Quattrocentomila euro per le cooperative di comunità: domande entro il 21 agosto

FIRENZE – Mano tesa alle cooperative di comunità. Annunciato all'inizio di aprile, il bando è stato pubblicato da qualche giorno: 400 mila euro a disposizione di quelle cooperative, costituite in genere dagli abitanti di un paese o di un borgo, che si mettono insieme per produrre beni e servizi per la loro comunità. Non è importante che siano costituite o ancora da costituire. L'essenziale è che abbiano un progetto per contribuire a mantenere vive e valorizzare comunità locali a rischio di spopolamento, in particolare in territori montani e marginali, o che si occupino di tutelare il paesaggio e l'ambiente. 

Ogni cooperativa potrà presentare un solo progetto: il termine per farlo, on line, sono le 23.59 di giovedì 21 agosto 2018 . Il contributo della Regione potrà arrivare fino al 70 per cento della spesa, da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50 mila. L'unico limite è che chi riceve il finanziamento non ne abbia avuti, da enti pubblici, per più di 200 mila negli ultimi tre anni. Saranno presi in considerazione i progetti che mirano ad offrire servizi alle persone o realizzare interventi per migliorare la sostenibilità ambientale, attraverso la partecipazione e il coinvolgimento di altri soggetti pubblici o privati che operano sul territorio comunale. C'è anche una declinazione digitale: ai servizi offerti alla cittadinanza sarà chiesto di poter accedere anche dalla rete, con un sito web o una app.

Le cooperative di comunità possono aiutare a ridare slancio e mettere insieme attività economiche che da sole non hanno più la forza per andare avanti, oltre a sostenere lo sviluppo economico di realtà marginali. Sono lo strumento giusto, in determinati contesti, per rilanciare servizi, anche pubblici, che mancano o sono venuti meno, oltre a contrastare lo spopolamento di piccoli borghi. "Partiamo con 400 mila euro – spiega l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli – come sperimentazione. L'obiettivo è mantenere vive o valorizzare comunità locali sostenendo l'avvio di progetti che possano poi reggersi sulle proprie gambe". "Con il Libro Verde sull'economia collaborativa presentato l'anno scorso abbiamo detto che la Toscana investe nell'intelligenza delle comunità e in collaborazione – prosegue -. Oggi facciamo un altro passo concreto in questa direzione, con un bando che sostiene chi si prende cura del territorio, produce innovazione, crea lavoro e opportunità di sviluppo, non indebolendo ma rafforzando i legami sociali". "Sarà anche un bando particolare rispetto ad altri - spiega -, poichè su ogni progetto aprirermo un confronto con gli enti locali, per migliorarlo eventualmente e valutare quali altre risorse possono essere adatte a sostenerlo, mettendo insieme competenze e risorse". 

Il caso in Toscana che forse meglio aiuta a capire cosa sia o può essere una cooperativa di comunità è l'esperienza del "Teatro povero" di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Sessanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro di piazza che costituisce oggi un'economia importante per la comunità. Oppure Succiso, sul versante emiliano dell'Appennino, che dai mille abitanti che contava negli anni Cinquanta è arrivato ad averne appena sessantacinque ed ha deciso a quel punto, nel 1991, di ricominciare tutto dall'apertura di un bar e dall'acquisto di alcune pecore, dopo di ché sono arrivati un agriturismo, una bottega di alimentari e una filiera legata alla produzione dei formaggi. Casi virtuosi in Italia non mancano. 

"Le cooperative di comunità rappresentano una grande opportunità per alcuni territori della nostra regione" sottolinea Alessandro Giaconi, presidente dell'Alleanza delle Cooperative italiane della Toscana, ovvero Agci, Confcooperative e Legacoop. "Sono – prosegue – lo strumento principale per impedire lo spopolamento di alcuni borghi, consolidare l'esistenza di comunità coese e stabili e creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani". 

"A marzo del 2017 - conclude Bugli – con Anci e l'Alleanza delle cooperative abbiamo firmato un'intesa per promuovere questo modello e percorso all'interno del progetto CollaboraToscana".  Un altro protocollo è stato firmato tra Legacoop Toscana e Legambiente. "Le cooperative di comunità sono un tema caro a Legambiente - ricorda il presidente toscano dell'associazione, Fausto Ferruzza - Lo stiamo approfondendo con il nostro ufficio dedicato all'economia civile. Ringraziamo dunque la Regione per la sensibilità dimostrata al riguardo". "Le cooperative di comunità – aggiunge – sono una grande opportunità per i territori, che sulla salvaguardia e valorizzazione dei beni comuni possono così guardare al futuro con speranza". 

