Coronavirus in Toscana: 88 nuovi casi, 2 decessi, 24 guarigioni

Coronavirus in Toscana: 88 nuovi casi, 2 decessi, 24 guarigioni

Le persone ricoverate sono 80 (3 in meno rispetto a ieri), di cui 11 in terapia intensiva (2 in più).

I nuovi casi sono lo 0,7% in più rispetto al totale del giorno precedente. L’età media degli 88 casi odierni è di 39 anni circa (il 24% ha meno di 26 anni, il 31% tra 26 e 40 anni, il 36% tra 41 e 65 anni, il 9% ha più di 65 anni) e, per quanto riguarda gli stati clinici, il 69% è risultato asintomatico, il 24% pauci-sintomatico.
Delle 88 positività odierne, 11 casi sono ricollegabili a rientri dall’estero, di cui 1 per motivi di vacanza (Spagna). 1 caso è ricollegabile a rientri da altre regioni italiane (Sardegna). 2 casi individuati grazie ai controlli attivati nei porti e stazioni con l’ordinanza n. 80 della Regione Toscana, di cui 1 riferibile a cittadino residente fuori regione. Il 44% della casistica è un contatto collegato a un precedente caso.

I guariti crescono dello 0,3% e raggiungono quota 9.358 (74% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 601.979, 7.137 in più rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono oggi 2.141, +3% rispetto a ieri. I ricoverati sono 80 (3 in meno rispetto a ieri), di cui 11 in terapia intensiva (2 in più). Oggi si registrano 2 nuovi decessi: un uomo e una donna con un’età media di 86,5 anni, a Massa Carrara e a Livorno.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Si ricorda che a partire dal 24 giugno 2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri. Sono 3.847 i casi complessivi ad oggi a Firenze (14 in più rispetto a ieri), 693 a Prato (16 in più), 871 a Pistoia (1 in più), 1.354 a Massa (13 in più), 1.596 a Lucca (1 in più), 1.171 a Pisa (12 in più), 601 a Livorno (6 in più), 927 ad Arezzo (19 in più), 535 a Siena (4 in più), 518 a Grosseto (1 in più). Sono 533 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni (1 in più). Sono 31 quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 32 nella Nord Ovest, 24 nella Sud est.

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 339 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 464 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 695 casi x100.000 abitanti, Lucca con 411, Firenze con 380, la più bassa Livorno con 179.

Complessivamente, 2.061 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (65 in più rispetto a ieri, più 3,3%). Sono 4.064 (4 in più rispetto a ieri, più 0,1%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 1.624, Nord Ovest 1.652, Sud Est 788).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 80 (3 in meno rispetto a ieri, meno 3,6%), 11 in terapia intensiva (2 in più rispetto a ieri, più 22,2%).

Le persone complessivamente guarite sono 9.358 (24 in più rispetto a ieri, più 0,3%): 192 persone clinicamente guarite (4 in meno rispetto a ieri, meno 2%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 9.166 (28 in più rispetto a ieri, più 0,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Oggi si registrano 2 nuovi decessi: un uomo e una donna con un’età media di 86,5 anni. Relativamente alla provincia di notifica, le persone decedute sono: 1 a Massa Carrara, 1 a Livorno. Sono 1.147 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 418 a Firenze, 52 a Prato, 81 a Pistoia, 176 a Massa Carrara, 148 a Lucca, 91 a Pisa, 65 a Livorno, 50 ad Arezzo, 33 a Siena, 25 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

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Sindaco Piombino, consente sbarco pazienti Coronavirus

Sindaco Piombino, consente sbarco pazienti Coronavirus

Piombino, “È un gesto di responsabilità cui non ho voluto sottrarmi”, “su richiesta esplicita del Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, come sindaco di Piombino ho acconsentito affinché la nave da crociera Costa Diadema, battente bandiera italiana e con a bordo un equipaggio di 1.250 persone, attracchi nelle prossime ore al porto della nostra città e permetta le operazioni di sbarco dei pazienti affetti da Coronavirus”.

Lo ha detto Francesco Ferrari, sindaco di Piombino (Livorno), riguardo la comunicazione del ministro De Micheli sul prossimo attracco della nave Costa Diadema nel porto della città.

“Sono convinto che si tratti un gesto di responsabilità importante cui non ho voluto sottrarmi – afferma -: l’emergenza che stiamo vivendo dev’essere un’occasione, seppur tragica, per farci capire quanto siamo dipendenti l’uno dall’altro e che dobbiamo essere generosi nei confronti di chi è in difficoltà. Piombino ha deciso così di fare la propria parte e dare il suo fattivo contributo alla battaglia che tutti gli italiani stanno affrontando”.

