Carte Grande Cinema, conferenza stampa lunedì 30 ottobre alle ore 13

FIRENZE - Al cinema con lo sconto. Lunedì 30 ottobre alle ore 13 Unicoop Firenze assieme a Fondazione Sistema Toscana e in collaborazione con Agis, Anec, Fice e Acec, ovvero  le maggiori sigle degli esercenti cinematografici, presentano la Carta Grande Cinema. Alla conferenza stampa, che si svolgerà al Cinema "La Compagnia" in via Cavour 50/r, interverrà anche la vice presidente ed assessore alla cultura della Toscana, Monica Barni.

Con lei ci saranno Stefania Ippoliti, responsabile area cinema di Fondazione Sistema Toscana, la presidente di Unicoop Firenze Daniela Mori, il presidente di Fice Mario Lorini e il presidente di Anec Toscana Fabrizio Larini.
  

Contrasto agli stereotipi di genere, la Regione premia tesi di laurea

FIRENZE - Smascherare e contrastare gli stereotipi di genere, spesso annidati negli angoli più inaspettati della nostra vita quotidiana e riproposti in varie forme da libri di testo, giornali, pubblicità, burocrazia. Con questo obiettivo la Regione Toscana ha deciso di dare vita ad un concorso per l'attribuzione di premi per tesi di laurea magistrale e pubblicazioni scientifiche in materia di analisi e contrasto degli stereotipi di genere.

Il bando, che coprirà gli anni accademici 2016/17, 2017/18 e 2018/19, è stato pubblicato nei giorni scorsi ed è frutto di un accordo sottoscritto da Regione Toscana, Commissione regionale pari opportunità e dagli Atenei della Toscana (Università di Firenze, Università di Pisa, Scuola Superiore Normale di Pisa, Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant'Anna di Pisa, Università di Siena, Università per Stranieri di Siena, Scuola IMT Alti Studi di Lucca).

Il concorso è riservato alle studentesse e agli studenti che abbiano discusso la propria tesi sui temi proposti dal 1° gennaio 2015, nonché alle dottoresse e ai dottori di ricerca che abbiano acquisito il titolo in una delle Università firmatarie dell'accordo, da non più di tre anni dalla data di scadenza dell'avviso e abbiano pubblicato un articolo scientifico sui temi proposti dal 1° gennaio 2015.

Saranno valutate tesi di laurea magistrale e pubblicazioni scientifiche volte a rilevare stereotipi di genere nei programmi e nei testi scolastici, nei testi amministrativi e scientifici, nella pubblicità e nella comunicazione politica e, più in generale, nei contesti lavorativi, nonché allo studio di percorsi per il loro superamento.

I premi, pari a 1000 euro per ciascuna tesi o pubblicazione, sono finanziati con fondi della Regione e saranno attribuiti ai primi 10 lavori della graduatoria stilata dalla commissione. I fondi messi complessivamente a disposizione dalla Regione ammontano a 45 mila euro per il triennio.

Per saperne di più leggi il bando  

La Commissione regionale pari opportunità si impegna a pubblicare all'interno della propria collana editoriale fino ad un massimo di 10 copie di ciascun elaborato premiato.
 

La scadenza del bando per il primo anno è quella del 20 novembre e gli elaborati dovranno essere inviati via PEC all'indirizzo unistrasi@pec.it indicando nell'oggetto "Nome e Cognome - Premio "Analisi e contrasto degli stereotipi di genere" anno 2017".

"E' un'iniziativa che si colloca nel quadro delle politiche che da anni stiamo portando avanti sul contrasto degli stereotipi associati al genere - spiega la vicepresidente Monica Barni - sulla promozione e valorizzazione della condizione femminile e sulla diffusione del principio di pari opportunità, nonché sulla prevenzione della violenza di genere. Abbiamo previsto una copertura finanziaria del bando per tre anni accademici allo scopo di dare continuità all'iniziativa, sperando di riscontrare un aumento costante della sensibilità verso questi temi da parte delle giovani generazioni".

"Uno dei fini primari dell'Università è quello di contribuire alla formazione culturale e civile della persona - commenta Pietro Cataldi, Rettore dell'Università per stranieri di Siena, che ha il ruolo di soggetto capofila del progetto - Speriamo e crediamo che il mondo accademico possa dare anche attraverso questa iniziativa un contributo alla cultura di genere, che consiste innanzitutto nella revisione di luoghi comuni e di stereotipi, pesante eredità di una cultura patriarcale dura a morire".

"Un accordo che si inserisce in un percorso condiviso con la Regione e con gli enti del territorio - afferma Rosanna Pugnalini, presidente della commissione regionale pari opportunità - Oggi presentiamo l'accordo con le Università, voglio anche ricordare il recente accordo con Assostampa Toscana e Ordine dei Giornalisti della Toscana che ha portato alla realizzazione di tre seminari per sensibilizzare e formare i giornalisti e contribuire ad una corretta rappresentazione dell'immagine femminile".

