Scuola: a Firenze studenti ‘tutor’ su regole Covid

Scuola: a Firenze studenti ‘tutor’ su regole Covid

Il progetto intitolato ‘Back to school’ è nato in occasione della riapertura delle scuole con l’esigenza di stimolare gli studenti al rispetto delle regole anti covid in prossimità delle scuole.

Un protocollo d’intesa per la partecipazione volontaria degli studenti alle attività per la
ripresa in sicurezza della didattica in presenza nelle scuole fiorentine, impiegandoli come ‘tutor’ per sensibilizzare i loro compagni al rispetto delle regole anti Covid nei pressi delle
scuole. E’ stato siglato oggi da prefettura di Firenze, l’ufficio scolastico territoriale e la Città metropolitana fiorentina. L’obiettivo è avviare percorsi di formazione ‘sul
campo’ degli studenti degli ultimi anni delle superiori nel settore della Protezione civile.
Il progetto, spiega una nota della prefettura, intitolato ‘Back to school’ è nato in occasione della riapertura delle scuole con l’esigenza di stimolare la popolazione studentesca al rispetto delle regole anti covid in prossimità delle scuole.

Nelle prime settimane della ripartenza è stato impiegato personale della Protezione civile, ma una volta superata la prima fase è maturata l’idea, in condivisione con i rappresentanti degli studenti e i responsabili delle istituzioni scolastiche, che potessero essere gli stessi studenti, quelli più adulti, a sensibilizzare i compagni al rispetto delle regole. E’ stato perciò costruito un progetto di formazione. I giovani volontari saranno formati dal personale della Protezione civile della Città metropolitana, che garantirà l’affiancamento durante i primi giorni e che sosterrà le spese assicurative contro infortuni e per la responsabilità civile verso terzi.

Al momento sono 10 gli istituti superiori che hanno manifestato interesse per il progetto. “E’ un progetto che vuole restituire ai giovani la possibilità di cogliere un’opportunità di crescita anche da una esperienza apparentemente frustrante come quella attuale”, ha detto il prefetto Alessandra Guidi. 

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Reddito di cittadinanza: 17 ‘furbi’ a Arezzo, anche persone agli arresti

Reddito di cittadinanza: 17 ‘furbi’ a Arezzo, anche persone agli arresti

Scambio informativo con tribunale e Inps. 17 persone hanno hanno percepito il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto

Le Fiamme Gialle di Arezzo in collaborazione con l’Inps hanno scoperto 17 persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. La concessione del sostegno è preclusa a coloro che risultano destinatari di misure cautelari personali. Ed è proprio partendo da questo requisito che con uno scambio informativo con il tribunale hanno “passato al setaccio” le posizioni di coloro che risultavano sottoposti a misure cautelari personali, anche a seguito di convalida di arresto o del fermo.

Ben 17 i soggetti finora individuati che risultano aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, per un ammontare di circa 100.000 euro. Su tratta per lo più di soggetti coinvolti in reati di traffico e spaccio di stupefacenti. Inoltre vi è anche chi si è “dimenticato” di dichiarare il possesso di alcuni immobili (in un caso, addirittura cinque appartamenti), o chi, pur avendo acquistato un’autovettura del valore di 38.000 euro, ha pensato bene di richiedere comunque il contributo.

Infine, vi sono alcuni che, pur di incrementare il reddito hanno dichiarato falsamente di aver sottoscritto un contratto di locazione, che consente di incrementare la quota fino a un massimo di 3.360 euro annui. Tutti gli indebiti percettori sono stati segnalati all’Inps per la sospensione e la revoca, oltre che per il recupero del beneficio economico, nonché denunciati all’Autorità Giudiziaria, per aver fornito dichiarazioni false o per aver omesso di comunicare informazioni necessarie in sede di richiesta del Reddito di cittadinanza.

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Ordigno a pizzeria vicino Stazione Leopolda: indaga Dda Firenze, ipotesi avvertimento

Ordigno a pizzeria vicino Stazione Leopolda: indaga Dda Firenze, ipotesi avvertimento

Modalità mafiose dell’attentato vicino alla Leopolda dove è esploso un ordigno artigianale intorno alle 3 di notte davanti a una pizzeria accanto alla stazione Leopolda

Sono state affidate alla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze le indagini sul caso dell’ordigno artigianale esploso ieri intorno alle 3 di notte davanti a una pizzeria di via Gabbuggiani, a Firenze, accabto alla Stazione Leopolda.

Il fascicolo, inizialmente in carico al pm di turno della procura, è stato poi assegnato ai magistrati dell’antimafia. Secondo quanto appreso, si tratterebbe di una scelta assunta in via precauzionale, dettata dalle modalità dell’episodio, quelle dell’attentato. Non si escluderebbe infatti che possa essersi trattato di una sorta di avvertimento.

Lo scoppio ha causato il danneggiamento le pareti esterni del locale e il bandone della pizzeria. L’ordigno era stato confezionato con polvere pirica imbevuta di liquido infiammabile, forse benzina. Acquisite le immagini della videosorveglianza pubblica: nella zona ci sono numerose telecamere puntate sul traffico che potrebbero aver catturato le immagini degli attentatori prima e dopo l’atto criminoso.

“A Firenze non si è abituati a tale gesti che non sono da sottovalutare in alcun modo”. Lo dichiara Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto sull’esplosione di un ordigno che ha danneggiato un locale. Calleri aggiunge che “tra le varie piste, nel rispetto di chi svolgerà le indagini, si seguano pure quelle mafiose e/o collegate al mondo della usura”. “La crisi pandemica sta cambiando velocemente i parametri criminali e la nostra città è sotto assedio mafioso da tempo oramai – conclude -. Non bisogna avere paura di parlarne cadendo nella auto-omertà”.

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