Rinnovabili e riqualificazioni energetiche, garanzie gratuite sui prestiti

FIRENZE - La Regione negli ultimi due mesi ha aiutato i cittadini a fare due conti e capire come risparmiare soldi e energia rendendo la propria casa più efficiente. Lo ha fatto in collaborazione con gli ordini di geometri, ingegneri ed architetti, offrendo una prima valutazione gratuita sugli interventi da realizzare.

 

Grazie agli incentivi statali la spesa può infatti essere velocemente ammortizzata. Adesso arriva la seconda fase, con le garanzie che aiuteranno ad  accedere ad un prestito chi i lavori li vuol fare ma ha bisogno di un aiuto da parte delle banche. Garanzie che la Regione Toscana offrirà gratuitamente a cittadini ma anche a imprese, a persone fisiche e persone giuridiche, a chiunque decida di riqualificare energeticamente un immobile o installare impianti alimentati da fonti rinnovabili. Il che renderà appunto più facile ottenere un finanziamento.

 

La giunta ha dato l'ultimo via libera al fondo di garanzia lunedì, dopo l'approvazione da parte della commissione consiliare. La delibera è stata portata dall'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini. La campagna sulle riqualificazione energetica era stata invece presentata a marzo dall'assessore alla presidenza Vittorio Bugli. A questo punto manca solo da scegliere chi gestirà il fondo. Questione di qualche settimana e poi, entro l'estate, sarà operativo.

 

Per garantire i prestiti concessi dalle banche la Regione ha stanziato 3 milioni di euro di risorse tutte regionali. Metà saranno destinate alle garanzie dei privati cittadini: 100 mila euro l'importo massimo garantibile per ogni singolo beneficiario. L'altro milione e mezzo (per prestiti fino a 250 mila euro) sarà utilizzato invece per le piccole e medie imprese, gli enti locali, le aziende sanitarie e ospedaliere ma anche le associazioni che svolgono attività assistenziali, ricreative, culturali o sportive. I prestiti dovranno durare almeno 5 anni fino ad un massimo di 10 o 25.

 

Fondo a sportello - Il consiglio è presentare la domanda il prima possibile, appena uscirà il bando. In questo modo si avranno maggiori chance di ottenere le garanzie. Il fondo funzionerà infatti 'a sportello' e non con una graduatoria: conta quando sarà presentata la dichiarazione. Un modo peraltro che semplificherà anche l'accesso.

 

Per cosa varranno le garanzie - Sono garantibili i finanziamenti richiesti per realizzare progetti di investimento per la riqualificazione energetica degli edifici e progetti di installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche successivi alla rimozione di elementi in cemento-amianto dalle coperture . Vale per gli edifici pubblici come quelli privati, per i capannoni industriali o le aree a terra pubbliche o private che non siano terreni agricoli.

Oltre che per interventi di coibentazione e riduzione dei consumi energetici si potrà fare richiesta al fondo per impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, impianti solari fotovoltaici di potenza di picco compresa tra 1 e 100 kW, impianti eolici fino a 100 kW, impianti di riscaldamento, cogenerazione e trigenerazione a biomassa di potenza nominale non superiore a 1000 kW termici e 350 kW elettrici (solo se alimentati da biomasse da filiera corta), impianti mini-idroelettrici fino a 100 kW, impianti per l'utilizzo diretto del calore geotermico mediante pompe di calore anche senza prelievo di fluido, impianti di illuminazione pubblica che utilizzano tecnologie ad alta efficienza, lampade a risparmio energetico, sistemi di alimentazione elettronica con telecontrollo e telegestione o lampioni fotovoltaici, impianti centralizzati anche di tipo cogenerativo alimentati a gas naturale fino a 500 kW termici e 250 kW elettrici e impianti e reti di teleriscaldamento a servizio di utenze pubbliche e private.