 

Cooperative di comunità, un aiuto ai territori marginali. Bugli: “Regione pronta a sostenerle”

FIRENZE -  La Regione guarda con interesse e da tempo alle cooperative di comunità, tra i temi principali che sta affrontando nel progetto CollaboraToscana. "Siamo dunque disponibili a seguire e accompagnare i percorsi che si svilupperanno nei prossimi mesi" annuncia l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, che stamani ha partecipato a Firenze alla prima giornata di formazione sul tema organizzata dall'alleanza delle cooperative italiane insieme a Legambiente e Anci Toscana.

La mattinata è stata anche l'occasione per raccontare alcune di queste esperienze: il paese ad esempio senza teatro di Monticchiello,  in provincia di Siena, che, colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Sessanta, ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro in piazza,  oppure Succiso, sul versante emiliano dell'Appennino, che da mille abitanti che contava negli anni Cinquanta è arrivato ad averne appena sessantacinque ed ha deciso a quel punto, nel 1991,  di ricominciare tutto dall'apertura di un bar e dall'acquisto di alcune pecore, dopodiché sono arrivati un agriturismo, una bottega di alimentari e una filiera legata alla produzione dei formaggi. Si è parlato anche del campo fotovoltaico diffuso sui tetti di Melpignano in provincia di Lecce – dove i cittadini oggi gestiscono anche info point turistico e un parco giochi -, si è raccontato della riscoperta, ancora in Puglia ad Alberobello, del ruolo sociale dell'artigianato ma anche della conoscenza del territorio e delle tradizioni locali in chiave turistica oppure,  a Napoli nel Rione Sanità, dell'obiettivo di creare lavoro attraverso la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e le competenze di più giovani messe a servizio del quartiere. Sempre, s'intende, con lo stesso modello di cooperativa.

"A marzo  - ricorda Bugli – con Anci e Legambiente abbiamo firmato un'intesa per promuovere questo modello e  percorso, che ben si lega all'altro sulla collaborazione, avviato nei mesi scorsi con il progetto CollaboraToscana". 

Un modello in crescita
I benefici sono evidenti. Le cooperative di comunità, tali perché spesso soci sono la quasi totalità degli abitanti di un paese, possono aiutare a ridare slancio e mettere insieme attività economiche che da sole non hanno più la forza per andare avanti. Possono servire anche a difendere paesaggio e ambiente, oltre a sostenere lo sviluppo economico di realtà marginali.  Sono lo strumento giusto, in determinati contesti, per rilanciare servizi che mancano o sono venuti meno, oltre a contrastare lo spopolamento di piccoli borghi.  Possono aiutare a ridare slancio e mettere insieme attività economiche che da sole non hanno più la forza per andare avanti. Possono servire anche a difendere paesaggio e ambiente, oltre a sostenere lo sviluppo economico di realtà marginali.

Fino al 2012 se ne contavano appena ventiquattro in tutta Italia, due in Toscana. Negli ultimi tre anni sono aumentate, con un crescente interesse. Una mappatura dettagliata è ancora in corso. Da sole quelle affiliate alla Legacoop sono comunque già una cinquantina.   

Libro verde e prime sperimentazioni
"Il 10 novembre – annuncia ancora Bugli – presenteremo il libro verde di CollaboraToscana e daremo il via ad alcune sperimentazioni in diversi settori. Una sarà quella relativa alle cooperative di comunità appunto". L'intenzione della Regione è quella di fare un bando per le cooperative che già esistono o per quelle di nuova istituzione. "A quel punto – spiega l'assessore -  apriremo con ognuna di quelle che risponderanno un confronto di verifica sul progetto, lo miglioreremo eventualmente insieme e poi vedremo quali forme possono essere adatte a sostenerlo". Un coworking attivo che favorisca realmente e concretamente la partenza del progetto, mettendo insieme competenze e risorse: da quelle per le aree interne a quelle comunitarie, elenca Bugli, dalla messa a disposizione dei beni comuni o strumenti innovativi come i Social impact bond al crownfunding locale, fino a risorse concesse direttamente per favorire il decollo del progetto.

"Proporremo anche la creazione di un gruppo di accompagnamento ad ogni sperimentazione - conclude Bugli – del quale, oltre alla Regione, facciano parte Anci, le associazioni cooperative o quelle interessate come Legambiente".   

Province, alla Regione adesso anche gli archivi. Firmato protocollo

FIRENZE - Prima sono tornate le competenze, poi il personale e i beni. Adesso tocca agli archivi. Si conclude così il trasferimento della funzioni che all'inizio dell'anno scorso, il 2016, dalle Province sono tornate alla Regione. Il protocollo è stato firmato stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze: a siglarlo la Regione stessa, la Città metropolitana, le altre nove province toscane e la Soprintendenza archivistica  e bibliografica.