“Ho avuto rassicurazione da parte del Ministro che i malati saranno immediatamente trasferiti negli ospedali nazionali con mezzi idonei e dedicati – ha postato il sindaco sulla sua pagina Facebook – I restanti membri dell’equipaggio, parte dei quali di nazionalità italiana, rimarranno in quarantena obbligatoria a bordo, quotidianamente monitorati da personale medico sanitario. Ho avuto rassicurazioni dal Ministro che nessun passeggerò entrerà a contatto con la nostra comunità. Sarà mia cura, nelle prossime ore, comunicare i tempi e le modalità dell’operazione”.

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Polizia Municipale di Lucca attiva i controlli con i droni

Polizia Municipale di Lucca attiva i controlli con i droni

Lucca, da questa mattina sono iniziati i monitoraggi delle zone del territorio comunale ritenute più sensibili attraverso l’utilizzo di aeromobili a comando remoto messi a disposizione da appartenenti al Comando di Polizia Municipale di Lucca, che recentemente hanno conseguito l’abilitazione al loro pilotaggio.

Tali attività, della Polizia Municipale di Lucca, verranno svolte nel rispetto delle normative vigenti ed avranno lo scopo di coadiuvare le pattuglie impegnate a terra. L’attivazione di questo servizio è conseguente alla deroga concessa dall’Ente Nazionale Aviazione Civile alle Polizie Municipali per l’utilizzo dei droni, al fine di controllare il rispetto dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri del mese di marzo 2020.

L’amministrazione comunale di Lucca ha ritenuto di usufruire immediatamente di questa possibilità al fine di garantire ancora di più la tutela della sicurezza e della salute dei cittadini nell’ambito dell’emergenza sanitaria.

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Ricetta elettronica tramite Sms anche per i medici sostituti

Ricetta elettronica tramite Sms anche per i medici sostituti

Firenze, ricetta elettronica tramite Sms, da oggi anche i medici e pediatri di famiglia che sostituiscono i colleghi in quarantena o ammalati, avranno accesso alle procedure per emettere le ricette elettroniche.

L’espansione dell’uso della ricetta elettronica, rientra tra le misure straordinarie varate dal Settore Sanità digitale e innovazione dell’assessorato per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Ad oggi si calcola che in Toscana siano oltre un centinaio i medici e pediatri di famiglia che hanno nominato dei sostituti. Questi devono avere la possibilità di emettere ricette elettroniche, come i medici titolari. Da oggi questo è possibile.

La misura straordinaria è stata comunicata con Pec a tutte le associazioni e sindacati dei medici e diffusa tramite mail a tutte le Asl e a tutti i medici e i pediatri di famiglia.

Con la ricetta elettronica, lo ricordiamo, i cittadini non dovranno più recarsi nello studio del proprio medico per avere la ricetta in formato cartaceo. Il medico invierà loro tramite Sms un numero (NRE, il numero di ricetta elettronica), che loro presenteranno direttamente in farmacia per avere il medicinale.

Ricordiamo inoltre a tutti cittadini che la ricetta elettronica è resa disponibile dal giugno 2019, in modalità alternativa al promemoria cartaceo, anche all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico, come pure tutti i referti, i ricoveri, le esenzioni, le vaccinazioni, ecc.. Un’altra modalità elettronica quindi accessibile a tutti, per fruire di servizi sanitari digitali, senza muoversi da casa, utilizzando la APP Smart SST per tablet e smartphone oppure collegandosi all’indirizzo http://fascicolosanitario.regione.toscana.it

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Coronavirus, che cosa ha fatto la Corea del Sud meglio dell’Italia?

Coronavirus, che cosa ha fatto la Corea del Sud meglio dell’Italia?

Tornando indietro al 5 di marzo ed analizzando i dati forniti dalla mappa di quel giorno, del Global Cases del Center for Systems Science and Engineering (CSSE), presso la Johns Hopkins University (JHU), si rileva che allora la Corea del Sud era al secondo posto per numero di persone positive al coronavirus con 5.766 e l’Italia terza con 3.089, con rispettivamente 107 e 92 numero di decessi.

Ma passando alla mappa del 15 di marzo, si vede purtroppo che l’Italia è passata al secondo posto con 21.157 casi positivi e 1. 441 morti, mentre la Corea del sud, che intanto è passata al quarto posto, dopo l’Iran, è rimasta ad un numero di casi positivi di 8.086 e  72 decessi.

