“Dati contagi incoraggianti, se non molliamo, tra qualche settimana potremmo cominciare a pensare di riaprire il Paese”

“Dati contagi incoraggianti, se non molliamo, tra qualche settimana potremmo cominciare a pensare di riaprire il Paese”

Intervista con il dott.CLAUDIO CRICELLI, presidente nazionale della società scientifica medici di base

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Coronavirus: 14 positivi in centro disabili nel Fiorentino

Coronavirus: 14 positivi in centro disabili nel Fiorentino

In un centro per disabili della Val di Sieve sono emersi 14 casi positivi al coronavirus, mentre per altri 13 ospiti sintomatici si attende l’esito del tampone. E’ quanto si apprende dall’Opera diocesana di Assistenza (Oda) di Diacceto (Firenze).

“Il quadro ad oggi all’interno dell’Oda (Opera diocesana assistenza) di Diacceto, con 71 ospiti presenti, vede risultare positivi 14 pazienti e 13 sono sintomatici che verranno sottoposti a tampone”, spiega Nicola Povoleri, sindaco di Pelago, paese capoluogo della località dove si trova la struttura per disabili. “Già oggi – prosegue – abbiamo chiesto, sia noi come Comune sia la struttura, e la Asl ha accolto la nostra richiesta, di effettuare tamponi a tappeto anche per quanto riguarda gli operatori in loco. La struttura si sta
prontamente adeguando a quella che è la direttiva 21 della Regione Toscana per tutte le Rsa e le strutture sanitarie, per le misure di prevenzione del contagio, dividendo l’attività in
due, cioè pazienti Covid-19 da una parte e pazienti non Covid-19 da un’altra dedicando personale alle persone infettate in modo tale da non propagare l’infezione”. Il sindaco Povoleri ha anche reso conto che l’amministrazione sta “dando una mano in modo che
la villa, edificio separato rispetto al resto, sia attrezzata per le quarantene degli operatori, che possono decidere di non tornare a casa e dormire in questo edificio adiacente” alla
struttura. “Tutti gli operatori che lavorano all’interno in questo momento sono provvisti di dispositivi di protezione individuale – ha concluso Povoleri -: sarà nostra cura tenere
aggiornati i cittadini sugli sviluppi della situazione sia all’interno dell’Oda che in tutto il nostro territorio”.

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Coronavirus, oltre il 95% di operatori di Careggi risultati negativi su campione di 1.167 sanitari

Coronavirus, oltre il 95% di operatori di Careggi risultati negativi su campione di 1.167 sanitari

Dallo screening condotto dal laboratorio di microbiologia di Careggi diretto dal professor Gian Maria Rossolini, su un primo campione di 1.167 operatori sanitari dell’Aou di Careggi, oltre il 95% è risultato negativo.

“Questo risultato è molto incoraggiante e dimostra che la decisione che per primi abbiamo preso di effettuare il tampone a tutti coloro che si sono presentati al pronto soccorso ospedaliero con o senza sintomi è stata giusta. Alzare il livello di protezione e separare i servizi ha funzionato – è il commento del presidentre Enrico Rossi – Particolarmente positivo il dato in area Covid, dove l’attenzione e la protezione sono state ancora più forti. In Toscana gli ospedali non sono diventati centri di diffusione dell’infezione. È un dato straordinario del quale ringrazio la professionalità e la correttezza dei nostri professionisti e operatori sanitari. La maggioranza di essi è indenne. È un dato sorprendente, visto che in Toscana è da circa un mese e mezzo che circola il virus, e che rivela che gli operatori in area Covid sono quelli che si proteggono meglio. Pur in un quadro difficile di approvvigionamento riusciamo a tutelare bene la stragrande maggioranza degli operatori. Per questo motivo dobbiamo puntare sui dispositivi di protezione a tutti”.

Lo screening condotto dal laboratorio di microbiologia di Careggi

Sono stati sottoposti a prelievo per lo screening sierologico 1.505 operatori.

Sono stati processati dal laboratorio di microbiologia di Careggi i campioni di 1.167 operatori.

Di questi, 1.113 operatori (oltre il 95%) sono risultati negativi.

I restanti 54 operatori (4,6% su 1.167) sono positivi o dubbi.

15 di questi sono medici: 1 neonatologo, 2 ortopedici, 1 maxillo facciale, 1 geriatra, 2 ematologi, 2 anestesisti, 1 chirurgo plastico, 1 neurochirurgo, 4 specializzandi.

39 sono del comparto: 24 infermieri, 6 ostetriche e 10 OSS (operatorio socio sanitari).

325 sono in Aree Covid: di questi, 13 sono risultati positivi o dubbi (4%).

842 sono in Aree No Covid: di questi, 42 sono risultati positivi o dubbi (4,9%).

Quanto alla dislocazione negli edifici e nei contesti operativi:

– 11 sono del Materno Infantile (2 medici, 6 ostetriche, 1 Infermiere, 2 OSS)

– 12 sono del San Luca (2 specializzandi, 8 infermiere, 2 OSS)

– 15 sono del Cto (5 medici, 1 specializzando, 7 infermieri 2 OSS)

– 6 sono di Oncoematologia e TMO, Trapianto midollo osseo (2 medici, 2 infermiere, 2 OSS)

– 5 sono del Deas Covid (1 medico, 3 infermieri, 1 OSS)

– 2 sono del Deas no Covid (2 infermieri)

– 4 sono di Clinica Medica (1 medici, 1 specializzando, 1 Infermiere, 1 OSS)

Negli operatori positivi allo screening è stato effettuato il tampone e sono disponibili i dati per i primi 34 operatori, di cui 1 risultato positivo.

Lo stato attuale della sorveglianza degli operatori

Sono stati effettuati 424 tamponi agli operatori contatti di caso giudicati a medio/alto rischio e pertanto sotto sorveglianza del medico competente. 15 di questi sono risultati positivi (3,5%).

Da pochi giorni, al tampone si associa anche il test sierologico. È stato possibile condurre le prime valutazioni di concordanza tra il tampone e lo screening sierologico: 125 operatori sotto sorveglianza sono stati indagati con il test combinato (tampone + sierologico). Sono risultati positivi a tampone 3 operatori.

“La popolazione dei lavoratori ospedalieri sottoposti a screening risulta sierologicamente positiva o dubbia nel 4,6% dei casi – è il commento di Rocco Damone, dg dell’Aou di Careggi – Le differenze tra il gruppo degli operatori delle aree Covid e delle aree No Covid è al limite della significatività statistica e potrà essere meglio indagata con la prosecuzione dello screening. La popolazione dei lavoratori ospedalieri sottoposti a tampone nell’ambito della sorveglianza sanitaria ai contatti esposti a rischio medio alto risulta positiva nel 3,5,% dei casi”.

“Adesso concentreremo la nostra attenzione nelle Rsa e nelle Rsd toscane – dice ancora Enrico Rossi –  dove sono ospitati circa 13mila anziani. Fare lo screening, verificare eventuali casi di positività e distinguere aree Covid e non Covid è la strada che abbiamo preso e su cui proseguiremo con determinazione. La grande lezione è che occorre separare, separare e ancora separare. Distinguere negativi da positivi, identificare aree diverse tra loro e graduare le cure a seconda della gravità, condurre la battaglia nel territorio, presidiando e difendendo gli ospedali. A questo punto siamo pronti per passare alla fase due: estendere lo screening sierologico a tutto il resto della popolazione sanitaria in ogni ambito e poi passare all’indagine di massa a partire dalle aree più colpite”.

 

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