M5S, Sollicciano: “Criticità per detenuti e agenti”

M5S, Sollicciano: “Criticità per detenuti e agenti”

Visita oggi dei consiglieri regionali M5s Andrea Quartini e Gabriele Bianchi al carcere fiorentino di Sollicciano. Si tratta della seconda tappa di un tour negli istituti di pena toscani degli esponenti 5 stelle per approfondire le condizioni di servizio e sicurezza in cui lavorano agenti di polizia penitenziaria e prendere nota delle eventuali criticità collegate alla permanenza dei detenuti.

“Oggi abbiamo rilevato alcune criticità – ha sottolineato Quartini del M5S – a partire dal sovraffollamento, con la presenza di circa 200 detenuti in più della capienza prevista, e di una mancanza di 70 e oltre agenti penitenziari. Inoltre sono letteralmente indecenti gli alloggi destinati agli agenti all’interno della struttura”.

“Dalla visita – osserva Quartini – è emersa poi la mancanza degli investimenti, per i quali erano stati stanziati circa 3 milioni di euro, per realizzare le docce, che ora sono in comune, all’interno delle celle.”

“Manca inoltre – conclude – una camera di compensazione per quei detenuti che devono andare in ospedale e per il momento devono essere portati a Prato dove invece è presente”. Su questo aspetto gli esponenti M5s presenteranno una mozione in Consiglio regionale.

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Pisa, assaltano armati banca: banditi in fuga

Pisa, assaltano armati banca: banditi in fuga

Assalto in pieno giorno a una filiale del Credit Agricole alla periferia di Pisa. Due banditi, armati di pistola, hanno prima mandato in frantumi una vetrata dalla banca e poi hanno minacciato gli impiegati senza però riuscire a portare a compimento la rapina.

Subito dopo si sono allontanati praticamente senza bottino. Sull’episodio avvenuto intorno alle 15.30 indagano i carabinieri di Pisa.
Secondo quanto appreso, i due malviventi si sarebbero allontanati a bordo di un’utilitaria, verosimilmente rubata. Di essa alcuni testimoni sarebbero riusciti a fornire il numero di targa.

I due fuggitivi si sarebbero allontanati imboccando una strada che conduce fuori città. Le ricerche sono in corso. Uno di loro, secondo altre testimonianze, indossava una felpa con una scritta del ‘Grande fratello’.

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Pistoia: torturato da bambino perse mano, ora ricostruita

Pistoia: torturato da bambino perse mano, ora ricostruita

Era bambino, la famiglia fu trucidata in Nigeria, lui sopravvisse ma venne torturato e perse l’uso di una mano, storpiata. Ora ha 25 anni e all’ospedale San Jacopo di Pistoia gli è stata ricostituita la funzionalità da parte dell’équipe chirurgica del dottor Piergiuseppe Zampetti e della collega Serena Puccini, del servizio di chirurgia della mano del nosocomio pistoiese.

Grazie a questo difficile intervento ora il giovane nigeriano potrà afferrare un qualsiasi oggetto, scrivere e un domani anche attendere a lavori manuali.
Il paziente era stato segnalato dai servizi sociali del Comune di Pistoia per i problemi causati da ustioni che aveva riportato da bambino. Il paziente aveva la mano completamente devastata dall’ustione e la pelle, ritraendosi, aveva causato la lussazione delle quattro dita lunghe.

I chirurghi hanno ricostruito le falangi e riportato in posizione fisiologica le dita retratte; è stato necessario amputare un dito poi servito per l’autotrapianto. In fase di dimissione gli è stato applicato un tutore termoplastico. L’intervento è durato quasi tre ore ed è consistito in un’artrosi della metacarpo falange, un’artrolisi delle articolazioni lussate, nell’amputazione estetica del terzo raggio e in una plastica cutanea.

“Nelle ustioni il processo di retrazione è devastante e noi volevamo restituire una mano utile – spiega Zampetti -, non nuova, non esteticamente bella, ma sicuramente funzionale per migliorare la qualità della sua vita, che non è mai stata facile”.
Il giovane nigeriano secondo i medici potrebbe avere tra i 20-25 anni – nessuno sa con precisione la data di nascita – ed era un bambino molto piccolo quando in un’azione di guerra interna al paese africano miliziani avevano dato fuoco alla sua casa, torturato ed ucciso tutti i suoi familiari. Il piccolo, torturato anche lui, venne ritenuto morto e si salvò nonostante una grave ferita alla testa.

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Arezzo, minorenni in coma per alcol: locale chiuso

Arezzo, minorenni in coma per alcol: locale chiuso

Per la vicenda di alcuni minorenni finiti in blocco al pronto soccorso in coma etilico ad Arezzo, l’indagine della polizia locale è riuscita a individuare come responsabile l’esercente di un locale del centro che vendeva alcol senza regole ai giovanissimi.

Il locale è stato chiuso e messo, come disposto dal procuratore di Arezzo Roberto Rossi, in amministrazione giudiziaria dopo il sequestro preventivo.
La vicenda inizia a novembre 2017 quando a seguito di notizie apparse sulla stampa alcuni minori finiti al pronto soccorso per abuso di alcol. La polizia locale dette il via a indagini ascoltando decine di giovani, alla presenza dei loro genitori, che hanno appurato come l’indagato non avesse effettuato nessun attento controllo sull’età dei clienti.

La circostanza è stata confermata da tutte le persone ascoltate. Il procuratore Roberto Rossi ha provveduto a richiedere un provvedimento di sequestro preventivo. La richiesta è stata accolta dal giudice Sabrina Braccini, che ha ordinato il sequestro preventivo dei beni aziendali e contestualmente ha nominato un amministratore giudiziario al quale ha conferito la facoltà d’uso dell’attività commerciale, nei limiti della custodia, della conservazione dei beni sequestrati e dell’amministrazione ordinaria funzionale all’attività economica

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Arezzo, anziani maltrattati, gup: niente patteggiamenti

Arezzo, anziani maltrattati, gup: niente patteggiamenti

Nella vicenda dei maltrattamenti agli anziani ospiti della casa di riposo di Strada di Castel San Niccolò (Arezzo), il gup del tribunale di Arezzo Piergiorgio Ponticelli ha rigettato le proposte di patteggiamento a un anno e dieci mesi di reclusione avanzate da tre operatrici della Rsa.

A inoltrare le proposte sono stati i legali di tre donne che lavoravano nella struttura di Arezzo accusate, insieme ad altri quattro colleghi, di maltrattamenti. Gli episodi vennero documentati con video girati da telecamere nascoste dai carabinieri.

Le immagini hanno mostrato scene di vessazioni nei confronti degli anziani che avrebbero dovuto accudire con cura, attenzione e pazienza. Secondo il giudice Ponticelli, la pena e la concessione della condizionale proposta non sarebbero stati congrui anche rispetto alla gravità dei fatti contestati.

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