Protezione civile, una giornata per dire “grazie” e la proposta di una legge regionale sul volontariato

FIRENZE – Una grande festa per dire grazie e per dare il giusto riconoscimento all'attività che il mondo del volontariato di protezione civile regionale ha svolto in un anno. Ma anche un'occasione per approfondire tutti gli aspetti che riguardano gli sviluppi del sistema di protezione civile nazionale e regionale. Questo il senso della giornata che si è svolta questa mattina al teatro Verdi di Firenze.

Sentita e partecipata da migliaia di volontari, oltre che dai rappresentanti delle istituzioni, dal presidente della Regione Toscana, al capo dipartimento Protezione civile nazionale, dagli assessori regionali alla protezione civile e alla formazione, con gli enti locali, l'occasione diventerà un appuntamento annuale di riflessione e valorizzazione del volontariato.

E' stato il momento per il presidente della Regione per lanciare la proposta della costruzione di una nuova legge generale, insieme alle associazioni, ispirata ai principi che la Costituzione stessa ci detta. Una legge che valorizzi sempre più e rafforzi il terzo settore che si impegna negli ambiti sociali ed economici della Toscana. Le parole d'ordine saranno due: autonomia e gioco di squadra.

Di fatto l'articolo 2 della Costituzione richiama alla necessità di adempiere ai doveri di solidarietà economica e sociale, l'articolo 4 specifica che è un dovere di tutti svolgere un'attività che contribuisca al benessere materiale e spirituale, e poi l'articolo 18 stabilisce il principio di autonomia del volontariato.

Il presidente ha anche sottolineato che al volontariato non si chiedano ruoli di supplenza, ma che è un soggetto autonomo e deve stare nella plancia di comando delle attività che lo coinvolgono, deve essere promosso tra i cittadini in modo che i cittadini lo sentano, come dice anche la Costituzione, un valore e persino un dovere. Un plauso poi è andato ai giovani, che si sono visti all'opera in tante occasioni, più di recente a Livorno dove hanno fatto cose straordinarie. In sala era presente una delegazione dei "bimbi motosi" di Livorno, i giovani volontari che in occasione dell'alluvione hanno messo a disposizione tempo, entusiasmo ed energia per risollevare Livorno.

C'è una grande disponibilità e solidarietà spontanea tra i giovani, come ha ricordato il presidente ma bisogna che questa spontaneità sia più organizzata. A chi è più avanti con l'età il presidente ha voluto dire di non farsi da parte perché c'è bisogno di tutti, ma semmai di valorizzare la presenza dei giovani. Un riferimento poi da parte del presidente è stato fatto all'odierno sesto anniversario del dramma della Costa Concordia, evento in cui si è manifestata una solidarietà straordinaria da parte degli abitanti del Giglio.

La solidarietà fa parte dello spirito italiano, toscano in modo speciale, e il presidente ha ricordato che il volontariato ha radici antiche e nel secolo nuovo ha un grande futuro, significa darsi agli altri e partire dall'idea che non si è soli ma che si vive in un contesto di comunità verso cui si hanno doveri ma dalla quale si riceve anche molto.

Da parte sua l'assessore regionale alla Protezione civile, riconoscendo la grande forza che il volontariato rappresenta per la Regione Toscana, ha sottolineato che abbiamo bisogno di fare ancora molta strada nella formazione e informazione ai cittadini: sono attività che si possono però immaginare perché siamo dotati di una forza straordinaria come quella dei volontari, donne e uomini che vivono il servizio dell'amore, che non può esser assolto dallo Stato e dagli enti pubblici, ma che può essere svolto solo da chi generosamente decide di dedicare del tempo all'altro e lo fa in un momento nel quale persone che si trovano coinvolte in eventi drammatici hanno bisogno di un supporto sì logistico e organizzativo ma connotato da una carica umana che solo i nostri volontari portano con sé.

La prima parte della mattinata ha visto la premiazione del concorso fotografico 1° memorial Matteo Ciappi, organizzato dall' omonima fondazione con lo scopo di portare avanti i valori di impegno civile e di solidarietà di Matteo, tragicamente scomparso nel 2015, volontario nelle file della Vab. Poi la tavola rotonda con i soggetti del mondo del volontariato e i rappresentanti del dipartimento nazionale, per fare il punto sulle attività svolte e più in generale sugli sviluppi del sistema di protezione civile.

Un confronto che é stata anche l' occasione per dedicare un momento di ricordo a due figure, care, che ci hanno lasciato recentemente e che tanto impegno hanno dedicato a questo mondo e per la comunicazione nell' emergenza: il volontario Anpas Allessandro Moni e il giornalista di Toscana Notizie Dario Rossi.

