Artigianato: “motivi politici dietro bocciatura Firenze da parte dell’Unesco”

Artigianato: “motivi politici dietro bocciatura Firenze da parte dell’Unesco”

Lo dice Alessandro Sorani, presidente Confartigianato Firenze che commenta così la bocciatura di Firenze, candidata a città creativa dell’artigianato nella Rete Unesco, che le ha preferito Como e Biella

“E’ enorme il rammarico per quanto deciso dalla Commissione del Governo che ha bocciato Firenze come sito Unesco per l’Artigianato. Siamo delusi, arrabbiati e sorpresi di fronte a questa scelta che privilegia Como e Biella” è quanto dichiarato da Alessandro Sorani, presidente Confartigianato Firenze che commenta così la bocciatura di Firenze, candidata a città creativa dell’artigianato nella Rete Unesco, da parte del consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.

“Senza nulla togliere a Como e Biella, indubbiamente città che hanno saputo esprimere una grande tradizione nel settore dell’Artigianato, come nel caso di Como che recentemente ha mostrato alte capacità di innovazione – continua il presidente Confartigianato Firenze -, rimane però il fatto che Firenze è una capitale non soltanto dell’arte, non soltanto della cultura, ma anche dell’Artigianato e negare questo significa negare la realtà. Per questo l’estromissione ci trova sinceramente senza parole”.

“Ci auguriamo – conclude Sorani – che non ci sia nessuna motivazione politica dietro a questa bocciatura dato che stiamo notando che da un po’ di tempo c’è una una sorta di accanimento romano nei confronti della città di Firenze, delle sue proposte e dei suoi progetti”.

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Crac gruppo Margheri: procura pm chiede 8 anni per patron

Crac gruppo Margheri: procura pm chiede 8 anni per patron

Nel processo il pm ha contestato accuse, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta per falso in bilancio e per distrazioni patrimoniali, sia in relazione a Costruzioni Margheri, sia per le società del gruppo Happyland e Mm Casa.

Otto anni per il patron Mario Margheri e altre richieste di condanna, da 2 a 5 anni, per gli altri imputati, imprenditori e dirigenti: così il pubblico ministero Luca Turco al termine della requisitoria nel processo per bancarotta che coinvolge a Firenze l’ex gruppo edile e immobiliare fiorentino Costruzioni Margheri spa, che fu accreditato di un patrimonio intorno ai 250 mln di euro fino al fallimento scattato nel 2012 e che aveva interessi anche in Repubblica Ceca e in Russia. In particolare a San Pietroburgo il gruppo aveva progettato la costruzione di un gigantesco centro commerciale (230 negozi su 55mila metri quadri) con un ‘mare finto’ ottenuto da una particolare piscina con fronte di spiaggia di 100 metri e onde artificiali.

Nel processo il pm ha contestato accuse, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta per falso in bilancio e per distrazioni patrimoniali, sia in relazione a Costruzioni Margheri, sia per le società del gruppo Happyland e Mm Casa. Per l’imprenditore Mario Margheri il pm ha chiesto 8 anni in relazione ai dissesti delle tre società. Per gli altri imputati – membri dei cda delle società coinvolte – chiesti 5 anni per Andrea Mazzanti e Mauro Margheri, 4 anni per Ilaria Margheri, Marco Margheri e Rossella Lollini, 3 anni per Massimo Biondi, 2 anni per Andrea Berti riguardo a un’altra società. Le difese hanno iniziato le arringhe e proseguiranno la loro discussione la prossima udienza del 25 giugno. Nel processo sono parti civili le curatele delle società coinvolte nel fallimento.

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Toscana: sgominata banda rapinatori seriali

Toscana: sgominata banda rapinatori seriali

Sono 14 le persone finite in manette con l’accusa di aver messo a segno sette rapine in pochi mesi, tra Umbria e Toscana. Episodi di violenza, botte e spari di pistola si sono verificati durante i furti e il bottino ottenuto complessivamente dei malviventi è di oltre 150 mila euro.

Si tratta del bilancio di una lunga attività di indagine portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Perugia, in collaborazione con i colleghi di Prato e di Catania e che ha portato all’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 14 pesone, nove in carcere (una è ancora ricercata) e cinque ai domiciliari.

Rapina aggravata, sequestro di persona, porto illegale di armi e lesioni personali aggravate i reati contestati a vario titolo ai presunti rapinatori che, secondo la ricostruzione degli investigatori, erano divisi in due gruppi criminali, uno con base nell’Assisano, l’altro a Prato, ma che in realtà rappresentavano un’unica banda che collaborava ai vari colpi messi a segno. Gli arresti sono arrivati nel dicembre scorso ma stamani, in una conferenza stampa, i carabinieri hanno fornito elementi e particolari. Presenti il comandante provinciale dei carabinieri di Perugia Giovanni Fabi, il comandante del reparto operativo, Antonio Morra, il comandante della compagnia, Pierluigi Satriano e il comandante della stazione dei carabinieri di Corciano Giovanni Cutuli.

