Incendi: Coldiretti Pisa, 15 anni per ricostruire boschi

Incendi: Coldiretti Pisa, 15 anni per ricostruire boschi

Ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco negli incendi recenti nel Pisano, con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo.

Lo afferma in una nota la Coltivatori diretti in riferimento alla devastante ondata di incendi che ha colpito nelle scorse ore le colline di Volterra (Pisa) favorita “dall’azione dei piromani che provoca un costo per la collettività stimabile in circa 10 mila euro all’ettaro per ogni ettaro percorso dalle fiamme”.
L’incendio che ha distrutto ettari di pascoli, avrà degli effetti molto pesanti sulle aziende di allevamento ovino.
“Nell’area dell’incendio pascolano molte aziende ovine – spiega Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa – che ora dovranno far fronte all’acquisto dei foraggi che venivano prodotti nei pascoli in tutto il periodo estivo e autunnale.
Purtroppo a causa dei prezzi bassi e delle forti oscillazioni del latte oggi non hanno le disponibilità economiche per affrontare un’ulteriore calamità dell’incendio. Per loro è un altro duro colpo”. Inoltre, sottolinea Filippi, “per ogni ettaro di macchia mediterranea andato in fumo sono morti in media 400
animali tra mammiferi, uccelli e rettili: ma sono migliaia le varietà vegetali danneggiate dagli incendi come i boschi di querce, di faggio, di castagno, di cerro, ma anche i funghi e le erbe aromatiche”.

Nei boschi andati a fuoco saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali come la raccolta di legna, tartufi e piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono a settembre migliaia di appassionati.
“Per difendere il bosco – conclude in presiente di Coldiretti – occorre creare le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli.
Occorre cogliere le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e
forestale”.

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Empoli: tracciata svastica su monumento deportati

Empoli: tracciata svastica su monumento deportati

Una svastica è stata disegnata con vernice nera su un monumento dedicato alla memoria dei deportati nei campi nazisti, a Empoli (Firenze), e che raffigura la ciminiera della ex vetreria Taddei dove l’8 marzo 1944 vennero rastrellate 55 persone per esser portate nei campi di concentramento in Germania.

La scoperta della svastica, nel giorno che dà il via al festival dell’antifascismo organizzato dall’Anpi di Empoli.
L’amministrazione comunale  è già intervenuta per rimuovere l’oltraggio. Il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, ha definito l’azione un “gesto di una gravità inaudita e ma soprattutto un chiaro segno di ritorno dei peggiori estremismi
di destra”.
Di seguito il commento dell’ANPI 
“Proprio nel giorno che dà il via al festival dell’antifascismo organizzato dall’Anpi di Empoli la città si è svegliata con la notizia di quello che non può essere definitivo come un atto vandalico ma un vero e proprio gesto filonazista e di oltraggio alla memoria.

La svastica apparsa questa notte sul monumento ai deportati nei campi di concentramento dell’8 marzo 1944 rappresenta per la sezione dell’associazione nazionale dei partigiani, ma crediamo anche per tutta la città di Empoli un gesto davvero terribile.

Segno che è necessario tenere sempre gli occhi ben aperti su quello che succede nel nostro territorio, che le derive fasciste sono sempre dietro l’angolo e che non si deve mai abbassare la guardia. Il vile atto ci mette quindi davanti ad una evidenza. Anche se rimane fondamentale l’attenzione non può rimanere solo sulla memoria: è infatti necessario discutere della nuova veste che il fascismo ha acquistito in questi anni.

L’Anpi non si limita quindi a condannare il gesto ma invita tutta la popolazione a prendere parte ai momenti di riflessione su antifascismo, diritti e Costituzione che l’associazione organizza in occasione di Io R*Esisto e durante tutto l’anno per combattere il nuovo strisciante fascismo sul terreno della cultura e dell’informazione.

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Radicali: Corso di autocoltivazione di cannabis

Radicali: Corso di autocoltivazione di cannabis

Corso pubblico di autocoltivazione di cannabis contro il proibizionismo, promosso da associazione Radicali italiani e Cellula Coscioni Firenze.

L’appuntamento organizzato con l’associazione dei Radicali è per quest’oggi alle ore 19 in piazza Santo Spirito.

“Vogliamo rilanciare una grande riforma che il Paese aspetta da tempo, quella per la
legalizzazione della cannabis e lo faremo con un’azione di disobbedienza civile,mentre c’e’ il
rischio che la commissione tagli il testo dell’intergruppo della parte più significativa e resti solo la parte sulla cannabis terapeutica”. Cosi’ il segretario di Radicali Italiani, Riccardo
Magi che spiega, “e’ meglio produrla da soli che comprarla, arricchendo la criminalità organizzata. Quello che facciamo- prosegue- e’ una istigazione a delinquere,
perché avviare una coltivazione e’ un reato molto grave”.

Un azione di “disobbedienza civile” che arriva dopo il successo della proposta di legge d’iniziativa popolare per la regolamentazione legale della cannabis, che presto sarà assegnato alle commissioni competenti. A tal proposito Filomena Gallo, segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni, sottolinea che “in Parlamento abbiamo due forze che si battono per la legalizzazione: i cittadini che hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare e i parlamentari con una proposta di legge di iniziativa parlamentare”.

