Disco della settimana: Sleaford Mods “Spare Ribs”

Disco della settimana: Sleaford Mods “Spare Ribs”

Esce per Rough Trade il sesto album degli Sleaford Mods, anticipato da una manciata di singoli. Punk, elettronica, hip hop e tonnellate di inglesità “mod” per un album estremamente violento e politico.


Gli Sleaford Mods pubblicano il sesto album in studio “Spare Ribs” per Rough Trade Records, anticipato dal primo singolo “Mork n Mindy” feat. Billy Nomates con un video diretto da Ben Wheatley e girato a Nottingham, in una replica della casa in cui Jason è cresciuto. Nel disco anche la partecipazione di Amy Taylor, frontwoman di Amyl and the Sniffers. Riguardo al brano e all’album, il frontman Jason Williamson afferma: ““Mork n Mindy è il suono del riscaldamento centralizzato e l’odore terribile della cena della domenica in una casa nel 1982. Cemento, garage ammaccati, nicotina. Dove la bellezza esiste principalmente nelle piccole crepe sul guscio della tua immaginazione. Catturata perfettamente nel video di Ben Wheatley per il brano.

Siamo indubbiamente dalle parti di un linguaggio musicale britannicissimo, in cui gli echi del post-punk sono fortissimi (Public Image Limited e Fall su tutti), ma ibridati di elettronica, hip hop e ovviamente” “modernismo” “Io sono cresciuto con la cultura mod, che era legata alle classi più basse e che é stata molto importante negli anni 60, 70, 80 e 90 ma ormai non lo é più come in passato, é cambiata, ci sono poche persone che gravitano intorno al Modernismo. Aggiungerlo nel nome della band era un modo per citarlo, per tenerlo in considerazione e omaggiarlo perché io mi riconosco ancora nei principi del modernismo”, dice Jason Williamson.

Il secondo singolo ‘Shortcummings’ è, come leggiamo dal comunicato stampa, “un singolo politico senza peli sulla lingua. L’arroganza dei privilegiati in questo momento è una delle cause che creano miseria, sofferenza e spreco dei soldi pubblici. Criceti snob che si combattono l’un l’altro. E’ veramente faticoso coesistere con questa elite. La roccaforte del controllo è troppo potente ora e non vedo nessuno che si voglia opporre a questa rapina a cielo aperto.”

Il terzo singolo,“Nudge It”, arriva accompagnata da un video musicale diretto da Eddie the Wheel in cui la band  trasmette la traccia mentre gironzola per strade vuote, con alcuni effetti della telecamera che danno al procedimento una sensazione a scatti. Jason Williamson ha dichiarato circa il nuovo brano: “Immagina di avere opzioni limitate, non sei sicuro di come te la passi quella settimana, guardando fuori dalla finestra dell’appartamento umido in cui non vuoi vivere in, e vedere un gruppo di posers fare un servizio fotografico perché “Bella architettura fratello, sentiamo il tuo dolore”!

Quanto al titolo dell’album: “…è la distruzione che vedo attorno a me: edifici incompiuti, altri demoliti a metà, magazzini abbandonati, imprese fallite: è quello che si vede quando prendi l’autostrada o quando parti per il tour. Vedi cose del genere di continuo. Le nostre vite sono sacrificabili per la maggior parte dei governi, secondarie sotto un sistema di governo monetario. Siamo scorte se volete, pezzi su uno scaffale a scopo di lucro, scartati in qualsiasi momento se una crisi (costruita oppure no) minaccia la produttività. È una costante, ovviamente, e in particolare nell’attuale pandemia. Le masse non possono essere presenti nelle menti di leader inadatti, no? Altrimenti la consapevolezza della gestione catastrofica paralizzerebbe le loro menti. Proprio come il corpo umano che può ancora sopravvivere senza un set completo di costole, siamo tutti “spare ribs” (costine di scorta), preservazione per il capitalismo e disponibili come parti di ricambio. “

Scopri di più su www.sleafordmods.com/

 

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Jaka: “Happy birthday to Martin Luther King”

Jaka: “Happy birthday to Martin Luther King”

Jaka ha dedicato due giorni per preparare questo speciale dedicato a Martin Luther King nel giorno del suo compleanno, “Due giorni ricchi di amore e dedizione per il Rev. King e per la musica: Soul, Jazz, Blues, Hip-Hop, Funk, Folk, Calypso, Reggae, Gospel”.

