Consorzio Chianti: “Si preannuncia grande annata per vendemmia”

Consorzio Chianti: “Si preannuncia grande annata per vendemmia”

“Speriamo che il tempo ci assista perché si preannuncia una grandissima annata con uva di alta qualità”. A dirlo è Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, parlando della vendemmia 2022.

Ottime notizie per gli amanti del vino: secondo il presidente del Consorzio Vino Chianti l’annata del 2022 sarà caratterizzata da “uve belle e sane, alla quantità si unisce un’alta qualità. Stimiamo una produzione del 5-10% maggiore rispetto al 2021, una produzione che si contraddistinguerà per il livello elevato. Per quanto riguarda la percentuale di uva bio prodotta siamo intorno al 10%”. La vendemmia, spiega ancora, “è in anticipo di circa una settimana con le uve che, però, non sono in sofferenza. Le viti, che godono di ottima salute, hanno beneficiato delle ultime piogge che ne hanno accelerato la maturazione. Adesso si tratta soltanto di incrociare le dita augurandoci che il meteo sia clemente”.

Quanto alle giacenze di Chianti “sono diminuite rispetto allo scorso anno, questo è dovuto alla minor produzione della vendemmia 2021 ma anche a un mercato abbastanza fermo. Se
riusciamo a rimettere un po’ di vino in cantina abbiamo più tranquillità e coraggio di andare sul mercato ad offrire il nostro Chianti riconquistando quei volumi di vendite che, nei mesi scorsi, sono mancate anche per una questione di quantità”.

L'articolo Consorzio Chianti: “Si preannuncia grande annata per vendemmia” da www.controradio.it.

Vino: da Gallo nero ‘wine education’ studenti e studentesse americani a Firenze

Vino: da Gallo nero ‘wine education’ studenti e studentesse americani a Firenze

Le parti, spiega una nota, si sono impegnate nella redazione di un documento informativo per la migliore fruizione degli spazi e delle opportunità culturali e ricreative del territorio fiorentino, che sarà consegnato agli studenti e alle studentesse americane all’arrivo in
Italia.

Il consorzio del Gallo nero è uno degli interlocutori coinvolti, grazie all’iniziativa dell’ex prefetto di Firenze Laura Lega, nella firma di un protocollo di intesa con il consolato generale degli Stati Uniti d’America e altri soggetti istituzionali volto a creare una rete di riferimento per gli studenti e le studentesse stranieri nel territorio metropolitano di Firenze.

In particolare, l’Università di Firenze e il Consorzio Chianti classico, coordinandosi tra loro e con il consolato, si sono impegnati “a programmare interventi di formazione mirati
alla miglior conoscenza del territorio metropolitano, della produzione agricola locale, della gastronomia e del mondo del vino eccellenza della Città Metropolitana di Firenze e dell’intera regione, per intraprendere un percorso culturale volto, oltre che ad apprezzare i prodotti locali, a favorire un consumo consapevole e responsabile delle bevande alcoliche,
scongiurandone gli abusi”.

“La wine education è un tema che come Consorzio ci riguarda da vicino – dichiara il direttore del Gallo nero Carlotta Gori, -il percorso di approccio al vino per diventare un consumatore consapevole si lega indissolubilmente alla conoscenza e alla scoperta delle caratteristiche che lo rendono un prodotto unico. Il Chianti classico ha inoltre una storia che è unita a doppio filo con quella della città di Firenze dal Medioevo: a buon diritto entra nella cultura che si respira nel capoluogo toscano, e ne è cifra essenziale in Italia e all’estero”.

L'articolo Vino: da Gallo nero ‘wine education’ studenti e studentesse americani a Firenze proviene da www.controradio.it.

Covad19, saltano le fiere del vino in Cina a causa del coronavirus

Covad19, saltano le fiere del vino in Cina a causa del coronavirus

Firenze, il presidente del consorzio vino Chianti, Giovanni Busi, parlando con i giornalisti in occasione di ‘Chianti Lovers’, anteprima delle nuove annate di vino realizzata insieme al consorzio del Morellino di Scansano, ha fatto sapere della cancellazione, a causa dell’epidemia causata dal virus Covad19, di alcune importanti manifestazioni fieristiche vinicole che si dovevano tenere in Cina.

“La fiera del vino di Chengdu è già stato comunicato ufficialmente che è saltata a causa dell’allarme per il virus Covad19 – ha detto il presidente Busi – e al momento non è stata data una nuova data. Gli organizzatori parlano di giugno o luglio ma sarà necessario vedere la situazione, anche per quanto riguarda le altre fiere in Cina. Ieri è arrivata la notizia che anche il Vinexpo di Hong Kong, che si sarebbe dovuto tenere a maggio, è saltato”.