 

Esclusi i pannelli fotovoltaici a terra - Gli impianti dovranno prevedere la riduzione dei consumi di energia o la produzione di energia rinnovabile. L'unico paletto è che l'intervento dovrà essere anche di pregio ambientale. Non saranno ammessi progetti di impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli: varanno invece le garanzie per pannelli installati sui tetti di edifici e capannoni dove sono state rimosse coperture di cemento-amianto. 

‘Vesto naturale e solidale’, mercoledì 28 maggio iniziativa all’Istituto degli Innocenti

FIRENZE – Tracciabilità ed etichettatura delle calzature, comprese quelle sportive. Prosegue e si amplia il progetto 'Vesto naturale e solidale' ideato dall'ACU (Associazione Consumatori Utenti della Toscana) in collaborazione con Regione e Ufficio Scolastico Regionale ed il supporto della inter-rete Naturale e Solidale, con lo scopo di diffondere e promuovere la conoscenza dei prodotti, a partire dalle scuole, ed imparare a consumare e a scegliere in maniera consapevole e sostenibile.

Gli studenti di alcune scuole superiori toscane che hanno lavorato al progetto, giunto al secondo anno di attività, dopo aver preso in esame criticità e problematiche delle filiere globali e delocalizzate dell'abbigliamento, hanno concentrato la loro attenzione sulle calzature, comprese quelle sportive. Mercoledì 28 maggio dalle 9.30, l'Istituto degli Innocenti di Firenze ospiterà una giornata interamente dedicata a questa seconda fase del progetto.

Gli studenti degli istituti coinvolti illustreranno i loro elaborati, insieme agli insegnanti e ai rappresentanti dell'inter-rete Naturale e Solidale che hanno curato le attività educativo-formative e laboratoriali. Seguiranno la premiazione degli studenti che hanno partecipato al bando di concorso e la presentazione dei risultati di un'indagine conoscitiva preliminare sul consumo-acquisto di calzature.

Intorno alle ore 11,45 è prevista una conferenza stampa in cui sarà presentata una ricerca sulla 'sicurezza chimica' e sull'etichettatura di un campione di scarpe acquistate presso negozi, bancarelle dei mercati e grande distribuzione. La ricerca è stata realizzata dal Laboratorio pubblico di analisi dell'ITS  'T.Buzzi' di Prato e sarà presentata dal direttore.

Dalla parte dei consumatori, per la tutela dei diritti di tutti

Vertenze e contenziosi con enti pubblici o ditte private, rapporti con le banche, semplificazione, liberalizzazioni, rateizzazioni, acquisti, rimborsi e diritto di recesso. Ma anche corretto smaltimento dei rifiuti, assistenza fiscale e tributaria, norme basilari per il risparmio idrico ed energetico, consigli per evitare truffe e raggiri, sicurezza e assicurazioni, rispetto delle regole condominiali, frodi alimentari. E tanto, tanto altro ancora, sempre dalla parte dell'anello debole del mercato: il consumatore-cittadino-utente. Aumentare il grado di attenzione, stimolare comportamenti sostenibili, sensibilizzare al rispetto dei propri diritti (ma anche doveri) e potenziare la consapevolezza in tutti i momenti in cui il consumatore-cittadino-utente svolge la propria attività quotidiana: dalla stipula di un contratto, all'acquisto di un prodotto o alla richiesta di erogazione di un servizio. Tutti obiettivi che il settore regionale tutela dei consumatori e utenti cerca di raggiungere attraverso vari strumenti che mirano soprattutto a rafforzare l'informazione, la formazione e l'educazione al consumo. Con la collaborazione delle associazioni dei consumatori, che svolgono un ruolo fondamentale nella salvaguardia e tutela dei diritti.