“Ciao a tutti, sono Jaka e sto per condurvi in un viaggio musicale che vi farà provare emozioni forti. Sappiate che ho dedicato ben due giorni e molta cura per selezionare i brani di questo mix ‘Happy birthday to Martin Luther King’”.

Jaka è uno dei più famosi ambasciatori del Reggae e della Black Music in Italia. Cantautore, musicista, promoter, attivista sociale, e DJ, con migliaia di shows alle spalle in Europa e nel mondo e decine di album pubblicati. Da 30 anni conduce ‘Bongoman‘ programma specializzato in Reggae, ogni Venerdi alle 22.30 su Controradio Firenze/Popolare Network.

Jaka: “Con amore vi invito all’ascolto, e se apprezzate, alla condivisione di questo mio umile omaggio a una figura che più che mai, oggi come oggi, in un America sull’orlo di una nuova guerra civile, e in un mondo allo sbando, rappresenta a mio avviso una figura positiva, costruttiva e di enorme riferimento per chiunque abbia a cuore i valori umani”.

1) Speech by Martin Luther King. Jr
(che da ora in poi chiamerò MLK)
Quale era il modo più teatrale di iniziare se non così? Con la voce di qualcuno che presenta il protagonista.

2) Max Roach – MLK Jr.
Il protagonista arriva e pronuncia il suo discorso più famoso “I have a dream”. Non so se sapete che nella musica è una delle frasi più campionate di tutti i tempi. A interagire con lui ci pensa Max Roach (occasione per dire al mondo che ho una foto con lui), a interagire con entrambi ci penso io smanettando con l’Echo.

3) Harold Melvin & The Blue Notes- Wake Up Everybody
Così si fa! Sveglia! Svegliatevi! Svegliamoci!
Quello che hanno sempre detto i grandi saggi: smettetela di dormire e svegliatevi. E’ un brano che fa muovere il culo e riflettere, ma soprattutto è un invito a diffondere amore, ad essere amore. Adoro questa canzone che infatti ho inserito ben due volte, la troverete più in giù nella track list nella versione dei Roots & John Legend.

4) Common – A Dream
Uno dei miei rapper preferiti di sempre, classe, flow, eleganza e testi di un certo spessore.
Il sogno continua, anche se non si è ancora realizzato e viene spesso interrotto, forse per quello all’inizio del brano ho tirato per ben due volte giù il cursore di botto.

5) On Jazz
La dichiarazione di MLK riguardo l’eredità del Blues e l’importanza del Jazz, musica che adorava.

6) Duke Ellington- King Fit De Battle of Alabam
Ed eccoci qua. La parafrasi con il celebre Gospel ci rimanda al 7 marzo 1965, data storica nel cammino per i diritti civili: in quel giorno, 500 dimostranti, guidati da Martin Luther King, diedero inizio in Alabama alla marcia da Selma a Montgomery, la capitale dello Stato. La manifestazione venne bloccata brutalmente dalle forze dell’ordine sull’Edmund Pettus Bridge, un ponte sul fiume Alabama. Fu il “bloody sunday” statunitense, la domenica di sangue. Ma quell’episodio diede nuova forza al movimento per la difesa dei diritti degli afroamericani che riuscì a ottenere, due marce e cinque mesi dopo, il “voting rights act”, la legge che proibiva la discriminazione razziale e rafforzava il diritto di voto difeso dal quindicesimo emendamento della Costituzione Usa. Fu il via libera all’iscrizione nelle liste elettorali delle minoranze razziali.
Le mura avevano iniziato a crollare.
Qui il Duca mette su un arrangiamento magistrale, e a un certo punto quello che si sente è un Rap.
Ditemi non c’è un Rap in questo brano?

7) Charlie Parker- Now’s The Time
A MLK piaceva soprattutto il Be Bop e Charlie Parker era il suo preferito. Nel suo discorso al “Lincoln Memorial” nel 1963 usò “Now’s the time” di Bird per dire che “Ora è l’ora”.

8) Larry Goldings- We Shall Overcome
Vabbè brividi e basta, perchè il giorno in cui “vinceremo”, la vittoria sarà dolce come questo pezzo, non può esserci nessuna vittoria se non trionfano dolcezza e gentilezza.
Per ribadire il concetto e l’augurio ho inserito altre due versioni di questo pezzo.

