Donare le eccedenze alimentari e ridurre i rifiuti, stamani la firma di un protocollo

FIRENZE - Un protocollo d'intesa per favorire e valorizzare la donazione delle eccedenze alimentari e contemporaneamente ridurre la quantità di rifiuti. Verrà firmato in Regione, nel corso dell'evento che si terrà oggi, venerdì 22 giugno, dalle 9.30 alle 13, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10, dal titolo "Se lo spreco zero è un'utopia ridurre le eccedenze e aumentare le donazioni è un obiettivo possibile".

Per le 10.50 è prevista la firma del protocollo, subito dopo i firmatari illustreranno ai giornalisti i contenuti dell'accordo.

A siglare il protocollo saranno, per la Regione, gli assessori alle attività produttive, credito, turismo e commercio Stefano Ciuoffo, e al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi;  Sandro Fallani in rappresentanza di Anci Toscana; e i rappresentanti di Federalimentare, Massimiliano Boccardelli; Federdistribuzione, Claudio Gradara; Fondazione Banco Alimentare onlus, Leonardo Carrai; Unione Nazionale Consumatori, Concettina Graziadio, riunite nel Consorzio LIFE-Food.Waste.StandUp.

L'assessore all'ambiente Federica Fratoni farà un saluto ai partecipanti alle 10.

Qui sotto il Prgoramma della mattinata

Donare le eccedenze alimentari e ridurre i rifiuti, domani la firma di un protocollo

FIRENZE - Un protocollo d'intesa per favorire e valorizzare la donazione delle eccedenze alimentari e contemporaneamente ridurre la quantità di rifiuti. Verrà firmato in Regione, nel corso dell'evento che si terrà domani, venerdì 22 giugno, dalle 9.30 alle 13, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10, dal titolo "Se lo spreco zero è un'utopia ridurre le eccedenze e aumentare le donazioni è un obiettivo possibile".

Per le 10.50 è prevista la firma del protocollo, subito dopo i firmatari illustreranno ai giornalisti i contenuti dell'accordo.

A siglare il protocollo saranno, per la Regione, gli assessori alle attività produttive, credito, turismo e commercio Stefano Ciuoffo, e al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi;  Sandro Fallani in rappresentanza di Anci Toscana; e i rappresentanti di Federalimentare, Massimiliano Boccardelli; Federdistribuzione, Claudio Gradara; Fondazione Banco Alimentare onlus, Leonardo Carrai; Unione Nazionale Consumatori, Concettina Graziadio, riunite nel Consorzio LIFE-Food.Waste.StandUp.

L'assessore all'ambiente Federica Fratoni farà un saluto ai partecipanti alle 10.

Qui sotto il Prgoramma della mattinata

Internet ovunque veloce, via libera ai cantieri per i primi sessantacinque comuni

FIRENZE - Veloci nei permessi. E veloci, presto, nel navigare su internet: fino a un gigabit al secondo, anche nelle frazioni più piccole o nei borghi più isolati, nelle aree artigianali meno densamente frequentate. Si è chiusa questo pomeriggio la prima conferenza dei servizi toscana per la banda ultralarga, un grande piano di investimento cofinanziato da Regione Toscana e Ministero dello sviluppo economico per un totale di 228 milioni grazie ai fondi comunitari dei programmi Fesr e Feasr 2014-2020.

Ieri  e ancora nella notte sono state esaminate le ultime prescrizioni e oggi c'è stato il via libera definitivo a sessantacinque di sessantanove comuni coinvolti nel primo di quattro lotti di lavori che serviranno a portare entro il 2020 la banda ultra larga nelle cosiddette aree bianche di tutta la Toscana, ovvero quelle zone dove gli operatori privati non intervengono perché non c'è interesse. Con un'unica riunione è stato acquisito il parere positivo delle amministrazioni comunali, ma anche delle Province e della Città Metropolitana di Firenze, dell'Anas, degli Enti Parco e delle Soprintendenze.