 
L'evoluzione del settore
La Toscana è stata una delle prime in Italia a dotarsi di una legge in materia, nel 1985. Quindici anni più tardi ne è stata approvata un'altra, fino ad arrivare a quella attuale, la numero 9 del 2008. “Ho iniziato a lavorare nel settore – spiega Angelo Malcontenti - a metà anni '90. In pratica ho assistito alla sua esplosione perchè piano piano si è cominciato a comprendere l'importanza mediatica di tutto quanto avesse a che fare con la tutela dei diritti dei consumatori. Il settore è nato per seguire da vicino l'attività delle associazioni. All'inizio dal punto di vista amministrativo. Poi, con il graduale aumento e diffusione del loro lavoro a livello territoriale, l'attenzione si è spostata sulla valorizzazione e pubblicizzazione di iniziative e progetti”.
 
Gli sportelli delle associazioni
Come si concretizza l'assistenza ai cittadini-consumatori-utenti? Le associazioni dei consumatori, attraverso i propri sportelli, rappresentano il primo punto di contatto per la difesa dei propri diritti. “Gli sportelli – chiarisce Paolo Caldesi - sono in parte finanziati dalla Regione e sono sottoposti ad un controllo riguardo agli standard di qualità, definiti a livello regionale. Ce ne sono più di 200, sparsi su tutto il territorio. Sono dei punti di assistenza che svolgono funzioni di primo intervento nei confronti del cittadino ma possono anche adire alle conciliazioni e quindi alla composizione delle controversie, fino a portare in giudizio il cittadino quando ha problemi di carattere economico con le imprese che erogano beni e servizi. Gestiscono qualcosa come circa 15 mila pratiche ogni anno ma non tutti – aggiunge Caldesi - sanno che esistono. Il nostro sforzo è far sapere al maggior numero di persone l'esistenza di questa rete supportata dalla Regione”. Attualmente sono 13 le associazioni iscritte nell'elenco regionale, che viene aggiornato ogni anno. “I requisiti per l'iscrizione sono stabiliti dalla legge regionale – interviene Malcontenti - e sono abbastanza restrittivi proprio con lo scopo di limitare il numero delle associazioni a quelle maggiormente rappresentative sul territorio. L'organo di rappresentanza delle associazioni è il Crcu, il Comitato regionale consumatori utenti, ovvero l'organo che, attraverso le associazioni stesse, da voce alle istanze dei consumatori-utenti”.
 

In genere ci si rivolge agli sportelli per problemi sorti con aziende che gestiscono servizi di telefonia. “Via via che si sono ampliate le liberalizzazioni – dice ancora Caldesi - sono aumentate le esigenze di assistenza anche in altri settori: energia, servizio idrico, rifiuti. Ma quelle rivolte ai gestori dei servizi telefonici restano al primo posto, probabilmente perchè per queste controversie gli utenti storicamente e tradizionalmente si sono fatti sempre aiutare dalle associazioni. Altro settore in crescita è anche quello sanitario, per mancato rispetto di standard qualitativi o per danni subiti”. I consumatori dovrebbero conoscere i propri diritti. Ma chi fornisce un servizio quali obblighi deve assolvere per facilitare questo compito? “Gli enti hanno due obblighi da adempiere: rilevare la soddisfazione dei clienti attraverso l'analisi della customer satisfaction e mettere a disposizione la famigerata carta dei servizi. La prima è prevista dai contratti di servizio mentre la seconda è il documento con il quale ogni ente che eroga servizi si assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza, una sorta di patto con gli utenti relativamente a: servizi, modalità di erogazione, standard di qualità e modalità di tutela previste. Naturalmente la carta deve essere negoziata tra enti ed associazioni dei consumatori per poter garantire sempre migliori standard di qualità e sempre maggiori tutele”.
 
