Giglio: iniziata ultima fase di ripristino fondali

Giglio: iniziata ultima fase di ripristino fondali

Sono iniziati i lavori per la decima ed ultima fase all’Isola del Giglio (Grosseto) dei lavori dopo il naufragio della Costa Concordia con il restauro ambientale ed il monitoraggio a lungo termine dei fondali, interessati dal naufragio della nave avvenuto il 13 gennaio 2012.

La comunicazione è stata fatta dal responsabile del progetto all’Osservatorio di monitoraggio, nel quale fin dal primo momento è presente l’amministrazione Provinciale di Grosseto. L’Osservatorio di monitoraggio, attivo fin dalla prima fase a seguito del naufragio, aveva autorizzato nell’ottobre dello scorso anno il “Piano di restauro ambientale e di monitoraggio a lungo termine”, presentato dalla Società Costa, consentendo di attivare le procedure per la individuazione, a proprio carico, del committente dei lavori, il Consorzio Cibm.

I lavori di restauro ambientale e di reimpianto, suddivisi in periodi di intervento annuali, avranno una durata di cinque anni e saranno oggetto di continuo monitoraggio da parte dell’Osservatorio, per tutto il periodo, come prescritto dalla Conferenza dei servizi del 15 maggio 2012. Al termine, e quindi nel marzo 2024, potrà essere individuato e determinato il residuo danno ambientale provocato dal naufragio.

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Concordia, sub morto: un assolto, una condanna e 6 a giudizio

Concordia, sub morto: un assolto, una condanna e 6 a giudizio

Sei rinvii a giudizio, una condanna, un’assoluzione e una richiesta di patteggiamento.

E’ questo l’esito dell’udienza preliminare tenuta dal giudice Marco Mezzaluna in tribunale a Grosseto per la vicenda di Israel Moreno Franco, il sub spagnolo di 40 anni che il primo febbraio 2016 morì mentre stava lavorando all’Isola del Giglio nel cantiere della Costa Concordia. L’uomo era in immersione quando si ferì gravemente a una gamba che gli rimase incastrata durante le operazioni preliminari di montaggio sulle murate della nave dei cassoni che riportarono il relitto in galleggiamento. Il sub morì dissanguato poco dopo il suo recupero.

Condannato il coordinatore per l’esecuzione dei lavori e responsabile della sicurezza, Giampaolo Munafò alla pena di un anno di reclusione e seimila euro di multa. Assolto, in abbreviato, Franco Porcellacchia, difeso dall’avvocato Ermenegildo Costabile, imputato come responsabile delle operazioni di rimozione del relitto, dirigente di Costa crociere nonché vice presidente di Carnival Corporation. Resta in piedi la richiesta di patteggiamento avanzata da Costa Concordia Spa, incolpata di illecito amministrativo.

L’accusa è stata portata avanti dal pm Arianna Ciavattini che ha sostituito Alessandro Leopizzi. All’udienza del 13 settembre scorso era stato disposto il rinvio a giudizio di Paulo Ricardo De Assuncao, dipendente della Underwater con funzioni di Divers Supervisor, James Stephen Conroy, salvage supervisor della Titan, Silvio Bortolotti e Claudio Bortolotti, rappresentanti legali di Titan Micoperi, la società consortile che si occupava del recupero della nave, Todd Allen Bush, amministratore di Titan Marittime, società statunitense incaricata di parte per i lavori, Paw Renè Jakobsen, amministratore della società subappalpatrice dei lavori subacquei nel cantiere e datore di lavoro di Israel Moreno Franco. Nonché delle società Underwater Contractors Spain, Titan Maritime e Consorzio Titan-Micoperi, quali responsabili amministrativi.

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Costa Concordia, terminata la pulizia dei fondali; ora l’intervento di ‘restauro’ degli habitat

FIRENZE - La Micoperi 30, l'ultima piattaforma mobile ancora al Giglio, lascerà l'isola toscana  domani, sabato 12 maggio. C'era tornata a fine gennaio, dopo un mese di interruzione delle operazioni. Ma ora la pulizia dei fondali che è seguita al recupero del relitto della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata davanti al Giglio il 13 gennaio 2012, raddrizzata a settembre 2013 e portata via a luglio 2014 per essere smantellata a Genova, è sostanzialmente terminata.


