World wide views 2015, parola ai cittadini su clima e energia. La Toscana rappresenta l’Italia

FIRENZE - Un giorno, cento nazioni e più di diecimila cittadini: tutti insieme a parlare di clima e energia. Sarà quello che accadrà anche in Toscana il 6 giugno, unica in tutta Italia: un momento in cui cittadini 'comuni' si siederanno attorno ad un tavolo, anzi più tavoli, per parlare di cambiamenti climatici, energie alternative e di tutto ciò che l'uomo (e le nazioni) possono fare per recar meno danni possibili al pianeta e all'ambiente in cui viviamo, per meglio preservarlo e avanzare proposte su politiche da far adottare agli Stati.

"Parleranno i cittadini di tutto il mondo - racconta l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli - e non poteva mancare la Toscana, visto che la Toscana è stata la prima regione in Italia ad approvare, la prima volta nel 2007 e poi nel 2013, una legge per far partecipare e permettere ai cittadini di dir la propria sui progetti e le decisioni politiche delle istituzioni".

In Toscana e non per un caso, visto che in questa regione sono stati tenuti a battesimo ui primi studi della meterologia con l'Accademia del Cimento, poi diffusi nel mondo attraverso i Gesuiti.  In Toscana che non è nuova ad utilizzare gli strumenti della partecipazione per progetti che hanno a che fare con l'ambiente, la protezione civile e il clima.

"Il cambiamento climatico - aggiunge l'assessore Bugli - è oramai una realtà con cui fare i conti e che avanza più rapidamente delle nostre reazioni. L'uragano delle settimana scorsa è l'ennesima riprova. Per questo di questi temi è importante parlare".

C'è la necessità di agire nell'immediato e concretamente, ma è anche urgente porre una questione di più ampio respiro e di più lungo termine: un cambiamento di mentalità e di pratiche. "Questo - spiega l'assessore - lo si può fare solo coinvolgendo i cittadini". Nella presa di coscienza della portata del fenomeno e delle responsabilità e nell'elaborazione poi delle politiche e delle strategie per affrontarlo.

"Alla politica - conclude - si chiede capacità di rispondere e di reagire in maniera immediata e efficace a situazioni di crisi come quelle delle catastrofi naturali. Ma la politica non si può ridurre solo a essere reattiva: ha il compito di essere lungimirante e strategica e di fare scelte che avranno conseguenze al di là dell'orologio dell'urgenza. Due piani su cui la politica ha bisogno dell'apporto dei cittadini, perché solo tutti assieme si costruisce una società capace di identificare il rischio, gestirlo e prevenirlo. E per questo è importante ospitare in Italia e in Toscana il World wide views 2015".

 

Una tappa intermedia verso la conferenza mondiale del clima di Parigi

FIRENZE - Lo sguardo punta alla fine dell'anno. A dicembre Parigi ospiterà la ventunesima conferenza internazionale sul clima, quella dove a Kyoto nel 1997 fu firmato il famoso protocollo sul riscaldamento globale. Il 6 giugno, sei mesi prima e con un progetto sicuramente ambizioso, cento eventi in cento nazioni e luoghi diversi daranno voce ai cittadini per proporre buone pratiche per il futuro. La Toscana è la sola regione in Italia che parteciperà. Di più: quello toscano sarà l'unico evento dalle Alpi alla Sicilia organizzato da un'istituzione, a cui si aggiungeranno un altro paio di dbattiti promossi dall'università di Bologna e un ente romano. Ma quali saranno i cinque temi della discussione sarà svelato solo all'ultimo minuto.

Stamani, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato l'assessore alla partecipazione Vittorio Bugli, Ilaria Casillo. Giovanni Allegretti e Paolo Scardoni per l'Autorità regionale per la promozione della partecipazione e Bernardo Gozzini direttore del Lamma, il consorzio CNR-Regione che è anche la voce del meteo in Toscana, è stata presentata la fanpage su Facebook dedicata all'evento toscano ed è stato spiegato come ci si potrà proporre per partecipare, da aprile in poi. Si farà tutto sul web, con una stanza della partecipazione e materiali per approfondire che sarà aperta su open.toscana.it.

La giornata del 6 giugno comincerà nella regione del Pacifico e terminerà nella costa occidentale degli Stati Uniti. In ogni paese la consultazione avverrà allo stesso modo e osservando lo stesso protocollo metodologico, ovvero stesso numero di domande (trenta) e di temi, identica modalità di dibattito e di confronto. E' la prima volta che si ricorre ad un processo di democrazia partecipativa e questa è una novità, anche se le consultazioni globali sono già arrivate alla terza edizione: nel 2012 il tema fu la biodiversità e nel 2009 il surriscaldamento climatico.