9) Nina Simone – Why The King of Love Is Dead
Già “Why?” Queste sono domande da farsi, e Nina Simone a raccontarci le parti oscure dell’uomo è bravissima.
Anche qui, da ascoltare in religioso silenzio meditativo.
E mentre si interroga su tanta cattiveria la sua voce calda ci avvolge e ci inonda di benevolenza.

10) Marvin Gaye – What’s Going On
Già “Ma che succede? “Uno dei più celebri brani della storia della Black Music. Niente da dire, solo brividi.

11) Preaching at Church
Mahalia Jackson era un’amica di MLK, e mentre canta questo brano in Chiesa, lui era al suo fianco. Entrambi erano due persone molto spirituali, e ognuno dei due metteva la sua forza al servizio di un bene superiore.

12) Mahalia Jackson – Joshua Fit the Battle of Jericho
La più grande cantante Gospel di sempre, a mio avviso. La sua voce può ancora oggi fare crollare le mura di Jericho e anche quelle della nostra mente ristretta.
Esultate fratelli e sorelle, mentre ascoltate questo brano esultate, ballate, alzate le braccia al cielo e ringraziate di essere vivi.

13) The Freedom Singers – We Shall Not Be Moved
Registrata dal vivo a Washington nel 1963 sulla scalinata del Memorial. La necessità a volte di essere inamovibili, inamovibili come una montagna.

14) Champion Jack Dupree – Death of Luther King
Non poteva mancare il Blues, la musica della sofferenza, la morte è sofferenza.

15) Marvin Gaye- Abraham Martin John
Che voce questo uomo …. “sembra che i buoni debbano morire giovani”, e di vittime qui ne ricorda ben tre, tra cui Lincoln e Kennedy. Di questo brano esistono decine di splendide versioni, ma questa di Marvin Gaye per me resta la più intensa.

16) James Taylor – Shed a Little Light
E se vi dicessi che uno dei miei cantanti preferiti di tutti i tempi è James Taylor?
Adoro la sua voce, la sua dolcezza, e il suo raffinatissimo songwriting.

17) Kelly Martin – Sing About Martin
Ma si cantiamo di Martin, cantiamo di pace.

18) Joan Baez – We Shall Overcome
E che non la mettevo?
Alla fine, erano così tante le canzoni che se mi fossi inoltrato nel terreno del Rock come avrei desiderato, mi ci sarebbe voluto un altro mixtape, che contenesse da Paul Simon agli U2, dai Queen agli Strawbs;
bene ho l’idea per un secondo mixtape.  Ma intanto ho preferito rimanere nell’ambito della Black music, non per spirito di parte, ma semplicemente perché questa è più strettamente connessa alla storia stessa di Martin Luther King e alle sue battaglie per i diritti civili.

19) Toots & the Maytals – We Shall Overcome
Per intero infatti la facciamo cantare a Toots, che almeno ci evita l’effetto un po’ lamentoso del brano con il suo dinamismo vocale e una spaziale groove in levare.

20) Scientist – Martin Luther King
Il DUB. Il cuore del Reggae, la sua parte esoterica.

21) Max Romeo- Tribute to Martin Luther King
All’inizio di questo brano Max Romeo si/ci chiede: “tutti parlano di Marcus Garvey ma nessuno ricorda MLK”. Già me lo sono chiesto anch’io perchè così poche reggae songs dedicate al Rev. King, nonostante la grande religiosità diffusa in Jamaica e la vicinanza geografica con gli Usa, per non parlare della medesima storia di 400 anni di schiavitù.
La risposta che mi sono dato è che a un certo punto i Giamaicani iniziarono a guardare all’Africa e se ne fregarono abbastanza di quello che succedeva in America, o forse neanche ne erano così al corrente. Se qualcuno ha altre risposte vi prego fornitemene.

22) Krs One – A Tribute
Piccolo speech d una lezione all’Università di uno dei miei rapper preferiti nonché fondatore del movimento Hip Hop “Stop the Violence Movement”, dopo che il suo amico e dj Scott la Rock venne ucciso a colpi di pistola.

23) Pato Banton – MLK
È una canzone uscita pochi giorni fa, forse proprio per fare gli auguri a MLK.

24) Papa D – Tribute to M.L.King
Dagli studi dell’Ariwa di Londra, prodotto da Mad Professor, questo fast talking del dj Papa D. Respect due to Him.

