Arcipelago pulito, pescatori di nuovo in mare a raccogliere rifiuti. Firmata intesa: sei comuni coinvolti

FIRENZE - Riparte "Arcipelago Pulito", il progetto sperimentale toscano preso a modello dall'Unione europea e dal Governo e Parlamento italiano per contribuire a ripulire dalle plastiche il mare facendo squadra con i pescatori. A Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione Toscana, è stato firmato oggi il nuovo protocollo d'intesa. A Livorno si aggiungono Viareggio, Porto Santo Stefano e Porto Ercole sull'Argentario, Castiglione della Pescaia e Piombino. "Sono i porti toscani dove opera il maggior numero di pescherecci" spiega l'assessore alla presidenza della Regione, Vittorio Bugli. Centocinque sono sulla carta attivi nelle sei città: quarantaquattro solo a Viareggio, venticinque sull'Argentario, venti a Livorno, undici a Castiglione e cinque a Piombino. "Partiremo probabilmente con trenta o quaranta – si sofferma ancora l'assessore –. Ma poi nel tempo potranno aumentare".

Il progetto si allarga. La novità ulteriore, rispetto alla prima sperimentazione condotta nel 2018 a Livorno, è che saranno i Comuni stessi, con un proprio e successivo disciplinare, a definire le filiere locali. La regia rimane regionale e ci saranno chiaramente linee guida uguali per tutti; ma attori e modus operandi potrebbe da luogo a luogo leggermente cambiare. Se nel porto di Livorno infatti è l'Autorità portuale competente ad organizzare la raccolta dei rifiuti, altrove sono le amministrazioni comunali responsabili. Da territorio a territorio cambiano poi i gestori e scelte diverse, rispetto a quella di Revet nel porto labronico, potrebbero essere dunque fatte sugli impianti di selezione e riciclo. 

Crescono anche, altra novità, gli ‘sponsor' privati. Ad Unicoop Firenze si aggiunge adesso Unicoop Tirreno. Fin dall'esperimento di Livorno, Unicoop Firenze  aveva contribuito alla campagna di sensibilizzazione e deciso di premiare con un incentivo i pescatori che avevano aderito, utilizzando parte dei fondi ricavati dal centesimo che soci e clienti per legge, dall'inizio del 2018, sono tenuti a pagare per i sacchetti in mater-b dell'ortofrutta. "Rinnoviamo il nostro impegno e confermiamo l'incentivo ai pescatori che aderiranno" fanno sapere, "felici di aver dato il contributo nella prima fase". "Ma l'intesa che firmiamo oggi è un protocollo aperto – precisa l'assessore Bugli – ed altre aziende che volessero contribuire possono farsi avanti in qualsiasi momento, così come altri Comuni potranno sottoscriverlo se vorranno".

Unicoop Firenze annuncia l'intenzione di estendere la buona pratica anche ad altri regioni. I cugini di Unicoop Tirreno si dicono contenti di essere stati coinvolti. "Sosterremo la campagna tra i soci - spiegano -: un tema che ci vede già sensibili, visto che a Castiglione della Pescaia abbiamo già eliminato dai nostri supermercati la vendita di stoviglie in plastica usa e getta".

Il nuovo protocollo è stato firmato anche dal Parco nazionale Arcipelago toscano. Gli altri firmatari dell'intesa con la Regione sono gli stessi di un anno fa: Ministero dell'ambiente, Direzione marittima della Toscana, Autorità di sistema del Mar Tirreno settentrionale, Legambiente.

Al lavoro sui disciplinari locali, poi in mare
I pescherecci di "Arcipelago Pulito" probabilmente non ripartiranno subito. Almeno non ovunque, anche se già c'è chi è già pronto. Il sindaco Giancarlo Farnetani di Castiglione della Pescaia mostra le foto del centro di raccolta per barche e pescherecci già allestito in porto e solo da inaugurare: contenitori diversi per ogni tipologia di rifiuto e tessere tipo bancomat per l'accesso e la registrazione.  Pronti naturalmente sono già anche a Livorno. Ma nei mesi invernali le uscite dei pescherecci sono di per sé comunque più rarefatte: l'obiettivo è essere pronti e operativi quando le battute torneranno a farsi più frequenti e le amministrazioni comunali, dopo la firma di oggi, avranno dunque tempo per mettere a punto filiere e disciplinari.