"Dopo i quindici comuni della fase sperimentale ora si parte davvero  - commenta soddisfatto l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli –  Ancora pochi mesi e i cittadini e gli imprenditori dei primi sessantacinque comuni, ovunque abitino, potranno navigare con internet ultraveloce, accedere ai servizi digitali e svolgere al meglio le loro attività. Con questa conferenza di servizi unica per tutti abbiamo superato i problemi che a volte fanno fermare l'innovazione davanti a un permesso o alla burocrazia, e allo stesso tempo abbiamo tutelato la bellezza del nostro patrimonio paesaggistico e culturale. Continueremo con questo metodo di lavoro anche per le prossime fasi".

In quattro comuni – Manciano, Pitigliano, Civitella Paganico e Isola del Giglio – rimangono alcuni problemi, che nella conferenza di servizi non è stato possibile superare: le prescrizioni della Soprintendenza (e del Comune per l'isola del Giglio) comportano infatti una revisione sostanziale dei progetti. "Ma una soluzione si potrà comunque trovare nelle prossime settimane" confida ancora l'assessore. "Ora – conclude - all'azienda che ha vinto l'appalto non resta che darsi da fare per avviare velocemente i lavori". Un invito prontamente raccolto da Open Fiber. "Appena raccolte tutte le firme sull'accordo di programma – spiega Marco Gasparini, regional manager dell'azienda - apriremo i cantieri. In un congruo numeri di Comuni accadrà prima dell'estate". Anzi, per quelli che facevano parte del primo gruppo sperimentale sono già iniziati. Nelle settimane scorse cantieri si sono aperti a Torrita di Siena, Larciano, Semproniano, Talla, Serravalle Pistoiese e Buonconvento.

Il progetto della banda ultralarga
L'intervento pubblico messo in campo da Regione Toscana e Ministero interessa le cosiddette aree bianche, quei territori, cioè, che la sola logica di mercato non riuscirebbe a coprire, perché meno popolati o meno densamente frequentati da aziende, e dalle stime dello scorso anno si parlava di 784 mila toscani e 364 mila edifici interessati, tra case, uffici, aziende e abitazioni.

La fibra arriverà direttamente al domicilio degli utenti e i cantieri saranno veloci perché, per stendere cavi necessari, in molti casi saranno utilizzati cavidotti o palificazioni – pubblici o realizzati da altri operatori – che già esistono. Dove mancano si provvederà a nuovi scavi, ma piccoli e profondi e larghi appena poche decine di centimetri a bordo della carreggiata. Per le abitazioni più isolate la connessione sarà garantita da ponti radio. Pochissimi e limitati saranno dunque i disagi per i cittadini.

"La banda larga e quella ultralarga sono tra le opere pubbliche più importanti per la nostra Regione – ricorda ancora Vittorio Bugli – e contribuiscono alla competitività e allo sviluppo dei territori come strade e autostrade. Sono infrastrutture essenziali per aziende che vogliono stare sul mercato, e anche per la qualità della vita dei cittadini". Internet e servizi on line infatti aiutano ad accorciare la distanza con la pubblica amministrazione e ad avere città smart. "Per questo – prosegue Bugli – la Toscana è stata tra le prime regioni ad investire per abbattere il digital divide. Abbiamo portato la banda larga dove il mercato non avrebbe da solo provveduto, e proseguiamo adesso con la banda  ultralarga: una delle più grandi infrastrutture su cui stiamo investendo". Tutti i comuni toscani,raggruppati in quattro fasi, saranno interessati dai lavori, compresi i grandi capoluoghi: naturalmente l'intervento riguarderà solo le aree bianche e non coprono l'interezza dei territori comunali.

L'elenco dei 69 comuni ricompresi nella fase 1:

Provincia di Arezzo
Badia Tedalda
Castel Focognano
Castel San Niccolò
Chiusi della Verna
Civitella in Val di Chiana
Foiano della Chiana
Marciano della Chiana
Monte San Savino
Lucignano
Talla
Terranuova Bracciolini

Città metropolitana di Firenze
Certaldo
Firenzuola
Gambassi Terme
Montelupo Fiorentino
Vinci

Provincia di Grosseto
Castiglione della Pescaia
Campagnatico
Cinigiano
Civitella Paganico
Isola del Giglio
Magliano in Toscana
Manciano
Follonica
Pitigliano
Santa Fiora
Scansano
Scarlino
Semproniano
Sorano
Roccalbegna

Provincia di Livorno
Capoliveri
Capraia Isola
Marciana
Marciana Marina
Porto Azzurro
Rio Marina
San Vincenzo

