Uccide ladro, Confcommercio: “Non lasceremo solo Fredy Pacini”

Uccide ladro, Confcommercio: “Non lasceremo solo Fredy Pacini”

“La morte di una persona, qualunque sia la sua colpa, è sempre una tragedia. In un caso come questo vittima è anche Fredy Pacini, che ha sparato sicuramente non con l’intenzione di uccidere, ma esasperato dall’infinita serie di furti ai danni della sua azienda. La sua vita da oggi non sarà più la stessa, e noi non lo lasceremo solo”.

Questo il commento di Anna Lapini, presidente Confcommercio Arezzo e Toscana, componente di giunta nazionale con l’incarico alla legalità e la sicurezza, sulla drammatica vicenda che ha portato Fredy Pacini, titolare di una rivendita di gomme di Monte San Savino (Arezzo), a sparare alle persone che si sono introdotte nel suo capannone, uccidendo uno dei ladri. Adesso Pacini è indagato per eccesso di legittima difesa.

“Lo Stato deve garantire la sicurezza e, dove questo non è successo – aggiunge la presidente di Confcommercio Toscana -, deve sostenere chi suo malgrado è stato costretto a difendersi da solo; perché nessuno dovrebbe trovarsi a compiere un gesto di difesa che, come in questo caso, potrebbe portare conseguenze drammatiche dal punto di vista morale, legale ed economico.”

“Perlomeno siano risparmiate a Pacini le spese legali. Come ora, anche a seguito di una nostra richiesta, è previsto nel disegno di legge sulla legittima difesa. Perché aggredito ed aggressore non possono e non devono mai essere messi sullo stesso piano” conclude Anna Lapini.

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Firenze, aeroporto: Uil e Confcommercio a favore potenziamento

Firenze, aeroporto: Uil e Confcommercio a favore potenziamento

Sia la Uil che la Confcommercio sono a favore del potenziamento dello scalo aeroportuale di Firenze Peretola  che in questi giorni è tornato al centro del dibattito.

Queste le parole del segretario generale della Uil Toscana Annalisa Nocentini, sull’aeroporto di Firenze.”Si parla del progetto di adeguamento dello scalo di Firenze da ormai 30 anni – spiega Nocentini-. E’ una vicenda che ormai ha assunto i contorni del grottesco. Noi che facciamo sindacato e non siamo tecnici, ci aspettiamo che gli enti preposti ci dicano se finalmente potremo avere un aeroporto più efficiente e in linea con le ambizioni di una città importante come Firenze”.

“A noi come Uil Toscana interessa lo sviluppo – aggiunge Nocentini – Interessa, cioè, se questa infrastruttura, ferme restando le tutele ambientali e di fattibilità che sono e devono restare prioritarie, possa portare posti di lavoro e opportunità per il territorio. Noi crediamo di sì, e come UIL Toscana e come sindacato che a cuore il mondo del lavoro non possiamo che essere favorevoli a tutto ciò che promuove e incentiva l’occupazione. Soltanto nell’ottica della sinergia dei due scali, Firenze e Pisa insieme, si possono creare le condizioni di crescita per tutta la Toscana. Siamo convinti che lo sviluppo non si possa fermare per logiche di parte e per antagonismi che francamente, a questo punto, si fa fatica a comprendere”.

“Le imprese italiane scontano ormai da decenni un ritardo infrastrutturale che si va facendo sempre più grave”, sottolinea Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana, “rinunciare all’opportunità di un nuovo aeroporto per Firenze significa diventare complici di questo ritardo, con conseguenze anche pesanti sullo sviluppo economico e turistico della Toscana. Chi è contro a questo progetto deve assumersi questa precisa responsabilità nei confronti del sistema economico”.

“La questione, aeroporto sì – aeroporto no, non può trasformarsi in alcun modo in una lotta di classe – prosegue Anna Lapini – dobbiamo anzi sottrarla con forza agli interessi di parte e alle faziosità, per riportarla invece al centro di una discussione quanto più possibile obiettiva e razionale, l’unica capace di individuare il merito effettivo di questo progetto a medio e lungo termine”.