"Anci Toscana crede molto nelle cooperative di comunità – conclude Simone Gheri, direttore dell'associazione dei comuni toscani -. Il nostro obiettivo è quello di promuovere territori e borghi che rappresentano una ricchezza insostituibile per la nostra regione, ma che hanno bisogno di sostegno e valorizzazione, perché a rischio spopolamento e isolamento. Questo bando è molto importante, perché fornirà sia strumenti concreti ai Comuni coinvolti, sia occasioni per nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani, e per recuperare produzioni e mestieri tradizionali". 

Toscana smart e a portata di clic, dieci incontri per l’agenda digitale toscana

FIRENZE – Dieci tappe per raccogliere istanze e idee, condividere idee e azioni, offrire spazi di partecipazione e confronto per enti, imprese e cittadini. Le tappe per l'agenda digitale toscana proseguono e la Regione organizza in collaborazione con Anci e Cispel Toscana (associazioni che rappresentano rispettivamente i comuni e le aziende di pubblico servizio) dieci incontri, uno per provincia. Il format è innovativo, con incontri aperti alla partecipazione e organizzati in gruppi di lavoro su quattro grandi temi strettamente legati all'agenda digitale: infrastrutture e piattaforme digitali, servizi on line e Open Toscana, ovvero il portale della Regione aperto alle altre pubbliche amministrazioni, smart cities, nuova comunicazione pubblica. Saranno dieci incontri con la partecipazione di Comuni, imprese e innovatori. Si parte da Lucca il 1 giugno, quindi Prato (29 giugno), Grosseto (2 luglio), Livorno (6 luglio), Pistoia (7 settembre), Firenze (14 settembre), Arezzo (21 settembre), Massa Carrara (28 settembre), Siena (5 ottobre) e Pisa (12 ottobre). 

L'iniziativa è stata presentata stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione. Con l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli c'erano l'assessore di Prato Benedetta Squittieri nelle vesti di coordinatrice per Anci Toscana di e-government e innovazione, l'assessore di Figline Incisa Lorenzo Tilli, vice presidente di Anci Toscana Giovani, il direttore di Cispel Toscana Andrea Sbandati e Paolo Chiappini direttore di Fondazione Sistema Toscana.

La Regione Toscana ha creato un grande ecosistema: banda larga e ultralarga per internet veloce, un data center pubblico per fornire servizi e ospitare i sistemi di Comuni e amministrazioni pubbliche, le piattaforme Arpa, Iris, Dax, Fert, Interpro. Il viaggio nei territori sarà l'occasione per fare il punto su cosa è stato fatto e quello che resta da fare. Si parlerà anche di Open Toscana, che è la ‘casa' dei servizi digitali: una piattaforma aperta creata dalla Regione e che si candida ad ospitare i servizi dei comuni, luogo anche della partecipazione e della collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione. Una Toscana, insomma, a portata di clic. Ci sarà un focus dedicato alle smart cities – open data, ambiente, sicurezza, infomobilità e molto altro -  perché nelle città intelligenti cittadini e imprese lavorano meglio, consumano meno energie, organizzano le proprie vite in modo più semplice, hanno miglior accesso alle informazioni. Un modello da replicare perché nessun territorio rimanga indietro. E poi ci sono naturalmente le piattaforme web e social e le chat per parlare in modo più diretto con i cittadini.

"Innovazione - sottolinea l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - vuol dire offrire ai cittadini una maggiore facilità di accesso ai servizi della pubblica amministrazione e alle imprese un maggior livello di semplificazione. Proseguiamo il lavoro avviato in questi anni, a partire dell'obiettivo di garantire una connessione ad internet ovunque veloce e il diritto di dialogare con la Pa per via digitale e non più cartacea".

Nel 2016 la Toscana ha portato infatti nelle zone anche più periferiche della Regione la banda larga, con oltre 30 mila utenze attivate. Da qualche giorno è partito il cantiere per la banda ultralarga, con 257 milioni investiti ancora da Regione e Ministero allo sviluppo economico per portare la fibra ottica, entro il 2020, nelle aree bianche, ovvero dove gli operatori privati non investono perché non ci sono le condizioni di mercato. La Toscana sarà la prima in Italia a garantire ovunque connessioni fino a un gigabit al secondo.