"Si tratta di un bel risultato .- commenta il presidente della Toscana, Enrico Rossi -. Fin dalla tragedia di quella notte la Regione ha seguito ogni fase delle operazioni, affinché ogni intervento e ogni lavoro fosse svolto con grande attenzione per l'ambiente. In questo modo abbiamo scongiurato i rischi di danni ancor maggiori. Adesso l'ultima parte di cantiere più invasivo, quello sopra e sotto l'acqua, lascia l'isola, per restituire ad abitanti e villeggianti quel bellissimo tratto di mare. Ma la Regione continuerà a seguire anche la successiva fase di ripristino della flora, della fauna e degli habitat marini".


La sostanziale chiusura dei lavori di ripulitura è stata certificata dall'Osservatorio presieduto, in rappresentanza della Regione, da Maria Sargentini, ovvero l'organismo istituito ad hoc e che fin dai primi giorni dopo che la nave si era coricata, come una balena, su una scalino di roccia davanti a Punta Gabbianara ha seguito ogni operazione. Prima per il recupero, poi per la bonifica ed ora per il recupero ambientale che seguirà, il cosiddetto ‘restauro'.


L'Osservatorio, che si è riunito nei giorni scorsi, ha effettuato verifiche puntuali e continue con Ispra e Arpat, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e l'agenzia regionale per l'ambiente. E così, visto l'esito positivo, nel gergo di chi da sei anni lavora al progetto si è chiusa la fase 9 del recupero della Costa Concordia. Ora seguirà l'ultima, la numero 10, tutta subacquea. Il progetto è già stato validato. L'Osservatorio, che continuerà a vigilare, attende la presentazione del piano operativo, con tempi e specifiche tecniche, da parte di Costa.


Intanto un video, che racconta la ‘storia' dei fondali dal naufragio ad oggi e che quindi spiega gli effetti della pulizia e quanto dovrà essere affrontato dal piano di recupero, sarà presentato dall'Osservatorio e Centro interuniversitario di biologia marina ed ecologia applicata di Livorno il 16 maggio prossimo alle 14.30 al Giglio, nel corso di uno dei consueti incontri con la popolazione.


Sono passati più di sei anni dalla notte in cui la nave sbattè sugli scogli delle Scole, per poi inclinarsi di fianco, ma per molti degli abitanti è un ricordo ancora vivido. In fondo furono loro a uscire per primi in mare ed aprire le proprie case e la chiesa per soccorrere i naufraghi. A bordo della Concordia c'erano 4.229 persone, tra passeggeri e personale. Moriranno in trentadue (con i corpi e i resti ritrovati in qualche caso solo dopo molti mesi), tra loro anche una bambina di cinque anni, tutti affogati, mentre 157 furono i feriti.Assieme ai gigliesi intervennero quella notte e il giorno dopo venti motovedette, sei elicotteri, dodici navi mercantili e tre rimorchiatori.


Per la stazza dell'imbarcazione, raddrizzare il relitto è stata un'impresa unica. E' stata portata a termine in venti mesi e dopo altri dieci mesi, a luglio del 2014, il relitto ha lasciato finalmente l'isola. Ma i lavori sono proseguiti, per quasi quattro anni, per pulire i fondali dalle strutture utilizzate per il ribaltamento e rigalleggiamento della Concordia, dai detriti,dai sedimenti fini e dai materiali inerti rimasti sul fondo. Un intervento ufficialmente iniziato a novembre del 2014.

Costa Concordia, terminata la pulizia dei fondali; ora l’intervento di ‘restauro’ degli habitat

FIRENZE - La Micoperi 30, l'ultima piattaforma mobile ancora al Giglio, lascerà l'isola toscana  domani, sabato 12 maggio. C'era tornata a fine gennaio, dopo un mese di interruzione delle operazioni. Ma ora la pulizia dei fondali che è seguita al recupero del relitto della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata davanti al Giglio il 13 gennaio 2012, raddrizzata a settembre 2013 e portata via a luglio 2014 per essere smantellata a Genova, è sostanzialmente terminata.