Provincia di Lucca
Borgo a Mozzano
Camaiore
Castelnuovo di Garfagnana
Forte dei Marmi

Provincia di Massa Carrara
Aulla
Pontremoli

Provincia di Siena
Abbadia San Salvatore
Casole d'Elsa
Chiusi
Buonconvento
Chianciano Terme
Colle di Val d'Elsa
Pienza
Radda in Chianti
San Gimignano
San Giovanni d'Asso
Torrita di Siena
Trequanda

Provincia di Pisa
Orciano Pisano
Vicopisano
Volterra

Provincia di Pistoia
Abetone-Cutigliano
Buggiano
Chiesina Uzzanese
Lamporecchio
Larciano
Massa e Cozzile
Monsummano Terme
Serravalle Pistoiese

Provincia di Prato
Poggio a Caiano
Vaiano

Quattrocentomila euro per le cooperative di comunità: domande entro il 21 agosto

FIRENZE – Mano tesa alle cooperative di comunità. Annunciato all'inizio di aprile, il bando è stato pubblicato da qualche giorno: 400 mila euro a disposizione di quelle cooperative, costituite in genere dagli abitanti di un paese o di un borgo, che si mettono insieme per produrre beni e servizi per la loro comunità. Non è importante che siano costituite o ancora da costituire. L'essenziale è che abbiano un progetto per contribuire a mantenere vive e valorizzare comunità locali a rischio di spopolamento, in particolare in territori montani e marginali, o che si occupino di tutelare il paesaggio e l'ambiente. 

Ogni cooperativa potrà presentare un solo progetto: il termine per farlo, on line, sono le 23.59 di giovedì 21 agosto 2018 . Il contributo della Regione potrà arrivare fino al 70 per cento della spesa, da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50 mila. L'unico limite è che chi riceve il finanziamento non ne abbia avuti, da enti pubblici, per più di 200 mila negli ultimi tre anni. Saranno presi in considerazione i progetti che mirano ad offrire servizi alle persone o realizzare interventi per migliorare la sostenibilità ambientale, attraverso la partecipazione e il coinvolgimento di altri soggetti pubblici o privati che operano sul territorio comunale. C'è anche una declinazione digitale: ai servizi offerti alla cittadinanza sarà chiesto di poter accedere anche dalla rete, con un sito web o una app.

Le cooperative di comunità possono aiutare a ridare slancio e mettere insieme attività economiche che da sole non hanno più la forza per andare avanti, oltre a sostenere lo sviluppo economico di realtà marginali. Sono lo strumento giusto, in determinati contesti, per rilanciare servizi, anche pubblici, che mancano o sono venuti meno, oltre a contrastare lo spopolamento di piccoli borghi. "Partiamo con 400 mila euro – spiega l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli – come sperimentazione. L'obiettivo è mantenere vive o valorizzare comunità locali sostenendo l'avvio di progetti che possano poi reggersi sulle proprie gambe". "Con il Libro Verde sull'economia collaborativa presentato l'anno scorso abbiamo detto che la Toscana investe nell'intelligenza delle comunità e in collaborazione – prosegue -. Oggi facciamo un altro passo concreto in questa direzione, con un bando che sostiene chi si prende cura del territorio, produce innovazione, crea lavoro e opportunità di sviluppo, non indebolendo ma rafforzando i legami sociali". "Sarà anche un bando particolare rispetto ad altri - spiega -, poichè su ogni progetto aprirermo un confronto con gli enti locali, per migliorarlo eventualmente e valutare quali altre risorse possono essere adatte a sostenerlo, mettendo insieme competenze e risorse". 

Il caso in Toscana che forse meglio aiuta a capire cosa sia o può essere una cooperativa di comunità è l'esperienza del "Teatro povero" di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Sessanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro di piazza che costituisce oggi un'economia importante per la comunità. Oppure Succiso, sul versante emiliano dell'Appennino, che dai mille abitanti che contava negli anni Cinquanta è arrivato ad averne appena sessantacinque ed ha deciso a quel punto, nel 1991, di ricominciare tutto dall'apertura di un bar e dall'acquisto di alcune pecore, dopo di ché sono arrivati un agriturismo, una bottega di alimentari e una filiera legata alla produzione dei formaggi. Casi virtuosi in Italia non mancano. 

