Toscana, Confagricoltura: “Calo dei consumi fino al 12%”

Toscana, Confagricoltura: “Calo dei consumi fino al 12%”

Secondo Confagricoltura, anche la Toscana verrebbe “travolta dal rallentamento dei consumi” nel comparto ortofrutticolo registrato in tutta Italia e denunciato dalla grande distribuzione organizzata.

La frutticoltura registra un calo del 10% nelle vendite, con un conseguente abbassamento dei prezzi: “La nostra regione si è certamente difesa meglio, ma non è rimasta immune al calo della domanda e alla conseguente diminuzione del valore del prodotto in questi primi quattro mesi dell’anno” spiega Antonio Tonioni, presidente della sezione Ortofrutta di Confagricoltura Toscana, che riporta inoltre le preoccupazioni dei produttori toscani in merito alle mele raccolte nel 2018 e stoccate nei magazzini. “Ci aspettavamo un buon andamento delle vendite. Cosa che non è avvenuta. Le scorte negli impianti frigo, infatti, sono decisamente superiori alla media”.

Le caratteristiche del prodotto toscano, quindi, non hanno impedito il calo della domanda: le mele top di gamma non hanno subito grandi variazioni, nei consumi del prodotto di fascia media è stato registrato un -9% e addirittura un -12% in quello di fascia bassa.

I prossimi mesi saranno decisivi per tirare le somme, ma intanto i produttori sono davanti a un bivio. “Dovremo capire se sarà più strategico abbassare ulteriormente i prezzi per incentivare il consumo o se rischiare di rimanere con il prodotto invenduto nei magazzini” conclude Tonioni.

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Toscana, Confagricoltura: “Calo dei consumi fino al 12%”

Secondo Confagricoltura, anche la Toscana verrebbe “travolta dal rallentamento dei consumi” nel comparto ortofrutticolo registrato in tutta Italia e denunciato dalla grande distribuzione organizzata.

La frutticoltura registra un calo del 10% nelle vendite, con un conseguente abbassamento dei prezzi: “La nostra regione si è certamente difesa meglio, ma non è rimasta immune al calo della domanda e alla conseguente diminuzione del valore del prodotto in questi primi quattro mesi dell’anno” spiega Antonio Tonioni, presidente della sezione Ortofrutta di Confagricoltura Toscana, che riporta inoltre le preoccupazioni dei produttori toscani in merito alle mele raccolte nel 2018 e stoccate nei magazzini. “Ci aspettavamo un buon andamento delle vendite. Cosa che non è avvenuta. Le scorte negli impianti frigo, infatti, sono decisamente superiori alla media”.

Le caratteristiche del prodotto toscano, quindi, non hanno impedito il calo della domanda: le mele top di gamma non hanno subito grandi variazioni, nei consumi del prodotto di fascia media è stato registrato un -9% e addirittura un -12% in quello di fascia bassa.

I prossimi mesi saranno decisivi per tirare le somme, ma intanto i produttori sono davanti a un bivio. “Dovremo capire se sarà più strategico abbassare ulteriormente i prezzi per incentivare il consumo o se rischiare di rimanere con il prodotto invenduto nei magazzini” conclude Tonioni.

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Secondo Confagricoltura, anche la Toscana verrebbe “travolta dal rallentamento dei consumi” nel comparto ortofrutticolo registrato in tutta Italia e denunciato dalla grande distribuzione organizzata.

La frutticoltura registra un calo del 10% nelle vendite, con un conseguente abbassamento dei prezzi: “La nostra regione si è certamente difesa meglio, ma non è rimasta immune al calo della domanda e alla conseguente diminuzione del valore del prodotto in questi primi quattro mesi dell’anno” spiega Antonio Tonioni, presidente della sezione Ortofrutta di Confagricoltura Toscana, che riporta inoltre le preoccupazioni dei produttori toscani in merito alle mele raccolte nel 2018 e stoccate nei magazzini. “Ci aspettavamo un buon andamento delle vendite. Cosa che non è avvenuta. Le scorte negli impianti frigo, infatti, sono decisamente superiori alla media”.

Le caratteristiche del prodotto toscano, quindi, non hanno impedito il calo della domanda: le mele top di gamma non hanno subito grandi variazioni, nei consumi del prodotto di fascia media è stato registrato un -9% e addirittura un -12% in quello di fascia bassa.

I prossimi mesi saranno decisivi per tirare le somme, ma intanto i produttori sono davanti a un bivio. “Dovremo capire se sarà più strategico abbassare ulteriormente i prezzi per incentivare il consumo o se rischiare di rimanere con il prodotto invenduto nei magazzini” conclude Tonioni.