“Ci vuole meno ideologia e più pragmatismo. Da imprenditori, noi siamo abituati a ragionare sui numeri, con lo sguardo sempre rivolto al futuro. E i numeri previsionali ci confermano che l’ipotesi del nuovo aeroporto porterebbe benefici su molti fronti. È l’unica scelta possibileda fare – ha concluso la presidente di Confcommercio Toscana –  se vogliamo per la Toscana un futuro di lavoro, occupazione e benessere”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Aldo Cursano, presidente della Confcommercio fiorentina. Egli sottolinea la straordinaria unità di intenti sul tema aeroporto dell’intero sistema economico fiorentino: “sul sostegno all’aeroporto e il suo potenziamento esiste una convergenza di opinioni tra tutte le associazioni di categoria del commercio, dell’artigianato e dell’industria come forse su nessun altro tema. È la dimostrazione che la scelta di puntare su Peretola non è dettata da interessi di qualcuno ma da una generale strategia comune: dotare Firenze di infrastrutture a livello del suo prestigio e della sua storia”

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Carlo Barbagli nuovo presidente di Fimaa-Confcommercio Toscana

Carlo Barbagli nuovo presidente di Fimaa-Confcommercio Toscana

Cambio al vertice per Fimaa-Confcommercio Toscana: Carlo Barbagli è il nuovo presidente degli Agenti immobiliari Toscani. La sua nomina è avvenuta ieri (mercoledì 11 luglio 2018) a Firenze durante la riunione del consiglio direttivo della categoria nella sede operativa di Confcommercio Toscana, in largo Annigoni.

Classe 1963, Barbagli lavora nel settore dal 1983 ed è attualmente titolare della ‘Barbagli Immobiliare’ di Castiglion Fiorentino. Succede al collega lucchese Alessandro Gabriele nella guida degli agenti toscani, in un momento molto delicato per il mercato immobiliare, che negli ultimi mesi sembra finalmente voler risalire la china dopo un periodo prolungato di stasi.

”Il mercato è in ripresa, nonostante persistano ancora tante criticità come l’incertezza politica, l’instabilità economica ed occupazionale, i timori del futuro che frenano le famiglie italiane, per non parlare del carico fiscale che grava sugli immobili”, sottolinea il neo presidente di Fimaa-Confcommercio Toscana Carlo Barbagli, ”i segnali positivi arrivano soprattutto dal mercato degli immobili residenziali: secondo i nostri rilevamenti le compravendite sono aumentate in quasi tutte le province toscane, ad eccezione di Pisa, Livorno e Pistoia.”

Sul fronte degli immobili commerciali, invece, l’andamento è ancora fiacco: ”c’è chi registra una lieve crescita, nell’ordine di pochi punti percentuali, in città come Firenze, Lucca e Pistoia.

In generale, nei centri storici i fondi delle strade più frequentate hanno un turn over ancora vivace, ma altrove si fa più fatica e il cartello ‘vendesi o affittasi’ resta affisso più a lungo.

Per i prossimi mesi confidiamo nella stabilizzazione dei prezzi e in un numero di scambi più alto, ma la cautela è diventata ormai la nostra parola d’ordine. Pensare che, in situazione di normalità, il comparto immobiliare contribuisce alla ripresa economica del Paese con oltre il 20% del Pil”.

Molto positiva per i professionisti del settore immobiliare è stata l’entrata in vigore, dal 15 febbraio scorso, della legge 3/2018, che prevede un inasprimento delle sanzioni penali anche per chi esercita in forma abusiva l’attività di agente.

Ora, in caso di recidiva dopo la prima multa, si rischiano infatti fino a tre anni di carcere.

“Un provvedimento utile a tutelare i consumatori e a colpire chi fa concorrenza sleale alle nostre imprese. L’importante è che vengano effettuati i controlli e applicate le sanzioni, altrimenti la legge resta lettera morta”.

“Oltre ai controlli e alla repressione gioverebbe anche una migliore informazione e formazione ai consumatori. Qualcuno fa ancora fatica a distaccarsi dalla vecchia immagine del sensale, ma oggi le cose sono molto cambiate.