Naturalmente i fattori che hanno determinato questa diversa evoluzione del contagio da coronavirus, tra le due nazioni, lontane geograficamente e culturalmente, sono probabilmente molteplici, ma leggendo gli articoli di stampa dei giorni scorsi non si può non notare una delle misure importanti prese dal governo sudcoreano per combattere l’epidemia di Covad-19: test gratuiti per tutti.

In un video del 3 marzo pubblicato da Cnn, e tradotto e pubblicato da Controradio, un reporter della stazione di news americana, si sottopone al test attraverso un ‘drive-thru’, più o meno seguendo la procedura di come si acquista un panino con l’hamburger da McDonald’s rimanendo in macchina.

Dal video si apprende che ognuno di questi centri può fare il tampone a 380 persone al giorno, e che al 5 di marzo erano già stati fatti ben 100.000 test.

In un articolo del 15 di marzo, il ‘Sole 24 ore’ scrive: “La Corea del Sud, uno dei Paesi più colpiti dal Coronavirus ma in grado di uscirne (i contagi sono in forte calo) grazie a misure di quarantena e soprattutto a un massiccio utilizzo dei tamponi anche sugli asintomatici. In modo da scovare subito i positivi e isolarli. Hanno fatto il giro del mondo le immagini dei tamponi fatti dai coreani ai semafori. Ora il Veneto ha deciso di percorrere la stessa strada: i tamponi saranno fatti per strada e fuori dai supermercati”.

Il governo della Corea del Sud per la verità, ha implementato anche altre misure ‘radicali’, che avevano suscitato le critiche e quasi la derisione anche della nostra stampa, misure che alla luce della realtà odierna e della irresponsabilità dimostrata da una parte degli italiani, non dovrebbero più destare cotanta indignazione: “Nel tentativo di prevenire e contenere la diffusione del virus, il governo della Corea del Sud ha preso misure contestabili – scriveva ‘La Repubblica’ il 6 marzo – Manda sms, in continuazione, dalla mattina alla sera. Un sovraccarico di informazioni sotto forma di avvisi di sms d’emergenza che oltrepassano ogni limite di privacy, includendo rivelazioni sulla vita privata delle persone infette. Un grande fratello malato e imbarazzante che sta spaventando ancora più del coronavirus. Sono ‘messaggi di orientamento sulla sicurezza’ inviati dalle autorità sanitarie e dagli uffici distrettuali di tutto il Paese. Ricordano alle persone di lavarsi accuratamente le mani, di non toccarsi il viso. Ma non solo. Tracciano i movimenti degli infetti utilizzando dati Gps, riprese delle telecamere di sorveglianza e le transazioni con carta di credito per ricreare i loro percorsi già dal giorno prima della manifestazione dei primi sintomi. Una specie di caccia al contagiato.

Ma sono passati solo una decina di giorni ed il 15 di marzo il ‘Sole 24 ore’ titola: “Veneto come la Corea del Sud: tamponi per tutti, dalle strade ai supermercati. Il Veneto ha attivato uno specifico Piano con l’obbiettivo interrompere tutte le possibili catene di trasmissione del virus responsabile di Covid-19”.

L’Italia per la verità, era partita bene, facendo tamponi, all’inizio dell’epidemia, non solo a chi era malato ed era entrato in contatto con una delle fonti del contagio, ma a chiunque, avendo sintomi influenzali lo richiedeva, ma ‘importanti’ figure politiche ed anche qualche ‘personalità’ del mondo sanitario, avevano iniziato a preoccuparsi dfel fatto che, per l’alto numero dei contagiati registrati, causati dai “troppi tamponi”: l’immagine dell’Italia all’estero ne venisse danneggiata.

Ora si ritorna indietro con la sanità della Regione Veneto che comunica di aver attivato uno specifico Piano di Sanità pubblica con l’obbiettivo di interrompere tutte le possibili catene di trasmissione del virus Covid-19, andando ad individuare tutti i possibili casi sospetti.

“Dalla ricerca puntuale di tutti i casi confermati, sarà possibile avviare le conseguenti inchieste epidemiologiche ed intervenire con le disposizioni di isolamento domiciliare e quarantena – avverte l’assessorato alla Sanità del Veneto, precisando che le Asl – provvedono ad effettuare un’accurata indagine epidemiologica procedendo per centri concentrici ed allargando, per ogni singolo caso, la ricerca all’individuazione oltre che di tutti i possibili contatti ‘stretti’ (familiari e lavorativi) anche di tutti i contatti occasionali (anche definiti come ‘non stretti’ o a basso rischio), e di disporre, per tutti i contatti, le misure di quarantena e isolamento domiciliare fiduciario”.

Forse ora siamo sulla buona strada per rallentare l’epidemia, ma quanto tempo si è perso!

Gimmy Tranquillo

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