Web e tv per diffondere il messaggio
Per garantire il massimo grado di informazione vengono utilizzati in particolare due canali: web e tv. Progetto Infoconsumo è il sito gestito e alimentato direttamente dal settore, attraverso notizie e servizi multimediali, con lo scopo di diffondere conoscenza ed educazione al consumo sostenibile e consapevole ed informazioni sulle forme di tutela e salvaguardia previste dalla legge. Una sorta di collettore di tutte le notizie riguardanti sia le iniziative ed opportunità offerte dalla Regione che di quelle ritenute utili per orientare il cittadino verso la soluzione del problema o l'adozione di buone pratiche. Prontoconsumatore offre news quotidiane, rubriche ed articoli d’approfondimento sui principali temi consumeristici. É gestito dal Centro Tecnico per il Consumo ed è una testata giornalistica registrata. Oltre all'informazione contiene il servizio gratuito di consulenza online e l'Osservatorio Prezzinvista, con le banche dati provenienti da Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e Mercafir, i protocolli sui prezzi siglati a livello regionale dalle associazioni di tutela dei consumatori e le Pagine delle buone pratiche.
 
Sempre sul versante informativo, molto importante si è rivelata la collaborazione col TGR su Rai 3, che dura ormai da 10 anni. Ogni settimana, all'interno di Buongiorno Regione, Cristian Iozzelli e Angelo Malcontenti curano una rubrica bisettimanale, 'La Bussola', che offre informazioni e consigli pratici per meglio orientarsi nella ricerca di opportunità e nella conoscenza della tutela dei diritti ed interessi nei rapporti sia con la pubblica amministrazione che con i privati. "“All'inizio –- spiega Cristian Iozzelli - abbiamo realizzato un programma settimanale di rilevazione dei prezzi presso i mercati centrali dei capoluoghi toscani, presso alcuni supermercati e negozi relativamente ad un determinato paniere di prodotti. Per un paio di anni abbiamo fornito informazioni anche sui prezzi dei carburanti. Poi, dal 2009, con l'inizio di Buongiorno Regione, lo spazio è diventato doppio: ogni martedì e giovedì approfondiamo tematiche legate al mondo consumeristico senza tralasciare notizie sulle varie iniziative e progetti che vengono promossi dai vari assessorati regionali”".
 
Pubblicazioni e miniguide
Periodicamente il settore lancia prodotti editoriali, con informazioni utili per orientare scelte e comportamenti. “"Nel 2013 -– prosegue Iozzelli –- abbiamo realizzato l'Agenda del condominio, poco prima dell'entrata in vigore della nuova riforma del condominio. La prima parte contiene una sorta di glossario con le novità introdotte. Nella seconda ci sono dei consigli utili su risparmio di energia, acqua e rifiuti in ambito condominiale, il tutto legato al progetto europeo Life Eco Courts del quale la Toscana è partner”. Il progetto, promosso e coordinato dal Comune di Padova, promuove, valorizza e premia le pratiche di gestione sostenibile dei consumi di materia ed energia nei condomini, puntando a razionalizzare i consumi di acqua e di energia e a ridurre la produzione di rifiuti. Gli altri partners sono Regione Emilia-Romagna, Legacoop, Finabita (l'Agenzia nazionale di servizi di ANCAB, l'Associazione Cooperative di Abitanti aderente a Legacoop), e ANCC-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori). “Sempre nel 2013 -– conclude Iozzelli - abbiamo pubblicato la nuova Agenda della spesa"”.
 