25) Mighty Sparrow – M.L.King
Il Calypso ha due temi principali: il sesso e la politica. Le canzoni hanno un impatto sociale tale che possono fare crollare un governo da quelle parti. Così come il Reggae in Jamaica, qui il Calypso è la voce dei senza voce, la voce del popolo.
Qui da Grenada il RE del Calypso.

26) The Mighty Stalin -The Immortal Message of MLK
Detto anche “The Black Stalin” vedi come sopra. Lui era proprio di Trinidad & Tobago la patria del Calypso e della Soca. I suoi brani contro l’oppressione coloniale gli valsero il titolo di Re del Calypso che era stato di Mighty Sparrow presso la cui scuola musicale era cresciuto.

27) John Legend, The Roots ft. Melanie Fiona, Common – Wake Up Everybody
“New York New York …” la versione moderna del brano iniziale di Harold Melvin, John Legend con la sua voce divina e Common qui con un rap che fa le buche in terra.

28) Public Enemy – By the Time I get to Arizona
Il riferimento di questo brano è al Governatore dell’Arizona Evan Mechan, uno degli unici due Governatori americani a non voler riconoscere il MLK day come festività nazionale. Per il resto qui Chuck D gliele canta come solo lui sa fare.

29) Cecil Payne – Mlk
Punto.

30) MLK Speech – Let the freedom ring
MLK non era solo un grande uomo ma anche un abile oratore, un proto-rapper, e un poeta … let the freedom ring ….

31) John Coltrane – Reverend King
Capolavoro di John Coltrane. Qui ho inserito solo l’Intro di questo pezzo che dopo poco esplode in uno dei brani più devastanti e strazianti che abbia mai ascoltato.
Se resistete all’ascolto completo vuol dire che avete davvero fegato, io non lo avuto.

32) Dizzy Gillespie – Tribute to MLK
Dizzy is Dizzy.

33) Duke Ellington -The 3rd movement of 3 BK
Ancora il Duca e ancora livelli sublimi.

34) Terry Callier – Martin St.Martin
Che voce, che voce, che voce e che pezzo.

35) The Golden Gospel Singers – Oh Freedom!
E libertà sia!!!!

36) Mahalia Jackson – At the Funeral
La registrazione effettuata al funerale. Cantò anche Aretha Franklin in quella occasione, ma ho scelto Mahalia per dare l’addio al suo amico.

37) Stevie Wonder-Happy Birthday
Nonostante trovi il sound di questo pezzo terribile, ho voluto chiudere in bellezza così perchè? Primo perchè il mix è stato realizzato in occasione del compleanno di MLK e quindi “Happy Birthday”. Poi perchè non mi andava di chiudere con un funerale, perchè anche se il corpo di MLK è morto, il suo spirito è vivo, così come i suoi insegnamenti.
Quindi c’è da essere contenti e non tristi.

HAPPY BIRTHDAY DR. KING <3

BUON ASCOLTO

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Anders vincono il premio Fse-Giovanisì, Rock Contest, Controradio

Anders vincono il premio Fse-Giovanisì, Rock Contest, Controradio

🔈Firenze, il premio Fse-Giovanisì del ‘Rock Contest – Computer age edition’ del 2020 è andato agli Anders, giovane gruppo fiorentino dal rock ruvido e graffiato nato meno di un anno fa.

Il premio è stato consegnato agli Anders durante una cerimonia avvenuta giovedì 14 gennaio, al Teatro della Compagnia di Firenze, alla presenza del presidente della Toscana Eugenio Giani, della cantante toscana Irene Grandi, che partecipò ad un Rock Contest molti anni fa, sia pur senza vincerlo, e dell’attrice fiorentina Gaia Nanni. I tre sono stati protagonisti di un talk show sul palco, moderato dal giornalista di Controradio Raffaele Palumbo, sulla libertà di espressione, la creatività e il protagonismo dei giovani.