"Il vero valore aggiunto e la caratteristica che ha reso unico il progetto toscano rispetto ad esperienze simili realizzate in altri mari e in altre parti del mondo – sottolinea l'assessore Bugli - è sicuramente quello  di aver saputo costruire una filiera completa dalla raccolta allo smaltimento. L'integrazione è stato un successo". E in questo senso ha operato davvero da apripista e modello: fatto proprio prima dall'Unione europea in una direttiva che ha ribadito l'impegno comune nel ‘fishing for litter' e poi nella legge "Salvamare" che ha ricevuto il primo via libera pochi giorni fa dalla Camera ed ora attende di essere votata dal Senato. "Abbiamo ottenuto un primo risultato, quello di smuovere altre istituzioni – chiosa l'assessore - La sfida ora è sul piano organizzativo". La sperimentazione serve appunto ad affinare le procedure e misurare costi e volumi. "L'obiettivo - prosegue -  è arrivare, prima ancora che la legge nazionale sia approvata, ad avere un sistema di raccolta e smaltimento operativo e testato. Ci stiamo insomma mettendo avanti con il lavoro".  

In sei mesi con sei pescherecci raccolti 18 quintali
Tutto è nato da un vuoto normativo, da colmare. Per assurdo che possa sembrare, i pescatori che accidentalmente assieme ai pesci tirano su con le loro reti rifiuti e plastiche ne sono considerati ancora oggi responsabili nel momento in cui li conducono in porto. Sarebbero anche costretti a sobbarcarsene il costo di smaltimento. Nella pratica quello che così accadeva e da molte parti ancora accade è che i rifiuti venivano rigettati in acqua. Ogni giorno, tra sanpietri e sugarelli, tra scampi e magari qualche sardina, rombo e polpo, tornavano puntualmente in mare vecchie taniche incrostate da conchiglie, a volte sterzi di motoscafi, torce da sub, sacchetti e contenitori di vario tipo.

"Arcipelago pulito" con una speciale deroga ha permesso ai pescatori toscani coinvolti di portarli a terra. Un'idea semplice, in fondo. Di più: per chi lo fa ha previsto anche un incentivo. In sei mesi di attività, da aprile ad ottobre dell'anno scorso, a Livorno una mezza dozzina di piccoli pescherecci con reti a strascico hanno  raccolto in mare diciotto quintali di rifiuti (il 20 per cento si sono rivelate plastiche riciclabili), pari ad un volume di ventiquattromila litri.  Con trenta o magari ottanta o cento pescherecci coinvolti potrebbero diventare cinque, tredici o diciassette volte di più.

Economia collaborativa e 250 miliardi di frammenti nel Mediterraneo
La nuova edizione di Arcipelago Pulito andrà avanti per la durata di sei mesi (dalla stipula dei disciplinari localii), prorogabili e rinnovabili, parallelamente alle campagne della Regione Toscana contro la plastica 'usa e getta' negli stabilimenti balneari, ma anche nelle fiere ed eventi di tutte le province che dalla Regione sono patrocinati e assieme alle collaborazioni che si stanno stringendo con associazioni ed enti per la pulizia e la raccolte delle plastiche a monte, lungo i fiumi.  "Sono tutti esempi di economia collaborativa – ricorda l'assessore Bugli -: una pratica che come giunta abbiamo deciso di portare avanti in più settori, un metodo che parte dal confronto e dalla partecipazione e che ha avuto come primo obiettivo la scrittura due anni fa, alla fine del 2017, di un libro verde".  

I rifiuti marini rappresentano una preoccupazione per tutto il pianeta. Si stima che ogni anno vengano prodotte 300 milioni di tonnellate di plastiche nel mondo e che, di queste, otto milioni finiscano nei mari e negli oceani. "Di tutti i rifiuti che affogano in nostri mari, metà sono portati da fiumi e torrenti e arrivano dall'entroterra" ricorda Fausto Ferruzza di Legambiente. Studi effettuati nel Mar Tirreno evidenziano che il 95 per cento dei rifiuti galleggianti avvistati, quelli di dimensione superiore a 25 centimetri, sono plastiche, per il 41 per cento costituite da buste e frammenti vari. Sarebbero almeno 250 miliardi i frammenti dispersi in tutto il Mediterraneo. Per questo è importante muoversi in fretta: per la salute dei cittadini, il bene dell'ambiente ma anche la salvaguardia di alcuni bacini economici, come quelli del turismo del mare.     

Il progetto sta diventando anche oggetto di studio all'università. Due studentesse del corso di laurea magistrale in desgin dell'ateneo fiorentino hanno assistito oggi alla presentazione: stanno raccogliendo informazioni per un tesi in disegno industriale, per progettare 'arredi' e strumentazioni che possano aiutare i pescatori nella raccolta e stoccaggio dei rifiuti a bordo. 

