Toscana, consigliere Lega: “troppi bagnini dalla Sicilia”

Toscana, consigliere Lega: “troppi bagnini dalla Sicilia”

Bagnini in arrivo dalla Sicilia sulle spiagge di San Vincenzo, in provincia di Livorno, “con la crisi occupazionale sembra un controsenso”. Questa la presa di posizione del consigliere regionale toscano della Lega Roberto Biasci

Biasci e si dice “quantomeno perplesso nell’apprendere che i bagnini operativi sulle spiagge comunali a San Vincenzo proverranno da Mazara del Vallo, località in provincia di Trapani. Possibile che non si sia potuta trovare la disponibilità di qualche aitante giovane locale che potesse avere le giuste caratteristiche per svolgere la predetta attività sull’arenile?”. “Con tanti giovani in cerca di occupazione, anche stagionale – sottolinea Biasci – si è fatto davvero il massimo per non dovere far addirittura risalire la penisola ai prescelti siciliani?. Non entriamo nel merito dei costi dell’operazione (50.000 euro) che potrebbero essere anche equi- precisa – ma resta il fatto che la soluzione adottata possa sembrare singolare. Forse ci si doveva muovere per tempo, considerato che il servizio doveva partire a metà giugno e solo ora, almeno per quel che ci risulta, sarà pienamente operativo.” “Insomma -conclude Roberto Biasci -, la vicenda è abbastanza particolare, ma comunque ci auguriamo che i bagnini in trasferta vengano chiamati in causa il meno possibile; ciò vorrà dire che i bagnanti non si sono trovati in situazioni di emergenza e pericolo”.

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Prato: italiano aggredito da cinesi, scatta aggravante motivi razziali

Prato: italiano aggredito da cinesi, scatta aggravante motivi razziali

Prato, nella zona della Chinatown, un italiano è stato scambiato per un rapinatore e aggredito da un gruppo di cinesi durante una lite in strada con la fidanzata. La polizia ne ha arrestati 4, l’accusa è di lesioni aggravate dai motivi razziali.

Tutto è accaduto intorno alle 2, tra via Filzi e via Marini a Prato. La vittima, un italiano di 32 anni, avrebbe cercato di spiegare che era solo una lite privata, ma il gruppo di orientali non avrebbe desistito e avrebbe detto all’uomo che quella era la zona della comunità cinese e che non si tollerava la presenza e le condotte “equivoche” di altri.

La Polizia è intervenuta con tre volanti per la segnalazione di una violenta lite in strada tra un gruppo di cinesi e persone descritte come ‘caucasiche’.

Alla vista degli agenti i cinesi sono scappati ma la polizia è riuscita a bloccarne quattro, tutti immigrati regolari.

Il 32enne, che presentava varie ferite al volto, ha poi riferito agli agenti di essere stato aggredito da una decina di orientali mentre stava litigando con la sua ragazza per motivi di gelosia.

La ricostruzione fatta dalla vittima, ha spiegato la Polizia, è stata confermata da altre persone intervenute per cercare di bloccare l’aggressione.

Sono in corso indagini per individuare gli altri cinesi che facevano parte del gruppo di aggressori e che sono riusciti a scappare.

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Viareggio: 5 arresti per sfruttamento prostituzione e favoreggiamento immigrazione

Viareggio: 5 arresti per sfruttamento prostituzione e favoreggiamento immigrazione

Quattro uomini e una donna, su disposizione del gip di Lucca Antonia Aracri, sono stati arrestati a Viareggio (Lucca) con le accuse di sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, spaccio di droga e rapina. Altre due persone, una romena e un tunisino, accusati a vario titolo di concorso, sono stati sottoposti all’obbligo di dimora.

Si tratta appunto di 5 persone: tre uomini di 31, 35 e 28 anni, tutti di origine albanese, un 28enne romeno e una donna di Viareggio di 33 anni.

Tra le attività poste in essere dal ‘sodalizio’ e bloccate dalla polizia di Lucca, l’acquisto di donne poi costrette a prostituirsi in Versilia, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi tra italiane e marocchini o tunisini, e diverse rapine o tentativi.

Un caso recente riguarda una ristoratrice di Torre del Lago (Viareggio) che nella borsa custodiva l’incasso della serata e che, nonostante esser stata trascinata per diversi metri, è riuscita a salvare il denaro.

Ed ancora, sempre per la procura, furti in case e in un cantiere: la merce è stata rinvenuta e restituita ai proprietari.