“Manifestazione che davvero ci accompagna da più di 30 anni, durante i quali abbiamo visto valorizzare artisti e gruppi, come in questo caso gli Anders, che poi si sono affermati e sono stati simbolo della nostra regione – ha detto Giani parlando del Rock Contest – a me fa particolarmente piacere che sia stata oggi Irene Grandi a fare da testimonial a un impegno che vogliamo campo della creatività musicale per valorizzare i nostri giovani, i nostri talenti, coloro che possono guardare al futuro ma anche al presente perché indubbiamente, lo abbiamo visto, hanno una capacità di caratterizzare anche un identità non solo musicale ma di valori, in riferimento a Hong Kong, al personaggio che ci cala nella protesta generazionale contro chi vuole soffocare la creatività, che guarda lontano e da dei messaggi, che sono poi i messaggi di identità della nostra regione, la libertà, il senso di creatività, la possibilità di fare valorizzare il talento in un rapporto sinergico con le istituzioni e non soffocato, perché i giovani devono fare la gavetta”.

Presidente Giani lei c’era quando è nato il Rock Contest se lo ricorda?

“Me lo ricordo nel 1990, allora giovane consigliere comunale a Firenze, ed il Rock Contest era proprio all’insegna della cultura della creatività giovanile e Controradio era un po’ la voce, l’espressione di quella sensibilità”.

E giovani? Come sono cambiati?

“Ogni generazione, anche sul piano della musica porta una sua identità.  Oggi c’è anche il senso di una concretezza che i giovani chiedono. Allora era una musica che cercava una rottura generazionale forte, perché si interpretava una rivoluzione di costumi.  Adesso i giovani cercano il cambiamento, ma in una società in cui ci si sente integrati. Allora c’era il sogno di una società completamente da cambiare”.

L’intervista di Gimmy Tranquillo al presidente Eugenio Giani:

Irene Grandi, ancora ad un evento del Rock Contest, ma che cosa ti lega a questa manifestazione?

“Il primo amore non si scorda mai, e comunque il Rock Contest è una cosa così bella una manifestazione per le band per i giovani, diciamo ho iniziato io qua e poi fai conto la generazione successiva dei Grandi, mio nipote per esempio è stato anche lui al Rock Contest, tipo 3-4 anni fa, hanno vinto con il loro gruppo di Beyond The Garden, quindi come dire c’è qualcosa no: il filo non si spezza”.

L’intervista di Gimmy Tranquillo a Irene Grandi:

Gaia Nanni con i jeans strappati al ginocchio come i Ramones, te li sei strappati per il Rock Contest?

I jeans erano integri fino a via dei Servi, poi ho detto ragazza però, c’è un Giovanisi, Regione Toscana giovani, io non sono più di primo pelo, ho detto attrezziamoci un po’, bisogna stare al passo con questa gente qui, perché se no ci asfaltano

L’intervista di Gimmy Tranquillo a Gaia Nanni:

Il premio Fse- Giovanisì viene assegnato all’interno del Rock Contest dal 2017 ed è stato istituito per premiare il brano che meglio ha saputo interpretare sensibilità e immaginari del mondo giovanile. Durante l’ultima edizione del concorso, otto serate tutte trasmesse in streaming, è stata promossa anche la campagna “Giovanisì, il talento è un bene comune”: un bene comune da mettere al centro del motore della ripresa e della crescita del Paese.

Gli Anders sono stati premiati per il testo “Joshua- Mi sento più al sicuro qui” dedicato allo studente Joshua Wong, tra i leader della rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong nel 2014, ma anche appello ad una generazione affinché ritrovi la parola  e la volontà di incidere nella società.

Il premio richiama non casualmente – oltre a Giovanisì, che dal 2010 è il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani – anche il Fondo Sociale Europeo (Fse).

Attraverso queste risorse europee, nella programmazione 2014-2020, sono stati investiti sui giovani 293 milioni di euro, il 39 per cento dell’intero fondo. Sono stati utilizzati per facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro, per l’orientamento nell’ambito scolastico, formativo ed universitario, per l’alternanza scuola-lavoro, per l’impiego, i tirocini, assegni di ricerca, percorsi di istruzione e formazione e il servizio civile.

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Rock Contest 2020, Giani consegnerà premio FSE/GiovaniSì agli Anders

Rock Contest 2020, Giani consegnerà premio FSE/GiovaniSì agli Anders

Giovedì 14 gennaio il presidente della Regione Eugenio Giani consegnerà agli Anders, partecipanti del Rock Contest 2020, il Premio Fondo Sociale Europeo, sarà l’occasione di un talk su “Libertà di espressione e creatività giovanile” con lo stesso Giani, Irene Grandi e l’attrice Gaia Nanni, condotto da Raffaele Palumbo e Giustina Terenzi di Controradio.

