Internet, saranno ripristinate le antenne di San Pellegrino al Cassero nel Pistoiese

FIRENZE - Si torna a navigare su internet a San Pellegrino al Cassero, frazione del comune di Sambuca Pistoiese ai confini con l'Emilia Romagna. Entro due anni arriverà la banda ultralarga, ma nel frattempo saranno presto  le antenne di Clouditalia che oggi consentivano ai residenti (e a anche a chi abita  nelle vicine Corniolo e Bellavalle) di collegarsi alla rete e che a fine anno l'azienda di Arezzo aveva staccato vincitrice di un bando del 2010.  Il risultato è stato raggiunto nella riunione che la Regione, con l'assessorato alla presidenza, e i vertici del Comune hanno avuto con CloudItalia.

L'azienda si è impegnata a ripristinare le tre  antenne dismesse già nei prossimi giorni, grazie alla disponibilità a ‘ospitarle' senza oneri da parte dei cittadini e a un'eventuale compartecipazione da parte della Regione per la re-installazione degli impianti.

Firmato protocollo per la promozione e sviluppo delle smart cities

FIRENZE - Tutti insieme, al lavoro, per promuovere le smart cities. Nelle città intelligenti, abitanti e imprese svolgono infatti meglio le proprie attività, consumano anche meno energia, perdono meno tempo, organizzano il lavoro in modo più razionale ed efficace, accedono più facilmente alle informazioni utili; ma gestire progetti smart, avvicinare le città alle esigenze dei cittadini o promuovere processi di innovazione senza che nessun territorio rimanga indietro richiede un coordinamento che superi la frammentazione delle autonomie locali e delle varie aziende di servizi pubblici.

Per questo Regione Toscana, Anci e Confservizi Cispel Toscana hanno siglato nelle ultime settimane del 2017 un protocollo per la promozione e lo sviluppo delle smart cities, che coinvolge già la metà dei Comuni capoluogo, ovvero Firenze, Prato, Pisa, Grosseto e Siena, ma che rimane aperto anche ad altre adesioni. Potranno infatti siglare l'intesa altre città toscane (capoluogo e non), ma anche aggregazioni territoriali e piccoli comuni che, con la banda larga ormai presente in tutta la regione e la banda ultralarga in arrivo, potranno usufruire dei servizi digitali.

Regione, Confservizi Cispel e Anci hanno scelto di lavorare insieme, con alcuni obiettivi strategici comuni dal punto di vista energetico, ambientale, informativo, tecnologico e sociale. Se Regione Toscana ha inserito le politiche sulla Smart City nel Programma regionale di sviluppo 2020 e Anci Toscana già eroga servizi nel settore dell'Itc, Confservizi Cispel Toscana – che riunisce sotto la sua egida le aziende di servizio pubblico locale, dai trasporti, all'edilizia residenziale pubblica, all'energia, al servizio idrico, ai rifiuti, alle telecomunicazioni – ha già svolto, d'intesa con i Comuni e il sistema delle Camere di commercio, un'analisi delle attività e dei progetti smart dei comuni e delle società partecipate.

"La Toscana sta facendo salti in avanti in tema di innovazione – commenta Vittorio Bugli, assessore alla presidenza con delega, tra l'altro, allo sviluppo della società dell'informazione -. Con la banda larga che copre tutto il territorio regionale, e l'ultralarga che sta arrivando, dobbiamo prepararci a implementare la diffusione di servizi per avere città sempre più intelligenti. Per fare questo dobbiamo essere in grado, così come abbiamo fatto per superare il digital divide delle connessioni e delle infrastrutture, di diffondere su tutto il territorio quello che le città più grandi stanno già facendo. Definiremo linee guida e standard di servizio valide per tutta la regione, proponendo queste buone pratiche, partendo dal censimento dei progetti e dei servizi in essere nelle nostre città".

Al protocollo potranno aderire anche università e centri di ricerca e tra le prime azioni individuate, oltre alla stesura delle linee guida e del censimento dei servizi, c'è la definizione di un piano operativo composto da un primo gruppo di progetti di smart city da realizzare nei Comuni in collaborazione con le società̀ partecipate e da coordinare a livello regionale, l'affidamento alle società partecipate responsabili dei progetti per lo sviluppo operativo e industriale delle smart cities e l'analisi e l'individuazione delle possibili fonti di finanziamento, nazionali ed europee.