Tutte le attività della banda erano finalizzate a finanziare lo spaccio di droga. A dar il via alle indagini l’incendio appiccato il 5 giugno 2017, a seguito del lancio di una bottiglia incendiaria, al container ove viveva il fratello del 28enne romeno.

Qualche giorno dopo vennero fermati i due autori mentre stavano per scappare all’estero.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, ha permesso di scoprire che i due romeni tentarono di ottenere diecimila euro, a titolo di risarcimento, dai familiari dei due arrestati.

Alla fine le due famiglie hanno composto la lite grazie alla giustizia rom e da allora hanno iniziato a ‘lavorare’ insieme.

Sono state inoltre perquisite, sempre a Viareggio (Lucca), le abitazioni di altri sei indagati.

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Pisa, neo assessore Buscemi querela presidente Casa delle Donne Pechini

Pisa, neo assessore Buscemi querela presidente Casa delle Donne Pechini

L’assessore alla Cultura di Pisa e attore Buscemi, membro della giunta di centrodestra in quota Lega, a seguito delle critiche e della mozione di sfiducia ricevute a causa di un suo processo per stalking, ha annunciato querele nei confronti dei suoi detrattori. Buscemi ha anche recapitato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esporgli la situazione: “Sono costretto a vivere a Viareggio, sui social qualcuno mi ha anche minacciato di morte”.

Pisa, settimane fa l’assessore alla Cultura Andrea Buscemi è stato travolto da una bufera mediatica legata al suo coinvolgimento in un procedimento penale per l’imputazione relativa al reato di stalking.

L’accusa proveniva dalla sua ex compagna e ha spinto la coalizione di sinistra Diritti in Comune (Una città in comune, Prc e Pisa Possibile) a depositare una mozione di sfiducia in Comune.

“Sono come i nazisti e per questo bisognare fare di tutto per fermarle. Per questo ho deciso di querelare per stalking la presidente della Casa della Donna di Pisa, Carla Pochini, e la promotrice della petizione contro di me Elisabetta Vanni. La loro è infatti una persecuzione, costruita su un pregiudizio, contro di me”- ha affermato Buscemi.

“Abbiamo elencato in sede di querela – ha aggiunto il suo avvocato, Rubina Colombini – una serie di condotte che configurano diverse ipotesi di reato, dalla diffamazione, alla molestia fino agli atti persecutori”.

Buscemi, inoltre, ha ricordato che la Casa della Donna fin dal 2013, anno in cui cominciò il suo processo dopo una querela per stalking della ex fidanzata, “ha iniziato la sua guerra ideologica contro di me su presupposti falsi e con affermazioni false, visto che in primo grado e dopo un’istruttoria di tre anni sono stato assolto e in appello sono stato prosciolto perché il reato è prescritto, quindi chi dice che sono stato condannato mistifica la realtà”.

Buscemi ha anche recapitato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esporgli la situazione. “Sono costretto a vivere a Viareggio, perché a Pisa ho paura di essere aggredito, sui social qualcuno mi ha anche minacciato di morte”.

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Fucecchio: arresto per spaccio di droga

Fucecchio: arresto per spaccio di droga

E’ stato arrestato un 30enne che spacciava droga nei pressi di un asilo, di un parco giochi e di una chiesa. Le indagini, cominciate un anno fa, coinvolgevano 3 soggetti di cui 2 sono ancora ricercati.

Arresto di un 30enne a Galleno, nel territorio comunale di Fucecchio (Firenze), mentre spacciava sostanze stupefacenti nelle vicinanze di un asilo, di un parco giochi e di una chiesa.

Sono invece per il momento irreperibili e ricercati, altri due uomini, un 21enne e un 37enne. Tutti e tre sono di nazionalità marocchina.

L’arresto arriva al termine di un anno di indagini condotte dai militari della Compagnia di Empoli (Firenze): il 30enne è stato atteso dai carabinieri ieri pomeriggio all’esterno del circolo del paese e controllato.

Il cane antidroga Batman dell’unità cinofili di Firenze ha individuato 20 grammi di cocaina e 75 di hashish interrati in più punti all’esterno della sua abitazione, ora sotto sequestro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre sarebbero riusciti a gestire un giro di affari di circa 1000 euro al giorno: la droga veniva pagata in anticipo e poi consegnata in luoghi pubblici, anche negli orari in cui erano presenti bambini e famiglie.

Almeno trenta le persone identificate dai carabinieri come clienti dei tre spacciatori.

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