Riapre portale Toscana per 70-79enni ma niente Johnson&Johnson

Riapre portale Toscana per 70-79enni ma niente Johnson&Johnson

Firenze, riapre mercoledì 14 aprile, il portale regionale per le prenotazioni dei vaccini anti Covid: circa 15mila dosi di Astrazeneca saranno a disposizione della fascia di età 70-79 anni.

È quanto fa sapere Andrea Belardinelli responsabile Sanità digitale e innovazione della Regione Toscana. Nella giornata di martedì, infatti, sono arrivate in Toscana quasi 11mila dosi di Astrazeneca. Nella giornata di mecoledì saranno anche inviati circa 11mila sms agli estremamente vulnerabili già iscritti sul portale regionale, che potranno così prenotare la somministrazione del vaccino in un giorno disponibile tra il 23 aprile e il 7 maggio.

La sospensione del vaccino Johnson&Johnson per la Toscana significherà avere a disposizione 11mila dosi in meno, che erano destinate alla fascia di età 70-79 anni. La Regione avrebbe dovuto ricevere la partita del vaccino americano monodose il 16 aprile. A disposizione della Toscana, da quanto appreso, rimangono al momento 9900 dosi di Astrazeneca e una quota rimanente di Pfizer destinata alla categoria dei superfragili.

“In questa settimana arriveranno in Toscana 136mila vaccini”, aveva detto il presidente Eugenio Giani, specificando che i 𝗣𝗳𝗶𝘇𝗲𝗿 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝘃𝗲𝗿 𝟴𝟬 𝗲𝗱 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗮 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝟳𝟬 𝗲 𝗶 𝟳𝟵 𝗮𝗻𝗻𝗶.

“Lunedì mattina sono state consegnate 21mila dosi Pfizer che si aggiungono alle 94mila attese per mercoledì. Saranno destinate agli over 80 e anche agli estremamente vulnerabili della fascia 70-79”.

Mentre gli 𝗔𝘀𝘁𝗿𝗮𝗭𝗲𝗻𝗲𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝟳𝟬-𝟳𝟵 𝗮𝗻𝗻𝗶. La nuova fornitura di 9.900 dosi è attesa per mercoledì 14 per proseguire i vaccini 70-79 anni.

Giani aveva anche annunciato che i vaccini 𝗝𝗼𝗵𝗻𝘀𝗼𝗻 & 𝗝𝗼𝗵𝗻𝘀𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝟳𝟬-𝟳𝟵 𝗮𝗻𝗻𝗶, con le prime 11mila dosi del nuovo vaccino previste per giovedì da destinare alle persone tra i 70 e 79 anni, ma sappiamo che per il momento queste dosi non saranno usate.

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Vaccini: Toscana, verso oltre 80% prima dose a over 80

Vaccini: Toscana, verso oltre 80% prima dose a over 80

Intanto si viene a sapere che in Toscana “sono circa 35mila le persone che hanno usufruito di questa opportunità e che si sono registrate tra le riserve” per la somministrazione dei vaccini

In Toscana “siamo arrivati venerdì scorso al 68% di somministrazioni di prime dosi agli over80. Nella prossima rilevazione ufficiale del Governo, con le somministrazioni dei medici di medici generale che sono per questa settimana circa 45mila prime dosi e circa 23mila seconde dosi, dovremmo arrivare a superare l’80% delle vaccinazioni stando in media nazionale o probabilmente anche, ma bisogna vedere i dati definitivi, andando oltre”. Lo ha detto l’assessore toscano al diritto alla salute, Simone Bezzini, rispondendo a un’interrogazione in Consiglio regionale. “L’impegno – ha aggiunto Bezzini – è massimo, sia attraverso la medicina generale sia attraverso azioni integrative che potranno essere messe in atto nei prossimi giorni affinché, come previsto, si possa arrivare entro il 25 aprile a chiudere la prima somministrazione” agli anziani con più di 80 anni.

