Siena: Corte severa, per ex sindaco il bilancio è solido

Siena: Corte severa, per ex sindaco il bilancio è solido

“Non è la prima volta che la sezione toscana della Corte dei conti si distingue per la severità delle interpretazioni, che rendono ancor più difficile la gestione dei bilanci. Tuttavia la situazione finanziaria reale del Comune è solida”.

Lo sottolinea con una nota Bruno Valentini consigliere comunale ed ex sindaco di Siena che risponde così ai rilievi della Corte dei conti che, secondo quanto riferito dall’attuale primo cittadino di Siena De Mossi, ha rilevato gravi irregolarità nei bilanci del comune relativi agli anni 2015 e 2016 con un disavanzo ordinario di 13 milioni di euro.
Secondo Valentini “il punto chiave è la contestazione mossa relativamente alle alienazioni effettuate in quegli anni che vennero utilizzate dal Comune per ridurre l’indebitamento rappresentato dai Boc, Buoni obbligazionari comunali”.
Per l’ex sindaco durante il suo mandato “il debito è sceso al livello di 20 anni fa e nel 2020 i Boc saranno completamente estinti con un risparmio annuale di quasi 5 milioni”.
“Che il bilancio sia solido – prosegue – è dimostrato dal fatto che ci siamo, nella sorpresa di tutti, disintossicati dalla dipendenza dei contributi della Fondazione Mps”.
“Sia pure sottoposti alla forche caudine di leggi contorte, – conclude Valentini – il bilancio del Comune di Siena è solido, soprattutto grazie alle vendite patrimoniali già realizzate per oltre 14 milioni, che però, paradossalmente, non sembrano utilizzabili”.

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Toscana: Corte conti, condanne per 14,3 mln nel 2018

Toscana: Corte conti, condanne per 14,3 mln nel 2018

La Sezione giurisdizionale toscana della Corte dei Conti nel 2018 ha pronunciato 168 sentenze (165 nel 2017) e 63 ordinanze in materia di pensioni, 119 sentenze (132 nel 2017) e 27 ordinanze in materia di responsabilità e giudizi di conto, con un ammontare delle condanne pari a 14,3 milioni di euro: è quanto emerge dalla relazione del presidente Amedeo Federici, pronunciata all’apertura dell’anno giudiziario contabile regionale 2019 oggi a Firenze.

Sulla somma, emerge ancora dalla relazione, incidono in larga parte gli oltre sette milioni di euro di risarcimento (per danno patrimoniale e di immagine) comminati all’ex direttore dell’agenzia delle Entrate di Firenze, Nunzio Garagozzo, e in misura minore i 950mila euro relativi alla condanna per danno erariale di un dipendente Inps responsabile di pagamenti indebiti.
I decreti emanati dalla Sezione sono stati 796 contro gli 894 del 2017. I conti giudiziali definiti sono stati 6.729, con 33.050 giacenti a fine 2017 e 5.533 presi in carico nell’anno passato, per una giacenza a fine 2018 di 31.854 conti giudiziali. I giudizi pendenti a fine 2018 sono 270 di responsabilità e di conto, 273 in materia di pensioni.
Al raggiungimento di tali risultati, ha spiegato nella sua relazione il presidente della Sezione Amedeo Federici, “ha contribuito in modo determinante tutto il personale amministrativo che ha curato le procedure per l’eliminazione dei vecchi ricorsi in materia di pensioni di guerra, l’istruttoria e la revisione dei numerosi conti giudiziali iscritti a ruolo d’udienza, e ha nello stesso tempo fatto fronte al maggior lavoro della segreteria in conseguenza del maggior numero di giudizi celebrati e della pubblicazione di un maggior numero di sentenze, ordinanze e decreti”.
Secondo quanto emerge dalla relazione del procuratore regionale Acheropita Mondera, il 20% dei fascicoli aperti dalla procura è dovuto a lesioni da attività sanitaria, e il 16% per debiti fuori bilancio. L’origine della denuncia è nel 29,93% dei casi lo Stato, nel 15,41% dei casi un ente pubblico. Nell’86% dei casi l’esito del giudizio è stato la condanna.

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Gay pride: esposto Fdi contro patrocini comunali

Gay pride: esposto Fdi contro patrocini comunali

Un esposto di Fdi alla Corte dei Conti per contestare il danno erariale ad oltre cento enti locali che hanno concesso il patrocinio alle iniziative di Gay Pride in tutta Italia. Il consigliere regionale Giovanni Donzelli: “Usano fondi pubblici per diffondere pratiche raccapriccianti”.

L’iniziativa è stata resa nota in una conferenza stampa alla Camera, insieme al deputato di Fdi Giovanni Donzelli (consigliere della Regione Toscana), al senatore della Lega Simone Pillon, e ai rappresentanti di varie associazioni.

A presentarlo oggi in dodici procure territoriali è Filippo Fiani dell’Associazione Difesa dei valori.

“Decine di comuni a guida Pd, centrosinistra e Movimento 5 Stelle patrocinano e sostengono manifestazioni che promuovono la poligamia e la pratica barbara dell’utero in affitto – ha detto il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli – è surreale e indecoroso associare il nome di istituzioni a pratiche raccapriccianti vietate dalla Costituzione italiana. Sosteniamo l’iniziativa dei promotori perché crediamo che non sia pensabile sprecare risorse per iniziative contro la legge”.