“C’è poi Interwine a Canton – ha aggiunto poi Busi – che fino alla scorsa settimana davano ancora per realizzabile ma qui dobbiamo vivere giorno per giorno. L’importante è capire quando arriverà il picco dell’infezione. A quel punto anche se la situazione dell’epidemia è stata lenta a salire è prevedibile una veloce ripresa del Paese”

Queste sono senza dubbio brutte notizie per i produttori di vino toscano che contavano sul mercato cinese per una forte espansione dell’export: “Noi investiamo in Cina circa il 40/50% dei fondi che mettiamo a disposizione per la promozione internazionale, una cifra pari a circa 700.000 euro – aveva detto Busi soltanto nel novembre scorso – specifica Busi – Crediamo nella Cina perché si tratta di un Paese non solo enorme, ma con potenzialità di sviluppo interessanti, in cui appaiono sempre più importanti e decisivi i temi della qualità della vita”.

“E fra questi si impone anche la qualità dei prodotti, un terreno su cui possiamo competere – specifica il presidente Busi – Abbiamo dalla nostra una storia di tradizione e professionalità con pochi eguali: ogni bottiglia di Chianti che esce dalle cantine delle nostre aziende è stata creata seguendo rigide regole di produzione e vendita. Abbiamo dimostrato coi fatti ai nostri interlocutori cinesi che noi rispettiamo il consumatore e quindi il mercato ci rispetta e ci apprezza”.

L'articolo Covad19, saltano le fiere del vino in Cina a causa del coronavirus proviene da www.controradio.it.

Vino in polvere e Chianti ai mirtilli: la truffa colossale del web

Vino in polvere e Chianti ai mirtilli: la truffa colossale del web

C’è il Chianti in polvere e c’è al mirtillo rosso: la creatività dei truffatori sul web non conosce limiti, un frode colossale e continuativa ai danni del Consorzio Vino Chianti che si è affidato ad un’agenzia specializzata di “cacciatori” per scovare le minacce che arrivano dalla rete e neutralizzarle. Busi (Consorzio Vino Chianti): “Dopo due anni di lavoro le frodi sono in netto calo, ma non basta”.

Nei primi nove mesi del 2019 i cacciatori di Griffeshield, azienda specializzata in nuove tecnologie informatiche a supporto delle medie e grandi aziende internazionali, hanno individuato oltre 15.600 minacce e ne hanno rimosse 10.700: per la gran parte si tratta di violazioni del marchio Chianti, vendita di vini Chianti contraffatti e vendita di etichette Chianti contraffatte.

La forma principale di frode è rappresentata dai cosiddetti ‘wine kit’, ovvero preparati chimici in polvere per fare il vino in casa al costo di un euro a bottiglia: ne sono state individuate e rimosse ben 6.000. Seguono oltre 3.000 casi di concorrenza sleale, cioè di Chianti falso spacciato per vero, e poco meno di 2.000 violazioni del marchio commesse attraverso la commercializzazione di etichette contraffatte. La principale piazza di frode sono siti web dedicati, come Italian Chianti style, Original Chianti, Vintners Reserve Chianti e World Vineyard Italian Chianti, seguiti dai principali marketplaces, come e-Bay e Amazon.

Alla fine del terzo trimestre 2019 Griffeshield ha rilevato e rimosso 4.852 nuove violazioni, segno del fatto che l’attività di  monitoraggio non può essere mai interrotta, perché i truffatori si muovono velocemente spostandosi da una parte all’altra del web quando vengono scovati. I risultati dell’attività avviata all’inizio del 2018 sono però molto positivi: con un totale di minacce potenziali rilevate nel primo semestre 2018 pari a 71.891, dopo quasi due anni di operatività la situazione di presenta nettamente migliorata, con un totale di violazioni rilevate online pari a 15.638.

“Nel 2019 le violazioni individuate sono state un terzo rispetto all’anno precedente. Un netto calo, segno che il lavoro funziona – commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi -. Ma è un dato che non ci permette di rilassarci: il lavoro di tutela del nostro brand e delle nostre aziende deve continuare in modo serrato e determinato perché i danni che queste truffe provocano sono milionari”.

La piazza peggiore sono gli Stati Uniti, perché da qui provengono i frodatori più difficili da disinnescare: il tasso di successo delle attività di “enforcement” (ovvero la pressione per rimuovere i prodotti sleali) è pari soltanto al 78% a causa della scarsa volontà di collaborare. Male anche nel Regno Unito, mercato principale dei wine kit, dove i truffatori tendono a scaricare la responsabilità sui fornitori e il tasso di successo delle richieste di rimozione si ferma al 91%. Paradossalmente il tasso di successo è pieno (100%) in Cina, dove tutte le operazioni di invito all’interruzione dei comportamenti scorretti vanno a buon fine.

