🎧 Afghanistan: le calciatrici di Herat sono a Firenze.

🎧 Afghanistan: le calciatrici di Herat sono a Firenze.

Sono arrivate a Firenze le calciatrici di Herat. Determinante l’impegno del Cospe, dell’Istituto Universitario europeo, della Caritas e del Comune di Firenze. In campo anche la Fgic.

Tutto è partito da un messaggio ricevuto da Stefano Liberti, giornalista, scrittore ed ex ricercatore dell’Istituto universitario europeo di San Domenico di Fiesole. Liberti aveva raccontato in un documentario la storia della squadra di calcio femminile di Herat, Afghanistan. Nei giorni della tragedia, della caduta, è stato contattato per una richiesta di aiuto, per scappare.

Le calciatrici di Herat – tutte intorno ai 19 anni – hanno bruciato ogni divisa, maglietta, gagliardetto che potesse ricondurle alla loro grande passione e si sono messe in viaggio. Grazie al Cospe – le cui cooperanti lavorano 12 ore al giorno da metà agosto, in modo del tutto volontario – il viaggio pericolosissimo ha fatto prima tappa a Kabul per poi concludersi a Firenze.

Oggi le ragazze di Herat ed il loro allenatore sono al sicuro. Loro sì, mentre temono per loro famiglie rimaste in Afghanistan. Sono ospitate dalla Caritas e dal Comune di Firenze, altre parti attive – con l’Istituto universitario europeo – per portare a termine un viaggio estremamente pericoloso e complesso nella sua organizzazione.

Le ragazze sono arrivate senza valige, con una vita in un sacchetto di plastica. Felici di avercela fatta, spaventate, curiose. E circondate da affetto, attenzione, e importanti misure di sicurezza. Anche la Federazione italiana gioco calcio si sta adoperando per il loro inserimento e sono già numerose le squadre femminili italiane che si sono dette felici di accoglierle.

Vai sul sito del Cospe per dare il tuo sostengo all’Emergenza Afghanistan.

In Podcast le interviste con Francesca Pieraccini Direttrice del Cospe, Costanza Hermanin Fellow dell’Istituto Universitario europeo e Consigliere speciale del Sindaco di Firenze per il Terzo settore, Renzo Ulivieri Fgic, Sara Funaro Assessore al Welfare del Comune di Firenze.

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Afghanistan, Cospe: Talebani fanno razzia di bimbe, evacuarle da Kabul

Afghanistan, Cospe: Talebani fanno razzia di bimbe, evacuarle da Kabul

Appello di Cospe, ong di Firenze titolare fino al 2018 di progetti per i diritti umani nelle 34 province dell’Afghanistan. Ora tanti ex collaboratori locali sono in pericolo di vita. “Stiamo agendo sulle nostre autorità per evacuare lei e tutti gli altri”, spiega una cooperante della ong, Silvia Ricchieri.

Mentre in TV mondovisione i Talebani mostrano il loro volto sorridente ed accomodante, rassicurando il mondo, la realtà rischia di essere ben  diversa. Secondo quanto denuncia infatti il Cospe, ong di Firenze titolare fino al 2018 di progetti per i diritti umani nelle 34 province dell’Afghanistan, bisogna evacuare al più presto da Kabul, perché, un’attivista che ha visto durante l’avanzata dei talebani nella provincia di Takhar razzie di bambine casa per casa, per essere date in spose ai miliziani come bottino di guerra.

L’attivista è fuggita verso la capitale e rischia di essere uccisa perché testimone di stupri e uccisioni. “Stiamo agendo sulle nostre autorità per evacuare lei e tutti gli altri”, spiega una cooperante della ong, Silvia Ricchieri.

“La nostra attivista afgana ora è nascosta da qualche parte, forse a Kabul, e chiediamo che possa essere portata via”, prosegue la cooperante della ong Cospe parlandone da Firenze. “Ci ha comunicato qualche giorno fa – ricostruisce Silvia Ricchieri – che durante l’avanzata nella sua provincia, molto rapida, i talebani sequestravano le bambine dalle case, picchiando e forse anche uccidendo i familiari che si opponevano. Non c’è stato il tempo di mettere in salvo le bimbe, è stato tutto veloce, ci ha fatto capire dai suoi messaggi. Lei è scappata verso la capitale sperando di poter uscire dal Paese, crediamo che si sia nascosta da qualche parte. La riteniamo in grande pericolo di vita”.

