Firenze: alle Piagge teleriscaldamento son pannelli solari per Case popolari

Firenze: alle Piagge teleriscaldamento son pannelli solari per Case popolari

Si tratta di un sistema centralizzato, il primo del genere nel capoluogo toscano, che si baserà sulla produzione di energia termica derivata dall’energia solare e permetterà di produrre riscaldamento e acqua calda sanitaria praticamente a costo zero, riducendo quindi il consumo di gas combustibile.

Un grande impianto di teleriscaldamento alimenterà due condomini di edilizia
residenziale pubblica alle Piagge, a Firenze. Si tratta di un sistema centralizzato, il primo del genere nel capoluogo toscano, che si baserà sulla produzione di energia termica derivata dall’energia solare e permetterà di produrre riscaldamento e acqua calda sanitaria praticamente a costo zero,
riducendo quindi il consumo di gas combustibile. Il progetto è realizzato con parte di fondi europei per circa 7,4 milioni di euro complessivi: la fine dei lavori è prevista entro la metà del 2022.
“Il Comune di Firenze è protagonista in prima persona di un intervento all’avanguardia, un progetto realizzato in parte con risorse europee e ministeriali che permette una vera riqualificazione energetica – ha detto l’assessore comunale ai lavori pubblici Alessia Bettini, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo nell’area -. I lavori consentiranno infatti di centralizzare il sistema di riscaldamento e della produzione di acqua calda sanitaria degli edifici che in questo modo diventeranno praticamente autonomi utilizzando l’energia termica derivata dalla fonte solare. Tale intervento permetterà di eliminare le caldaie murali all’interno degli alloggi.
L’innovazione tecnologica applicata alla sostenibilità ambientale consente di raggiungere grandi risultati, riduce sia i costi per i cittadini che l’impatto sul territorio”. “II fatto che l’azienda pubblica Casa spa sia lo strumento per la
trasformazione urbana della città mediante anche l’utilizzo di soluzioni ad alta innovazione tecnologica è per noi strategico – ha aggiunto il presidente di Casa spa Luca Talluri -. La dimostrazione che esiste una gestione pubblica innovativa e
efficace, che tiene insieme innovazione tecnologica per contribuire a combattere il cambiamento climatico e innovazione sociale trattandosi di case popolari”.

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Inchiesta Firenze falsi marchi pelletteria, 47 indagati

Inchiesta Firenze falsi marchi pelletteria, 47 indagati

Secondo la GdF, tra il 2016 e il 2019 l’organizzazione, con base operativa a Firenze ma operante a livello internazionale, avrebbe immesso sul mercato prodotti contraffatti recanti i marchi Armani, Balenciaga, Celine, Diesel, Fendi, Givenchy, Gucci, Luis Vuitton, Pandora, Prada, Trussardi, Yves Saint Laurent

Inchiesta della Gdf a Firenze con 47 indagati per la falsificazione e il commercio di celebri marchi della pelletteria. Per nove di loro sono scattate misure personali, eseguite oggi: tre obblighi di dimora e sei obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria; sono accusati di associazione a delinquere a carattere internazionale finalizzata alla produzione, commercializzazione e ricettazione di prodotti
di pelletteria recanti marchi contraffatti.
Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Dda di Firenze, sono stati sequestrati migliaia di accessori e capi contraffatti, per un valore di commerciale di circa 1 milione di euro. Secondo la GdF, tra il 2016 e il 2019 l’organizzazione, con base operativa a Firenze ma operante a livello internazionale, avrebbe immesso sul mercato prodotti contraffatti recanti i marchi Armani, Balenciaga, Celine,
Diesel, Fendi, Givenchy, Gucci, Luis Vuitton, Pandora, Prada, Trussardi, Yves Saint Laurent. Mediante alcune aziende dell’hinterland fiorentino, pratese e dell’empolese, il gruppo provvedeva a tutte le fasi produttive e commerciali, dalla
fornitura delle materie prime fino alla commercializzazione dei capi ed accessori contraffatti, effettuata tramite buyers esperti in grado di immettere i prodotti su mercati primari internazionali, anche attraverso canali e-commerce.

Secondo quanto emerso nell’inchiesta di procura e GdF di Firenze, i prodotti
contraffatti, realizzati con pelli di alta qualità, in alcuni casi le stesse tipologie impiegate dalle case di moda, venivano venduti al dettaglio a un prezzo pari al 50% dell’originale. Tra i tre destinatari dell’obbligo di dimora, anche due 50enni,
residenti a Lastra a Signa e a Sesto Fiorentino (Firenze),considerati dagli investigatori i vertici dell’organizzazione:erano in grado di gestire ogni fase della produzione,dall’approvvigionamento di materie prime fino alla vendita. I due, italiani, sono risultati già noti alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo.
Indagati anche i titolari, italiani e cinesi, di alcune pelletterie che per l’accusa avrebbero prodotto la merce contraffatta. In alcuni casi, si tratterebbe delle stesse aziende incaricate della produzione ufficiale da parte delle case di moda. Le principali ditte dove avveniva la realizzazione di merce contraffatta, spiega la Gdf, hanno sede nel Fiorentino, a Capraia e Limite, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Empoli, Vinci, e in provincia di Prato a Poggio a Caiano.
Le misure cautelari chieste al gip già nel 2019 dai pm fiorentini Giulio Monferini e Giuseppe Ledda erano state 26, tra cui anche alcuni arresti. Di queste ne sono state disposte dal giudice 9, tra cui 3 obblighi di dimora e 6 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

