Canoni demaniali idrici, ecco le novità nel dettaglio

FIRENZE. Canoni idrici, si cambia. Le modifiche, riassunte nella due delibere e nella proposta di legge che hanno avuto il via libera ieri dalla giunta regionale riguardano in particolar modo l'utilizzo dell'acqua; non mancano però novità anche per l'occupazione.

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La prima ‘rivoluzione' riguarda il canone: non si pagherà più per scaglioni e in base al massimo della concessione richiesta ma sulla base degli effettivi consumi. La proporzionalità, oltre ad essere più equa, favorirà comportamenti più attenti e anche un minor spreco di acqua. Il canone sarà composto da una quota fissa e da una variabile. Inoltre verranno previsti sconti  e agevolazioni, anche a fini agricoli: per chi ad esempio restituisce l'acqua con le stesse caratteristiche chimiche e fisiche di quando l'ha prelevate e nello stesso corpo idrico, a chi utilizza per almeno metà del fabbisogno anche acque reflue e riciclate, a chi raccoglie con gli stessi fini acque piovane o a chi irriga in modo intelligente ed efficiente, senza sprechi. Una sorta di premio, insomma, per chi persegue e contribuisce ad uno sviluppo sostenibile, che si tradurrà nei fatti in uno sconto del 30 per cento per le imprese e in particolare per i distretti del cuoio, della carta e del tessile.

Sconti, fino ad un massimo del 35 per cento, anche per chi si impegna a trasmettere periodicamente dati sui consumi o per le piccole aziende idroelettriche che non tutto l'anno riescono a produrre energia.  Per l'uso agricolo sarà ridotto il valore ‘soglia' che imponeva il pagamento di un contributo minimo, in modo da rendere il tributo similarmente ad altre fattispecie più equo e proporzionale e in modo che chi utilizza più acqua paghi di più di chi ne fa un uso minore.

Risolti, rispetto all'anno scorso, pure alcuni paradossi e disparità che nel passaggio dai regolamenti provinciali ad un'unica norma regionale si erano venuti a creare per chi ormeggia piccole imbarcazioni sui corsi d'acqua. Il canone applicato, che in questo caso riguarda non l'uso dell'acqua ma l'impiego di spazio del demanio, si baserà d'ora in poi su una formula che trasforma tre metri lineari di ormeggio in dieci metri quadri di occupazione. In questo modo il passaggio dalle vecchie alle nuove norme sarà più omogeneo per tutti.

Canoni demaniali idrici, ecco le novità nel dettaglio

FIRENZE. Canoni idrici, si cambia. Le modifiche, riassunte nella due delibere e nella proposta di legge che hanno avuto il via libera ieri dalla giunta regionale riguardano in particolar modo l'utilizzo dell'acqua; non mancano però novità anche per l'occupazione.

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La prima ‘rivoluzione' riguarda il canone: non si pagherà più per scaglioni e in base al massimo della concessione richiesta ma sulla base degli effettivi consumi. La proporzionalità, oltre ad essere più equa, favorirà comportamenti più attenti e anche un minor spreco di acqua. Il canone sarà composto da una quota fissa e da una variabile. Inoltre verranno previsti sconti  e agevolazioni, anche a fini agricoli: per chi ad esempio restituisce l'acqua con le stesse caratteristiche chimiche e fisiche di quando l'ha prelevate e nello stesso corpo idrico, a chi utilizza per almeno metà del fabbisogno anche acque reflue e riciclate, a chi raccoglie con gli stessi fini acque piovane o a chi irriga in modo intelligente ed efficiente, senza sprechi. Una sorta di premio, insomma, per chi persegue e contribuisce ad uno sviluppo sostenibile, che si tradurrà nei fatti in uno sconto del 30 per cento per le imprese e in particolare per i distretti del cuoio, della carta e del tessile.

Sconti, fino ad un massimo del 35 per cento, anche per chi si impegna a trasmettere periodicamente dati sui consumi o per le piccole aziende idroelettriche che non tutto l'anno riescono a produrre energia.  Per l'uso agricolo sarà ridotto il valore ‘soglia' che imponeva il pagamento di un contributo minimo, in modo da rendere il tributo similarmente ad altre fattispecie più equo e proporzionale e in modo che chi utilizza più acqua paghi di più di chi ne fa un uso minore.

Risolti, rispetto all'anno scorso, pure alcuni paradossi e disparità che nel passaggio dai regolamenti provinciali ad un'unica norma regionale si erano venuti a creare per chi ormeggia piccole imbarcazioni sui corsi d'acqua. Il canone applicato, che in questo caso riguarda non l'uso dell'acqua ma l'impiego di spazio del demanio, si baserà d'ora in poi su una formula che trasforma tre metri lineari di ormeggio in dieci metri quadri di occupazione. In questo modo il passaggio dalle vecchie alle nuove norme sarà più omogeneo per tutti.