La terza parte ha visto sul palco il presidente e il capo del dipartimento Angelo Borrelli sulla recente alluvione di Livorno. Infine la consegna delle targhe di riconoscimento ai Comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano, e alle colonne mobili delle Regioni Emilia Romagna e Liguria.

I numeri del volontariato di Protezione civile in Toscana:

565 associazioni, 2.000 mezzi, 19.205 volontari,1 sala operativa aperta H24

Con l'evento di oggi si è voluto sottolineare:

- le attività di soccorso in fase di emergenza che nell'anno hanno visto impegnato il Sistema regionale di protezione civile, con una prevalenza quest'anno della attività nell'antincendio boschivo (già premiato a settembre con la medaglia Pegaso), ma anche con un riferimento forte alla attività svolta in Centro Italia per la nevicata del gennaio – febbraio 2017 nonché quella relativa alla alluvione di Livorno. Per quanto riguarda le attività di antincendio, i volontari hanno portato a termine 660 interventi nei tre mesi estivi, con il 70% degli incendi domati prima di raggiungere una superficie superiore all'ettaro;

- le attività "in ordinario", che hanno permesso la risoluzione delle piccole criticità negli ambiti locali ma anche l'attività di informazione e comunicazione (come ad esempio la campagna Io Non Rischio) ed il supporto dato per la gestione di sale operative e di supporto in occasione di eventi come il Lucca Comics;

- le azioni di continuo aggiornamento cui le associazioni si sottopongono durante l'anno per garantire l'efficacia del loro intervento ma anche la preparazione nel rispetto delle norme in materia di sicurezza.

 

Le foto della mattinata

Costa Concordia, sesto anniversario del naufragio

Costa Concordia, sesto anniversario del naufragio

Il Giglio ricorda il naufragio della Costa Concordia, sei anni sono passati da quella notte che sull’isola molti abitanti ancora si ricordano.

Era il 13 gennaio, le 21.45 esatte, quando la Costa Concordia sbattè sugli scogli delle Scole per poi inclinarsi su un fianco e spiaggiarsi come una balena sulle rocce di Punta Gabbianara: a bordo erano in 4.229, tra passeggeri e personale.

Moriranno in trentadue (con i corpi e i resti ritrovati in qualche caso solo dopo molti mesi), tra loro anche una bambina di cinque anni, tutti affogati, mentre 157 furono i feriti.

I primi ad uscire in mare e tuffarsi per salvarli furono proprio i gigliesi, che poi aprirono chiesa e case per accogliere nella notte i naufraghi. Intervennero quella notte e il giorno dopo anche venti motovedette, sei elicotteri, dodici navi mercantili e tre rimorchiatori.

Venti mesi dopo – a settembre del 2013 – la nave fu raddrizzata, un’impresa unica per la stazza dell’imbarcazione, e dopo altri dieci mesi, a luglio del 2014, il relitto lasciò l’isola per Genova, dove è stata smantellata.

In questi tre anni e mezzo sono proseguiti però al Giglio i lavori di pulizia dei fondali dalle strutture utilizzate per il ribaltamento e rigalleggiamento della Concordia, dai detriti e dai sedimenti fini e materiali inerti rimasti sul fondo, a cui seguirà il ripristino delle praterie di posidonia. E’ proseguita, in parallelo, anche l’attività di controllo dell’Osservatorio ambientale istituito subito dopo il naufragio e che ha supervisionato l’intero progetto e tutte le operazioni di recupero della nave.

I lavori di pulizia sono iniziati a novembre del 2014, quattro mesi dopo che la nave aveva lasciato l’isola, e da alcune settimane si sono interrotti; ma nel momento in cui riprenderanno potrebbero bastare una ventina di giorni per ultimarli. A quel punto l’ultima piattaforma mobile dell’azienda che ha seguito il recupero del relitto abbandonerà l’isola e si lavorerà sott’acqua per il ripristino della flora.

Dopo la commemorazione e la messa di stamani a Giglio Porto, con la deposizione alle 13 di una corona di fiori nelle acque di Punta Gabbianara, il ricordo del naufragio della Concordia proseguirà sabato sera con una fiaccolata fino alla lapide, sul molo rosso, che ricorda le vittime. Al rintocco delle 21.45  suoneranno le sirene delle navi in porto.

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Sesto anniversario del naufragio della Concordia, la Toscana commemora le vittime

FIRENZE -  Il Giglio ricorda il naufragio della Costa Concordia: una commemorazione che ha visto oggi la partecipazione anche della giunta regionale.

