Incendio Teresa Moda, Cassazione: c’era trattamento disumano degli operai

Incendio Teresa Moda, Cassazione: c’era trattamento disumano degli operai

Rese note le motivazioni con cui la Suprema Corte ha condannato e sorelle Youlan Lin e Youlin Lin, responsabili della morte di sette operai della loro ditta di abbigliamento ‘Teresa Mode’ andata a fuoco a Prato il primo dicembre del 2013, nel più grave incendio verificatosi nel distretto pratese del tessile

Gli imprenditori stranieri che hanno attività produttive in Italia, dove impiegano lavoratori, hanno il dovere di rispettare le norme sulla sicurezza e contro gli infortuni anche nel caso in cui la produzione avvenga in fabbriche, capannoni o locali presi in affitto e già in cattive condizioni. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni di conferma delle condanne, scontate di un terzo per il rito abbreviato, nei confronti delle sorelle Youlan Lin e Youlin Lin, responsabili della morte di sette operai della loro ditta di abbigliamento ‘Teresa Mode’ andata a fuoco a Prato il primo dicembre del 2013, nel più grave incendio verificatosi nel distretto pratese del tessile.

Le Lin hanno sostenuto di aver affittato il capannone in pessimo stato e di non conoscere la lingua e le leggi italiane, ma la tesi non ha convinto i supremi giudici. Con processo separato, sono stati condannati in appello anche i due proprietari italiani della fabbrica dormitorio. Cinque uomini e due donne, tutti cinesi, alcuni con regolare permesso di soggiorno e altri senza documenti legali, morirono intossicati e ustionati mentre dormivano nei loculi ricavati in un soppalco abusivo allestito nel capannone preso in affitto dalle Lin che, rileva la Suprema Corte, trattavano gli operai in modo “disumano”, sia per l’orario di lavoro massacrante sia la paga da miseria. Yuolan Lin, che aveva maggiori responsabilità nella gestione della ditta, è stata condannata a otto anni e otto mesi di reclusione, sua sorella a sei anni e dieci mesi. Respinta dagli ‘ermellini’ la richiesta di riduzione della pena avanzate dalla difesa. Dopo aver scontato circa dieci mesi agli arresti, alle due donne è stato revocato il divieto di espatrio e sono tornate in Cina promettendo di tornare in Italia in caso di condanna definitiva. Oltre alle accuse di incendio e omicidio colposo plurimo, violazione delle norme di sicurezza e di tutela sul lavoro, le sorelle Lin sono state condannate anche per “favoreggiamento di permanenza illegale di soggetti clandestini al fine di ingiusto profitto”. In proposito, gli ‘ermellini’ sottolineano che “l’approfittamento della condizione di clandestinità di almeno una parte dei dipendenti della ditta, in base al quale venivano imposte condizioni di lavoro ed economiche ben al di sotto” del “normale” contratto di categoria, “integra il dolo specifico del fine di trarre un ingiusto profitto dallo stato di illegalità dei cittadini stranieri”. Il reato sussiste anche nel caso in cui “analoghe condizioni sarebbero state praticate pure nei confronti di dipendenti in regola con il permesso di soggiorno”, ha spiegato la Cassazione respingendo la tesi difensiva per cui la misera paga data a tutti avrebbe scagionato le Lin dall’aver violato la legge sull’immigrazione. “Il fatto che venissero oggettivamente sfruttati anche gli operai regolari sul territorio (per ragioni che possono essere le più varie) significa unicamente che vi era un identico, disumano trattamento tra tutti i lavoratori operanti nel capannone”, conclude la sentenza 12643. Confermata anche la costituzione di parte civile del Comune di Prato, della Cisl di Firenze-Prato e dell’Inail.(ANSA).

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Consiglio Firenze ricorda 40ennale di via Fani . Ma è polemica su ‘uscita’ consigliera PaP

Consiglio Firenze ricorda 40ennale di via Fani . Ma è polemica su ‘uscita’ consigliera PaP

Durante la commemorazione, la consigliera di Potere al Popolo, Miriam Amato  si è alzata e ha lasciato l’aula. Consiglieri Pd: “sconcertante”, “motivi familiari” ribatte lei

“Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino: sono i componenti della scorta del presidente della Dc Aldo Moro, trucidati nell’agguato di via Fani a Roma. È nostro dovere rivolgere un pensiero a questi uomini caduti per proteggere la democrazia”. Così, ricordando il quarantennale del rapimento del leader democristiano e della strage degli uomini della sua scorta da parte delle Br, la presidente del Consiglio comunale di Firenze ha aperto oggi la seduta. “E dobbiamo ricordare, insieme a loro, tutte le vittime di quegli anni terribili, uccise da atti terroristici che come istituzione respingiamo sempre con la massima forza”, ha aggiunto, sottolineando che “mai, mai e poi mai chi si è macchiato di quei crimini, chi ha fiancheggiato, protetto e sostenuto i terroristi può fare ironia sulle vittime, offendendo la dignità loro e delle famiglie devastate dal lutto”. Durante la commemorazione, la consigliera di Potere al Popolo si è alzata e ha lasciato l’aula. Un comportamento criticato dagli esponenti del Pd: “Sconcertante – hanno detto – evidentemente le parole della presidente Biti non le sono piaciute. E’ probabile che, invece, condivida l’affermazione che l’esponente delle Brigate Rosse ha espresso in occasione della visita fiorentina: ‘Ormai fare la vittima è un mestiere'”. La consigliera però smentisce le accuse: “Sorprende questa strumentalizzazione e fake news del Pd – replica – Tanto è che nell’ultima conferenza dei capigruppo avevo approvato la commemorazione di Moro. Il mio abbandono dell’aula è stato dettata da un’urgenza familiare”.