Così Firenze Radicali- Stati Uniti d’Europa Ital fanno pressione perché l’iter per la legalizzazione non si fermi e danno appuntamento per questa sera a Firenze alle ore 19 in piazza Santo Spirito per un corso pubblico di autocoltivazione di cannabis: a tenere il corso, Luca Marola autore del libro “Autofiorenti, il primo manuale di coltivazione”.

Luca Marola spiega che la semina va fatta tra marzo e aprile “per avere il raccolto tra fine settembre e inizio ottobre”. Sarebbe quindi “sbagliato coltivarla a fine luglio con questo caldo, ma ci sono piante ibride che sono molto veloci a crescere”.

L’importante, osserva, e’ “mettere il seme a terra a non più di mezzo centimetro sotto terra e mantenerlo in un ambiente fresco e buio”. Poi dalla terza settimana bisogna procedere con “piccole dosi di fertilizzanti”. Infine l’esperto avverte:”Troppo amore uccide: non esagerate con il fertilizzante e attenzione alla temperatura troppo calda”.

E’ possibile informarsi sull’iniziativa attraverso l’evento Facebook al link: https://www.facebook.com/events/101776867155440/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2222%22%2C%22feed_story_type%22%3A%2222%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D&pnref=story

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Slot: a Firenze da ottobre il regolamento con orari, studio affidato ad Unifi

Slot: a Firenze da ottobre il regolamento con orari, studio affidato ad Unifi

Tra i cinque titoli del nuovo regolamento sul “gioco lecito” del Comune di Firenze non ci sara’ un articolo che fissa le fasce orarie in cui sara’ consentito accendere le slot machine.

Questo aspetto, infatti, sara’ regolato da una “specifica ordinanza firmata dal sindaco Dario Nardella”.

Lo sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re che con l’assessore allo Politiche sociali Sara Funaro sta lavorando sulla delibera.

In pratica, l’atto definira’ il regolamento; parallelamente sara’ licenziata un’ordinanza specifica sugli orari concessi tarata pero’ sul nuovo disciplinare. Due ‘pezzi’ della stessa battaglia accompagnati da uno studio che Palazzo Vecchio ha affidato alla facolta’ di psicologia dell’Universita’ di Firenze.

Il tutto per rendere il meccanismo, anche dal punto di vista scientifico, a prova di Tar, visto che i giudici amministrativi, bocciando la passata ordinanza che limitava gli orari delle slot, hanno puntato il dito proprio su una puntuale ricognizione scientifico accademica.

“Cosi’- spiega Del Re alle commissioni Sviluppo economico e Salute convocate in seduta congiunta- faremo una fotografia del fenomeno, con dati e cifre puntuali. Un lavoro che sara’ fatto coinvolgendo anche la casistica dei pazienti registrabile tramite gli studi privati degli psicologi, ma anche coinvolgendo le realta’ e le associazioni che ogni giorno combattono la ludopatia”.

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Mafia: 34 arresti per esponenti clan Brancaccio, radicato anche in Toscana

Mafia: 34 arresti per esponenti clan Brancaccio, radicato anche in Toscana

Nel giorno del 25esimo anniversario della strage di via D’Amelio nuovo duro colpo al clan mafioso di Brancaccio di Palermo.

Sono 34 gli arresti eseguiti dalle prime ore di questa mattina, dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Palermo, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale Dda.

Gli arresti vengono eseguiti in Sicilia, Toscana, Lazio, Puglia, Emilia Romagna e Liguria, “nei confronti dei maggiori esponenti del Mandamento mafioso di Brancaccio e di altrettanti loro complici, nonché al sequestro di numerose aziende, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro”, dicono gli inquirenti. In manette anche degli insospettabili.

Tra i destinatari di custodia cautelare in carcere spicca il nome di Pietro Tagliavia, capo del mandamento mafioso di Brancaccio e della famiglia di ”Corso dei Mille”, attualmente ai domiciliari.

Le investigazioni, eseguite in stretto coordinamento dalla Squadra Mobile e dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, “hanno consentito di fare luce su numerosi episodi di minacce, danneggiamento, estorsione, furto e detenzione illegale di armi da parte di esponenti della cosca di Brancaccio, nonché di ricostruire l’intero organigramma delle famiglie mafiose appartenenti al mandamento, definendo ruoli e competenze di ciascun associato e, in particolare, individuando gli elementi di vertice”.

L’attività di indagine della Dda di Palermo ha anche permesso di dimostrare “il totale controllo, da parte dell’associazione, di un ”gruppo imprenditoriale”, distribuito su diverse Regioni ma particolarmente radicato in Sicilia e Toscana“.

Nel corso dell operazioni, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza stanno procedendo, rispettivamente, al sequestro di numerosi veicoli e autoveicoli utilizzati per la commissione dei reati contestati, nonché delle aziende riconducibili agli esponenti mafiosi arrestati.

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