I fatti di cui l’attivista Cospe è stata testimone sono recenti, di due-tre settimane fa. Dai racconti, oltre al metodo sistematico di cercare bimbe nelle abitazioni, che in quanto nubili possono essere date in spose (fino a quattro donne per uomo secondo la legge coranica), risulterebbe che molte piccole, anche di 7-8 anni di età, sono morte negli stupri. La sua testimonianza – viene spiegato dalla ong – è decisiva e il suo ruolo di attivista è tracciabile dai talebani.

I cooperanti italiani del Cospe seguono le vicende anche degli altri ex collaboratori con molta apprensione. Tra i progetti umanitari attuati per molti anni, e ormai chiusi, anche quelli di assistenza legale e psicologica a Kabul ed Herat, per donne sopravvissute alla violenza domestica e di case-rifugio per ospitare quelle che si erano dovute allontanare dalle famiglie.

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Cospe: imparare l’italiano con la #poesiaintramvia, speciale radiofonico

Cospe: imparare l’italiano con la #poesiaintramvia, speciale radiofonico

Imparare l’italiano attraverso la traduzione della poesia del cuore. E’ l’esperimento fatto con persone di origine immigrata, tra cui minori stranieri non accompagnati, che hanno partecipato a “Poesia in tramvia”, progetto del Cospe cofinanziato da Europe Direct, Comune di Firenze e programma “Never alone”.

Dal 9 settembre al 5 ottobre sarà possibile leggere le poesie sulle due linee della tramvia di Firenze. Il 14 settembre alle 9.30 speciale radiofonico condotto da Raffaele Palumbo, in diretta su Controradio e in video sui canali EDO di Controradio ( Facebook, Youtube e controradio.it)

L’obiettivo del progetto è quello di usare la poesia quale veicolo comunicativo di comprensione e reciproca conoscenza tra culture diverse, con l’intento di favorire buone pratiche di inclusione, integrazione. L’attualità è caratterizzata da una narrazione retorica e stereotipata dell’altro, dei migranti di paesi terzi in particolare, diffusa da alcuni attori politici e spesso riproposta dai media, a cui il progetto intende rispondere attraverso la conoscenza e la diffusione di un ventaglio di poesie selezionate in grado di rappresentare lo “spirito” dei vari paesi di provenienza e comunicare una contro-narrazione che ne favorisca una conoscenza più autentica.

In occasione della giornata internazionale della Poesia (21 marzo) coincidente con la giornata contro il razzismo, verrà organizzato un reading delle poesie proposte presso un teatro fiorentino alla presenza delle scuole partecipanti all’iniziativa.

Le poesie tradotte (con testo a fronte originale) proposte verranno stampate e affisse nei tram che percorrono le due linee della tramvia di Firenze.

 

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Coronavirus: Cospe, antenna su violazioni diritti nel mondo

Coronavirus: Cospe, antenna su violazioni diritti nel mondo

Stilare una mappa in vari paesi del mondo, ove presenti, della popolazione più esposta e vulnerabile agli effetti dell’epidemia del Coronavirus e al suo impatto sociale ed essere ‘antenna’ contro i casi di violazione dei diritti.

E’ l’obiettivo del Cospe, associazione di cooperazione internazionale che ha sede a Firenze ed opera in 25 Paesi tra Africa, America Latina, Mediterraneo e Balcani.
“Cospe, come ong che lavora da più 35 anni in tutto il mondo – sottolinea il presidente Giorgio Menchini – si sente oggi impegnata a fare la sua parte nello sforzo comune di dare una risposta all’emergenza determinata dal Covid19 e di preparare il terreno a una ripartenza che metta al centro i diritti e la giustizia”. La mappa, spiega Menchini, “ci aiuterà a identificare in modo preciso e tempestivo, in ogni paese in cui lavoriamo, la popolazione più esposta agli effetti dell’epidemia e più vulnerabile alla violazione dei diritti e al suo impatto sociale. E, naturalmente, a essere costantemente informati sui loro diritti violati, sui loro bisogni non soddisfatti”.
La mappa include oggi le donne, i minori e gli anziani, e spazia dalle comunità indigene amazzoniche, a quelle beduine, a migranti, rifugiati e profughi ed altre realtà storicamente
discriminate. Ma anche le comunità rurali più remote, oppure la popolazione della Striscia di Gaza e di Gerusalemme Est per le limitazioni ulteriori cui è sottoposta. “Questa vera e propria ‘antenna’ sulle violazioni dei diritti – aggiunge Menchini – ci servirà sia per fare controinformazione, e monitorare le violazioni dei diritti umani sia per andare incontro con iniziative concrete a bisogni urgenti delle popolazioni con cui
lavoriamo”.

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