Internet veloce, i cittadini raccontano: “Con la fibra ora posso …”

BUONCONVENTO (SI) – Un gigabit in casa sconvolge la vita ed amplia a dismisura le potenzialità pure di un'azienda. Si fa quasi fatica ad immaginarlo, raccontano i tecnici. Mille megabit di velocità nello scaricare i dati da internet e diverse centinaia nel caricarli, dove il salto rispetto a quello che, anche in piccole città, si può fare oggi è ancora più grande.

A Buonconvento, dove si passeggia senza il frastuono delle auto, i gatti si sdraiano per strada e lo sguardo si riempie dei colori delle colline e dei campi coltivati tutt'attorno, fino ad oggi per navigare in maniera appena decente sulla rete si doveva ricorrere a chiavette e collegamenti da mobile. Lì, come in molti altri piccoli paesi sparsi nella campagna o arroccati su un monte. E per chi ha un'attività economica, ha bisogno di lavorare on line o deve anche semplicemente spedire file particolarmente pesanti, è un problema. Con la fibra ottica ora potranno rimanere dove sono nati o amano vivere e far crescere la loro attività.

E' il caso di una sarta, che per trasferire i bozzetti dei propri ricami per mail e sul cloud impiegava tempi biblici. Cambia la vita ad un videomaker, che macina mega e mega di immagini: l'assessore fa l'esempio di un giovane professionista di un'altra zona della Toscana dove, grazie alla Regione, la connessione internet si è fatta più veloce. Con la fibra ottica si possono ad esempio garantire servizi di videosorveglianza ad altissima definizione e con costi anche molto più bassi: ne è contento il sindaco di Buonconvento.

Ma internet veloce e la fibra ottica fino a casa cambia anche, semplicemente, la qualità della vita. Tra i primi clienti che hanno attivato i servizi a Buonconvento c'è un coppia di anziani che ha deciso di utilizzare i nuovi collegamenti anche per fruire di servizi di telemedicina. In questo modo, per alcuni esami, non avranno la necessità di recarsi in ambulatori e strutture ospedaliere di Siena. Grazie alla rete si possono tenere contatti, con i servizi di videochiamata, con parenti e nipoti che abitano dall'altra parte del mondo. L'assessore Bugli ricorda la gioia di una signora del Mugello che, con l'arrivo qualche anno fa della sola banda larga portata dalla Regione, può adesso parlare tutti i giorni con il figlio in America. E poi c'è la parte ludica. Con un collegamento ad un gigabit si possono sfruttare appieno le potenzialità ad esempio di una smart tv: un bimbo di otto anni ha esultato qualche giorno fa, a Buonconvento, quanto gli è stato attivato il collegamento. 

Internet veloce, al via i servizi con la fibra. Buonconvento fa da apripista e ‘va a mille’

FIRENZE – Buonconvento vola sulla rete a mille: mille megabit al secondo, che è una velocità più alta di quella di molte città. E' il primo. Ma non sarà il solo a poterlo fare in Toscana tra i comuni e i borghi delle cosiddette ‘aree a fallimento di mercato', quelle zone cioè dove gli operatori delle telecomunicazioni hanno rinunciato a portare la fibra ottica e ad investire, perché isolate  e con troppi pochi abitanti ed imprese. Al loro posto l'ha fatto la Regione Toscana.

Sono già diciotto i comuni dove i lavori sono conclusi, settantatré quelli dove sono stati avviati. E stanno crescendo. In tre si stanno già commercializzando i servizi: Buonconvento il primo appunto, dove tutto il borgo a misura d'uomo, sperso nella campagna senese, è stato cablato ed oggi era festa e si lavora anche per portare internet veloce a trecento case sparse e piccole frazioni, per viaggiare con ponti radio almeno a trenta megabit al secondo. E poi c'è Chianciano Terme (sempre in provincia di Siena), con un intervento chirurgico su una frazione, e San Vincenzo a Livorno, anche in questo caso solo per una porzione di territorio, il paese di San Carlo.

Ma se diciotto comuni hanno già chiuso i cantieri, altri trenta se ne aggiungeranno entro la fine dell'anno.  Lo annuncia l'assessore alla presidenza e all'innovazione Vittorio Bugli, che oggi era a Buonconvento, assieme ai cittadini, con il sindaco Riccardo Conti, il responsabile delle relazioni istituzionali di Infratel Guido Citerni di Siena e Marco Gasparini, responsabile Open Fiber Toscana.  "Oggi – dice – inizia la vendita dei servizi ed è una data da segnare in agenda, uno snodo fondamentale".