In Toscana “sono circa 35mila le persone che hanno usufruito di questa opportunità e che si sono registrate tra le riserve” per la somministrazione dei vaccini. “E alcune di queste sono state contattate dagli hub”. Lo ha detto l’assessore toscano al diritto alla salute, Simone Bezzini, rispondendo a un’interrogazione in Consiglio della Toscana su coloro che si sono registrati sul portale regionale come riserve per ricevere i vaccini non somministrati nel corso della giornata. “La funzione ‘riserva’ è già stata attivata sul portale delle prenotazioni – ha spiegato Bezzini -, ma solo per le categorie per le quali è aperta la vaccinazione, in base alle indicazioni della struttura nazionale. Per potersi iscrivere come riserva è necessario entrare nella propria categoria quando questa risulti aperta e, nel caso siano esaurite le dosi per il centro vaccinale prescelto, è possibile iscriversi come riserva”. L’assessore ha poi ricordato che in caso di dosi non somministrate, a fine giornata gli operatori degli hub contattano le riserve che devono presentarsi al centro vaccinale entro 30 minuti.

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🎧 Gramolati: stop alle disuguaglianze digitali, anziani tagliati fuori

🎧 Gramolati: stop alle disuguaglianze digitali, anziani tagliati fuori

“Vaccini, dati Inps e digital divide: il sindacato chiede di intervenire sulle disuguaglianze tecnologiche. Per Alessio Gramolati, segretario generale dello Spi Cgil Toscana, la tecnologia sta rappresentando una nuova fonte di disuguaglianza.

In primo piano c’è il tema dei vaccini, certamente. E se sei fortunato ad avere in casa un familiare che ti aiuta, allora puoi sperare di fare le prenotazioni on line. Ci vuole un buon computer, una buona connessione e bisogna sapere impiegare bene questi mezzi. Per tanti anziani può essere un problema. Ma non solo. Il tema del digital divide si è riproposto con tutta la sua forza durante questi mesi di pandemia. Il divario tecnologico – che riguarda chi non sa o non può usare un computer – ha riguardato in questi mesi e continua a riguardare gli anziani, ma anche le tante persone che vivono lontane dalle grandi città. In media in Italia sono il 25%, mentre in Toscana sono il 30%. Soprattutto a causa di una connessione di bassa qualità. E dunque problemi con la DAD, problemi con lo Smart working, problemi che le prenotazioni on line. Ma – come ci ha raccontato Alessio Gramolati – segretario generale dello Spi Cgil Toscana – i problemi non finiscono qui.

Da tempo infatti l’Inps non manda più a casa la documentazione cartecea ai suoi utenti. E stiamo parlando di 16 milioni di pensionati in Italia. Il problema è che – per i motivi detti, dunque scarsa alfabetizzazione telematica, problemi di accesso, etc. – solo un quarto di questi utilizza il complicato sito dell’Inps per accedere e verificare la propria posizione pensionistica. E dal primo di ottobre, cioè da quando entrerà in vigore l’utilizzo dello Spid, le cose rischiano di complicarsi ancora di più. La supplenza all’Ente previdenziale che dovrebbe assicurare l’accesso ai dati a tutti, la fanno le famiglie e il sindacato con i Caf o i patronati, con dunque i pensionati che si ritrovano a dover pagare un servizio che dovrebbe essere loro garantito gratuitamente. Un problema di accesso, ora un problema di democrazia.

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Hub vaccinali in Toscana, destinati agli ultraottantenni

Hub vaccinali in Toscana, destinati agli ultraottantenni

Firenze, il presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, ha scritto un post sulla sua pagina ufficiale Facebook, in cui annuncia la novità degli ‘hub vaccinali’ per quanto riguarda la vaccinazione degli ultraottantenni nella regione.