A tutela dei clienti, gli agenti immobiliari sono tenuti ad osservare una serie di regole molto stringenti, a stipulare una copertura assicurativa annuale, per non parlare degli obblighi in materia di privacy o di antiriciclaggio”, sottolinea Carlo Barbagli, “misure che comportano un notevole impegno di tempo e risorse. È giusto quindi che la legge tuteli chi fa bene il proprio mestiere difendendolo dalla concorrenza sleale degli abusivi”.

 

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Alluvione Livorno: la delusione delle imprese per i ritardi nei risarcimenti

Alluvione Livorno: la delusione delle imprese per i ritardi nei risarcimenti

La preoccupazione degli operatori economici di Livorno sui ritardi nell’assegnazione dei fondi del dopo alluvione. Domenico Guarino ha intervistato  il direttore di Confcommercio – Imprese per l’Italia LivornoFederico Pieragnoli.

“Anche pochi interventi ma subito”, questa è sempre stata la nostra richiesta per aiutare le aziende a ripartire. “Stiamo ancora aspettando. I nostri amministratori hanno preso il toro per le corna troppo tardi. C’è chi dopo 7-8 mesi sta soffrendo economicamente fino all’epilogo estremo della chiusura”.

Confcommercio raccoglie la disillusione delle imprese che hanno fatto domanda di risarcimento e che quasi non credono più che gli aiuti arriveranno.

Confcommercio della Provincia di Livorno invita anche i neo eletti a fare pressione affinché sia portata immediatamente all’attenzione del governo che si costituirà la condizione in cui versano le imprese colpite dagli eventi calamitosi dello scorso settembre.

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Confcommercio, pranzo di Natale fuori casa per più di 350mila toscani

Confcommercio, pranzo di Natale fuori casa per più di 350mila toscani

Si prevede un incasso di 17.6 milioni per i ristoratori toscani, che seguono un trend nazionale che vede oltre il 64% delle attività di ristorazione aperte il 25 Dicembre

Saranno oltre 350mila i toscani che consumeranno il pranzo di Natale fuori casa, in un ristorante o altro tipo di locale.

Nel complesso, il 25 dicembre i toscani spenderanno nei circuiti della ristorazione circa 17.6 milioni di euro, dal momento che il costo medio del pranzo sarà di 50 euro. I più tradizionalisti, invece, resteranno a casa e se la caveranno con una spesa compresa fra le 15 e le 20 euro a persona.

I dati emergono dall’indagine condotta dalla Fipe-Confcommercio in collaborazione con Format Research sulla ristorazione durante le festività. “Si calcola che il 9,4% degli italiani sceglierà un ristorante per festeggiare il Natale insieme a parenti o amici” ha detto il presidente della Fipe-Confcommercio Toscana Aldo Cursano, che per l’organizzazione dei pubblici esercizi ricopre a livello nazionale il ruolo di vicepresidente vicario.

“E’ un dato in leggera crescita rispetto al 2016, quando era del 9,2%”. E se fra i consumatori cresce il desiderio di pranzare fuori casa in occasione della massima festività dell’anno, i locali si comporteranno di conseguenza: “oltre il 64% dei ristoratori non chiuderà il giorno di Natale”.

“In tutta Italia saranno 470.000 le persone impegnate in cucina e in sala per consentire agli ospiti di trascorrere una bella festa. Sempre secondo Confcommercio quest’anno il menù preferito, offerto dal 44,3% dei locali, sarà quello tutto compreso, con molti piatti della tradizione inclusi vini e spumante per il brindisi finale. “Il pacchetto all inclusive rende più facile preventivare il budget di spesa finale. Con il menù a la carte c’è invece il rischio di sforare” ha spiega Cursano.

Inoltre,nel 40% dei ristoranti, sarà presente un menù per bambini. Per l’87,9% degli italiani, toscani compresi, il Natale 2017 sarà però una ricorrenza da trascorrere in casa. Si prevede quindi un picco negativo anche nei viaggi, seppure di corto raggio. “Un trend perfettamente normale per un popolo come il nostro, così attaccato alle tradizioni”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni.

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