“E’ uno sforzo enorme – conclude Giovanni Busi –  che ci permette di eliminare la stragrande maggioranza delle violazioni e frodi che danneggiano il marchio Chianti nel mondo. Queste azioni hanno lo scopo di aumentare la pressione e quindi il rischio di incorrere in cause legali,  educando la rete di vendita online a rispettare il marchio Chianti e soprattutto i diritti dei produttori dell’autentico vino Chianti”.

L'articolo Vino in polvere e Chianti ai mirtilli: la truffa colossale del web proviene da www.controradio.it.

Vino in polvere e Chianti ai mirtilli: la truffa colossale del web

Vino in polvere e Chianti ai mirtilli: la truffa colossale del web

C’è il Chianti in polvere e c’è al mirtillo rosso: la creatività dei truffatori sul web non conosce limiti, un frode colossale e continuativa ai danni del Consorzio Vino Chianti che si è affidato ad un’agenzia specializzata di “cacciatori” per scovare le minacce che arrivano dalla rete e neutralizzarle. Busi (Consorzio Vino Chianti): “Dopo due anni di lavoro le frodi sono in netto calo, ma non basta”.

Nei primi nove mesi del 2019 i cacciatori di Griffeshield, azienda specializzata in nuove tecnologie informatiche a supporto delle medie e grandi aziende internazionali, hanno individuato oltre 15.600 minacce e ne hanno rimosse 10.700: per la gran parte si tratta di violazioni del marchio Chianti, vendita di vini Chianti contraffatti e vendita di etichette Chianti contraffatte.

La forma principale di frode è rappresentata dai cosiddetti ‘wine kit’, ovvero preparati chimici in polvere per fare il vino in casa al costo di un euro a bottiglia: ne sono state individuate e rimosse ben 6.000. Seguono oltre 3.000 casi di concorrenza sleale, cioè di Chianti falso spacciato per vero, e poco meno di 2.000 violazioni del marchio commesse attraverso la commercializzazione di etichette contraffatte. La principale piazza di frode sono siti web dedicati, come Italian Chianti style, Original Chianti, Vintners Reserve Chianti e World Vineyard Italian Chianti, seguiti dai principali marketplaces, come e-Bay e Amazon.

Alla fine del terzo trimestre 2019 Griffeshield ha rilevato e rimosso 4.852 nuove violazioni, segno del fatto che l’attività di  monitoraggio non può essere mai interrotta, perché i truffatori si muovono velocemente spostandosi da una parte all’altra del web quando vengono scovati. I risultati dell’attività avviata all’inizio del 2018 sono però molto positivi: con un totale di minacce potenziali rilevate nel primo semestre 2018 pari a 71.891, dopo quasi due anni di operatività la situazione di presenta nettamente migliorata, con un totale di violazioni rilevate online pari a 15.638.

“Nel 2019 le violazioni individuate sono state un terzo rispetto all’anno precedente. Un netto calo, segno che il lavoro funziona – commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi -. Ma è un dato che non ci permette di rilassarci: il lavoro di tutela del nostro brand e delle nostre aziende deve continuare in modo serrato e determinato perché i danni che queste truffe provocano sono milionari”.

La piazza peggiore sono gli Stati Uniti, perché da qui provengono i frodatori più difficili da disinnescare: il tasso di successo delle attività di “enforcement” (ovvero la pressione per rimuovere i prodotti sleali) è pari soltanto al 78% a causa della scarsa volontà di collaborare. Male anche nel Regno Unito, mercato principale dei wine kit, dove i truffatori tendono a scaricare la responsabilità sui fornitori e il tasso di successo delle richieste di rimozione si ferma al 91%. Paradossalmente il tasso di successo è pieno (100%) in Cina, dove tutte le operazioni di invito all’interruzione dei comportamenti scorretti vanno a buon fine.

“E’ uno sforzo enorme – conclude Giovanni Busi –  che ci permette di eliminare la stragrande maggioranza delle violazioni e frodi che danneggiano il marchio Chianti nel mondo. Queste azioni hanno lo scopo di aumentare la pressione e quindi il rischio di incorrere in cause legali,  educando la rete di vendita online a rispettare il marchio Chianti e soprattutto i diritti dei produttori dell’autentico vino Chianti”.

L'articolo Vino in polvere e Chianti ai mirtilli: la truffa colossale del web proviene da www.controradio.it.