E’ all’insegna della “Libertà di espressione e creatività giovanile” il premio Fse/Giovanisì del Rock Contest 2020 che il presidente della Regione Eugenio Giani consegnerà alla band vincitrice giovedì 14 gennaio, alle 15.30, al Cinema La Compagnia, in via Cavour 50/R a Firenze. All’evento, che potrà essere seguito unicamente dalla stampa, oltre agli Anders, il gruppo vincitore, parteciperanno la cantante Irene Grandi e l’attrice Gaia Nanni. A presentare saranno Raffaele Palumbo e Giustina Terenzi di Controradio.


La band, al termine della premiazione, suonerà due canzoni tra cui quella per cui hanno vinto il premio “Joshua. Mi sento più al sicuro qui”, dedicata a Joshua Wong. A seguire il punto con la stampa.

Il premio è promosso da Regione Toscana (Giovanisì e Fondo Sociale Europeo) e Controradio. Il Rock Contest 2020 si è svolto in una speciale edizione online, la “Computer Age Edition”, ottenendo uno straordinario successo con più di 500.000 visualizzazioni.

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Montanari: “Mai alluso a possibili illeciti. Spero che il Comune ne prenda atto e ritiri la querela”

Montanari: “Mai alluso a possibili illeciti. Spero che il Comune ne prenda atto e ritiri la querela”

Firenze, Tomaso Montanari ai microfoni di Controradio intervistato da Raffaele Palumbo, torna sulla querela penale annunciata dal Sindaco di Firenze contro di lui, gettando una luce nuova su quell’intervista che mesi fa fece infuriare Palazzo Vecchio.

Montanari aveva infatti pronunciato, durante la trasmissione Rai, “Report” del 18 giugno scorso – una frase: “Firenze è una città in svendita. È una città all’incanto, è una città che se la piglia chi offre di più, e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri”.

“Lei nella sua intervista a Report – chiede molto direttamente Raffaele Palumbo – ha inteso alludere anche se lontanamente anche se vagamente a possibili illeciti da parte dell’amministrazione comunale o la sua è una critica esclusivamente e squisitamente politica?”.

“Ovviamente una critica esclusivamente politica, credo nel mio diritto – risponde senza esitazioni Montanari – e sono anche abbastanza allibito del fatto che il sindaco e la giunta, non come istituzioni ma come privati cittadini, mi chiedano una cifra che mi costringerebbe a vendere la mia casa, a mettere i miei bambini a dormire per strada, perché ho espresso un’opinione politica”.

“Se avessi voluto dire qualcos’altro lo avrei fatto – aggiunge Montanari – questa cosa l’hanno capito in tanti, l’ha capito la Camera del Lavoro di Firenze, che fa fatto un documento a mio favore, la Comunità delle Piagge, l’ha capita la Consulta Nazionale degli storici dell’Arte…  un enorme quantità di persone hanno capito che era una critica politica”.

“Il sindaco Nardella ha detto più volte che il suo scopo era di attirare a Firenze Capitali stranieri – spiega poi Montanari – io ho detto che gli amministratori si sono messi al servizio degli investitori stranieri e non di quelli che io ritengo essere gli interessi della città: se nella piazza in cui vivo, in pieno Oltrarno, si permette che un appartamento venga diviso 6 unità, si è al servizio del mercato immobiliare non si è al servizio del ripopolamento del centro, essere al servizio non vuol dire prendere le mazzette da qualcuno, non c’è nulla di illecito, ma c’è secondo me un errore politico, si potrà ben dirlo”.

Ricordiamo che la decisione di spostare la questione in tribunale era arrivata perché il Sindaco Nardella aveva trovato la frase allusiva a possibili illeciti. Ai microfoni di Controradio, Montanari ha rigettato con forza questa accusa parlando appunto di “posizione politica”. E a sostegno di questa sua posizione ricorda un caso che anni fa lo fece salire agli onori delle cronache. “Nel caso dei Girolamini a Napoli, quando ho avuto sentore di illeciti sono andato immediatamente a parlare con magistratura, mettendoci la faccia e rischiando in prima persona”.

Montanari spiega infine come l’intervista rilasciata a Report sia stata montata a sua insaputa, in modo da ingenerare equivoci.

L’intervista completa sul nostro canale Youtube

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