Organizzatori e partner
L'assessorato alla partecipazione ha aderito su invito dell'Autorità regionale di garanzia della partecipazione, che co-organizza l'evento. Gli altri partner e organizzatori sono il segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il Danish board of technology che ha inventato il metodo del Worl wide views, la Commissione nazionale francese del dibattito pubblico e (sempre oltralpe) Missions publiques. Ha fornito il proprio aiuto anche il governo francese. E poi ancora la Fondazione di Francia, la Fondazione Nicolas Hulot per la natura e per l'uomo, la Commissione europea e il Governo danese.

Centoventi toscani a Palazzo Strozzi Sacrati
Il 6 giugno nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati ci saranno così 12 tavoli e 10 persone per ciascun tavolo: la fotografia ricorderà un po' altri town meeting che negli ultimi sette anni la Toscana ha organizzato. L'evento, alla cui promozione collabora anche la Fondazione Sistema Toscana, è a porte chiuse e ci si potrà candidare online attraverso la piattaforma Opentoscana: possono farlo tutti coloro che vivono o sono residenti nella regione. A ciascun partecipante saranno fornite informazioni neutre, dopodiché si aprirà il dibattito. I risultati saranno disponibili in diretta e condivisi. Ogni
paese li porterà alla conferenza preparatoria di Bonn il 15 giugno, poi a settembre a un incontro per sensibilizzare i negoziatori rispetto ai risultati emersi dalla consultazione con i cittadini  e ovviamente a quella di Parigi a dicembre. Proposte che saranno consegnate anche ai decisori nazionali.

"Alle conferenze internazionali sul clima sono ormai consolidate le pratiche di lobbying di associazioni ambientaliste, imprese legate alle rinnovabili, aziende chimiche o che hanno a che fare con la produzione di energia - sottolinea l'assessore Bugli -. Non c'è invece nessuna lobby che porti e cerchi di far valere il punto di vista dei cittadini. L'obiettivo dell'evento è appunto questo: non una perdita di tempo ma un valore aggiunto". Il metodo delle consultazioni globali é stato sviluppato dal Danish board of technology, come risposta al vuoto che si sta creando tra i cittadini da un lato e coloro che assumono le decisioni politiche dell'altro. Un po' quello che è accaduto in Toscana con la legge sulla partecipazione del 2007, rinnovata (con dibattito pubblico obbligatorio
sulle grandi opere) nel 2013.

World wide views 2015, tappa intermedia verso la conferenza mondiale del clima di Parigi

FIRENZE - Lo sguardo punta alla fine dell'anno. A dicembre Parigi ospiterà la ventunesima conferenza internazionale sul clima, quella dove a Kyoto nel 1997 fu firmato il famoso protocollo sul riscaldamento globale. Il 6 giugno, sei mesi prima e con un progetto sicuramente ambizioso, cento eventi in cento nazioni e luoghi diversi daranno voce ai cittadini per proporre buone pratiche per il futuro. La Toscana è la sola regione in Italia che parteciperà. Di più: quello toscano sarà l'unico evento dalle Alpi alla Sicilia organizzato da un'istituzione, a cui si aggiungeranno un altro paio di dbattiti promossi dall'università di Bologna e un ente romano. Ma quali saranno i cinque temi della discussione sarà svelato solo all'ultimo minuto.

Stamani, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato l'assessore alla partecipazione Vittorio Bugli, Ilaria Casillo. Giovanni Allegretti e Paolo Scardoni per l'Autorità regionale per la promozione della partecipazione e Bernardo Gozzini direttore del Lamma, il consorzio CNR-Regione che è anche la voce del meteo in Toscana, è stata presentata la fanpage su Facebook dedicata all'evento toscano ed è stato spiegato come ci si potrà proporre per partecipare, da aprile in poi. Si farà tutto sul web, con una stanza della partecipazione e materiali per approfondire che sarà aperta su open.toscana.it.

La giornata del 6 giugno comincerà nella regione del Pacifico e terminerà nella costa occidentale degli Stati Uniti. In ogni paese la consultazione avverrà allo stesso modo e osservando lo stesso protocollo metodologico, ovvero stesso numero di domande (trenta) e di temi, identica modalità di dibattito e di confronto. E' la prima volta che si ricorre ad un processo di democrazia partecipativa e questa è una novità, anche se le consultazioni globali sono già arrivate alla terza edizione: nel 2012 il tema fu la biodiversità e nel 2009 il surriscaldamento climatico.

Organizzatori e partner
L'assessorato alla partecipazione ha aderito su invito dell'Autorità regionale di garanzia della partecipazione, che co-organizza l'evento. Gli altri partner e organizzatori sono il segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il Danish board of technology che ha inventato il metodo del Worl wide views, la Commissione nazionale francese del dibattito pubblico e (sempre oltralpe) Missions publiques. Ha fornito il proprio aiuto anche il governo francese. E poi ancora la Fondazione di Francia, la Fondazione Nicolas Hulot per la natura e per l'uomo, la Commissione europea e il Governo danese.