"Le cooperative di comunità rappresentano una grande opportunità per alcuni territori della nostra regione" sottolinea Alessandro Giaconi, presidente dell'Alleanza delle Cooperative italiane della Toscana, ovvero Agci, Confcooperative e Legacoop. "Sono – prosegue – lo strumento principale per impedire lo spopolamento di alcuni borghi, consolidare l'esistenza di comunità coese e stabili e creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani". 

"A marzo del 2017 - conclude Bugli – con Anci e l'Alleanza delle cooperative abbiamo firmato un'intesa per promuovere questo modello e percorso all'interno del progetto CollaboraToscana".  Un altro protocollo è stato firmato tra Legacoop Toscana e Legambiente. "Le cooperative di comunità sono un tema caro a Legambiente - ricorda il presidente toscano dell'associazione, Fausto Ferruzza - Lo stiamo approfondendo con il nostro ufficio dedicato all'economia civile. Ringraziamo dunque la Regione per la sensibilità dimostrata al riguardo". "Le cooperative di comunità – aggiunge – sono una grande opportunità per i territori, che sulla salvaguardia e valorizzazione dei beni comuni possono così guardare al futuro con speranza". 

"Anci Toscana crede molto nelle cooperative di comunità – conclude Simone Gheri, direttore dell'associazione dei comuni toscani -. Il nostro obiettivo è quello di promuovere territori e borghi che rappresentano una ricchezza insostituibile per la nostra regione, ma che hanno bisogno di sostegno e valorizzazione, perché a rischio spopolamento e isolamento. Questo bando è molto importante, perché fornirà sia strumenti concreti ai Comuni coinvolti, sia occasioni per nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani, e per recuperare produzioni e mestieri tradizionali". 

Toscana smart e a portata di clic, dieci incontri per l’agenda digitale toscana

FIRENZE – Dieci tappe per raccogliere istanze e idee, condividere idee e azioni, offrire spazi di partecipazione e confronto per enti, imprese e cittadini. Le tappe per l'agenda digitale toscana proseguono e la Regione organizza in collaborazione con Anci e Cispel Toscana (associazioni che rappresentano rispettivamente i comuni e le aziende di pubblico servizio) dieci incontri, uno per provincia. Il format è innovativo, con incontri aperti alla partecipazione e organizzati in gruppi di lavoro su quattro grandi temi strettamente legati all'agenda digitale: infrastrutture e piattaforme digitali, servizi on line e Open Toscana, ovvero il portale della Regione aperto alle altre pubbliche amministrazioni, smart cities, nuova comunicazione pubblica. Saranno dieci incontri con la partecipazione di Comuni, imprese e innovatori. Si parte da Lucca il 1 giugno, quindi Prato (29 giugno), Grosseto (2 luglio), Livorno (6 luglio), Pistoia (7 settembre), Firenze (14 settembre), Arezzo (21 settembre), Massa Carrara (28 settembre), Siena (5 ottobre) e Pisa (12 ottobre). 

L'iniziativa è stata presentata stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione. Con l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli c'erano l'assessore di Prato Benedetta Squittieri nelle vesti di coordinatrice per Anci Toscana di e-government e innovazione, l'assessore di Figline Incisa Lorenzo Tilli, vice presidente di Anci Toscana Giovani, il direttore di Cispel Toscana Andrea Sbandati e Paolo Chiappini direttore di Fondazione Sistema Toscana.

La Regione Toscana ha creato un grande ecosistema: banda larga e ultralarga per internet veloce, un data center pubblico per fornire servizi e ospitare i sistemi di Comuni e amministrazioni pubbliche, le piattaforme Arpa, Iris, Dax, Fert, Interpro. Il viaggio nei territori sarà l'occasione per fare il punto su cosa è stato fatto e quello che resta da fare. Si parlerà anche di Open Toscana, che è la ‘casa' dei servizi digitali: una piattaforma aperta creata dalla Regione e che si candida ad ospitare i servizi dei comuni, luogo anche della partecipazione e della collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione. Una Toscana, insomma, a portata di clic. Ci sarà un focus dedicato alle smart cities – open data, ambiente, sicurezza, infomobilità e molto altro -  perché nelle città intelligenti cittadini e imprese lavorano meglio, consumano meno energie, organizzano le proprie vite in modo più semplice, hanno miglior accesso alle informazioni. Un modello da replicare perché nessun territorio rimanga indietro. E poi ci sono naturalmente le piattaforme web e social e le chat per parlare in modo più diretto con i cittadini.