Buonconvento, borgo senese simbolo del turismo slow, è un po' l'esempio di quello che si sta facendo in tantissimi altri territori. La Regione ha sostenuto i costi dell'intervento, con risorse europee ma anche statali: la rete in fibra ottica alla fine rimarrà pubblica. Infratel. società in house dal Ministero allo sviluppo economico, ha lanciato il bando. Open Fiber, società che opera nel mercato all'ingrosso, se l'è aggiudicato.

Fibra sotto casa, riuso e taglio alla burocrazia
In Toscana sono 268 i comuni interessati dai lavori, raggruppati in quattro lotti: praticamente tutti, anche i più grandi, anche se magari solo per qualche borgo o gruppo di case sparse. E tre almeno sono le novità rispetto a quello che è stato fatto in passato. La prima riguarda la fibra ottica, che sarà anzitutto portata fino alla soglia di ogni casa o azienda e non si fermerà al cosiddetto ‘armadio', la centralina che in genere si trova sulla strada, garantendo in questo modo migliori prestazioni. Chi è interessato ad avere il servizio non ha che da prendere i contatti con i gestori privati e scegliere l'abbonamento che più gli fa comodo, senza alcun costo di installazione. La seconda novità riguarda il riuso diffuso, laddove possibile, di cavidotti e canaline che già c'erano, il che ha anche ridotto costi e disagi. Laddove poi si è dovuto scavare, lo si è fatto a margine della strada e con canalette profonde e larghe di poche decine di centimetri. La terza innovazione infine, lo sottolinea più volte l'assessore Bugli, ha a che fare con la burocrazia. Una buona pratica che ha consentito di accelerare gli interventi, senza far venir meno la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale toscano attraverso le prescrizioni necessarie, è stata infatti quella di conferenze di servizi  uniche ed accordi di programma tra più soggetti che devono rilasciare autorizzazioni, pareri e nulla-osta sui piani di intervento. Una solo convocazione per tutti. Ad oggi ce ne sono stati sei di questi accordi, che hanno reso cantierabili progetti in 129 comuni toscani. La prossima conferenza  di servizi sarà a metà ottobre e poi, entro la fine dell'anno, tutti i piani e i cantieri per i 268 comuni toscani del gara Open Fiber avranno il via libera. "Altrove in Italia – ammette Guido Citerni di Siena di Infratel – non è così. Non ci sono conferenze di servizi uniche e la gran parte dei progetti intoppa nei lunghi tempi per il rilascio dei permessi".

Vantaggio per le aziende, servizi per i cittadini
La differenza che può fare la fibra per lo sviluppo economico (e non solo) di un territorio lo spiega ancora l'assessore Bugli. "Una connessione veloce ad internet vuol dire, per le aziende, essere più competitive. - sottolinea - Significa facilitare l'industria 4.0. Portandola offriamo loro un vantaggio, se arriviamo tardi le freniamo. Ha l'effetto anche di rendere più semplice la vita ai cittadini che scelgono di restare (o tornare) a vivere in campagna, connessi al resto del mondo grazie ai servizi on line, capaci di dialogare, anche con la pubblica amministrazione, seduti in salotto o col proprio telefonino". "Abbiamo investito 80 milioni su un'infrastruttura che ne vale 200, la più grande e diffusa infrastruttura che oggi abbiamo – prosegue -. Sono quasi tutte le risorse che avevamo per l'innovazione, ma l'abbiamo fatto con convinzione perché serviva un'autostrada per lanciare e promuovere i servizi on line. Quando abbiamo iniziato a ragionarci, oltre un anno fa, avevamo stimato in 784 mila i toscani interessati da una simile operazione". Per sfruttarla ora non seve che fantasia e creatività.  "E magari – auspica – qualche risorsa anche del Governo per favorire l'uso della Rete".

Due gare e opere per 200 milioni
Due sono state le gare per portare in toscana, nelle zone più svantaggiate internet veloce: la prima (25 milioni di risorse regionali, altri quattro di fondi ministeriali) ha interessato 53,712 edifici di undici comuni pilota (Santa Croce sull'Arno, Cerreto Guidi, Altopascio, Campo nell'Elba, Roccastrada, Capalbio, Pomarance, Porcari, Bientina, Castel del Piano, San Marcello Pistoiese) ed è in corso di ultimazione la posa della fibra ottica. Finanziata con fondi europei Fesr e Feasr, sono stati scelti i comuni dove più alto era il rapporto tra popolazione ed aziende agricole e industriali. La seconda gara, che prevede una concessione per venti anni e infrastrutture per 170 milioni, se l'è aggiudicata Open Fiber e riguarda le aree bianche a fallimento di mercato di tutti gli altri
Comuni toscani, ovvero 521.476 unità immobiliari.