L’operazione ha avuto inizio a marzo dell’anno scorso quando due malviventi, con il volto coperto, aggredirono, anche utilizzando dello spray orticante, il responsabile della raccolta incassi di una sala scommesse di Ellera che stava depositando in una cassa continua l’incasso giornaliero di 36 mila euro. Attraverso le telecamere di sorveglianza i militari sono riusciti a risalire alla targa dell’auto utilizzata dai malviventi e ad arrestare un investigatore privato perugino, ritenuto dai carabinieri una delle menti dell’organizzazione e un suo collaboratore. Da qui l’attività di indagine che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Piercarlo Frabotta su richiesta del pm Mario Formisano e all’arresto di 14 persone, di età compresa tra i 22 e i 62 anni, solo quattro incensurate.

Tuttora sono in corso le indagini per accertare eventuali responsabilità in altre rapine avvenute sul territorio. In particolare gli investigatori contestano loro sette colpi, sei nella provincia di Perugia, uno ad Arezzo. Vittime un tabaccaio, due sale scommesse, un trasportatore di valori, un istituto di credito, una autovettura privata e una gioielleria. Tra i colpi più violenti quello ai danni di una tabaccheria di Ellera dove, secondo la ricostruzione dei carabinieri, i malviventi hanno chiuso in uno sgabuzzino un cliente del negozio e picchiato violentemente i titolari, padre e figlio per farsi consegnare il denaro.
Durante l’aggressione uno dei rapinatori ha anche sparato un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. I carabinieri hanno sequestrato vari oggetti collegati alle rapine, tra cui due coltelli, un machete, una cassaforte sigillata e due noccoliere.

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Publiacqua: attenti alle truffe dei ‘controlli sul mercurio’

Publiacqua: attenti alle truffe dei ‘controlli sul  mercurio’

Publiacqua ricorda ai cittadini che: “nessuno dei nostri incaricati sta svolgendo controlli di questo tipo e che, comunque, il suo personale, di norma e salvo casi eccezionali, non effettua verifiche, controlli o manutenzione sugli impianti interni”

“Dai Comuni di Firenze e Scandicci ci segnalano persone che, fingendosi incaricati di Publiacqua, tentano di entrare nelle abitazioni per controlli sulla presenza di “mercurio” nell’acqua. Publiacqua ricorda ai cittadini che nessuno dei nostri incaricati sta svolgendo controlli di questo tipo e che, comunque, il suo personale, di norma e salvo casi eccezionali, non effettua verifiche, controlli o manutenzione sugli impianti interni” questo quanto afferma in un comunicato l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato .

“La pertinenza di Publiacqua arriva, infatti, solo fino al punto di consegna che, nei condomini, si situa solitamente al contatore generale e, nello specifico, i controlli sulla qualità dell’acqua vengono effettuati ai punti di controllo sulla rete idrica e non nelle abitazioni”.

Publiacqua invita, quindi, i cittadini a pretendere l’esibizione del tesserino di riconoscimento da chiunque si presentasse loro come nostro dipendente ed a segnalare prontamente alla nostra azienda o alle forze dell’ordine ogni episodio o richiesta sospetta.

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Toscana: infermiera non assunta perchè ha malattia cronica

Toscana: infermiera non assunta perchè ha malattia cronica

Il fatto è stato denunciato da Opi Firenze-Pistoia, l’Ordine delle professioni infermieristiche delle due province, dopo la segnalazione di una neo laureata appena iscritta, residente nella provincia di Firenze.

La donna ha raccontato come si sono svolti i fatti: “Dopo essermi candidata e aver superato positivamente il colloquio mi sono recata, come indicato, in una cooperativa che lavora per una Rsa toscana per la conclusione delle pratiche burocratiche di assunzione. In quell’occasione, per correttezza, ho presentato un certificato del medico specialista che certificava la mia idoneità al lavoro anche notturno, nonostante la mia patologia”. “La malattia – prosegue la donna – non ha mai inciso sulla mia professionalità tanto che, in questi anni, ho sempre svolto regolarmente e con profitto i tirocini previsti nell’ambito del corso di laurea, in varie strutture ospedaliere. Eppure – aggiunge l’infermiera – dopo aver manifestato la mia patologia, mi sono vista negare il posto di lavoro e sollevare dubbi sulla possibilità di esercitare la professione di infermiera”.

Il presidente di Opi Firenze-Pistoia, Danilo Massai ha giudicato il fatto “un gesto altamente offensivo e discriminatorio sul quale abbiamo subito avviato accertamenti. Vogliamo intanto manifestare la nostra solidarietà e vicinanza alla collega; faremo tutto quanto le normative ci consentono per fare sì che i suoi diritti siano rispettati” ha aggiunto in conclusione Danilo Massai.

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