"Si tratta di un investimento essenziale per la crescita delle imprese" ricorda ancora Bugli. Senza connessioni veloci non ci può essere ad esempio la fabbrica 4.0. Della banda ultralarga si potranno giovare anche agroalimentare e turismo. "Per i cittadini – prosegue l'assessore – è l'infrastruttura senza cui non sarebbe possibili utilizzare i servizi on line della pubblica amministrazione, studiare e lavorare in rete". E' anche un modo per annullare le distanze fisiche, tanto più importante nelle zone isolate e periferiche.

Per questo è nato quattro anni fa Open Toscana, open.toscana.it: una piattaforma per accedere ai servizi on line della Pa in maniera semplice, sicura e immediata, per pagare il bollo auto, i ticket sanitari ed altri tributi dal telefonino o seduti comodamente in salotto, per accedere ai propri fascicoli, dalla sanità alla ‘giustizia digitale', per le imprese che devono comunicare con i Suap comunali le cui procedure sono state tutte uniformate, per presentare richieste e istanze. Open Toscana è infatti una piattaforma aperta e pronta ad ospitare i servizi di tutta la Pa e non solo della Regione.

Gli accessi ad Open Toscana
Qualche numero. Nel 2017 sono stati oltre 200 mila i contatti per la cancelleria telematica e 80 mila per quella distrettuale. si sono registrati 40 mila accessi al servizio di certificazione del reddito per la sanità, 220 mila al fascicolo sanitario (di cui un terzo da mobile) e 250 mila al sistema di prevenzione collettiva dedicato ai professionisti. La maggior parte dei servizi regionali è già accessibile con Spid, la chiave unica di accesso per essere identificati in rete, e grazie alla Regione altrettanto è stato possibile per altri sessantotto servizi di quattordici diversi enti toscani. Ad Iris, piattaforma per i pagamenti elettronici, aderiscono oltre 170 enti (più di cinquanta già attivi, altrettanti in corso e gli altri pronti a partire a breve) con più di 250 mila accessi nel 2017.

Ma Open Toscana vuole dire anche trasparenza e partecipazione. Sulla piattaforma, in un'apposita sezione, cittadini e imprese possono usufruire degli open data delle amministrazioni pubbliche. E' anche il luogo virtuale per accedere alle ‘stanze della discussione' aperte dalla Regione e da altre amministrazioni per discutere on line su progetti e iniziative del territorio. Tanti servizi tutti ospitati presso Cloud Toscana, il data center della Regione costruito secondo i paradigmi tecnologici e di sicurezza più avanzati e messo anch'esso a disposizione degli enti toscani, che così possono risparmiare sui costi ma garantire servizi di alto livello.

Per facilitare l'accesso ai servizi digitali della PA è necessario però anche operare sulle competenze, con iniziative di informazione, formazione e accompagnamento: per i cittadini e per le imprese. I dieci incontri di Toscana Digitale serviranno anche a questo.

Banda ultralarga, cinque mesi per navigare ad un gigabit nelle frazioni di Torrita di Siena

TORRITA DI SIENA (SI) – La banda ultralarga arriva anche a Torrita di Siena in Valdichiana, o meglio in quattro delle sue frazioni minori dove ora non c'era: a Pantanelli di Sotto, a Foenna, ad Alberello e nella zona industriale lungo la provinciale 327 di Foiano. La Toscana sarà la prima regione d'Italia interamente coperta dalla rete veloce nei prossimi due anni. Il cantiere di Torrita, a cui altri in tutta la regione seguiranno, si è aperto oggi: 755 edifici da cablare, tra questi un centinaio di aziende, e 151 giorni previsti per completare i lavori, ovvero entro la fine di ottobre, con la possibilità poi di poter navigare su internet fino alla velocità di 1 gigabit al secondo.

I lavori che porteranno ufficialmente la fibra ottica in tutti i comuni toscani entro il 2020 sono iniziati lunedì scorso, nel pistoiese. Grazie a un piano di intervento pubblico di Regione Toscana e Ministero che vale complessivamente 228 milioni, saranno coperte le cosiddette aree bianche, quei territori, cioè, che con la sola logica di mercato non si riuscirebbe a coprire, perché meno popolati o meno densamente frequentati da aziende. Dalle stime dello scorso anno si parla di 784 mila toscani interessati dall'intervento e 364 mila edifici, tra case, uffici, aziende e abitazioni.

