Spi Cgil Firenze: un assegno pensionistico su 4 è da rivedere, 600 mila euro non pagati

Spi Cgil Firenze: un assegno pensionistico su 4 è da rivedere, 600 mila euro non pagati

Pensioni, lo Spi Cgil Firenze recupera 597mila euro di somme dovute non pagate per 871 pensionati. “Venite a farvi controllare l’assegno, uno su quattro è da rivedere, c’è la possibilità di recuperare somme ingenti”. Maggiorazione sociale, assegni al nucleo familiare, quattordicesima: ecco 4 storie di recupero andato a buon fine

Nel territorio fiorentino, un assegno pensionistico su quattro (per la precisione, il 25,84%) è da rivedere. E 871 pensionati fiorentini (in maggioranza con pensioni sotto i mille euro) che in questo anno si sono rivolti allo Spi Cgil hanno potuto recuperare la bellezza di (in totale) oltre 597mila euro, grazie alla verifiche telematiche sul cosiddetto modello “Obis M” (la busta paga del pensionato). Nella maggior parte dei casi, si è trattato di non avere corrisposto le quattordicesime; seguono a ruota casi sull’invalidità civile, sugli assegni al nucleo famigliare, sui supplementi-reversibilità, sulla maggiorazione sociale, sull’integrazione del trattamento minimo. L’ufficio che ha recuperato più denaro è quello di Certaldo (99mila euro), a seguire ai primi posti Fucecchio (92mila euro), Vinci-Cerreto (91mila euro), Montelupo Fiorentino (65mila euro); la somma più ingente recuperata per un singolo pensionato ha sfiorato i 7mila euro.

“E’ importante ricordare che su questo fronte l’Inps si muove solo su sollecitazioni dell’interessato: quindi, per il pensionato è fondamentale controllare, ci sono possibilità di recupero di somme o prestazioni che non vengono concesse se non espressamente richieste – si tratta di diritti inespressi riconoscibili solo a domanda, diritti o prestazioni che possono insorgere in un momento successivo alla liquidazione della pensione – e inoltre è possibile chiedere indietro somme non versate fino a 5 anni prima”, spiega lo Spi Cgil Firenze, che lancia un appello ai pensionati a farsi assistere su questa questione così importante per la giustizia sociale e le tasche dei pensionati stessi (tel. 055-2700435, mail spi@firenze.tosc.cgil.it).

Lo Spi Cgil Firenze, con l’aiuto dell’Inca Cgil, sta lavorando ad un progetto di lettura del modello “Obis M” da circa tre anni, da quando cioè l’Inps non manda più al domicilio del pensionato questa documentazione. Avere questo modello è un diritto della persona: questo documento è a disposizione del pensionato alla fine di gennaio di ogni anno, perché a partire dal primo gennaio viene aggiornata la pensione in base all’adeguamento al costo della vita. A questo modello il pensionato può accedere scaricandolo on line, recandosi all’Inps e – se iscritto – al sindacato pensionati della Cgil. Non ricevendolo, il pensionato può dimenticarsi di avere diritto a questa certificazione quindi non può verificare i cambiamenti che possono essere avvenuti sulla propria pensione in base alle mutate condizioni economiche e familiari. L’impegno dello Spi Cgil su questo progetto (e lo Spi Cgil ringrazia i tanti volontari nelle leghe che permettono l’assistenza ai pensionati su questo fronte) prosegue negli anni anche informando le persone con apposite campagne. Tutto questo per garantire agli iscritti la stampa di questo modello e attraverso la sua lettura verificarne la correttezza. Con la lettura si arriva a riconoscere i cosiddetti “diritti inespressi” e a recuperare quanto dovuto, anche somme ingenti.

Le prestazioni legate al reddito di coppia o individuali alle quali il pensionato può avere diritto con la rilettura del modello “Obis M” sono o previdenziali (integrazione al trattamento minimo, 14° mensilità, pensione ai superstiti, rivalutazione) o assistenziali (maggiorazione sociale, importo aggiuntivo dell’assegno pensionistico, assegno al nucleo famigliare e assegno al nucleo famigliare di persona sola non autosufficiente con pensione di reversibilità proveniente da lavoro dipendente).