A Buonconvento l'investimento della Regione per potare la banda larga è stato di di 560 mila euro e ha permesso di connettere 1736  unità immobiliare stendendo diciassette chilometri e mezzo di fibra ottica.  Grazie alla collaborazione dell'amministrazione comunale è stato possibile limitare al massimo i lavori di scavo e quindi ridurre i costi e i disagi per la popolazione: per il 90 per cento sono state utilizzate canaline e cavidotto che già c'erano. "Avere accesso ad una rete dalle così grandi potenzialità ha un valore inestimabile" dice il sindaco, che ringrazia poi per la scelta di garantire connessioni veloci, con ponti radio, anche alle case sparse. Erano una cinquantina nel progetto iniziale, ne saranno coperte alla fine circa trecento.

"Finalmente anche i comuni più piccoli e isolati avranno la fibra Ftth direttamente fino a casa, come avviene nelle grandi città - commenta Marco Gasparini di Open Fiber – Una rete innovativa, realizzata dalla nostra azienda, su spinta e con risorse della Regione Toscana in sinergia con Infratel, e che rimarrà di proprietà dei cittadini".

Lavori conclusi in diciotto comuni
I diciotto territori comunali in otto diverse province (Siena, Livorno, Grosseto Pistoia, Arezzo, Prato Pisa e Firenze) dove i lavori si sono conclusi - oltre a Buonconvento, Chianciano Terme (74 unità immobiliari ‘rilegate') e San Vincenzo a Torri (781) - sono Capraia Isola (134), Cinigiano (618), Lamporecchio (957), Larciano (164), Monte San Savino (167), Montermurlo (256), Montescudaio (1742), Palazzuolo sul Senio (929), Poggio a Caiano (481 unità immobiliari collegate), Porto Azzurro (2487), Roccalbegna (512), San Casciano dei Bagni (1030), Scarlno (177), Semproniano (1006) e Torrita di Siena (560).  Dopo Porto Azzurro e Montescudaio, Buonconvento è quello con il maggior numero di abitazioni allacciate. La Regione, come pubblica amministrazione, poteva naturalmente intervenire solo nelle ‘aree bianche', dove gli operatori privati hanno dichiarato di rinunciare ad investire.

I cantieri aperti
Gli altri cinquantacinque territori dove i cantieri si sono aperti e si sta lavorando- magari anche interessando solo alcune frazioni (le più isolate) - sono Abetone, Anghiari, Aulla, Badia Telbalda, Bagno a Ripoli, Barberino Val d'Elsa, Borgo a Mozzano, Camaiore, Campagnatico, Capoliveri, Capolona, Casole d'Elsa, Castel Focognano, Castel San Niccolò, Castiglion della Pescaia, Certaldo, Chiusi, Chiusi della Verna, Civitella in Val di Chiana, Cutigliano, Fauglia, Firenzuola, Gambassi Terme, Grosseto, Lajatico, Lucignano, Magliano in Toscana, Manciano, Marciana, Marciana Marina, Marciano della Chiana, Massa e Cozzile, Montalcino, Monterchi, Palaia, Ortignano Raggiolo, Pienza, Pieve Fosciana, Pitigliano, Pontremoli, Portoferraio, Radda in Chianti, Rio Marina, San Giovanni d'Assia,m San Quirico d'Orcia, San Sepolcro, Santa Fiora, Scansano, Seggiano, Serravalle Pistoiese, Sorano, Talla, Terranuova Bracciolini e Trequanda.

Al via #IF2019, Bugli: “Manifestazione importante. E sabato un’intera giornata sulle plastiche”

FIRENZE -  Da oggi, 10 ottobre, e per quattro giorni fino a domenica a Pisa ci si tuffa nella Rete: 280 eventi a giro per  tutta la città, laboratori, spettacoli, incontri e convegni, squarci sul futuro e su come computer e tecnologia ci possano aiutare a vivere meglio o a salvaguardare anche l'ambiente e il nostro pianeta.    Focus sulle regole della rete, filo conduttore quest'anno, e sull'evoluzione degli ecosistemi digitali, con iniziative rivolte ai bambini che con la Rete e smartphone sono nati, ai giovani, agli adulti ma anche a chi ha superato gli ottanta anni, come Licia Fertz, che ad 89 ha scoperto internet e instagram ed è diventata una nonna influencer.