Sei anni sono passati da quella notte che sull'isola molti abitanti ancora si ricordano. Era il 13 gennaio, le 21.45 esatte, quando la nave da crociera sbattè sugli scogli delle Scole per poi inclinarsi su un fianco e spiaggiarsi come una balena sulle rocce di Punta Gabbianara: a bordo erano in 4.229, tra passeggeri e personale. Moriranno in trentadue (con i corpi e i resti ritrovati in qualche caso solo dopo molti mesi), tra loro anche una bambina di cinque anni, tutti affogati, mentre 157 furono i feriti.

I primi ad uscire in mare e tuffarsi per salvarli furono proprio i gigliesi, che poi aprirono chiesa e case per accogliere nella notte i naufraghi. Intervennero quella notte e il giorno dopo anche venti motovedette, sei elicotteri, dodici navi mercantili e tre rimorchiatori.

Venti mesi dopo - a settembre del 2013 - la nave fu raddrizzata, un'impresa unica per la stazza dell'imbarcazione, e dopo altri dieci mesi, a luglio del 2014, il relitto lasciò l'isola per Genova, dove è stata smantellata. 

In questi tre anni e mezzo sono proseguiti però al Giglio i lavori di pulizia dei fondali dalle strutture utilizzate per il ribaltamento e rigalleggiamento della Concordia, dai detriti e dai sedimenti fini e materiali inerti rimasti sul fondo, a cui seguirà il ripristino delle praterie di posidonia. E' proseguita, in parallelo, anche l'attività di controllo dell'Osservatorio ambientale istituito subito dopo il naufragio e che ha supervisionato l'intero progetto e tutte le operazioni di recupero della nave. 

I lavori di pulizia sono iniziati a novembre del 2014, quattro mesi dopo che la nave aveva lasciato l'isola, e da alcune settimane si sono interrotti; ma nel momento in cui riprenderanno potrebbero bastare una ventina di giorni per ultimarli. A quel punto l'ultima piattaforma mobile dell'azienda che ha seguito il recupero del relitto abbandonerà l'isola e si lavorerà sott'acqua per il ripristino della flora. 

Dopo la commemorazione e la messa di stamani a Giglio Porto, con la deposizione alle 13 di una corona di fiori nelle acque di Punta Gabbianara, il ricordo del naufragio della Concordia proseguirà stasera con una fiaccolata fino alla lapide, sul molo rosso, che ricorda le vittime. Al rintocco delle 21.45  suoneranno le sirene delle navi in porto. 

N.B. Dal 29 dicembre 2017 siamo entrati in regime di "par condicio", per le elezioni politiche che si svolgeranno il 4 marzo 2018. La legge (28/2000) prevede al riguardo che l'informazione e comunicazione della pubblica amministrazione venga svolta in forma impersonale.

 

 

 

 

 

Concordia, Cassazione: Schettino imprudente e negligente

Concordia, Cassazione: Schettino imprudente e negligente

Francesco Schettino non osservò il “livello di diligenza, prudenza e perizia oggettivamente dovuto ed esigibile”. Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui ha reso definitiva la condanna a 16 anni  per il comandante della Costa Concordia per il naufragio nel quale il 13 gennaio 2012 morirono 32 persone.