A Torrita, meno di settemilacinquencento abitanti sparsi su sessanta chilometri quadrati, c'erano stamani per l'inaugurazione, sul cantiere lungo la via provinciale per Foiano - a destra e sinistra aziende e all'orizzonte la campagna aperta - l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli, il sindaco Giacomo Grazi e Marco Gasparini per Open Fiber, l'azienda che si è aggiudicata l'appalto nazionale. La fibra  - su 755 edifici, 101 saranno collegati alla rete attraverso ponti radio -  arriverà direttamente nelle case degli utenti e i tempi saranno veloci perché, per stendere otto chilometri e seicento metri di cavi necessari, verranno utilizzati per oltre cinque cavidotti – pubblici o realizzati da altri operatori – che già si trovano sotto terra. Dove mancano le canaline saranno realizzati piccoli scavi, profondi e larghi poche decine di centimetri, a bordo della carreggiata. Pochissimi e limitati saranno dunque i disagi per i cittadini. L'importo dei lavori ammonta a 222 mila euro.

"La banda larga e quella ultralarga – ricorda Vittorio Bugli – contribuiscono alla competitività e allo sviluppo dei territori come strade e autostrade. Si tratta di un'opera importantissima, che era essenziale portare anche laddove gli operatori non intervengono perché non ci sono le condizioni di mercato". Fibra e banda larga sono infrastrutture strategiche per le aziende che vogliono rimanere al passo e lo sono per la qualità della vita dei cittadini, che attraverso un collegamento ad internet veloce e i servizi on line possono godere di città sempre più smart e di una pubblica amministrazione più vicina, con cui dialogare dal telefonino o dal salotto di casa. "Per questo – prosegue Bugli – la Toscana è stata tra le prime regioni ad investire per abbattere il digital divide. Abbiamo portato la banda larga dove il mercato non avrebbe da solo mai investito, e proseguiamo adesso con la banda ultralarga: una delle più grandi infrastrutture su cui stiamo investendo". "Il rischio a volte – conclude – è che l'arrivo dell'alta tecnologia si fermi davanti ad un permesso o una buca da realizzare sulla carreggiata. L'amministrazione di Torrita da questo punto di vista è stata veloce nel rilasciare tutti i nulla osta necessari". 

"Non posso che ringraziare la Regione Toscana, per questa opportunità di vitale importanza per un territorio come il nostro – dice il sindaco Giacomo Grazi – Infatti, avere una infrastruttura di questo genere consentirà non solo di avere un'altissima velocità nella trasmissione dati, ma anche comunicazioni più stabili e sicure. Un vantaggio che si profilerà come valore aggiunto fondamentale per la crescita delle aziende e per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni"

"Siamo felici di portare la nostra fibra a Torrita – sottolinea Marco Gasparini, regional manager Toscana di Open Fiber - . Saranno cablate circa settecento unità immobiliari, comprese un centinaio di aziende: il tutto con la tecnologia all'avanguardia di Open Fiber, l'Fhth, che consentirà ai cittadini di navigare fino ad un gigabit al secondo". Una velocità oggi disponibile solo nelle grandi città. Open Fiber, ricorda ancora l'azienda, non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma è attiva esclusivamente nel mercato all'ingrosso offrendo l'accesso a tutti gli operatori di mercato interessati. Una volta conclusi i lavori, cittadini e aziende non dovranno  quindi far altro che contattare un operatore e scegliere il piano tariffario preferito per navigare ad alta velocità.

L'intervento per portare la banda ultralarga in tutta la Toscana è raggruppato in quattro fasi: nella prima, dopo quella zero che ha interessato una quindicina di territori, si contano una settantina di territori comunali. 

Banda ultralarga, da Natale a Larciano si potrà navigare fino a 1 gigabit

LARCIANO (PT) - La Toscana va a 1 gigabit. Con l'inaugurazione del primo cantiere, a Larciano, comune della Valdinievole in provincia di Pistoia, sulle pendici occidentali del Montalbano, iniziano ufficialmente i lavori che porteranno la banda ultralarga in tutti i comuni toscani nei prossimi due anni. Grazie a un piano di intervento pubblico di Regione Toscana e Ministero che vale complessivamente 228 milioni, entro il 2020 saranno coperte le cosiddette aree bianche, quei territori, cioè, che la sola logica di mercato non riuscirebbe a coprire, perché meno popolati o meno densamente frequentati da aziende. Dalle stime dello scorso anno si parla di 784 mila toscani interessati dall'intervento e 364 mila edifici, tra case, uffici, aziende e abitazioni.