Per l'Internet Festival di Pisa è la nona edizione ed oggi c'è stato, nel pomeriggio, il taglio del nastro ufficiale, a cui ha partecipato anche l'assessore alla presidenza e all'innovazione Vittorio Bugli. La Regione sostiene il festival fin dai suoi esordi.  "E' una manifestazione importante – sottolinea Bugli - ed è bello farla a Pisa, perchè qui risiede il cuore della ricerca e della tecnologia della nostra regione".  A Pisa cinquanta anni fa è stato inaugurato il primo corso di studi in scienza dell'informazione.  "Oltretutto – prosegue l'assessore – è una manifestazione che non ha valore solo per la Toscana ma ha un carattere internazionale".

La Regione Toscana è presente ad IF2019 con più eventi e progetti. "Sabato – ricorda l'assessore - organizzeremo un'intera giornata dedicata alla difesa dell'ambiente. Al centro Congressi Le Benedettine iniziamo la mattina incontrando enti ed associazioni per sottoscrivere il manifesto collaborativo "#ToscanaPulita". Il pomeriggio sarà invece l'occasione per esplorare idee e soluzioni innovative e creative al problema dei rifiuti plastici, con cittadini, aziende e start-up". "Per liberarci dalle plastiche servono cinque azioni – riassume Bugli – E' necessario pulire, cioè raccogliere quelle oggi  abbandonate in fondo al mare, in un fiume o nei boschi magari. Una volta raccolte, è importante anche imparare a riciclare e su questo lo sviluppo di nuove tecnologie è essenziale. Ma chiaramente occorre anche educare i cittadini e poi naturalmente creare e innovare. Cose che abbiamo iniziato a fare l'anno scorso con il progetto Arcipelago Pulito, dove abbiamo coinvolt0 i pescatori nella pulizia dei mari, e questa estate con "Spiagge Pulite" e i balneari: perché è evidente che sfide come quella ambientale si giocano tutti insieme o si perde".

Altri appuntamenti su clima ed ambiente
Alla Loggia dei Banchi Legambiente allestirà durante l'Internet Festival la "Bolla + 2 gradi", che ricrea al proprio interno il clima in cui rischiamo di vivere in un futuro non troppo lontano, nel 2030,  se non cambieremo molte delle nostre abitudini. Si parlerà anche di economia circolare.
Nell'aula Bianchi della scuola Normale venerdì 11ottobre  dalle 14 alle 15.15 Regione Toscana e le università di Modena e Reggio Emilia e di Firenze racconteranno il progetto Trafair, confinanziato dal programma europeo Connecting Europe Facility, e in particolare come la comprensione dei flussi del traffico possa aiutare a prevedere (e poi migliorare) la qualità dell'aria. Lo studio prevede di attivare il servizio, per due anni, in sei città europee, tra cui Pisa, Livorno e Firenze. Le risorse a disposizione ammontano a 2 milioni e 197 mila euro.  A seguire sarà la volta dei big ed open data, utili per la gestione sostenibile del patrimonio e il contrasto dunque degli effetti negativi del turismo di massa. Si tratta del progetto Herith Data, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell'ambito del programma Interreg Med. I dati saranno raccolto in cinque siti pilota in Croazia, Francia, Grecia, Italia e Spagna: tutte città storiche o di particolare interesse archeologico e culturale. La Toscana è capofila del progetto e il budget è di 4 milioni e 195 mila euro.
Domenica  13 ottobre, sempre alla Normale di Pisa, Legambiente propone un panel sul clima. Ci sarà l'assessore Bugli. Quest'anno il festival propone un'intera area tematica, "Ecommunity", dedicata all'ecologia. Si parlerà delle tante opportunità che la rete offre per riavvicinare l'uomo alla natura. Ne "La posta in gioco" si analizzeranno le tematiche dell'economia circolare, motore di uno sviluppo che salvaguardi occupazione ed ecostisitema. Si racconterà, a proposito di innovazione green e buone pratiche ambientali, anche quello che in Toscana già succede, a partire dal distretto della pelletteria di Santa Croce, San MIniato e Pontedera per quello che riguarda la concia.