I giovani, il target principale
Uno dei target principali delle attività svolte dal settore sono i giovani, considerati la comunità maggiormente esposta al bombardamento di messaggi provenienti dal mercato. Da qui l'esigenza di informare, educare e formare per acquisire consapevolezza dei propri comportamenti. “"Sono soprattutto questi –- dice ancora Paolo Caldesi - i compiti affidati alle regioni in materia di tutela dei consumatori. Un ruolo molto importante, soprattutto con le nuove tendenze di consumo che modificano le abitudini di giovani e giovanissimi"”. Il progetto principale rivolto a questa fascia della popolazione è giovaniconsumatori, ideato e portato avanti dalla Toscana insieme alle altre cinque regioni partner: Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche e Puglia. "“É un portale - sottolinea Nicola Zeloni - creato con lo scopo di dare visibilità alle buone pratiche dei ragazzi in tema di consumo responsabile. Vogliamo incoraggiare i ragazzi a condividerle, queste buone pratiche. In passato abbiamo realizzato iniziative analoghe ma mancava la possibilità di avere uno spazio di dialogo e di confronto. Il progetto è in fase di avvio ma, grazie anche alle visite che stiamo facendo e che faremo nelle scuole, contiamo di coinvolgere tanti ragazzi e ragazze. Dobbiamo –- conclude Zeloni - –riuscire a fare in modo che il consumo diventi un qualcosa che possa essere gestito e non solo subìto"”.
 
Ecco tutti i recapiti per contattare il settore Tutela consumatori e utenti
 
 
 

TPL: gara unica avanti tutta. 1.500 nuovi bus, garanzie occupazionali, una Toscana collegata meglio

FIRENZE - Una marcia in più nel viaggio verso il nuovo affidamento del trasporto pubblico locale (TPL) in Toscana su autolinea tramite gara per lotto unico: l'ha ingranata questa mattina la Giunta regionale, su proposta dell'assessore ai trasporti, approvando una delibera con cui sono definiti gli aspetti tecnici essenziali in vista dell'operazione che costituirà, nel prossimo decennio, uno degli assi rilevanti nelle politiche toscane per la mobilità.

Intervenuto nella conferenza stampa di presentazione della delibera, l'assessore toscano ai trasporti l'ha definita come un concreto passo in avanti verso la "rivoluzione gentile" nel TPL sottolineando come sia pronto il progetto che consentirà la gara: una esperienza unica a livello nazionale. Nel giro di qualche settimana - ha proseguito l'assessore - partirà la lettera d'invito per la gara: l'apertura delle buste potrà essere possibile per il prossimo settembre mentre a gennaio 2015 il vincitore avrà l'assegnazione del servizio.

I TRE PUNTI

  • Con la delibera odierna la Regione Toscana ha approvato la definitiva ricognizione degli assetti, reti, risorse, livello tariffario da applicare in due diverse fasi: nei primi due anni dall'affidamento dei servizi dopo la gara e dal terzo anno di gestione del contratto fino al nono anno.
  • Sono state poi approvate le risorse da assegnare agli enti locali, inizialmente 4 milioni di euro che diventeranno 9,7 a regime, per lo svolgimento dei cosiddetti "servizi deboli fuori dal lotto unico regionale": razionalizzando i servizi sarà dunque possibile prestare attenzione più mirata proprio ad alcuni territori interni garantendo alle popolazioni che li abitano mezzi più adeguati.
  • Terzo contenuto dell'atto la "stabilizzazione delle risorse" destinate ai servizi su gomma sia da parte della Regione che degli enti locali: su 300 milioni all'anno di risorse complessive, 260 milioni, comprensivi del Fondo Unico nazionale per il TPL, arriveranno dal bilancio regionale, 40 dovranno venire dagli enti locali. A questo occorre aggiungere circa 105 milioni ricavati da biglietti e abbonamenti. 

OCCUPAZIONE E NUOVI BUS

Si è dunque pronti per la gara: i servizi di TPL saranno affidati in un unico lotto regionale che assorbirà, nei 9 anni di durata del contratto, la gran parte delle risorse per un totale che supera i tre miliardi di euro. La gara garantirà 5.500 posti di lavoro e, sia pure con minori risorse, un numero di chilometri, 108 milioni all'anno, che, in pratica, è lo stesso di oggi.