Canoni demaniali idrici, sconti per piccoli consumatori e chi usa l’acqua in modo virtuoso

FIRENZE - Sul demanio idrico, quello che interessa fiumi, laghi e le aree immediatamente attorno, si cambia ancora. Cambiano regole e canoni per l'utilizzo e l'occupazione, che per molti piccoli concessionari si faranno più lievi. Le novità che hanno ricevuto il via libera della giunta regionale sono il frutto di lavoro serrato e certosino condotto in otto mesi, con ispezioni, approfondimenti, lo sguardo volto anche oltre i confini regionali e confronti sul campo, per capire anzitutto le esigenze e superare le criticità del vecchio regolamento. Caso per caso, territorio per territorio: con l'obiettivo di una maggiore equità ma senza cedere sul fronte di una necessaria omogeneità, che quando canoni e regolamenti fino al 2015 dipendevano dalle Province non c'era.

Oltre alla rimodulazione dei canoni sarà anche sospesa per due anni, fino al 2018, l'imposta regionale applicata nei casi di occupazione di suolo. Valeva fino al 2015 tre volte l'importo del canone, poi nel 2016 è stata ridotta ad un sesto della misura originaria (ovvero metà canone) ed ora verrà congelata.

Ci sarà più tempo, fino al 30 novembre 2017, per mettersi in regola sull'imposta dell'anno scorso ancora non pagata, versando un'aliquota agevolata pari al 20 per cento. Si snelliscono pure le procedure per acquisire pareri, nulla osta e atti di assenso necessari al rilascio della concessione, che in questi anni hanno generato più di un ritardo. Infine con i grandi utenti, per la precisione quelli che contano più di cinquanta rapporti in essere, potranno in futuro venire stipulati accordi specifici. Si tratta di realtà come Anas o Autostrade, aziende elettriche come Terna o Enel, distributori di gas come Snam e Toscana Energia e poi i diversi gestori degli acquedotti cittadini e servizi integrati.

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Un riordino complesso ma ora in via di completamento  
Il demanio idrico è tornato in carico alla Regione l'anno scorso. Il 2016 è stato un anno di transizione, con una prima omogeneizzazione di regolamenti e tariffe che erano diversi tra provincia e provincia, sedimentati nel corso di più di quindici anni. Il riordino a questo punto può dirsi ora sostanzialmente compiuto, con le ultime delibere e la proposta di legge licenziate nella seduta del 7 agosto della giunta regionale.

Se il demanio idrico riguarda fiumi, torrenti, corsi d'acqua minori e laghi interni, gli usi e le fattispecie possono essere i più diversi. La concessione per l'occupazione può riguardare ad esempio un ponte, una passerella o una strada che attraversa un fiume o uno specchio d'acqua, il tubo o il cavo che lo scavalca, l'occupazione temporanea per una manifestazione o il ponteggio per la ristrutturazione di una casa lungo un argine, orti e campi a ridosso, ma anche magari una terrazza di un'abitazione o di un ristorante che si affaccia su un fiume o un lago.  L'uso interessa quanti prelevano e utilizzano l'acqua per bagnare campi ed orti, per lavorazioni industriali, per allevare pesci, per la produzione di energia idroelettrica, per acquedotti industriali o rurali oppure, in taluni casi, anche come acqua potabile.

"Il lavoro di riordino ed omogeneizzazione è stato complesso e l'obiettivo si è potuto raggiungere grazie al contributo delle associazioni e e di tutti coloro che hanno partecipato al tavolo di lavoro appositamente costituito a partire dall'autunno scorso" sottolineano gli assessori al bilancio e ai tributi Vittorio Bugli e all'ambiente Federica Fratoni.

"L'armonizzazione dei canoni demaniali rientra in quell'attività di necessaria semplificazione che ha interessato più settori dopo che la Regione è tornata a gestire in proprio le competenze che aveva delegato a suo tempo alle Province - ricorda Bugli –. Si trattava sicuramente di un'eredità complessa per quanto riguarda i canoni demaniali". Tra provincia e provincia erano a volte diversi anche i dati a disposizioni, rendendo ulteriormente complicata ogni previsione. "Nel disciplinare un settore come questo non si poteva non prescindere dal mantenere il giusto equilibrio tra il cittadino e l'utilizzo del bene pubblico - aggiunge Fratoni – e quell'obiettivo mi sembra raggiunto". 

Fratoni replica a De Girolamo: “Nei servizi pubblici la Regione sta facendo la sua parte”

FIRENZE - "Se nella complessità del momento che stiamo vivendo l'intenzione è quella di cercare un caprio espiatorio, si faccia pure. Credo però che non si renda un buon servizio a nessuno e soprattutto che non si faccia un passo avanti tutti insieme". L'assessore regionale all'ambiente ribatte alle critiche mosse dal presidente di Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo.

"Molte delle vicende che il presidente De Girolamo richiama non stanno nella disponibilità della Regione – prosegue Fratoni -. Trovo pertanto ingiustificato parlare di responsabilità della Regione Toscana per i ritardi nelle vicende dei rifiuti, a fronte di situazioni contraddistinte da contenziosi e inchieste giudiziarie. Ci sono ambiti di competenze distinti con responsabilità ben identificate. La tutela ambientale è di per sé una materia di normazione esclusiva dello Stato, nella quale la Regione Toscana esercita funzioni di pianificazione e gestione. A dispetto dello scenario dipinto da De Girolamo, gli comunico che il Piano regionale Rifiuti e Bonifiche esiste, è stato approvato ed è pienamente vigente, tant'è che recentemente il Consiglio regionale ne ha adottato un aggiornamento per lo stralcio dell'impianto di Selvapiana e l'inserimento del TMB di Peccioli".