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Razzismo: giovane senegalese aggredito in spiaggia, non lo volevano vicino

Razzismo: giovane senegalese aggredito in spiaggia, non lo volevano vicino

Insultato e picchiato in spiaggia davanti agli altri bagnanti da due persone che volevano allontanarlo perché di colore. E’ successo sabato sulla spiaggia di Castiglione della Pescaia (Grosseto).

Vittima, come riporta oggi la stampa locale, Mamady Dabakh Mankara, senegalese di 25 anni residente da 4 anni in Italia e da oltre un anno assunto in una cooperativa di Grosseto che si occupa di ragazzi disabili.
L’uomo aveva appena posato il suo telo sotto un gazebo quando è stato apostrofato con insulti razzisti da un vicino e invitato ad andare via. Poi l’aggressione fisica, durante la quale è intervenuto anche un secondo uomo. Il 25enne ha ricevuto due cazzotti che gli hanno provocato ferite giudicate guaribili in sette giorni.
“Sabato -racconta il 25enne – siamo arrivati sulla spiaggia libera e abbiamo steso gli asciugamano sotto i gazebo che il Comune mette a disposizione di tutti. C’erano poco distanti due uomini che hanno iniziato a minacciarmi di andarmene. E mi hanno colpito”. Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno preso le generalità degli aggressori.
“Poi volevano fare pace e mi hanno invitato a pranzo – aggiunge -, ed è quella la cosa che mi ha offeso di più”. Mankara ha presentato denuncia e la Fondazione Il Sole, la cooperativa sociale dove lavora, potrebbe costituirsi parte civile in un eventuale processo.

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45mila buoni motivi per essere antifascisti: raccolta fondi a sostegno dei 15 condannati per manifestazione contro Casapound

45mila buoni motivi per essere antifascisti: raccolta fondi a sostegno dei 15 condannati per manifestazione contro Casapound

Chiara Brilli ha intervistato Nicco del Cpa

L’”antifascismo che non si condanna”: in riferimento alla sentenza di Cassazione che (23 giugno) ha confermato le condanne contro gli antifascisti per il corteo del 2013 contro Casapound: “15 compagni condannati ad un anno per il ’solo’ travisamento; a 2 negata la condizionale e al pagamento di 45 mila euro per ’il disturbo’: aver fatto riunire la corte per un ricorso definito inammissibile” si legge nel sito Cpa.

per sostenere la campagna di raccolta fonti:

https://www.gofundme.com/f/45000-buoni-motivi-per-essere-antifascisti?utm_source=customer&utm_campaign=p_cp+share-sheet&utm_medium=copy_link-tip

 

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Protocollo Ast: i candidati alle regionali si impegnano a tutela dell’informazione

Protocollo Ast: i candidati alle regionali si impegnano a tutela dell’informazione

intervista di Chiara Brilli a Sandro Bennucci, presidente Assostampa Toscana

Un protocollo per ribadire l’impegno alla tutela della libertà d’informazione e a favore della categoria dei giornalisti, che continua a soffrire condizioni di precariato diffuso, anche in Toscana, e che vive non poche difficoltà economiche, aggravate dalla crisi innescata dal Covid-19.

Come avvenuto nelle precedenti elezioni regionali, l’Associazione Stampa Toscana propone il protocollo a tutti i candidati alla presidenza della Regione. Tra gli impegni che il sindacato toscano chiede questa volta di far propri a chi sarà chiamato a guidare la Regione Toscana, ci sono l’istituzione di un tavolo permanente sull’informazione regionale con poteri anche propositivi di leggi sul tema dell’informazione; l’impegno a promuovere un sistema regionale dell’informazione e della comunicazione pubblica capace di innovarsi, attento ai diritti e alla valorizzazione del lavoro giornalistico e della sua specificità; il rifinanziamento della legge regionale sull’informazione locale, con criteri che premino le realtà che maggiormente investono nell’innovazione e nelle creazione di nuovi posti di lavoro.
Il protocollo prevede, infine, azioni mirate a promuovere tutte le opportunità di finanziamento legate ai fondi europei e l’impegno a continuare sulla strada già percorsa a sostegno della radiofonia in ambito territoriale, con criteri premiali per l’occupazione giornalistica nell’affidamento di format istituzionali.

Eugenio Giani, candidato alla presidenza della Regione Toscana per il Centrosinistra e Susanna Ceccardi, candidata per il Centrodestra, hanno già firmato con Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana, il protocollo. Nei prossimi giorni firmeranno nella sede Ast anche Irene Galletti, candidata per il Movimento 5 stelle (martedì 4 agosto, ore 16) e Tommaso Fattori, candidato di Toscana a Sinistra (giovedì 6 agosto, ore 12).

 

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