Verrà poi finanziato un forte rinnovo nel parco dei bus. Alla fine dei 9 anni di validità dell'appalto, saranno 1.500 i bus nuovi sui 3.000 oggi viaggianti, a favore della qualità del servizio (entro il quarto anno di affidamento è previsto un rinnovo di almeno 800 bus). Da notare a questo proposito che, a causa dell'assenza di specifici finanziamenti, l'età media dei bus oggi utilizzati in Toscana per il trasporto pubblico locale è di 13 anni: gli aumenti di produttività attesi dalla maxi gara dovranno essere utilizzati proprio per rinnovare in modo consistente il parco bus, la cui età complessiva sarà dimezzata (sei anni e mezzo)

RIVOLUZIONE IN DUE TEMPI

Una volta effettuata la gara, nel primo periodo di affidamento del servizio (cioè nei primi due anni) il servizio di TPL resterà, in sostanza, quello attuale: il lotto unico regionale assorbirà i servizi ora affidati dalle Province e un primo nucleo di servizi (per circa 4,1 milioni di km bus) sarà svolto in aree "a domanda debole" con affidamenti autonomi da parte di Province, Comuni e Unioni di comuni e con modalità che consentiranno economie di produzione. Dal terzo al nono anno del contratto, questi servizi fuori dal lotto unico saliranno a 9,6 milioni (sempre in km bus) con una sostanziale ristrutturazione dell'extraurbano, mentre i servizi urbani passeranno dagli attuali 40 milioni a 46 milioni di km.
I primi due anni, in altri termini, consentiranno di preparare la fase successiva sia per la progettazione che per gli aspetti organizzativi-industriali ma anche per preparare gli investimenti (i già ricordati 800 nuovi bus nei primi quattro anni di gestione).

Dal terzo anno partirà la nuova rete dei servizi su gomma. Tre gli aspetti del nuovo assetto a regime: la "rete extraurbana strutturale" (complementare e integrata con la rete ferroviaria; comprenderà anche linee regionali autostradali); le "reti urbane" (nei capoluoghi e nei centri urbani maggiori); le "reti deboli" (di competenza dei comuni di più piccole dimensioni).

RETI EXTRAURBANE E RETI DEBOLI  

La rete extraurbana, con il progetto denominato "Binari del TPL", collegherà ogni capoluogo comunale e ogni località di circa 1000 abitanti attraverso un livello di servizio minimo di 4/6 corse al giorno. Ciò anche nelle situazioni più periferiche. Sarà così assicurata una sostanziale equità distributiva in tutto il territorio toscano. Per quanto riguarda i servizi nelle cosiddette "reti deboli", da garantire con offerte mirate anche per poche unità di passeggeri sulla base delle risorse garantite dalla Regione (all'inizio circa 4 milioni di euro che a regime sfioreranno i 10), saranno i Comuni, comunque all'interno delle indicazioni più generali, ad assicurare  modalità "personalizzate"

GARANZIE OCCUPAZIONALI  

Piena garanzia occupazionale per dipendenti degli attuali gestori nonchè disponibilità per immobili e mezzi. Sono previste specifiche garanzie occupazionali per quelli che potranno essere gli esuberi: nella gara sono indicati 81,5 milioni per un bando dedicato a nuovi profili professionali.

 

Con l’Urp dalla parte del cittadino: “Uno dei lavori più belli e difficili”

"Mettersi dalla parte del cittadino e non farlo andare via né concludere la conversazione telefonica, via mail o per chat con lui senza avergli fornito le informazioni richieste o averlo indirizzato nell'ufficio giusto, o nella sezione giusta del sito della Regione".

Questa la missione di "accoglienza" fatta propria e messa in atto con dedizione e professionalità da tutti i componenti dell'Urp, l'Ufficio relazioni col pubblico della Giunta regionale, otto persone, Sandra Cirri, Gianluca Ferrini, Andrea Goi, Luigia Borrelli, Elisabetta Pugi, Paolo Ronzoni, Roberta Chiti e Marica Ugoni Marchetto, responsabile del servizio. Tutto personale con una formazione specifica sul "come si fa comunicazione" in un servizio di relazioni col pubblico.