(in collaborazione con ufficio stampa di Cispel)
 

Commercio, al via i saldi invernali

FIRENZE – Al via da domani, venerdì 5 gennaio, la stagione ufficiale dei saldi invernali 2018. Lo ha deciso la Giunta regionale con una delibera che stabilisce il calendario delle vendite di fine stagione per tutto l'anno. I saldi invernali dureranno 60 giorni, fino al prossimo 5 marzo 2018.

"Ci auguriamo che anche quest'anno - sottolinea l'assessore al commercio Stefano Ciuoffo - l'avvio delle vendite di fine stagione rappresenti non solo un evento atteso dai consumatori ma anche un'opportunità e una conferma dell'inversione di rotta per un settore come il commercio, vitale per l'economia toscana".


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Giovani consumatori, premiate tre scuole di Cortona, Poggio a Caiano e Vnci

FIRENZE – Il tema quest'anno era lo spreco alimentare e i premi gadget tecnologici e multimediali per una scuola sempre più 4.0, dove si lavora con tablet, lavagne multimediali e scienze applicate ma anche si parla di consumo critico, sostenibile e consapevole.

Si è appena conclusa l'edizione 2017 di "Giovani consumatori", il concorso di Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale rivolto agli alunni della quarta e quinta primaria, ovvero bambine e bambini di nove e dieci anni. Bravi consumatori si diventa: è una questione di educazione. E da qui è nata l'idea.
C'è chi ha realizzato video e chi scritto racconti o realizzato sequenze di testi e immagini a computer. Sono stati tredici i progetti presentati, da venticinque classi di nove diversi istituti comprensivi, e alla fine hanno vinto in tre.

Il primo premio con "Io non spreco. E tu?" (guarda il video) se l'è aggiudicato la quarta A della primaria "Moneti" di Pergo,  parte dell'istituto "Bartali" di  Cortona, in provincia di Arezzo. Hanno vinto un allestimento completo per un'aula multimediale, con un monitor touch da 65 pollici, un notebook e ventiquattro tablet. Il loro lavoro sullo spreco di cibo nel mondo è stato davvero multidisciplinare e dai quaderni zeppi di appunti è uscito fuori un cartone animato, semplice e rudimentale. 

Al secondo posto, con "No allo spreco alimentare" (guarda il video), si è piazzata la quarta A della primaria "De Amicis" di Poggio a Caiano, uno dei plessi dell'istituto "Mazzei", in provincia di Prato. La loro riflessione è partita dalla constatazione dello spreco che giornalmente avviene anche in una mensa scolastica. E alla fine gli sprechi si sono anche ridotti. Hanno realizzato fumetti, disegni, piatti creativi, una canzone rap e un video e si sono aggiudicati un kit per ventiquattro studenti che permette di lavorare con le scienze, la tecnologia, l'ingegneria, l'arte e la matematica in modo semplice e coinvolgente.

Terzi sono arrivati gli alunni della quarta B della primaria "Galilei" di Vinci con "Anche con il bee-bot si può dire no allo spreco alimentare". Il bee-bot è un piccolo robot, l'apina Giustina, programmata dai ragazzi per muoversi lungo un percorso fatto di consigli utili per ridurre gli sprechi alimentari (evitando le caselle ‘sprecone'). E un robot, anzi otto robot  dotati di un modulo di comunicazione wi-Fi che li rende particolarmente adatti all'utilizzo in ambito didattico, sono il premio che hanno portato a scuola.

Tutti i progetti che hanno partecipato al concorso sono disponibili sul sito www.giovaniconsumatori.it.

CollaboraToscana, progetti e laboratori: qualche esempio di economia collaborativa

FIRENZE – La sharing economy non nasce oggi: quella 'solidale', che ha a che fare con impegno sociale e responsabilità verso gli altri. Basta guardare all'esperienza del teatro povero di Monticchiello in Val d'Orcia, che vive da cinquantuno anni, e attorno a cui è nata una cooperativa di comunità.

La storia del piccolissimo borgo in provincia di Siena è uno degli esempi di economia collaborativa raccontati oggi durante la presentazione del libro verde di #CollaboraToscana. Colpito dalla crisi della mezzadria dei primi anni Sessanta, per non morire il paese nel 1967 si è reinventato nel segno del teatro: "una reazione a quei ‘lombrichi' che erodono l'Italia minima ma senza renderla feconda" racconta Andrea Agresti, regista degli spettacoli e anima del teatro povero (ma impegnato) di Monticchiello. E da allora non si sono più fermati: i giovani non  fuggono più, è rinata la vita sociale e ricreativa, si è sviluppata una rete di ristoratori e di strutture ricettive, si sono fatte largo anche esperienze di servizio civile e con ospiti richiedenti asilo.  