“La campagna vaccinale in Toscana continua con una ulteriore importante novità per gli over 80. – scrive Mazzeo – Da ieri, all’importante lavoro dei medici di famiglia, è stata affiancata anche l’apertura di alcuni hub vaccinali destinati proprio agli ultra 80enni”. Mazzeo ha quindi postato anche una foto della palestra di Calcinaia, trasformata appunto in un hub vaccinale “dove – scrive Mazzeo – oggi, ne sono stati vaccinati 180”.

“In Toscana, ieri, sono stati vaccinati 6811 over 80 e 2000 vulnerabili, un numero più basso dei giorni scorsi perché stiamo terminando le dosi! Ne abbiamo somministrato l’88% di quelle ricevute (una parte va conservata sempre per i richiami), contro la media italiana del 82,4% – ha continuato il presidente del Consiglio Regionale della Toscana Mazzeo – L’obiettivo resta quello di dare almeno la prima dose a tutti gli over 80 entro il 25 aprile: sono stati già vaccinati 220 mila ultraottantenni su 320 mila, ne restano 100 mila. Quest’ultima settimana sono state somministrate 60 mila prime dosi agli over 80, quindi se le forniture arriveranno regolari potremo riuscire a completare la vaccinazione di tutti gli over 80 entro due settimane”.

“Ovviamente il punto critico sono sempre le forniture: pensate che il governo nel suo piano vaccinale prevedeva di somministrare entro marzo 38 milioni di vaccini alle categorie prioritarie ma alle Regioni sono arrivate solo 12 milioni di dosi, meno di un terzo! – conclude nel suo post Facebook Mazzeo. – Più vaccini avremo a disposizione, più toscani riusciremo a vaccinare, prima potremo riaprire”.

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Fondazione Santa Maria Nuova, ospedali Firenze in grande difficoltà

Fondazione Santa Maria Nuova, ospedali Firenze in grande difficoltà

Firenze, Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova onlus, in una nota descrive la situazione di difficoltà in cui si trovano gli ospedali della Fondazione.

“Mantenere Firenze, Prato ed Empoli in zona rossa è stato un segno di responsabilità da parte della Regione Toscana. La situazione nei nostri ospedali non consente assolutamente il passaggio in zona arancione. – dice il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova – Forse dovevamo mantenere tutta la Toscana in zona rossa, ma se i dati indicano che ci sono le condizioni per cambiare colore, allora ha fatto bene la Regione. Firenze, però, no: qui gli ospedali sono in sofferenza. Abbiamo più di 500 pazienti Covid ricoverati tra noi e Careggi, oltre 100 in rianimazione. Tutti malati gravi con necessità di ossigeno”.

“Abbiamo persino dovuto calibrare – spiega Landini, – il numero di pazienti tra i reparti per non sovraccaricare la portata di ossigeno. Sono malati che hanno bisogno di una quantità di ossigeno enorme. Abbiamo richiesto al Commissario straordinario Figliuolo altri 40 ventilatori che ci mancavano e sono arrivati. Circa il 30-40% dei ricoverati necessità di ventilazione. Passare nel Fiorentino alla zona arancione sarebbe stato un messaggio fuorviante alla popolazione”.

“C’è inoltre un dispiacere – prosegue Landini – per questo blocco dei vaccini. È triste vedere chiuso il centro Mandela Forum. Sappiamo che i vaccini sono l’unica arma che abbiamo e va perseguita con ogni sforzo. Sappiamo che il Governo valuta, tra le tante opzioni, di fare accordi fuori dall’Europa per avere i vaccini e penso sia una soluzione giusta. Noi siamo tutti europeisti, ma il vaccino è una necessità urgente. E se l’Europa non è in grado ad oggi di offrirlo, dobbiamo riuscire a reperirlo altrove. Non possiamo durare a lungo in questa condizione. Gli ospedali continuano a reggere e stanno dando assistenza a tutti, ma bisogna evitare una semplificazione in cui si pensa che si potrà uscire dalla crisi economica senza superare quella sanitaria. L’unica strada rimane la vaccinazione a tutti, con meno regole e in modo rapido”.

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