Scomparsa Vittorio Meoni, il cordoglio di Rossi e Barni

FIRENZE - Cordoglio per la scomparsa di uno degli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione in Toscana, ma anche gratitudine per ciò che ha saputo trasmettere nel suo impegno di memoria e di educazione delle nuove generazioni. È con questi sentimenti che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e la vicepresidente Monica Barni vogliono ricordare Vittorio Meoni, sopravvissuto all'eccidio di Montemaggio e alle torture a Villa Triste, ma nel dopoguerra e fino a oggi anche uomo che si è saputo distinguere per le sue qualità di storico ed educatore.

"Con lui se ne va una delle ultime voci di quella Toscana che ha saputo combattere il nazifascismo ma anche proporre un'idea di Italia diversa, capace di riunire le grandi culture politiche nel riconoscimento dei valori comuni della democrazia – sottolinea il presidente Rossi – La tristezza di questa scomparsa non può che stimolarci a rafforzare il nostro impegno per salvaguardare e trasmettere la memoria di ciò che è stato".

"Uno spirito libero, che non si è mai risparmiato nell'impegno nell'Istituto Storico della Resistenza o negli incontri nelle scuole con gli studenti – sottolinea la vicepresidente Barni, che nel governo regionale si occupa anche delle iniziative legate alla memoria – Sia come studioso che come educatore ha insegnato a tanti a ragionare con la propria testa e a coltivare i valori della libertà e dell'intelligenza. Ci mancherà, ma nel nostro impegno sul terreno della memoria e dell'educazione sapremo portare avanti la sua lezione"

Scomparsa Vittorio Meoni, il cordoglio di Rossi e Barni

FIRENZE - Cordoglio per la scomparsa di uno degli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione in Toscana, ma anche gratitudine per ciò che ha saputo trasmettere nel suo impegno di memoria e di educazione delle nuove generazioni. È con questi sentimenti che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e la vicepresidente Monica Barni vogliono ricordare Vittorio Meoni, sopravvissuto all'eccidio di Montemaggio e alle torture a Villa Triste, ma nel dopoguerra e fino a oggi anche uomo che si è saputo distinguere per le sue qualità di storico ed educatore.

"Con lui se ne va una delle ultime voci di quella Toscana che ha saputo combattere il nazifascismo ma anche proporre un'idea di Italia diversa, capace di riunire le grandi culture politiche nel riconoscimento dei valori comuni della democrazia – sottolinea il presidente Rossi – La tristezza di questa scomparsa non può che stimolarci a rafforzare il nostro impegno per salvaguardare e trasmettere la memoria di ciò che è stato".

"Uno spirito libero, che non si è mai risparmiato nell'impegno nell'Istituto Storico della Resistenza o negli incontri nelle scuole con gli studenti – sottolinea la vicepresidente Barni, che nel governo regionale si occupa anche delle iniziative legate alla memoria – Sia come studioso che come educatore ha insegnato a tanti a ragionare con la propria testa e a coltivare i valori della libertà e dell'intelligenza. Ci mancherà, ma nel nostro impegno sul terreno della memoria e dell'educazione sapremo portare avanti la sua lezione"