"Acquisire gli archivi, ovvero i fascicoli relativi ai procedimenti, aiuterà a lavorare meglio e renderà più facile l'accesso agli atti da parte dei soggetti coinvolti e dei cittadini: si identifica infatti con  precisione chi detiene  la documentazione" spiega l'assessore alla presidenza e al rapporto con gli enti locali, Vittorio Bugli. Ma il progetto – Caronte è il nome scelto, come il traghettatore degli inferi - prevede anche una valorizzazione e tutela degli archivi dal punto di vista della ricerca storica: per questo l'intesa è stata firmata anche dalla Soprintendenza e l'accordo potrebbe divenire una buona pratica da esportare altrove. Gli atti conservati, che divengono 'storici'dopo trent'anni, potranno infatti divenire nel tempo una fonte primaria per studiare e rileggere le scelte amministrative compiute e i riflessi sui territori. E' il primo accordo e progetto del genere in Italia, già studiato dal Veneto ed altre regioni.

"In metri e metri di scaffali si nascondono a volte tesori impensati" racconta Bugli. Una parte degli archivi potrebbe essere anche digitalizzata. Ma la bellezza di certi documenti sta a volte proprio nell'esser di carta. "Ed è giusto - continua l'assessore - conservarli e tramandarli in quella forma". "Faremo magari interventi mirati di digitalizzazione - spiega meglio la soprintendente Diana Toccafondi  - anche se il primo obiettivo rimane la messa in sicurezza ed unità degli archivi".  "E così come sono messe oggi le Province - chiosa il presidente di Prato, Matteo Biffoni - il rischio che qualcosa nel tempo andasse perduto era più che un rischio".

La Soprintendenza agirà da  supervisore e garante del trasferimento e della riorganizzazione. Tutti gli archivi della pubblica amministrazione fanno parte infatti del demanio culturale e il loro transito deve avvenire secondo modalità precise di tipo archivistico e rispettando precise norme nazionali. Un comitato di coordinamento composto dai rappresentanti di tutte le amministrazioni provinciali guiderà l'attuazione del progetto, coordinando tempi e modalità.

 

Internet festival, Bugli: “Su innovazione ragazzi più avanti dei politici: coinvolgiamoli”

FIRENZE - Terzo giorno all'Internet Festival di Pisa, la città dove da giovedì 5 ottobre si discute della rete, di mondi digitali e delle nuove tecnologie che oramai sono parte della vita di tutti i giorni (anche quando neppure ce ne accorgiamo). L'evento  - www.internetfestival.it, giunto alla settimana edizione - proseguirà anche domani. Ma l'assessore ai sistemi innovativi della Toscana, Vittorio Bugli, già guarda avanti.  "Penso che alcune delle prossime iniziative sia giusto farle organizzare dai ragazzi" annuncia.

Tutto si svolge durante una delle sessioni di stamani, un panel nelle stanze della Normale su internet e diritti digitali: un focus duplice e per molti aspetti molto tecnicistico, da una lato sicurezza e riservatezza e dall'altro uno sguardo da qui a cinque o dieci anni sul futuro e su possibili nuovi servizi per i cittadini.  Un evento organizzato direttamente dalla Regione. Sul palco, oltre l'assessore, ci sono Vincenzo Gervasi, Fabrizio Sestini, Nicola Landucci, Deborah Bianchi e Laura Castellani, ma soprattutto in platea c'è una classe delle scuole superiori di Pisa.

"Ne è nato un confronto" racconta Bugli,  interessante sopratutto perché si è creata una piccola "comunità temporanea" che ha discusso di tecnologie e mondo digitale con intelligenza e sentimento. "Alla fine – annota - ci siamo resi conto che le domande e gli interventi dei ragazzi sono più avanti. Cioè la tecnologia va così veloce che il politico rischia di essere sempre in ritardo, mentre i ragazzi sono sempre sul pezzo". Da qui l'idea, per il futuro: quella di coinvolgerli direttamente, ancora di più.

"L'innovazione è il cuore del progresso della nostra società – conclude l'assessore -, i ragazzi lo sanno, noi un po' meno".

In fondo l'aveva accennato anche ieri l'assessore, in un incontro dedicato all'agenda digitale. Sempre alla Normale. "La politica ha bisogno di pensare in modo diverso – aveva più volte ripetuto -  Se l'agenda digitale e il rispetto del suo cronoprogramma rimane solo burocrazia, magari otterremo qualche risultato ma non produrremo innovazioni nelle istituzioni e nella vita di tutti i giorni di cittadini e imprese.  "Non esiste più oramai una pubblica amministrazione solo da sportello – concludeva -. Le istituzioni devono lavorare in cooperazione con con cittadini e aziende.  Serve integrazione ma serve anche fare comunità". Con i ragazzi appunto, e con i giovani innovatori.