A San Casciano in Val di Pesa, nel Chianti fiorentino, l'economia collaborativa è servita a risolvere un problema di scarsi collegamenti tra le tante piccole frazioni di un territorio ampio che misura più di cento chilometri quadrati: nessun treno, pochi bus, pochi utenti per reggersi sul mercato, un quarto della popolazione sopra i 65 anni e tra loro pure diversi ultranovantenni, la scelta nel 2015 è stata quella di mettere in rete e far meglio conoscere i trasporti su prenotazione offerti dalle associazioni di volontariato, a disposizione per raggiungere strutture sanitarie, andare a teatro o anche visitare un museo. L'amministrazione comunale ha aggiunto un bus navetta gratuito, due volte a settimana, da San Pancrazio, Montefiridolfi e Mercatale verso il capoluogo. Si sono inventati anche un car sharing territoriale, una sorta di "Bla bla car" analogico, spontaneo, con un referente per paese e bacheche fisiche in piazza, dove offrire e cercare passaggi, per ora in legno e con fogli di carta ma che per gli studenti dei poli universitari di Sesto Fiorentino e Careggi si è già evoluto on line. Un progetto articolato di trasporto collaborativo che in Regione si pensa di replicare lungo tutta la via Francigena, in chiave turistica.

A Rispescia, nel parco dell'Uccellina in provincia di Grosseto, il riutilizzo di un bene comune urbano ha portato alla rivitalizzazione di uno spazio coinvolgendo disabili, migranti e disoccupati, musicisti in cerca di un luogo dove esibirsi e disposti in cambio a dare lezioni di musica a chi altrimenti non se le potrebbe permettere, anziani pronti ad insegnare l'arte della terra. Un progetto pronto a coinvolgere anche un paio di banche, pronte ad emettere obbligazioni attraverso cui raccogliere i capitali per partire.  

A Campi Bisenzio, all'interno di bene confiscato alla criminalità, ha trovato casa invece l'emporio solidale "Fai da noi", nato da una collaborazione tra Comune, la multinazionale Leroy Merlin e l'associazione Diaconia Valdesa fiorentina. L'idea è semplice: ti serve un martello, una scala o un altro utensile, chiodi o vernice? Prendile in prestito e in cambio offri ore di volontariato civico e di impegno sociale. Il servizio si rivolge alle famiglie in difficoltà economica ma anche a chi, semplicemente, non vuole comprare un oggetto che utilizzerà sporadicamente ma offrire tempo e competenze a vantaggio della collettività: contro lo spreco e come esempio di cittadinanza attiva.    

La collaborazione può aiutare anche a creare una  nuova economia basata sulla biodiversità. E' successo a Montespertoli, in provincia di Firenze, dove è nata una filiera sulla riscoperta dei grani antichi, quelli che nell'Ottocento la facoltà di agraria aveva selezionato come i migliori per quei terreni ma di cui negli anni Cinquanta del Novecento si era persa traccia, a vantaggio di vigneti e olivi. L'associazione si è costituita nel 2014 e dopo tre anni, racconta il sindaco Giulio Mangani, i terreni coltivati occupano 500 ettari, i quintali di grano prodotti superano i tremila. La rete si è allargata a due mulini, quattro forni ed alcune pasticcerie, a scuola si mangia solo pane di grani antichi e da quest'anno anche la pasta. In conseguenza della scelta biologica e dell'esigenza di una rotazione nella coltivazione dei terreni, è nata anche una filiera delle zootecnia e dei legumi. Il prossimo passaggio sarà la certificazione dei grani.    

La Regione ha lanciato invece il progetto "Banca della terra", che dal 2013 ha già messo a disposizione cinquemila ettari di terreni coltivabili, per l'80 per cento già assegnati, tra i 110 mila di sua proprietà. Molti sono giovani e infatti l'intervento è parte del progetto Giovanisì, per chi vuole cercare un'autonomia economica puntando sull'agricoltura. L'assegnazione avviene con bandi. L'idea nuova è farli precedere da una manifestazione di interesse dei progetti. Ed oltre alla "Banca della terra", per chi vuol cimentarsi come palestra su appezzamenti più piccoli, ci sono i "100 mila orti urbani", a cui hanno già aderito sessanta comuni: sempre un progetto regionale di Giovanisì.  

Ma le frontiere dell'economia collaborativa possono essere ancora più estese: dai beni e spazi culturali alle rete di laboratori aperti, dalla promozione del territorio alla casa e il welfare, attraverso forme di coabitazione fondate non su il classico affitto ma su valori e mutualità. Terreni in parte già esplorati e in parte da esplorare.