Chiusi (SI): donna accoltellata in casa, carabinieri fermano figlio

Chiusi (SI): donna accoltellata in casa, carabinieri fermano figlio

La donna, 61 anni si trova ora in terapia intensiva, per le gravi ferite riportate e la perforazione di un polmone. Il figlio è stato tradotto nel carcere senese di Santo Spirito

Una donna 61enne è stata accoltellata più volte all’interno del suo appartamento ed è ricoverata in ospedale, in terapia intensiva, per le gravi ferite riportate e la perforazione di un polmone. E’ successo la sera scorsa intorno alle 21.40 a Chiusi (Siena). Fermo di indiziato di delitto per il figlio 32enne della donna, tradotto nella notte nel carcere senese di Santo Spirito a disposizione del Pm Silvia Benetti che ha coordinato le indagini. La madre è stata trovata dai soccorritori del 118 e dai carabinieri riversa in un lago di sangue. La donna è in coma farmacologico presso il reparto rianimazione. L’arma usata sarebbe un coltello da cucina lungo circa 32 cm.

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Terremoti: scossa 2.5 nel Mugello, non si registrano danni

Terremoti: scossa 2.5 nel Mugello, non si registrano danni

L’epicentro è stato registrato a 4 chilometri a sud di Firenzuola, ad una profondità di 10 km. Al momento non si registrano danni a persone o cose

Un terremoto di magnitudo 2.5 è avvenuto questa notte, intorno alle 1:25, nell’alto Mugello. L’epicentro è stato registrato a 4 chilometri a sud di Firenzuola, ad una profondità di 10 km. Al momento non si registrano danni a persone o cose.

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Morti ospedale Piombino: Bonino condannata a ergastolo

Morti ospedale Piombino: Bonino condannata a ergastolo

L’infermiera Fausta Bonino è stata condannata all’ergastolo per quattro delle morti sospette di pazienti in corsia e assolta per gli altri sei casi perché il fatto non sussiste. Assolta anche per abuso di ufficio. La sentenza è stata letta dopo cinque ore di camera di consiglio dal giudice Marco Sacquegna.

Il processo si è tenuto in rito abbreviato. L’infermiera 57/enne era accusata di omicidio volontario plurimo per le morti sospette di 10 pazienti nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Piombino tra il 2014 e il 2015. La procura aveva chiesto l’ergastolo, mentre la difesa, con la stessa Bonino che aveva da sempre proclamato la sua innocenza, aveva sostenuto l’impossibilità tecnica del coinvolgimento dell’infermiera e chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto per nove dei pazienti deceduti e in un caso perché il caso non sussiste. “Ci ha sorpreso il frazionamento dei casi – ha commentato l’avvocato difensore Cesarina Barghini – e certamente faremo appello”.
“Non è giusto, non ho fatto nulla”. Così, parlando in lacrime, l’infermiera Fausta Bonino all’uscita dall’aula del tribunale di Livorno dopo aver ascoltato la sentenza di condanna all’ergastolo. La donna era accompagnata dal marito e da uno dei due figli.

“Una sentenza che lascia perplessi perché sono stati considerati dal giudice soltanto i quattro decessi in cui i campioni sono stati esaminati a Careggi dove era stato trovato anticoagulante”. Questo invece il commento dell’avvocata  difensore di Fausta Bonino, avvocato Cesarina Barghini, riguardo alla sentenza di condanna all’ergastolo per omicidio volontario di quattro pazienti dell’ospedale di Piombino morti in seguito a somministrazione di dosi letali di eparina. “Di questi quattro – ha proseguito -, due erano già stati scartati nella ricostruzione in sede di incidente probatorio. Quindi solo la motivazione della sentenza ci potrà far capire come il giudice sia arrivato a questa conclusione. Aspettiamo di vedere le motivazioni perché questa è una sentenza che lascia insoddisfatti un po’ tutti anche probabilmente lo stesso pm perché smonta tutti i criteri del suo impianto accusatorio e pure le parti civili costituite, che sono rimaste escluse”. Le motivazioni sono attese entro 90 giorni.