Centoventi toscani a Palazzo Strozzi Sacrati
Il 6 giugno nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati ci saranno così 12 tavoli e 10 persone per ciascun tavolo: la fotografia ricorderà un po' altri town meeting che negli ultimi sette anni la Toscana ha organizzato. L'evento, alla cui promozione collabora anche la Fondazione Sistema Toscana, è a porte chiuse e ci si potrà candidare online attraverso la piattaforma Opentoscana: possono farlo tutti coloro che vivono o sono residenti nella regione. A ciascun partecipante saranno fornite informazioni neutre, dopodiché si aprirà il dibattito. I risultati saranno disponibili in diretta e condivisi. Ogni
paese li porterà alla conferenza preparatoria di Bonn il 15 giugno, poi a settembre a un incontro per sensibilizzare i negoziatori rispetto ai risultati emersi dalla consultazione con i cittadini  e ovviamente a quella di Parigi a dicembre. Proposte che saranno consegnate anche ai decisori nazionali.

"Alle conferenze internazionali sul clima sono ormai consolidate le pratiche di lobbying di associazioni ambientaliste, imprese legate alle rinnovabili, aziende chimiche o che hanno a che fare con la produzione di energia - sottolinea l'assessore Bugli -. Non c'è invece nessuna lobby che porti e cerchi di far valere il punto di vista dei cittadini. L'obiettivo dell'evento è appunto questo: non una perdita di tempo ma un valore aggiunto". Il metodo delle consultazioni globali é stato sviluppato dal Danish board of technology, come risposta al vuoto che si sta creando tra i cittadini da un lato e coloro che assumono le decisioni politiche dell'altro. Un po' quello che è accaduto in Toscana con la legge sulla partecipazione del 2007, rinnovata (con dibattito pubblico obbligatorio
sulle grandi opere) nel 2013.

Semplificazione, la Regione scioglie nove nodi della burocrazia. Conferenza stampa il 17 marzo

FIRENZE - Nove modi per semplificare la pubblica amministrazione e risparmiare tempo e denaro: soluzioni a volte anche semplici, quasi 'uova di Colombo' ma finora mai messi in pratica. Nove modi di semplificare la pubblica amministrazione non solo auspicati, ma discussi in modo partecipato, con i metodi della democrazia partecipativa di cui in Italia dal 2008 è stata pioniera, analizzati poi ai tavoli tecnici e che si apprestano adesso a diventare pratiche e soluzioni concrete.

Martedì 17 marzo alle ore 13 l'assessore alla presidenza e alla partecipazione della Toscana Vittorio Bugli presenterà nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza Duomo 10 a Firenze gli esiti del percorso di ascolto iniziato a giugno e che ha coinvolto il mondo delle imprese e le associazioni di categoria, proseguito poi con una consultazione on line tra ottobre e novembre.   

Housing sociale come risposta al caro affitto. Convegno martedì 3 marzo

FIRENZE - Housing sociale, ovvero una possibile risposta al caro affitti per chi non è così ‘povero' per una casa popolare ma non è sufficientemente ‘ricco' (o magari semplicemente precario) per un affitto a prezzi di mercato o per comprarsi una casa con un mutuo. Se ne parlerà martedì 3 marzo 2015 nella sala Pegaso di Palazzo Sacrati Strozzi in piazza Duomo a Firenze, sede della presidenza della Regione. Se ne parlerà nel corso del convegno "L'housing sociale in Toscana" che inizierà alle 10 per concludersi attorno alle 13.

 

Ne discuteranno, assieme ad altri, la vice presidente della Regione ed assessore alle politiche abitative Stefania Saccardi, l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, il presidente di Anci Toscana, l'associazione dei Comuni, Sara Biagiotti e Paola Delmonte di CDP Investimenti Sgr, responsabile Social Housing.

 

Dall'anno scorso la Regione Toscana ha deciso di affiancare alle tradizionali politiche di intervento pubblico nel settore della casa anche iniziative di housing sociale. Per questo già con la Finanziaria dell'anno scorso ha destinato 5 milioni di euro alla sottoscrizione di quote di un fondo immobiliare chiuso con l'obiettivo di realizzare alloggi sociali: quello strumento, a seguito di un bando pubblico, è stato individuato nel Fondo Housing Toscano, partecipato anche da Cassa Depositi e Prestiti. Nel corso del convegno sarà firmato un protocollo d'intesa per la promozione  dei programmi di housing sociale nel territorio della Toscana.

 

L'housing sociale si potrebbe rivelare anche un'opportunità per il rilancio del settore edile, da tempo in crisi: potrà essere infatti una risposta a tutti gli alloggi che giacciono invenduti e spesso ancora da completare oppure l'occasione per ristrutturare aree dismesse e vecchi alloggi.

 

Per i colleghi giornalisti è previsto un briefing attorno alle 12, in concomitanza con la firma del protocollo