le pesca nettarina ad aver risentito di più, in Toscana, del freddo intenso dei mesi passati, facendo registrare un calo della produzione rispettivamente del 50 e del 40%.

E’ quanto afferma Confagricoltura Toscana spiegando che gli effetti delle gelate, con temperature che hanno raggiunto anche i meno 10 gradi, “si sono manifestati ora, a macchia di leopardo e in maniera più o meno intensa: per alcune varietà di albicocche, ad esempio, la produzione è praticamente azzerata. Coinvolti da questo drastico calo circa 2mila ettari di terreno destinati a queste coltivazione, per una perdita economica che si attesta intorno ai 12 milioni di euro del valore di produzione”.
“Sono le zone interne della regione ad aver subito i danni maggiori – spiega Antonio Tonioni, presidente della sezione di prodotto ortofrutta di Confagricoltura Toscana -. Manteniamo alta l’attenzione sulle ciliegie, che sono nella piena fase di raccolta. Se continua questa pioggia ci saranno gravi danni al raccolto. Per adesso stimiamo un calo del 30%, ma per alcune zone ci potrebbe essere addirittura un dimezzamento della produzione”. Le aziende che producono pomodori, insalate, meloni e angurie e, in generale, i prodotti che vengono raccolti in estate, si spiega ancora dall’associazione, stanno invece riscontrando un’altra serie di problemi. “Le piogge hanno fatto slittare la fase di trapianto, e di conseguenza il raccolto, a metà luglio – continua Tonioni -. Molte aziende hanno perso già l’investimento fatto sull’acquisto delle piante. E’ presto per stimare i danni, speriamo che il tempo sia clemente e ripaghi delle perdite subite”.

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Toscana, Confagricoltura: allarme ortofrutta per freddo

Toscana, Confagricoltura: allarme ortofrutta per freddo

Il freddo siberiano mette a rischio le prime fioriture di albicocco, pesco e susino. In tutta la Toscana sono 1500 gli ettari di coltura, circa 600 aziende, che potrebbero venir danneggiati dall’ondata eccezionale di gelo. Tonioni: “I danni  maggiori sulla costa”.

Se il freddo continuerà e le temperature si abbasseranno fino a meno 10 gradi nei prossimi giorni, come previsto, si aprirà una fase “di serio rischio. La situazione è grave – avverte Antonio Tonioni, presidente della sezione di prodotto ortofrutta di Confagricoltura Toscana – Il freddo intenso potrebbe danneggiare le gemme e quindi compromettere irreparabilmente tutto il raccolto. I danni maggiori inizialmente saranno sulla costa per gli alberi di pesco, susino e albicocco, poi se la situazione perdurasse verrebbero coinvolti anche melo e pero”.

Un danno al momento non stimabile. Unica certezza è la mancanza di coperture assicurative. “Ad oggi – continua Tonioni –  le compagnie non hanno aperto ancora le procedure assicurative e se anche lo facessero oggi per i primi 12 giorni non ci sarebbe copertura. Il danno poi verrebbe coperto solo per il 60 per cento, a fronte di un costo della polizza che supera il 20% del raccolto assicurato. Una situazione con cui gli agricoltori fanno i conti ogni anno e che sta diventando insostenibile”

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