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Celiachia: in Toscana addio buono cartaceo,ora basta codice

Celiachia: in Toscana addio buono cartaceo,ora basta codice

Dal primo giugno il buono sarà sostituito da un codice numerico che, abbinato alla tessera sanitaria, consentirà ai celiaci di acquistare i prodotti alimentari specifici negli  esercizi commerciali convenzionati, su tutto il territorio regionale.

Buono cartaceo per la celiachia sostituito da una nuova modalità telematica: è la novità introdotta dalla Regione Toscana con il ‘Codice celiachia’. Dal primo giugno il buono sarà sostituito da un codice numerico che, abbinato alla tessera sanitaria, consentirà ai celiaci, quasi 17 mila persone in Toscana, di acquistare i prodotti alimentari specifici nei supermercati della grande distribuzioe, nelle farmacie, parafarmacie e negli altri esercizi commerciali convenzionati, su tutto il territorio regionale. Per utilizzare il budget mensile a cui hanno diritto i celiaci sarà sufficiente comunicare alla cassa che si intende usufruire del budget per il pagamento dei prodotti, inserire nell’apposito dispositivo la tessera sanitaria e digitare il proprio ‘codice celiachia’. Già ora i pazienti possono andare alla Asl di riferimento per avere il proprio codice. “Un progetto – ha commentato l’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi – che semplifica enormemente la vita dei pazienti affetti da morbo celiaco o dermatite erpetiforme, che finora dovevano utilizzare i buoni cartacei per avere gli alimenti specifici”. Per Saccardi è “una grandissima facilitazione che dà la possibilità di avere un budget mensile determinato che può essere speso e controllato ogni volta che si va a fare la spesa e con questo budget si potrà andare ad acquistare in ogni parte della Toscana senza più il limite della propria azienda sanitaria”.

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Firenze, candidato con Nardella ex-ambasciatore italiano in Svizzera

Firenze, candidato con Nardella ex-ambasciatore italiano in Svizzera

E’ la scelta di Marco Del Panta Ridolfi, fiorentino, classe 1961, ambasciatore italiano a Berna, in Svizzera, fino a pochi mesi fa che ha deciso di prendere un’aspettativa e candidarsi nella lista civica ‘Nardella Sindaco’, a sostegno del sindaco uscente di Firenze.

“Ho fatto il diplomatico con passione per 31 anni e mi sono detto che in questa fase la priorità era dare una mano dall’interno più che dall’estero – spiega all’ANSA l’ex ambasciatore -. Ho realizzato che cominciare dalla mia città sarebbe stata la cosa più saggia e facile. Così a maggio dell’anno scorso, quando era in corso a Palazzo vecchio State of the Union, che è una mia iniziativa di quando ero segretario generale dell’Università europea, mi sono avvicinato al sindaco Nardella proponendogli il mio contributo alle prossime amministrative”. Nardella, “mi ha invitato a metterci la faccia. E così è stato. Ho comunicato al ministero che me ne sarei andato in data da stabilire e da febbraio sono tornato a Firenze mettendomi in aspettativa”.

“La Svizzera è un paese che basa il suo successo non solo sulla finanza ma anche su alcune parole chiave che sono scuola, università, ricerca, meritocrazia, internazionalizzazione. Dobbiamo fare qui la stessa cosa se vogliamo assicurare un futuro alla nostra città” e “dobbiamo creare l’economia della conoscenza” dice Del Panta. “Nel mondo globalizzato – osserva ancora – è l’unica formula di successo. Noi attraiamo turisti e studenti che vengono a studiare il nostro Rinascimento: dobbiamo fare in modo che si venga qui a studiare anche il nostro presente e il nostro futuro” ed essere “competitivi con le migliori realtà del mondo”.

Non è un obiettivo facile, ma occorre provarci “creando un ambiente al tempo stesso sicuro ed accogliente”. Quanto all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, il diplomatico confessa di essere “un ambientalista di vecchia data, però non bisogna essere ideologici ma conciliare l’ambiente con lo sviluppo. Per me l’aeroporto va sviluppato, una città come questa ha bisogno di un aeroporto anche per attrarre turismo di qualità”. Lo stesso vale per la stazione Foster: “Va fatta – sottolinea perentorio – non per risparmiare 10 minuti fra Roma e Milano ma per liberare i binari di superficie e creare così una metropolitana leggera che collega est e ovest di Firenze”.

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