Al piano terreno del Palazzo A di via Novoli 26, affacciato sul "piazzale", c'è la sede dell'ufficio regionale, con front office, back office e stanza per le video conferenze. Fu aperto nel 1993, come dispensatore di informazioni ma senza personale formato ad hoc. Ma da allora molte cose sono cambiate, oltre alla sede e alla preparazione degli operatori, anche sulla spinta da un lato della legge 150/2000 e dall'altra delle innovazioni tecnologiche che hanno rivoluzionato il campo della comunicazione, moltiplicandone i canali. Dunque non solo sportello e telefonate, ma sito, mail, chat line, newsletter.

>>> Il Sito dell'Urp

"Se prima si veniva di persona qui allo sportello o si telefonava per chiedere informazioni, oggi i canali comunicativi passano molto di più attraverso le mail, e dall'anno scorso, quando abbiamo istituito la chat line, attraverso il dialogo in diretta reso possibile dalla chat - racconta Marica Ugoni Marchetto, di formazione informatica (analista programmatrice) a cui ha aggiunto una laurea in Media e giornalismo conseguita nel 2013, da 30 anni in Regione e da 10 all'Urp - Abbiamo verificato, anche sulla base di una indagine sulla customer satisfaction che facciamo annualmente, che la gente preferisce questo canale di comunicazione che è immediato e al tempo stesso meno impegnativo di una telefonata. E poi, visto che non si possono ignorare i social media, ci siamo dotati, con la rete Urp regionale, di uno spazio anche su facebook dove facciamo circolare informazioni, come i bandi di Giovanisì e altre notizie scelte sul territorio, che si rivolgono ad un target di giovani che generalmente sono più distanti dalla pubblica amministrazione".

>>> La pagina Facebook dell'Urp

 

 

"Per le informazioni sui servizi di prima utilità ci si rivolge ovviamente agli Urp comunali e provinciali, dato che Comuni e Province sono titolari delle relative competenze amministrative. Noi siamo un Urp di seconda istanza – prosegue Marica - cui ci si rivolge per informazioni su bandi, concorsi, finanziamenti e relative graduatorie, oppure su altre disposizioni regionali come ad esempio quella recentissima sull'efficientamento energetico degli edifici, che prevede una visita gratuita di un tecnico scelto dagli albi dei professionisti regionali per fare una valutazione su consumi energetici delle case e possibili riduzioni".

I servizi più importanti

Tra i servizi più importanti offerti dall'Urp della Giunta regionale c'è anche la possibilità di attivare la Carta nazionale dei servizi e acquistare il lettore (prezzo 3,50 più Iva = 4,27), grazie al quale si può dare avvio in autonomia al fascicolo sanitario elettronico, oltre a scaricare una serie di documenti personali, dal Cud al bollo auto, dal tagliando per il trasporto pubblico locale all'Isee, dall'anagrafe canina ai contributi previdenziali. E saranno sempre di più i servizi telematici offerti."Questo è il presente e il futuro della pubblica amministrazione" dice la responsabile che, per pubblicizzare questo servizio, ha diffuso anche delle locandine nei supermercati e altri punti di aggregazione della zona. E ha di recente formato in videoconferenza, sul tema della attivazione e dell'uso della tessera sanitaria, i giovani operatori degli sportelli "Ecco fatto" nei territori disagiati, oltre a organizzare un incontro con gli altri Urp toscani su questo servizio fondamentale.

>>> Cos'è e come attivare la Carta nazionale servizi

Come struttura, l'Urp regionale è il pernio di una rete di ben 330 Urp di altri enti locali e territoriali, come Comuni, Province, Asl e prefetture che, attraverso un software realizzato dalla regione Toscana e continuamente aggiornato, contribuiscono ad alimentare banche dati condivise su atti, procedimenti, e sui temi oggetto dei contatti col pubblico, con cui si possono elaborare statistiche sugli aspetti più gettonati o sulle segnalazioni di criticità che riguardano molto spesso la sanità.