PA in Rete
Dall'ambiente alla pubblica amministrazione e la cybersecurity. Venerdì mattina, dalle 10 alle 13.30 nell'aula Bianchi della Scuola Normale, sarà presentato il progetto InterPa: un progetto di cooperazione e scambio fra pubbliche amministrazioni che vede la Toscana (capofila) collaborare con Campania, Molise e il Comune di Torella dei Lombardi. L'iniziativa è cofinanziata dall'Unione europea. Nel giorno dell'inaugurazione, giovedì, c'è stato invece, sempre alla Normale, un evento della Regione dedicato al progetto Cyber-InterreEU: l'obietivo è favorire la competitività della piccole e medie imprese per creare o migliorare ecosistemi innovativi per la cybersecurity, anche attraverso lo scambio di buone pratiche tra regioni. In Toscana è stato creato anche un centro regionale sulla cybersecurity e fatti investimenti sul cloud dove ospitare servizi e custodire i dati di più settori della pubblica amministrazione.

La Regione Toscana sarà presente, anche quest'anno e per tutto l'Internet Festival, sotto la Loggia dei Banchi, nel centro della città, per illustrare le opportunità e i servizi disponibili on line sul portale "Open Toscana" e per richiamare l'attenzione sulla campagna "Plastic free". 

La Toscana per i giovani 
All'Internet Festival,  frequentato da numerosi adolescenti, ventenni e trentenni, si parlerà infine pure delle politiche della Regione Toscana per i giovani e la loro autonomia, quindicesima tappa di un tour nelle dieci province per illustrare il progetto Giovanisì che compie nove anni. L'appuntamento, venerdì  11 dalle 11 alle 12.30 al Centro Congressi Le Benedettine, sarà nell'ambito dei T-tour, i percorsi orientativi ed educativi dedicati in particolare alle scuole superiori. Protagoniste dell'evento saranno le storie possibili di alcuni degli oltre 300 mila beneficiari di questi anni: in particolare di chi ha scelto di utilizzare le molteplici opportunità del progetto Giovanisì per investire o crearsi un futuro nel mondo dell'innovazione e del digitale.

Al via #IF2019, Bugli: “Manifestazione importante. E sabato un’intera giornata sulle plastiche”

FIRENZE -  Da oggi, 10 ottobre, e per quattro giorni fino a domenica a Pisa ci si tuffa nella Rete: 280 eventi a giro per  tutta la città, laboratori, spettacoli, incontri e convegni, squarci sul futuro e su come computer e tecnologia ci possano aiutare a vivere meglio o a salvaguardare anche l'ambiente e il nostro pianeta.    Focus sulle regole della rete, filo conduttore quest'anno, e sull'evoluzione degli ecosistemi digitali, con iniziative rivolte ai bambini che con la Rete e smartphone sono nati, ai giovani, agli adulti ma anche a chi ha superato gli ottanta anni, come Licia Fertz, che ad 89 ha scoperto internet e instagram ed è diventata una nonna influencer.

Per l'Internet Festival di Pisa è la nona edizione ed oggi c'è stato, nel pomeriggio, il taglio del nastro ufficiale, a cui ha partecipato anche l'assessore alla presidenza e all'innovazione Vittorio Bugli. La Regione sostiene il festival fin dai suoi esordi.  "E' una manifestazione importante – sottolinea Bugli - ed è bello farla a Pisa, perchè qui risiede il cuore della ricerca e della tecnologia della nostra regione".  A Pisa cinquanta anni fa è stato inaugurato il primo corso di studi in scienza dell'informazione.  "Oltretutto – prosegue l'assessore – è una manifestazione che non ha valore solo per la Toscana ma ha un carattere internazionale".

La Regione Toscana è presente ad IF2019 con più eventi e progetti. "Sabato – ricorda l'assessore - organizzeremo un'intera giornata dedicata alla difesa dell'ambiente. Al centro Congressi Le Benedettine iniziamo la mattina incontrando enti ed associazioni per sottoscrivere il manifesto collaborativo "#ToscanaPulita". Il pomeriggio sarà invece l'occasione per esplorare idee e soluzioni innovative e creative al problema dei rifiuti plastici, con cittadini, aziende e start-up". "Per liberarci dalle plastiche servono cinque azioni – riassume Bugli – E' necessario pulire, cioè raccogliere quelle oggi  abbandonate in fondo al mare, in un fiume o nei boschi magari. Una volta raccolte, è importante anche imparare a riciclare e su questo lo sviluppo di nuove tecnologie è essenziale. Ma chiaramente occorre anche educare i cittadini e poi naturalmente creare e innovare. Cose che abbiamo iniziato a fare l'anno scorso con il progetto Arcipelago Pulito, dove abbiamo coinvolt0 i pescatori nella pulizia dei mari, e questa estate con "Spiagge Pulite" e i balneari: perché è evidente che sfide come quella ambientale si giocano tutti insieme o si perde".