"Semmai il Piano – puntualizza Federica Fratoni - non supera vicende penali legate alle responsabilità individuali dei singoli operatori. Ma lo sa bene il presidente De Girolamo, dal momento che Cispel è chiamata a tutti i tavoli aperti dalla Regione in materia di rifiuti, che l'impegno profuso, ad esempio, per la soluzione della questione fanghi da depurazione si scontra con la vetustà di una norma datata addirittura 1992, per la quale il percorso di aggiornamento giace ancora nelle commissioni del Senato"

Autorizzazioni ambientali, siamo nei tempi

"Ho sentito poi parlare – prosegue Fratoni - di cortocircuito della macchina regionale. Non è assolutamente questa la percezione che abbiamo noi e che ci restituiscono i numeri. La Regione dal primo gennaio 2016, a seguito del passaggio di competenza dalle Province, ha avviato ex novo 5756 procedimenti autorizzativi di cui 4026 sono già conclusi (1730 in corso). Dei 1993 procedimenti nei quali è subentrata, 1589 sono conclusi e 404 sono in corso. Insomma, abbiamo smaltito circa l'80 per cento degli arretrati accumulati in dieci anni.

Oggi siamo nei tempi – dice l'assessore all'ambiente - si è avviato un percorso di semplificazione e armonizzazione su tutto il territorio regionale che ha avuto come obiettivo lo smaltimento rapido del pregresso oltre alla messa a punto di un sistema altamente qualificato sul piano tecnico. Sono pertanto del tutto fuori luogo le critiche che De Girolamo ci muove".

"L'efficienza del sistema - conclude Fratoni - poggia su una politica corale, fatta di tanti livelli tra i quali c'è anche Cispel, che fino a qui non ha fatto mancare il proprio contributo positivo. Ci auguriamo continui a farlo.

Educare al consumo, festival a Livorno fino all’11 giugno

FIRENZE - E' tutto  (o in gran parte) una questione di educazione. La cultura del consumo corretto e consapevole la si impara e se si inizia dalla scuola è ancora meglio.

Nasce così il festival "Educazione, scuola e consumo" che animerà l'8,9, 10 e 11 giugno 2017 la Fortezza vecchia di Livorno.  L'evento è promosso dal Dipartimento di Scienze della formazione e psicologia dell'Università di Firenze, sotto la direzione del ricercatore Stefano Oliviero, con il co-finanziamento dell'associazione delle Cooperative al consumo e il patrocinio, tra gli altri, della Regione Toscana, che tra le prime in Italia si è dotata fin dal 2008 di una legge regionale per la tutela e difesa dei consumatori e degli utenti  e svolge attività che spaziano dalla consulenza all'informazione al monitoraggio dei prezzi fino alla conciliazione on line delle controversie.

Dalle nove di mattina a mezzanotte si alterneranno ogni giorno momenti seminariali e accademi, percorsi per le scuole e i cittadini, approfondimenti culturali e scientifici e momenti ludici con interventi teatrali e musicali (leggi qui il programma dettagliato). Ci saranno conferenze, presentazioni di libri, stand informativi  e uno spazio dedicato al ‘food truck', moda importata dalla California fatta di piccoli e grandi ristoranti che propongono con camioncini itineranti le loro specialità.

L'obiettivo dichiarato del festival è quello di promuovere e stimolare la discussione sul rapporto tra il consumo, l'educazione e il mondo della scuola, mettendo a confronto la ricerca scientifiche con le pratiche di tutti i giorni, le consuetudini o le politiche messe in campo dalle istituzioni.

Il primo e secondo giorno si parlerà ad esempio di pranzo sano fuori casa, progetto promosso dalla Regione in collaborazione con il mondo delle imprese di ristorazione e le associazioni dei consumatori. In Toscana circa 600 mila persone, in particolare lavoratori e studenti, mangiano abitualmente al bar, in tavole calde, a mense e ristoranti, trovandosi costretti spesso a dover scegliere tra piatti eccessivamente calorici, poveri in vitamine e minerali, ricchi in sale e grassi. Con questa iniziativa delle aziende Asl si prova a  rispondere all'esigenza di conciliare nella pausa pranzo gusto e salute attraverso il coinvolgimento di una rete di esercenti della ristorazione che si impegnano, seguendo semplici e specifiche linee guida, ad integrare la loro offerta ordinaria con menù più salutari e bilanciati, con un'attenzione magari alla scelta di prodotti freschi di stagione, di filiera corta e legati al territorio.

Sempre l'8 giugno, dalle 16.30 alle 17.30, saranno presentate invece le linee di indirizzo per la ristorazione scolastica della Regione Toscana.