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Disegnate svastiche su sede Cgil di Massa

Disegnate svastiche su sede Cgil di Massa

Le svastiche sono state tracciate con vernice nera mentre gli uffici erano chiusi per la pausa pranzo. La sede della Cgil di Massa era già stata oggetto di altri oltraggi, qualche mese fa davanti ai cancelli era apparsa la scritta ‘Cgil amici dei fascisti’.

“Un po’ di giorni fa sul marciapiede davanti alla sede della Cgil, due giorni fa sulla porta della sede dell’Anpi di Carrara” mentre “oggi, nella pausa pranzo, qualcuno ha disegnato altre svastiche sulla porta di una delle sedi Cgil di Massa: sono già tre, nel giro di poco tempo, gli episodi che configurano un evidente intento intimidatorio”: lo dichiara la segretaria generale della Cgil Toscana, Dalida Angelini, rendendo noto un terzo episodio risalente a poche ore fa e analogo ai due precedenti.

Dalida Angelini aggiunge: “Il fascismo di ritorno è un pericolo vero, bene abbiamo fatto a lanciare insieme ad Anpi ed Arci la campagna ‘maipiùfascismo maipiùrazzismo’ che ha portato in piazza a Roma migliaia e migliaia di persone”, “nessuno riuscirà ad intimidirci”, “intensificheremo la nostra azione e sabato una nostra delegazione sarà a Carrara alla già proclamata manifestazione in risposta alla inaccettabile provocazione fascista che ha visto la sede dell’Anpi imbrattata da simboli nazisti”

Le svastiche comparse sulla sede della Cgil di massa sono due e sono state tracciate con vernice nera mentre gli uffici erano chiusi per la pausa pranzo. La sede della Cgil di Massa era già stata oggetto di altri oltraggi. Qualche mese fa davanti ai cancelli era apparsa la scritta ‘Cgil amici dei fascisti’.

“Atto vile e intollerabile- commenta l’episodio di oggi il segretario provinciale del sindacato Paolo Gozzani – Siamo preoccupati del fenomeno dell’emulazione; in troppi oggi sentono il bisogno di esprimersi richiamando simboli neo-fascisti o nazi-fascisti del passato. Temiamo il virus dell’intolleranza, del razzismo e della xenofobia. Questi fatti non vanno banalizzati”.

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Firenze: cade albero a in viale Machiavelli, danneggiate 2 auto su viale

Firenze: cade albero a in viale Machiavelli, danneggiate 2 auto su viale

La ditta incaricata dai proprietari dell’abitazione sta intervenendo sul posto per il taglio della pianta. Nessun problema, spiega la polizia municipale, per la circolazione dei veicoli.

Un grande albero è caduto questo pomeriggio nel giardino di un’abitazione privata in viale Machiavelli, a Firenze, finendo, in parte, fuori dal perimetro della proprietà danneggiando due auto in sosta. Nessuna persona è rimasta ferita. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. La ditta incaricata dai proprietari dell’abitazione sta intervenendo sul posto per il taglio della pianta. Nessun problema, spiega la polizia municipale, per la circolazione dei veicoli.

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Sda: accordo fra azienda e sindacati, stop sciopero

Sda: accordo fra azienda e sindacati, stop sciopero

Riconosciute parte delle richieste: i contratti nazionali saranno applicati e verranno installate delle timbratrici contro i turni “insostenibili”.

Dopo lo sciopero di venerdì alla sede di Campi Bisenzio (Firenze) di Sda, e una trattativa tra le parti conclusasi ieri sera, è stato firmato l’accordo tra aziende degli appalti e sindacati confederali. L’accordo recepisce parte delle richieste avanzate dal sindacato nei giorni scorsi.

Sono 100 i lavoratori fiorentini coinvolti, e 200 nel resto della regione: l’accordo inoltre interrompe gli scioperi dei lavoratori già programmati. Con il nuovo accordo, si legge in una nota Cgil, sarà applicato il contratto nazionale; saranno installate le timbrature per avere certezza degli orari di lavoro; saranno introdotte le indennità di trasferta (15 euro); ci sarà un miglior trattamento sulle malattie; ci sarà uno straordinario forfettizzato; sarà prevista la clausola sociale nei cambi d’appalto; infine, quanto alle penali disposte sui corrieri in caso di consegne mancate o erronee, farà fede il contratto nazionale e sarà prevista la creazione di una commissione tra fornitori e Rsa per valutare ogni singolo caso.

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