L’esposto, i cui dettagli sono stati resi noti dall’avvocato Francesco Vannicelli, contesta il danno erariale alle regioni Lazio, Campania, Piemonte, Toscana, Umbria e a comuni come Roma, Firenze, Napoli, Catania, Cagliari, Torino, Milano, Trento, Bolzano ed è stato presentato alle procure di Campania, Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Toscana, Sicilia, Veneto, Sardegna, Liguria, Trento e Bolzano.

“Non possiamo accettare che una parte politica utilizzi le risorse pubbliche per diffondere pratiche raccapriccianti e diseducative – conclude Donzelli – chiediamo che la magistratura contabile intervenga per recuperare le risorse dai responsabili di scelte assurde”.

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Toscana Pride: Corte Conti deposita esposto contro patrocinio concesso dalla Regione

Toscana Pride: Corte Conti deposita esposto contro patrocinio concesso dalla Regione

A darne notizia, in una nota, è Filippo Fiani, nella sua qualità di presidente dell’associazione Difesa dei valori Valdarno.

Un esposto è stato depositato alla procura della Corte dei Conti di Firenze contro il patrocinio concesso da Regione Toscana, Provincia di Arezzo e Comune di Terranuova Bracciolini al Toscana Pride del 16 giugno prossimo a Siena.
Il soggetto ricorrente chiede “di verificare – si legge nell’esposto – se tali patrocini consistenti in erogazioni di denaro pubblico per pubblicizzare e promuovere atti contrari alla legge” costituiscano o meno “un’ipotesi di responsabilità contabile per uso scorretto e indebito di denaro pubblico, con conseguente danno erariale”.
Secondo l’associazione la manifestazione promuove la poligamia, la ridefinizione di famiglia, l’adozione ai single e alle coppie omosessuali, il matrimonio egualitario, l’autoinseminazione per le donne single e l’utero in affitto, “e probabilmente la pedofilia – si afferma anche nell’esposto – quando ad un certo punto il manifesto parla di ‘promuovere le relazioni sessuali basate sul consenso'”.
Dal manifesto della manifestazione:
“Il Toscana Pride nasce dal coordinamento regionale delle associazioni e dai gruppi organizzati che operano nello spazio LGBTIQA+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Intersessuali, Queer, Asessuali), al fine di promuoverne la piena cittadinanza. Rivendichiamo il ruolo di soggetto politico nel dialogo con le istituzioni e in merito alle politiche che incidono sulle nostre vite”.

“Il Toscana Pride è un progetto regionale e per questo motivo itinerante, che percorrerà le strade dei diritti, toccando anche le province e le differenti realtà geografiche della Toscana. Il 16 Giugno 2018 sarà Siena ad ospitare la parata finale. Immersa nel cuore della Toscana, questa città viene spesso identificata come “il sogno gotico”. Seppur all’interno di una cornice di paesaggi dal sapore antico, opere d’arte e cultura secolari, che sembrano immobili, il Toscana Pride offre l’opportunità per dimostrare come la città abbia invece lo sguardo rivolto al futuro. Dimostrando nei fatti come valori quali, la lotta ad ogni forma di discriminazione, siano patrimonio integrante della città. Un arcobaleno di colori, che si aggiungerà al colore rosso della terra di Siena”.

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Pisa, Sviluppo Navicelli: “corte dei conti accerta 4,2 mln di danni”

Pisa, Sviluppo Navicelli: “corte dei conti accerta 4,2 mln di danni”

La coalizione Diritti in comune: “denuncia fatta nell’ottobre del 2015;  tre anni fa, fu lo stesso Filippeschi a definirci sciacalli per le nostre segnalazioni”.

“Un danno erariale di 4,2 milioni di euro per le fideiussioni tossiche consegnate negli anni scorsi dalla Sviluppo Navicelli, la società pisana che ha venduto i terreni a Ikea e poco dopo è fallita, a garanzia dei permessi a costruire che le sono stati concessi”. Lo denuncia la coalizione Diritti in comune (Prc, Possibile e Una città in comune) dando conto della risposta del sindaco Marco Filippeschi a un ‘question time’ sull’argomento.

“E’ questa – sottolinea il consigliere comunale e candidato a sindaco, Ciccio Auletta – la conclusione a cui è arrivata la Procura della Corte dei Conti, sulla base dell’attività istruttoria svolta dalla Guardia di Finanza, alla luce della scoperta e denuncia fatta nell’ottobre del 2015 dal nostro gruppo consiliare, anche con una segnalazione alla stessa Corte e alla Procura della Repubblica. E giova ricordare che, tre anni, fu lo stesso Filippeschi a definirci sciacalli per le nostre segnalazioni”. Diritti in Comune ricostruisce la vicenda ricordando pure che “nel 2009 la Sviluppo Navicelli, aveva consegnato al Comune due fideiussioni della Union Credit Finanziaria spa, società che non era abilitata a rilasciare fideiussioni per gli appalti pubblici, essendo stata cancellata, in quanto priva dei requisiti necessari, dagli elenchi delle società abilitate”.

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