"Siamo una sorta di termometro che dice dov'è la febbre" dice Marica. Da questo punto di vista l'Urp è un ufficio di relazioni anche con gli uffici regionali. "Le criticità segnalate le riportiamo all'interno delle varie strutture e questo contribuisce a far sì che le strutture stesse ne prendano atto per riorganizzare e adeguare i servizi. Spesso peraltro è solo un problema di comunicazione. A volte formulare una informazione in maniera più chiara e meno 'burocratese' può far risparmiare 50 telefonate di cittadini. Peraltro alla persona che ci contatta per segnalazioni o reclami viene dato un ticket, cioè un numero che gli consente di "tracciare" la sua richiesta".

Tutti i dati via via raccolti confluiscono in un portale unico di cui i componenti dell'Urp regionale sono i redattori. "Il nostro metodo – spiega la responsabile - è di costruire delle schede informative che utilizziamo noi e che mettiamo a disposizione degli altri Urp e dei cittadini sul nostro sito, in modo da avere un linguaggio condiviso e informazioni certe. Le notizie e gli aspetti più interessanti li utilizziamo poi come base per una newsletter mensile".

Le domande ricorrenti

Ma quali sono i temi più gettonati? Si va dalle informazioni sui corsi di formazione e su Giovanisì ai finanziamenti sul Fondo sociale europeo, ma le richieste più numerose negli ultimi mesi hanno riguardato le legge 45, quella sulla Toscana solidale, che per i mesi del 2013 (la legge è stata approvata ad agosto) ha fatto registrare 11.000 domande. Le domande le raccoglie il comune che le valida e poi le inoltra alla Regione per il pagamento dei contributi di solidarietà , 700 euro una tantum per i nuovi nati, e la stessa somma, per tre anni, per famiglie con figli disabili o con più di 4 figli.

>>> La legge regionale 45/2013

Per Marica Ugoni e i suoi collaboratori questo ha comporato una massiccia quantità di lavoro,e  non sempre è stato immediato individuare la risposta giusta. Per non lasciare insoddisfatte le richieste, i colleghi dell'URP sono diventati a tappe forzate esperti lettori della procedura gestionale di contabilità Sibec. "Siamo tuttora impegnati a dare chiarimenti sui pagamenti relativi alle domande inviate nell'anno 2013".

Le iniziative esterne

Un altro compito dell'Urp regionale è quello di organizzare eventi e fare da supporto alle iniziative della Regione Toscana, come il Pisa Internet Festival e Dire & Fare. Tra le esperienze più riuscite l'allestimento di un villaggio digitale in una recente edizione di Dire & Fare, con tanto di piazza, scuola, farmacia, ospedale, circolo ricreativo e lampione intelligente in grado di fare anche riprese.

In pratica i componenti dell'Urp per fornire ai cittadini informazioni corrette fanno autoformazione su tutto. E condividono tra loro i dati acquisiti dal reperimento notizie. "Tutti dobbiamo sapere tutto – interviene Sandra Cirri, prima all'Apt e da 12 anni all'Urp – perché, sia al front office che nel back office, sia al telefono che in chat o rispondendo a una mail, dobbiamo essere intercambiabili. Ed essere utili al cittadino. Perché questo è il nostro compito e per noi è uno dei lavori più belli e gratificanti, se pure complessi, che si possano svolgere in Regione".

Come contattare l'Urp della Regione Toscana

L'Urp si trova in via di Novoli 26 a Firenzeal piano terra del Palazzo A del Centro direzionale della Regione Toscana. 

Gli orari di apertura al pubblico sono: lunedì, mercoledì e giovedì: 9:00 – 18:00, martedì e venerdì: 9:00 – 13:30

Telefono: 055.438.5140Numero verde: 800.860.070 | non udenti: 800.881.515

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