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Agriturismi: Toscana prima in Italia per accoglienza e fatturato

Agriturismi: Toscana prima in Italia per accoglienza e fatturato

Lo studio di Confagricoltura sulle strutture italiane rivela 4 milioni di presenze l’anno,  più della metà stranieri. La presidentessa di Agriturist Toscana, Cresti: “Manteniamo la nostra autenticità per essere sempre competitivi”.

Toscana regina delle vacanze in agriturismo. Sempre in vetta alle classifiche nel report del Centro Studi di Confagricoltura (dati 2017). “Tendenza confermata anche nel 2018 dai nostri operatori”, dichiara la presidentessa di Agriturist Toscana, Laura Cresti.

Quasi un terzo del totale di chi si vuole godere la vacanza a contatto con la natura sceglie la Toscana, per un totale presenze che sfiora il tetto dei 4 milioni l’anno. Gli arrivi, ossia i turisti accolti, sono quasi 890mila, il 27% del totale.  Siamo anche la regione che offre di gran lunga il numero di posti letto maggiore: più di 62.700, il 24,8% del totale. A livello nazionale, l’accoglienza in agriturismo fattura 544 milioni di euro. La Toscana conquista una bella fetta di questa torta, la più grande, con 138milioni di euro

“La Toscana – dichiara la presidentessa Cresti –  attrae ancora per l’ unicità del suo paesaggio rurale, la bellezza delle sue aziende agrituristiche e la genuinità del cibo offerto. E’ rimasta tra le mete preferite anche nel periodo di crisi di qualche anno fa, quando le presenze crollarono. Oggi possiamo dire con sollievo che la tendenza si è invertita. Gli stranieri sono ancora i turisti che maggiormente apprezzano la permanenza negli agriturismi toscani pernottando più a lungo nelle strutture rispetto agli italiani”

Secondo lo studio, infatti, gli stranieri sono il 67% sulle presenze totali e il 54% sugli arrivi e qui la Toscana si guadagna un secondo posto, seconda solo alla provincia autonoma di Bolzano.

Gli italiani scelgono l’agriturismo per trascorrere week end  o i ponti oppure a luglio e agosto per una vacanza più lunga. La durata media di un soggiorno in Toscana è di 4 giorni, quasi 2 in più per gli stranieri, contro la media nazionale di poco meno di 4 giorni

“La concorrenza tra strutture è sempre più forte e altre regioni stanno diventando  molto richieste e competono con le strutture toscane. Per stare al passo – continua la presidentessa Agriturist Toscana –  la parole d’ordine è innovarsi e proporre sempre servizi nuovi. Penso ai soggiorni esperienziali. In campagna più queste esperienze sono autentiche ed uniche e più viene apprezzata  la vacanza. Per conservare  il nostro primato, le strutture toscane dovranno mantenere la loro autenticità, non cedere alla tendenza dell’omologazione, perché è nella diversità  che sta la forza di un settore che nel tempo si è affermato ed è apprezzato nel mondo”.

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Confagricoltura: pomodoro da salsa, produzione in calo del 40%

Confagricoltura: pomodoro da salsa, produzione in calo del 40%

Confagricoltura, produzione in calo del 40% e una perdita di oltre cinque milioni di euro. Si teme l’aumento dei prezzi al consumo

Il raccolto non è ancora terminato, ma il risultato finale non presenterà grandi sorprese per i coltivatori di pomodoro da salsa, che in Toscana si concentrano prevalentemente sulla costa tra Livorno e Grosseto. Si stima infatti che il prodotto lordo vendibile possa arrivare a 126 mila quintali: il 40% in meno rispetto al 2017.

“Un calo significativo che si traduce in una perdita di fatturato di circa 5,4 milioni di euro» denuncia Antonio Tonioni, presidente della sezione di prodotto ortofrutta di Confagricoltura Toscana. “Grazie al prolungamento dell’estate, la raccolta si è potuta protrarre fino a settembre inoltrato, ma questo non sarà sufficiente a compensare i danni di una primavera eccessivamente piovosa”.

A causa delle abbondanti precipitazioni di aprile e maggio, le piantine di pomodoro sono potute andare a dimora solo a giugno. Il ciclo produttivo dunque è stato troppo corto, e molti pomodori non hanno raggiunto la giusta maturazione.

“I pomodori rimasti verdi sono una perdita totale perché non possono essere commercializzati, rimangono sull’impianto di produzione” spiega ancora Tonioni.

Il danno dunque è notevole per l’agricoltura toscana, soprattutto se si pensa che la coltivazione di pomodori da salsa, cioè quelli destinati all’industria della trasformazione per sughi e pelati, copre 1800 ettari e rappresenta oltre il 90% della coltivazione totale di pomodori. Anche il consumatore ne risentirà. “La scarsità del prodotto, infatti, potrebbe portare ad aumento del prezzo finale” conclude Tonioni.

Fonte: Confagricoltura Toscana

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