La quarta sezione penale della Cassazione, motivando la decisione presa lo scorso 12 maggio, analizza la condotta di Schettino a partire dalla pianificazione
della rotta, tre ore prima del naufragio. Il comandante, viene sottolineato nella sentenza n.35585, intendeva “puntare verso l’isola ed avvicinarsi per il ‘saluto’ programmato”, come da lui stesso ammesso, “era tutt’altro che ignaro della rotta tenuta dalla nave”, impartiva ordini sulla manovra, ordinando di procedere “con timone alla mano”, e quando assunse formalmente il comando avrebbe potuto ripristinare la rotta programmata; in ogni caso “gli errori e le omissioni attribuiti ad altri ufficiali non furono in alcun modo decisivi, né tanto meno tali
da ingannare il comandante sullo stato della navigazione”.    La Cassazione concorda con i giudici di merito: “la condotta posta in essere da Schettino fu attuata in violazione di numerose precise regole di corretta navigazione” e anche “gli  errori attribuiti al timoniere Rusli Bin furono in larga parte indotti dallo stesso Schettino e dalle sue concitate modalità di impartire gli ordini in rapida sequenza”: 6 dati a raffica, come scritto nella sentenza d’Appello, nell’arco di soli 32 secondi appena prima all’impatto.
Il collegio sottolinea le mancanze del comandante “a partire dalla sommaria (e peraltro da lui disattesa) pianificazione della rotta assieme al Canessa”, il cartografo, “proseguendo poi con l’utilizzo di una manovra spericolata, tenendo una rotta e una velocità del tutto inadeguate, per finalità essenzialmente
legate al ‘saluto’ ravvicinato al Giglio, che egli si  proponeva di effettuare”. Agì poi con “negligenza”, perché pure rendendosi conto della scarsa dimestichezza con l’italiano e l’inglese del timoniere “si avventurava in una manovra rischiosa
senza procedere alla sostituzione”. Era “il capo equipe”, pertanto aveva – sottolineano i giudici – “una posizione gerarchicamente sovraordinata”, ed “aveva sia l’obbligo, sia ilpotere di impedire l’evento”.
E ancora: “il capitano Francesco Schettino avrebbe dovuto dare l’allarme di emergenza generale “alle 21.50 o al più tardi alle 22″, cioè quando fu comunicato in  plancia che il locale dei motori elettrici era allagato: il
ritardo nella segnalazione e nell’ordinare l’ammaino delle scialuppe ha assunto un evidente rilievo causale” nella morte di 32 persone. Lo scrive la Cassazione nella sentenza con cui ha condannato in via definitiva Schettino a 16 anni di carcere.
“Dopo l’impatto – scrivono i giudici citando quanto accertato nei giudizi di merito – l’inclinazione della nave fu progressiva e non immediata, la velocità si riduceva di minuto in minuto, le scialuppe potevano essere tempestivamente calate”.
Secondo la Cassazione è falso dire che la condanna di Schettino sia legata esclusivamente alla sua posizione di comandante: “I ritardi e le manchevolezze dell’imputato nella gestione dell’emergenza sono stati puntualmente collegati dai
giudici di merito”, al contrario “un comportamento alternativo diligente” avrebbe avuto “una portata salvifica”.

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Il Giglio si riprende fondali e turisti. A buon punto i lavori di ripristino dopo la Concordia

ISOLA DEL GIGLIO (GR) – Al giro di boa della metà circa dei lavori di bonifica effettuati da parte del consorzio Micoperi, l'Osservatorio di controllo sulle attività di ripristino dei fondali dove giaceva la Concordia, di fronte al porto, ha indetto per oggi un'assemblea pubblica, d'intesa con il sindaco del Giglio Sergio Ortelli e con Costa. L'obiettivo era di presentare alla popolazione isolana un quadro chiaro e aggiornato sull'andamento delle opere nel pieno di una stagione turistica che in luglio sembra indirizzata,  secondo il Comune, verso una lieve ripresa delle presenze.

 

"Il monitoraggio costante delle operazioni da parte pubblica e privata è sempre stato effettuato a partire dall'avvio del cantiere, perché di area di cantiere si parla, con le dovute limitazioni di utilizzo per evitare ogni rischio a cittadini e lavoratori; ed è stato condotto da soggetti di prestigio come Ispra, Arpat e Università di Roma – ha sostenuto la presidente dell'Osservatorio Maria Sargentini - Ma l'autentica valutazione sarà effettuata a fine lavoro, e comporterà una certificazione secondo tutti i protocolli indicati e previsti dal capitolato di intervento".


Il rappresentante di Micoperi ha illustrato lo stato dei lavori in corso sui pali delle piattaforme di acciaio dove appoggiava il relitto della nave, che vanno rimosse secondo quanto previsto dalla originaria Conferenza dei servizi; quelli delle tre più piccole sono, in larga maggioranza, già stati tagliati dopo aver rimosso i piani di supporto. Poi toccherà alle altre tre più grosse e impegnative. Completamente eliminati i mitili non nativi. portati da imbarcazioni che lavoravano al cantiere della Concordia.

Per quanto riguarda i sacchi di malta cementizia che formavano il "cuscino" del falso fondale su cui fu fatto ruotare il relitto, sono stati rimossi la maggior parte di quelli rimasti integri, pari a 19mila tonnellate delle 24mila stimate, ovvero  circa i due terzi.

La fase successiva riguarderà la pulizia di quelli rotti, con le tecniche più appropriate per evitare qualsiasi contaminazione. In sostanza, risultano ad oggi bonificati al cento per cento dai residui sul fondo, circa di 18mila metri quadri di fondale, quello più vicino alla costa.


In conclusione, l'Osservatorio ha verificato il fatto che i lavori si stanno svolgendo secondo il calendario previsto, condotti in modo tale da garantire il livello più basso possibile di disagi alla popolazione; soprattutto nell'abbattimento del rumore di cantiere e di garanzia delle acque, grazie all'ampio uso di barriere antitorbidità derivante dai residui di contenuto dei sacchi. Il risultato, certificato stamani da Arpat, è una trasparenza delle acque senza confronti, ai più alti livelli del mare toscano.