Altri appuntamenti su clima ed ambiente
Alla Loggia dei Banchi Legambiente allestirà durante l'Internet Festival la "Bolla + 2 gradi", che ricrea al proprio interno il clima in cui rischiamo di vivere in un futuro non troppo lontano, nel 2030,  se non cambieremo molte delle nostre abitudini. Si parlerà anche di economia circolare.
Nell'aula Bianchi della scuola Normale venerdì 11ottobre  dalle 14 alle 15.15 Regione Toscana e le università di Modena e Reggio Emilia e di Firenze racconteranno il progetto Trafair, confinanziato dal programma europeo Connecting Europe Facility, e in particolare come la comprensione dei flussi del traffico possa aiutare a prevedere (e poi migliorare) la qualità dell'aria. Lo studio prevede di attivare il servizio, per due anni, in sei città europee, tra cui Pisa, Livorno e Firenze. Le risorse a disposizione ammontano a 2 milioni e 197 mila euro.  A seguire sarà la volta dei big ed open data, utili per la gestione sostenibile del patrimonio e il contrasto dunque degli effetti negativi del turismo di massa. Si tratta del progetto Herith Data, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell'ambito del programma Interreg Med. I dati saranno raccolto in cinque siti pilota in Croazia, Francia, Grecia, Italia e Spagna: tutte città storiche o di particolare interesse archeologico e culturale. La Toscana è capofila del progetto e il budget è di 4 milioni e 195 mila euro.
Domenica  13 ottobre, sempre alla Normale di Pisa, Legambiente propone un panel sul clima. Ci sarà l'assessore Bugli. Quest'anno il festival propone un'intera area tematica, "Ecommunity", dedicata all'ecologia. Si parlerà delle tante opportunità che la rete offre per riavvicinare l'uomo alla natura. Ne "La posta in gioco" si analizzeranno le tematiche dell'economia circolare, motore di uno sviluppo che salvaguardi occupazione ed ecostisitema. Si racconterà, a proposito di innovazione green e buone pratiche ambientali, anche quello che in Toscana già succede, a partire dal distretto della pelletteria di Santa Croce, San MIniato e Pontedera per quello che riguarda la concia.

PA in Rete
Dall'ambiente alla pubblica amministrazione e la cybersecurity. Venerdì mattina, dalle 10 alle 13.30 nell'aula Bianchi della Scuola Normale, sarà presentato il progetto InterPa: un progetto di cooperazione e scambio fra pubbliche amministrazioni che vede la Toscana (capofila) collaborare con Campania, Molise e il Comune di Torella dei Lombardi. L'iniziativa è cofinanziata dall'Unione europea. Nel giorno dell'inaugurazione, giovedì, c'è stato invece, sempre alla Normale, un evento della Regione dedicato al progetto Cyber-InterreEU: l'obietivo è favorire la competitività della piccole e medie imprese per creare o migliorare ecosistemi innovativi per la cybersecurity, anche attraverso lo scambio di buone pratiche tra regioni. In Toscana è stato creato anche un centro regionale sulla cybersecurity e fatti investimenti sul cloud dove ospitare servizi e custodire i dati di più settori della pubblica amministrazione.

La Regione Toscana sarà presente, anche quest'anno e per tutto l'Internet Festival, sotto la Loggia dei Banchi, nel centro della città, per illustrare le opportunità e i servizi disponibili on line sul portale "Open Toscana" e per richiamare l'attenzione sulla campagna "Plastic free". 

La Toscana per i giovani 
All'Internet Festival,  frequentato da numerosi adolescenti, ventenni e trentenni, si parlerà infine pure delle politiche della Regione Toscana per i giovani e la loro autonomia, quindicesima tappa di un tour nelle dieci province per illustrare il progetto Giovanisì che compie nove anni. L'appuntamento, venerdì  11 dalle 11 alle 12.30 al Centro Congressi Le Benedettine, sarà nell'ambito dei T-tour, i percorsi orientativi ed educativi dedicati in particolare alle scuole superiori. Protagoniste dell'evento saranno le storie possibili di alcuni degli oltre 300 mila beneficiari di questi anni: in particolare di chi ha scelto di utilizzare le molteplici opportunità del progetto Giovanisì per investire o crearsi un futuro nel mondo dell'innovazione e del digitale.