A Larciano, questa mattina, è stato appunto inaugurato il primo cantiere alla presenza dell'assessore regionale alla presidenza, Vittorio Bugli, della sindaca Lisa Amidei e di Marco Gasparini di Open Fiber, l'azienda che si è aggiudicata l'appalto. I lavori, di cui potranno beneficiare 430 abitazioni e 40 aziende, si concluderanno per Natale, tra 216 giorni, con la possibilità per i cittadini di stipulare i contratti con tutti gli operatori già dai primi mesi del 2019. La fibra arriverà direttamente nelle case degli utenti e i tempi sono veloci perché, per stendere gli otto chilometri di cavi necessari saranno utilizzati per quasi la metà cavidotti – pubblici o realizzati da altri operatori – che già si trovano sotto terra. Dove mancano le canaline saranno realizzati piccoli scavi, profondi appena venti centimetri e larghi dieci, a bordo della carreggiata. Per un'ottantina di abitazioni i collegamenti saranno invece garantiti da ponti radio. Pochissimi e limitati saranno dunque i disagi per i cittadini.

L'intervento, del valore di 220 mila euro, interessa la zona artigianale di via Deledda e piazza Giolitti, il centro di Castelmartini appunto, le Baccane, via Francesca e un tratto di via Cecinese. Per completare la copertura dell'intero comune rimangono da cablare le frazioni collinari di Cecina, Mongherino e Larciano Alto, che non sono aree a fallimento di mercato e su cui si attende l'intervento dell'operatore privato.

"La banda larga e quella ultralarga sono tra le opere pubbliche più importanti per la nostra Regione – ricorda Vittorio Bugli – e contribuiscono alla competitività e allo sviluppo dei territori come strade e autostrade. Sono infrastrutture essenziali per aziende che vogliono stare sul mercato, e anche per la qualità della vita dei cittadini". Internet e servizi on line infatti aiutano ad accorciare la distanza fra cittadini e pubblica amministrazione e le città smart devono avere collegamenti veloci. "Per questo – prosegue Bugli – la Toscana è stata tra le prime regioni ad investire per abbattere il digital divide. Abbiamo portato la banda larga dove il mercato non avrebbe da solo mai investito, e proseguiamo adesso con la banda  ultralarga: una delle più grandi infrastrutture su cui stiamo investendo".

"Per Larciano è un onore essere il primo comune – sottolinea la sindaca Lisa Amidei -. Ringrazio la Regione Toscana, grazie al cui intervento la banda ultralarga coprirà aree artigianali e produttive, come la zona di via Deledda e piazza Giolitti, che non sono periferiche ma erano rimaste escluse dagli interventi degli operatori privati".

"Con la fibra di Open Fiber – riassume Marco Gasparini, amministratore per la Toscana dell'azienda – i cittadini di Larciano potranno navigare fino a 1 Giga al secondo. L'intervento non sarà invasivo, su otto chilometri di fibra da posare più della metà vedrà il riutilizzo di infrastruttura già esistente, e il resto sarà realizzato con tecniche che creeranno meno disagio possibile agli abitanti".

L'intervento per portare la banda ultralarga in tutta la Toscana è raggruppato in quattro fasi: nella prima, dopo quella zero che ha interessato una quindicina di territori, si contano una settantina di comuni. Open Fiber, ricorda l'azienda, non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma è attivo esclusivamente nel mercato all'ingrosso offrendo l'accesso a tutti gli operatori di mercato interessati. Una volta conclusi i lavori, cittadini e aziende non dovranno  quindi far altro che contattare un operatore e scegliere il piano tariffario preferito per navigare ad alta velocità.

Banda ultralarga, conferenza stampa il 21 maggio a Larciano per l’apertura del cantiere

FIRENZE - Arriva la banda ultralarga anche a Larciano, comune della Valdinievole in provincia di Pistoia. Il cantiere, che permetterà di navigare ad oltre 30 Mbit al secondo da qualsiasi casa od azienda, anche quello dei borghi più piccoli, si aprirà lunedì. Con l'occasione è stata organizzata una conferenza stampa a cui interverranno il sindaco Lisa Amidei, l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli e Marco Gasperini per Open Fiber, l'azienda che si è aggiudicata l'appalto.

L'appuntamento è per le 10.30, al cantiere stesso, in via Martiri del Padule 228, località San Rocco.

L'intervento, sostenuto con i fondi comunitari Fesr, si inserisce all'interno del piano che porterà da qui al 2020, in tutta la regione, la banda ultralarga anche nelle cosiddette aree bianche, ovvero le frazioni meno popolate o le aree produttive meno densamente frequentate dove con la sola logica di mercato non sarebbe mai giunta.

Il cantiere è parte di investimento pubblico complessivo, sostenuto da Regione e Ministero, che in tutta la Toscana vale 228 milioni. A Larciano interessa in particolare 47 aziende e 953 abitazioni, dove, conclusi i lavori, in otto casi su dieci si potrà navigare addirittura a più di 100 Mbit al secondo.