"Si tratta di un bel risultato .- commenta il presidente della Toscana, Enrico Rossi -. Fin dalla tragedia di quella notte la Regione ha seguito ogni fase delle operazioni, affinché ogni intervento e ogni lavoro fosse svolto con grande attenzione per l'ambiente. In questo modo abbiamo scongiurato i rischi di danni ancor maggiori. Adesso l'ultima parte di cantiere più invasivo, quello sopra e sotto l'acqua, lascia l'isola, per restituire ad abitanti e villeggianti quel bellissimo tratto di mare. Ma la Regione continuerà a seguire anche la successiva fase di ripristino della flora, della fauna e degli habitat marini".


La sostanziale chiusura dei lavori di ripulitura è stata certificata dall'Osservatorio presieduto, in rappresentanza della Regione, da Maria Sargentini, ovvero l'organismo istituito ad hoc e che fin dai primi giorni dopo che la nave si era coricata, come una balena, su una scalino di roccia davanti a Punta Gabbianara ha seguito ogni operazione. Prima per il recupero, poi per la bonifica ed ora per il recupero ambientale che seguirà, il cosiddetto ‘restauro'.


L'Osservatorio, che si è riunito nei giorni scorsi, ha effettuato verifiche puntuali e continue con Ispra e Arpat, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e l'agenzia regionale per l'ambiente. E così, visto l'esito positivo, nel gergo di chi da sei anni lavora al progetto si è chiusa la fase 9 del recupero della Costa Concordia. Ora seguirà l'ultima, la numero 10, tutta subacquea. Il progetto è già stato validato. L'Osservatorio, che continuerà a vigilare, attende la presentazione del piano operativo, con tempi e specifiche tecniche, da parte di Costa.


Intanto un video, che racconta la ‘storia' dei fondali dal naufragio ad oggi e che quindi spiega gli effetti della pulizia e quanto dovrà essere affrontato dal piano di recupero, sarà presentato dall'Osservatorio e Centro interuniversitario di biologia marina ed ecologia applicata di Livorno il 16 maggio prossimo alle 14.30 al Giglio, nel corso di uno dei consueti incontri con la popolazione.


Sono passati più di sei anni dalla notte in cui la nave sbattè sugli scogli delle Scole, per poi inclinarsi di fianco, ma per molti degli abitanti è un ricordo ancora vivido. In fondo furono loro a uscire per primi in mare ed aprire le proprie case e la chiesa per soccorrere i naufraghi. A bordo della Concordia c'erano 4.229 persone, tra passeggeri e personale. Moriranno in trentadue (con i corpi e i resti ritrovati in qualche caso solo dopo molti mesi), tra loro anche una bambina di cinque anni, tutti affogati, mentre 157 furono i feriti.Assieme ai gigliesi intervennero quella notte e il giorno dopo venti motovedette, sei elicotteri, dodici navi mercantili e tre rimorchiatori.


Per la stazza dell'imbarcazione, raddrizzare il relitto è stata un'impresa unica. E' stata portata a termine in venti mesi e dopo altri dieci mesi, a luglio del 2014, il relitto ha lasciato finalmente l'isola. Ma i lavori sono proseguiti, per quasi quattro anni, per pulire i fondali dalle strutture utilizzate per il ribaltamento e rigalleggiamento della Concordia, dai detriti,dai sedimenti fini e dai materiali inerti rimasti sul fondo. Un intervento ufficialmente iniziato a novembre del 2014.

Codacons contro candidatura De Falco

Codacons contro candidatura De Falco

Il Codacons sostiene che i comportamenti del candidato pentastellato durante le vicende della Costa Concordia siano stati dubbi e quindi da valutare. Al centro della revisione le trascrizioni dell’esame testimoniale di De Falco al processo contro Schettino.

L’associazione dei consumatori Codacons contro la candidatura di Gregorio De Falco, l’ufficiale della capitaneria di porto in corsa per il M5S nel collegio di Livorno-Grosseto per il Senato.
In un comunicato il Codacons parla di “aspetti dubbi” sull’operato di De Falco nella vicenda della tragedia della Concordia, emersi, secondo l’associazione, dalle trascrizioni dell’esame testimoniale dell’ufficiale al processo contro Francesco Schettino. Verbali che il Codacons ha pubblicato sul proprio sito ritenendo “doveroso informare gli elettori”.

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