Inchiesta su accoglienza migranti: Co&So, con Eurotravel rapporti interrotti da 2015

Inchiesta su accoglienza migranti: Co&So, con Eurotravel rapporti interrotti da 2015

“Come struttura di coordinamento di varie realtà cooperative della Toscana abbiamo sempre messo il rispetto dei principi di legalità e trasparenza al primo posto della nostra azione. Così abbiamo fatto e così continueremo a fare ed è per questo motivo che ribadiamo la fiducia nella magistratura, a cui confermiamo la totale disponibilità e collaborazione, e nello Stato di diritto. E’ doveroso quindi anche ricordare come fin dal 2015 abbiamo provveduto a interrompere ogni rapporto con la Eurotravel dei signori Santetti e abbiamo trasferito i richiedenti asilo in altre strutture”. Lo afferma in una nota il consorzio Co&So Gruppo cooperativo riguardo all’inchiesta della procura di Firenze sulle gestione di alcune strutture di accoglienza per migranti nella provincia.

“E’ opportuno ricordare – prosegue il comunicato – che le strutture in questione erano state utilizzate in precedenza in due distinti appalti che non hanno coinvolto Co&So, senza alcun rilievo da parte della prefettura. Successivamente Co&So ha operato sulla base di un legittimo affidamento sulla regolarità delle strutture, maturata dai precedenti appalti e dalla dichiarazione resa a riguardo dal proprietario. Del resto il sistema dell’accoglienza di cittadini stranieri nel nostro Paese è un fenomeno piuttosto recente che ha conosciuto una situazione di straordinaria emergenza proprio in quei mesi del 2014”.

L’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari Davide Santetti, 56 anni, e il padre Ottorino Santetti, 84 anni, soci e amministratori di Eurotravel. Ma ha anche fatto scattare interdizioni per Matteo Conti, 46 anni, presidente della cooperativa sociale Il Cenacolo onlus, e Lorenzo Terzani, 60 anni, presidente dello stesso consorzio Co&So.

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Capannori: migranti e italiani uniti dalla musica

Capannori: migranti e italiani uniti dalla musica

A Capannori è nato l’evento “Laboratorio di Djing” ideato e promosso dalla cooperativa sociale Odissea, “Il nostro obiettivo: accogliere coinvolgendo il territorio”, afferma il presidente Bonetti.

A Capannori migranti e giovani italiani sono uniti da un corso per imparare a mixare, organizzato dalla cooperativa Odissea (gruppo Co&So), che ha registrato il tutto esaurito. Ora si pensa alla festa finale.

Un dj professionista come maestro, la musica che abbatte ogni barriera e tanta voglia di pensare al futuro. Ecco gli elementi che hanno decretato il successo del “Laboratorio di Djing”, un corso ideato e promosso, attraverso lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), da Odissea, la cooperativa sociale del gruppo Co&So, che dal 2007 si occupa di immigrazione.

L’iniziativa ha intercettato la grande passione dei giovani per la musica e ha ottenuto fin da subito un grande risultato: abbattere le barriere e promuovere l’integrazione tra migranti e residenti.

“Sono stati i ragazzi stessi a suggerircelo”, spiega Riccardo Bonetti, coordinatore delle strutture per minori di Odissea, che nel solo Comune di Capannori accoglie in due appartamenti 12 stranieri non accompagnati under 18 (in tutta la Piana lucchese il numero sale a circa 60).

Una volta ottenuto il via libera dal servizio centrale Sprar, le iscrizioni si sono aperte anche a tutta la cittadinanza. Le richieste sono state decisamente sopra ogni aspettativa: in 35, tra giovani e adulti, uomini e donne, hanno espresso il desiderio di imparare la professione del Dj. Ne sono stati selezionati 20, tanti erano i posti disponibili: un bel gruppo composto per metà da richiedenti asilo e per metà da italiani, con un’età media intorno ai 20 anni.

Il corso è partito il 20 agosto scorso, nei locali del Centro giovani Santa Margherita, a Capannori, e andrà avanti fino al 19 settembre con lezioni bisettimanali (il lunedì e il mercoledì pomeriggio) di teoria e di pratica. La fine del corso verrà festeggiata con un evento speciale.

“Con questa iniziativa di formazione abbiamo dato l’opportunità ai giovani di coltivare una passione e di imparare qualcosa di nuovo e di utile per affacciarsi al mondo del lavoro. Ma l’obiettivo a cui teniamo di più è quello di aver messo insieme, in un ambiente protetto, persone che altrimenti non avrebbero mai avuto modo di incontrarsi e di conoscersi. Accogliere coinvolgendo il territorio: questa è l’integrazione che serve in un momento così particolare della nostra storia” ha commentato Valerio Bonetti, presidente di Odissea.

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