Firenze,una città dai molti appetiti

La FUA (Florence University of The Arts), organizza ogni anno, con la Stony Brook University di New York, una conferenza internazionale di ampio respiro. Quest’anno, il titolo è Florence: A City of Many Appetites (8 e 9 novembre presso il Cenacolo di santa Croce e la sede del Fua Palazzo Bombicci Guicciardini in Corso Tintori).

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L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani insieme a James Henry Lynch del Fua e Thomas Brownlees (academic chair School of Arts and Sciences). “Come sempre il Fua- ha detto il presidente Giani-, si apre alla città. Anche questa volta lo fa con un bell’evento che si inserisce nel contesto dei 500 anni della stesura de Il Principe di Machiavelli”. Oltre alla conferenza, per l’occasione ci sarà anche una mostra fotografica di Gianni Caverni “Florentine Appetites che inaugurerà il 7 novembre alle 19 nello spazio Florence Artist in Residence in via San Gallo 45r. L’idea di appetito si presta a una varietà di interpretazioni. Appetito collegato a un’esigenza fisica, per istinto di sopravvivenza. Appetito anche come inclinazione intellettuale, capace di tessere insieme curiosità, ambizione, coraggio. Firenze è stata davvero una città dai molti appetiti, come tutta la sua storia testimonia. Appetito per cibo, conoscenza, bellezza, potere e denaro hanno guidato la sua crescita durante il Rinascimento sotto la guida illuminata della famiglia Medici. Desiderio di conoscenza insieme ad ambizione e passione ne hanno alimentato il prestigio intellettuale, culturale, politico e artistico che continua a plasmare la società di oggi. In breve, Firenze, allora come ora, era ed è una città di molti appetiti.
Forse nessun pensatore è riuscito a riunire e collegare i suoi appetiti nel modo più efficace come Machiavelli,il cui capolavoro, Il Principe, festeggia quest’anno il 500° anniversario dalla prima pubblicazione. Il comitato scientifico della conferenza è composto da rappresentanti di entrambe le istituzioni (FUA e SBU)
e da emeriti professori di istituzioni esterne, fra i quali il Prof. Nicholas Brownlees, professore di Letteratura inglese presso l’Università degli Studi di Firenze e il Distinguished Prof., Mario B. Mignone, direttore del Dipartimento di Studi Italiani presso Stony Brook University. I relatori partecipanti provengono da entrambe le istituzioni (FUA e SBU), così come da università e istituti italiani e internazionali.