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Calcio, giocatori dell’Arezzo indicono sciopero per il 30 Dicembre

Calcio, giocatori dell’Arezzo indicono sciopero per il 30 Dicembre

I calciatori lamentano il mancato pagamento delle mensilità di settembre e ottobre. Interviene l’Associazione Italiana Calciatori per minacciare lo sciopero

L’associazione italiana calciatori annuncia ”lo stato di agitazione dei calciatori professionisti tesserati con l’US Arezzo s.r.l. e indice sin d’ora lo sciopero per sabato 30 dicembre 2017 auspicando che il club adempia al pagamento delle somme contrattualmente dovute, quantomeno per le mensilità di settembre ed ottobre 2017, e a tutte le obbligazioni contrattuali nel termine di mercoledì 27 dicembre, in modo da evitare l’esercizio del diritto di sciopero”.

”I giocatori dell’Arezzo – spiega l’Aic in una nota – lamentano l’estrema incertezza in cui versano i lavoratori della società. Come noto, dopo lunghe trattative, si è giunti alla cessione delle quote sociali e il rinnovo integrale di tutti i dirigenti. Nonostante ciò, i calciatori non hanno ricevuto ancora gli stipendi relativi a settembre ed ottobre e saranno costretti a subire penalizzazioni sportive a causa dei ritardi e delle carenze societarie. Non vi è stata alcuna comunicazione formale della nuova proprietà in ordine alle tempistiche previste per i pagamenti. Nonostante questo i calciatori, con grande senso di responsabilità, e disciplina si sono resi disponibili per la prossima trasferta in Sardegna”.

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Bilancio, approvato emendamento per luoghi della memoria

Bilancio, approvato emendamento per luoghi della memoria

Maurizio Verona, sindaco di Stazzema: “Provvedimento postivo. Occorre ricordare stragi del nazifascismo per evitare manifestazioni recenti”

La Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di Bilancio 2018 che stanzia un milione di euro nel 2018 e due milioni e mezzo a partire dal 2019 per cinque importanti luoghi della memoria del nostro Paese per tutelare e promuovere il patrimonio della lotta al nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione.

I cinque luoghi, spiega una nota del Comune di Stazzema (Lucca) sono la Risiera di San Sabba di Trieste unico campo di sterminio operante in Italia, l’ex campo di Fossoli, il Parco storico di Montesole, il Museo Cervi di Gattatico vicino Reggio Emilia ed il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema. Da anni il Comune di Stazzema chiedeva da tempo un maggior impegno dello Stato a sostegno della memoria, “chiedendo l’adeguamento del contributo che annualmente riceve per le attività del Parco e l’onorevole Raffaella Mariani da tempo si impegnava per sostenere questa iniziativa e con l’emendamento a sua firma si è ottenuto un risultato straordinario che consentirà di adempiere alle finalità del Parco come luogo di incontro per i giovani per la costruzione di un mondo senza più guerre”.

“Occorre per prima cosa ringraziare l’onorevole Mariani, il Parlamento e il Governo”, commenta il sindaco Maurizio Verona. Ricordando la tenacia dell’esponente del Pd, perchè “di memoria c’è assolutamente bisogno soprattutto per i giovani e lo dimostrano i recenti avvenimenti con il proliferare di manifestazioni in cui sono tornati in auge simboli ed ideologie che dovrebbero appartenere al passato”, il sindaco cita vari episodi degli ultimi mesi accaduti anche vicino a questi luoghi. Episodi contro i quali serve “una azione di memoria e di conoscenza dei fatti tragici del 1944, che si ripetono anche oggi un po’ in tutto il mondo. Per portare avanti iniziative servono strutture e finanziamenti. Lo Stato ci ha dato una mano”, conclude Verona.

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Ghizzoni, ex ad Unicredit: “Boschi mi chiese di valutare acquisto Etruria”

Ghizzoni, ex ad Unicredit: “Boschi mi chiese di valutare acquisto Etruria”

L’allora ad di Unicredit racconta che l’allora Ministra Boschi gli chiese di valutare un intervento in Etruria. “Richiesta del tutto normale, agimmo in indipendenza di giudizio”

Il 12 dicembre 2014 l’allora ad di Unicredit Federico Ghizzoni incontrò la ministra Maria Elena Boschi che gli chiese di “valutare l’acquisizione di Banca Etruria”. Lo ha detto lo stesso Ghizzoni in audizione alla commissione di inchiesta sulle banche.