"Innovazione - sottolinea l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - vuol dire offrire ai cittadini una maggiore facilità di accesso ai servizi della pubblica amministrazione e alle imprese un maggior livello di semplificazione. Proseguiamo il lavoro avviato in questi anni, a partire dell'obiettivo di garantire una connessione ad internet ovunque veloce e il diritto di dialogare con la Pa per via digitale e non più cartacea".

Nel 2016 la Toscana ha portato infatti nelle zone anche più periferiche della Regione la banda larga, con oltre 30 mila utenze attivate. Da qualche giorno è partito il cantiere per la banda ultralarga, con 257 milioni investiti ancora da Regione e Ministero allo sviluppo economico per portare la fibra ottica, entro il 2020, nelle aree bianche, ovvero dove gli operatori privati non investono perché non ci sono le condizioni di mercato. La Toscana sarà la prima in Italia a garantire ovunque connessioni fino a un gigabit al secondo.

"Si tratta di un investimento essenziale per la crescita delle imprese" ricorda ancora Bugli. Senza connessioni veloci non ci può essere ad esempio la fabbrica 4.0. Della banda ultralarga si potranno giovare anche agroalimentare e turismo. "Per i cittadini – prosegue l'assessore – è l'infrastruttura senza cui non sarebbe possibili utilizzare i servizi on line della pubblica amministrazione, studiare e lavorare in rete". E' anche un modo per annullare le distanze fisiche, tanto più importante nelle zone isolate e periferiche.

Per questo è nato quattro anni fa Open Toscana, open.toscana.it: una piattaforma per accedere ai servizi on line della Pa in maniera semplice, sicura e immediata, per pagare il bollo auto, i ticket sanitari ed altri tributi dal telefonino o seduti comodamente in salotto, per accedere ai propri fascicoli, dalla sanità alla ‘giustizia digitale', per le imprese che devono comunicare con i Suap comunali le cui procedure sono state tutte uniformate, per presentare richieste e istanze. Open Toscana è infatti una piattaforma aperta e pronta ad ospitare i servizi di tutta la Pa e non solo della Regione.

Gli accessi ad Open Toscana
Qualche numero. Nel 2017 sono stati oltre 200 mila i contatti per la cancelleria telematica e 80 mila per quella distrettuale. si sono registrati 40 mila accessi al servizio di certificazione del reddito per la sanità, 220 mila al fascicolo sanitario (di cui un terzo da mobile) e 250 mila al sistema di prevenzione collettiva dedicato ai professionisti. La maggior parte dei servizi regionali è già accessibile con Spid, la chiave unica di accesso per essere identificati in rete, e grazie alla Regione altrettanto è stato possibile per altri sessantotto servizi di quattordici diversi enti toscani. Ad Iris, piattaforma per i pagamenti elettronici, aderiscono oltre 170 enti (più di cinquanta già attivi, altrettanti in corso e gli altri pronti a partire a breve) con più di 250 mila accessi nel 2017.

Ma Open Toscana vuole dire anche trasparenza e partecipazione. Sulla piattaforma, in un'apposita sezione, cittadini e imprese possono usufruire degli open data delle amministrazioni pubbliche. E' anche il luogo virtuale per accedere alle ‘stanze della discussione' aperte dalla Regione e da altre amministrazioni per discutere on line su progetti e iniziative del territorio. Tanti servizi tutti ospitati presso Cloud Toscana, il data center della Regione costruito secondo i paradigmi tecnologici e di sicurezza più avanzati e messo anch'esso a disposizione degli enti toscani, che così possono risparmiare sui costi ma garantire servizi di alto livello.

Per facilitare l'accesso ai servizi digitali della PA è necessario però anche operare sulle competenze, con iniziative di informazione, formazione e accompagnamento: per i cittadini e per le imprese. I dieci incontri di Toscana Digitale serviranno anche a questo.