“Non mi fu seccamente chiesto di acquistare Banca Etruria, l’avrei ritenuto inaccettabile. Ma di valutare un intervento in Banca Etruria nell’indipendenza di giudizi”. Così Ghizzoni in commissione d’inchiesta torna, sollecitato da Carlo Sibilia (M5S) sull’incontro con la Boschi. “Questo dal punto di vista semantico” spiega Ghizzoni “fa la differenza”. La richiesta c’e’ stata, ha spiegato, ma non ha leso la capacità di decidere in maniera indipendente.
Quella del ministro Boschi era una “richiesta che considerai abbastanza normale”. Continua Federico Ghizzoni, precisando che “soprattutto un Ceo di una banca come Unicredit deve mettere in chiaro che è la banca che prende la decisione e questo messaggio fu assolutamente condiviso dal ministro Boschi”. Ghizzoni ha detto poi che “non c’era nulla da nascondere al rientro in banca: incontrando un paio di colleghi, tra cui anche il capo dell’M&A, dissi del colloquio in cui c’era stata la richiesta e dissi ‘voi continuate a lavorare in totale indipendenza senza interferenza da parte di nessuno’. L’analisi fu fatta da tecnici in assoluto rispetto e l’analisi si fece in totale indipendenza”.
L’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni ricevette da Marco Carrai una mail il 13 gennaio nella quale diceva: “solo per dirti che su Etruria mi è stato chiesto nel rispetto dei ruoli di sollecitarti se possibile”. All’epoca Ghizzoni riferisce che “la mia prima reazione fu di chiedermi chi lo aveva sollecitato (a Carrai ndr) e decisi di non richiedere nessun chiarimento. Non volevo aprire altri canali di comunicazione”. In seguito Ghizzoni rispose “ok ti confermo che stiamo lavorando e contatteremo i vertici di Etruria”.
Unicredit comunicò definitivamente il 29 gennaio ai vertici di Banca Etruria che non era interessata ad acquisirla. “Comunicammo che non eravamo disponibili ad andare avanti e da quel momento in poi anche con Banca Etruria non ci furono più contatti” ha spiegato Ghizzoni, precisando che poi l’11 febbraio Etruria fu commissariata. A quel punto “poi ci furono un paio di contatti con il capo della vigilanza di Bankitalia Barbagallo assolutamente ovvi e dovuti. Il 24 febbraio in una call mi veniva chiesto se alla luce del commissariamento eravamo disposti a riaprire il caso e risposi che non eravamo disponibili e confermai anche a Barbagallo che non ci interessava l’investimento in Etruria, poi se ne riparlò a fine anno con il processo di salvataggio delle 4 banche in crisi”.

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Pisa, aggressione alla stazione: i minorenni prima svaligiarono pizzeria a Lucca

Pisa, aggressione alla stazione: i minorenni prima svaligiarono pizzeria a Lucca

La baby gang che aggredì una capotreno e due agenti di polizia aveva portato via dal locale di Lucca soldi ed alcolici. I primi esami hanno trovato nel sangue deglia ggressori mix di cocaina e alcol

All’alba avevano sfondato le vetrine di una pizzeria di Lucca e rubato il registratore di cassa e un ingente quantitativo di alcolici, i quattro minorenni che alle 11 di sabato hanno poi aggredito e malmenato alla stazione di Pisa prima una capotreno e poi due poliziotti. Lo ha reso noto la Polfer pisana, dopo avere ricostruito gli spostamenti del gruppo dei minorenni successivamente al loro allontanamento da una comunità di recupero di Pistoia dove erano stati trattenuti.

Gli agenti della polizia ferroviaria, spiega una nota diffusa dalla questura, “è risalita a loro in seguito della denuncia presentata alla questura di Lucca dal proprietario della pizzeria: grazie alla corrispondenza delle descrizioni, è scattato immediatamente un coordinamento investigativo che ha permesso di riconoscere negli autori del furtogli stessi minorenni che dopo qualche ora hanno aggredito i viaggiatori e la capotreno e ferito gli agenti della ferroviaria”.

Gli esami tossicologici eseguiti sui minori, prosegue la nota, “hanno confermato il mix di alcol e cocaina nel sangue dei giovani e tra qualche giorno si avrà uno spettro completo delle sostanze assunte: domani presso il tribunale per i minorenni di Firenze si terrà l’udienza di convalida dei minorenni arrestati”.

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